Ho sposato un traditore ...

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Vorrei fare modestamente notare che il figlio c'è.
Respingere un figlio Pier non lo si avrebbe voluto fa schifo.
Si può rimanere incinta anche usando tutte le precauzioni e non sentirsela di abortire è un sentire da rispettare. Il giusto diritto di aborto non può diventare obbligo di aborto.
Sul fatto che ci sia e lui si stia comportando in maniera pessima siamo d'accordo
Sul rimanere incinta con le precauzioni giuste mi sento di dubitarne.
Sull'aborto condivido
Sono stati imprudenti entrambi. Lui però era evidente che tipo fosse, lei perché non ha pensato alle conseguenze prima di agire. Pensava che lui rinsavisse?
In parte sono d'accordo con [MENTION=6817]Arcistufo[/MENTION]
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
che rifiuti il figlio a me sembra una inferenza.

Lei ha scritto che lui rifiuta lei. Che ha chiuso in modo duro i rapporti con lei, e anche anche parlandone non ne escono.
E che cerca altrove svago. (neanche ben precisato di che tipo...chatta...per giocare? per cuccare?...non si sa)

Perchè si è sentito fregato dal terzo figlio (e personalmente sarei curiosa di sapere perchè lui l'abbia accusata di averlo incastrato...avevano accordi per cui lei avrebbe preso un contraccettivo che non ha preso? è un fulminato che giocava al salto della quaglia? o che altro)

Se rifiutasse i figli, sarebbe lui a chiedere la separazione.

Lui è lì. In modo non molto diverso da come ci stava prima del terzo figlio, fra l'altro.

Mah...

Ci sono un sacco di elementi che ognuno interpreta secondo la sua propria sensibilità perchè non sono esplicitati nel racconto.

Che poi adesso il figlio c'è, è indubbio.
Anche se non mi pare che lui stia abbandonando la barca.

HA abbandonato, emotivamente, lei.

Tirar dentro i figli nei loro casini, lo considero scorretto. Da parte di entrambi.
Prima e anche adesso.

E, lo ribadisco, mi spiace per i bambini.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Sul fatto che ci sia e lui si stia comportando in maniera pessima siamo d'accordo
Sul rimanere incinta con le precauzioni giuste mi sento di dubitarne.
Sull'aborto condivido
Sono stati imprudenti entrambi. Lui però era evidente che tipo fosse, lei perché non ha pensato alle conseguenze prima di agire. Pensava che lui rinsavisse?
In parte sono d'accordo con @Arcistufo
Quando ci si sposa, per quanto si sia convinti di ragionare e di agire dopo meditata riflessione, si agisce sempre di impulso.
Però poi ci si devono assumere le responsabilità.
 

Foglia

utente viva e vegeta
[MENTION=6817]Arcistufo[/MENTION] e [MENTION=5159]ipazia[/MENTION]

Volevo rispondervi ma non me la sento :)

Vorrei solo dire (anche se so che la mia non è una risposta completa) che a volte ci vuole un fatto, nella vita, come e' la nascita di un figlio, oppure opporsi ad un aborto, che apra gli occhi su una marea di altri fatti ignorati (si.... Ignorati. Con colpa ma ignorati). Un fatto che ti faccia sentire responsabile quel tanto da dire basta.

Mi tolgo dalla discussione, troppo "pesante" per me.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
@Arcistufo e @ipazia

Volevo rispondervi ma non me la sento :)

Vorrei solo dire (anche se so che la mia non è una risposta completa) che a volte ci vuole un fatto, nella vita, come e' la nascita di un figlio, oppure opporsi ad un aborto, che apra gli occhi su una marea di altri fatti ignorati (si.... Ignorati. Con colpa ma ignorati). Un fatto che ti faccia sentire responsabile quel tanto da dire basta.

Mi tolgo dalla discussione, troppo "pesante" per me.
Spero di non aver contribuito a rendere ancora più pesante con i miei interventi :)

Sono d'accordo, a volte serve un fatto per aprire gli occhi. Non necessariamente un figlio o un aborto.

La Vita è fatta di fatti con cui ci si incontra e anche scontra.
A volte piacevoli, a volte dolorosi, a volte talmente profondamente dolorosi da scoperchiare il personale vaso di pandora che riporta a galla anche tutte quelle questioni che si credeva di aver chiuso in cantina.

Il fulcro, secondo me, è saper però distinguere fra il fatto in sè e il quadro generale in cui si è generato quel fatto.
(nulla nasce dal nulla).

Il fatto, spesso e volentieri, se collocato nel quadro generale, è semplicemente una sorta di ultimo atto, un ultimo passo che porta al limite oltre cui non è possibile continuare ad ignorare...e allora si tratta di decidere se guardare il dito o la luna.

In questo caso, a me sembra che si guardi il dito.

Per motivi sicuramente validissimi e funzionalissimi alle circostanze generali.

Ma sempre dito è.

E guardare quello, significa perdere una opportunità di miglioramento come minimo, a mio parere.

Sicuramente è un modo per far transitare per vie esterne un qualcosa che è strettamente interno. Raramente porta "bene" muoversi in questo modo.

Ed è questo il parere che sto esprimendo. :)

Fra l'altro, da come ti racconti, a me sembra che tu, a partire dal dito hai invece alzato gli occhi alla luna, e poi ti sei messa pure a guardare il Cielo...situazione completamente diversamente da quella che è stata descritta in questo 3d.

:)
 
Ultima modifica:

Foglia

utente viva e vegeta
Sarà che io al primo accenno di crisi se avessi potuto avrei preso 6 pillole al giorno
come si fa far tutto con tanta leggerezza?
Un figlio poi? Già è difficile quando tutto va per il meglio
Ecco, vabbè.... Rispondo giusto a te. Fai una domanda che fa molto male. Ma è giusto sentirsela fare. Ricordo la facesti anche a me. Non esiste una risposta a questa domanda, una risposta che abbia un minimo di logica. In certe situazioni ci finisci. Io avevo scritto al tempo in primis per sfogarmi. Le domande me le sono fatte, me le hanno fatte.

Ad oggi non ho risposte esaustive da dare "fuori" di me. Posso dirti quella che ho comunque dentro. Ed è che mio figlio c'è, ed evidentemente ci voleva lui per aprirmi gli occhi. L'ho messo anche lui nei problemi? Si, inutile dire che lui ne è fuori, ma è qui a giocarseli. E tutto sommato non credo sia il più sfortunato del mondo :)
 

Foglia

utente viva e vegeta
Spero di non aver contribuito a rendere ancora più pesante con i miei interventi :)

Sono d'accordo, a volte serve un fatto per aprire gli occhi. Non necessariamente un figlio o un aborto.

La Vita è fatta di fatti con cui ci si incontra e anche scontra.
A volte piacevoli, a volte dolorosi, a volte talmente profondamente dolorosi da scoperchiare il personale vaso di pandora che riporta a galla anche tutte quelle questioni che si credeva di aver chiuso in cantina.

Il fulcro, secondo me, è saper però distinguere fra il fatto in sè e il quadro generale in cui si è generato quel fatto.
(nulla nasce dal nulla).

Il fatto, spesso e volentieri, se collocato nel quadro generale, è semplicemente una sorta di ultimo atto, un ultimo passo che porta al limite oltre cui non è possibile continuare ad ignorare...e allora si tratta di decidere se guardare il dito o la luna.

In questo caso, a me sembra che si guardi il dito.

Per motivi sicuramente validissimi e funzionalissimi alle circostanze generali.

Ma sempre dito è.

E guardare quello, significa perdere una opportunità di miglioramento come minimo, a mio parere.

Sicuramente è un modo per far transitare per vie esterne un qualcosa che è strettamente interno. Raramente porta "bene" muoversi in questo modo.

Ed è questo il parere che sto esprimendo. :)

Fra l'altro, da come ti racconti, a me sembra che tu, a partire dal dito hai invece alzato gli occhi alla luna, e poi ti sei messa pure a guardare il Cielo...situazione completamente diversamente da quella che è stata descritta in questo 3d.

:)
Quando scrissi per la prima volta non credo di essere stata in una condizione tanto diversa da [MENTION=7261]ladybug[/MENTION] :)

E toccò anche a me fare i conti con responsabilità solo mie. Lo feci dopo la fase di sfogo. Non per niente, come mi dicesti anche tu, situazioni come questa sono viaggi.

Vabbuo'.... :)
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Quando scrissi per la prima volta non credo di essere stata in una condizione tanto diversa da @ladybug :)

E toccò anche a me fare i conti con responsabilità solo mie. Lo feci dopo la fase di sfogo. Non per niente, come mi dicesti anche tu, situazioni come questa sono viaggi.

Vabbuo'.... :)
io non paragonerei la tua situazione a questa

per quel che ricordo e che hai detto...sono profondamente diverse.

A partire dal fatto che non mi pare tu abbia usato il tuo potere neanche per te stessa...ma anzi.

Mi sembrano due situazioni completamente diverse, sai...e neanche speculari.

Certo è che se in questa senti risonanze con la tua, risonanze ci sono. Poi sta a te collocarle.

La nostra lady, a differenza tua, è nella posizione di colei che ha esercitato un potere, e quel potere le è tornato secco nei denti.

Tu hai rischiato di annullarti...dalle cose materiali a quelle emotive....

In questo rapporto lady ha trovato motivazioni per prendersi cura di sè (mi riferisco a curarsi l'obesità etc etc)...tu nel tuo hai trovato motivazioni per finire a raschiare il fondo (dal mollare il tuo lavoro e tutto il resto)...

Cerca bene nelle proiezioni...sono spesso specchi distorti :)
 
Ultima modifica:

spleen

utente ?
Ecco, vabbè.... Rispondo giusto a te. Fai una domanda che fa molto male. Ma è giusto sentirsela fare. Ricordo la facesti anche a me. Non esiste una risposta a questa domanda, una risposta che abbia un minimo di logica. In certe situazioni ci finisci. Io avevo scritto al tempo in primis per sfogarmi. Le domande me le sono fatte, me le hanno fatte. Ad oggi non ho risposte esaustive da dare "fuori" di me. Posso dirti quella che ho comunque dentro. Ed è che mio figlio c'è, ed evidentemente ci voleva lui per aprirmi gli occhi. L'ho messo anche lui nei problemi? Si, inutile dire che lui ne è fuori, ma è qui a giocarseli. E tutto sommato non credo sia il più sfortunato del mondo :)
Su una cosa sono profondamente d' accordo: che col senno di poi siamo tutti capaci di parlare e sparlare. Non che questo non debba farci capire gli errori, se ne abbiamo commessi, ma solo per capire che il nastro della nostra vita non si puo riavvolgere e quando facciamo delle considerazioni per lo status e per il fuuro dobbiamo partire dal valorizzare quello che rimane.
 
Su una cosa sono profondamente d' accordo: che col senno di poi siamo tutti capaci di parlare e sparlare. Non che questo non debba farci capire gli errori, se ne abbiamo commessi, ma solo per capire che il nastro della nostra vita non si puo riavvolgere e quando facciamo delle considerazioni per lo status e per il fuuro dobbiamo partire dal valorizzare quello che rimane.
È quello che stavo pensando anche io.questa donna ha commesso errori che puoi evidenziare ma solo nella parte di ragionamento funzionale al suo futuro e a quello dei suoi figli che ci sono e rimangono un valore aggiunto, certamente non una zavorra.noi avremmo fatto cose diverse ma la vita già vissuta è facile da leggere in pieno raziocinio
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Su una cosa sono profondamente d' accordo: che col senno di poi siamo tutti capaci di parlare e sparlare. Non che questo non debba farci capire gli errori, se ne abbiamo commessi, ma solo per capire che il nastro della nostra vita non si puo riavvolgere e quando facciamo delle considerazioni per lo status e per il fuuro dobbiamo partire dal valorizzare quello che rimane.
Ciao :):)

Mi è piaciuto quel grassetto, in particolare il sottolineato...sono d'accordo.

Valorizzare quel che rimane presuppone l'assumerselo, con il ruolo di protagonisti assoluti della propria Vita.
Nel bene e nel male.

senza questo passaggio io dubito ci possa essere valorizzazione, che non si può dar valore a quel che non si vede

secondo me, ovviamente
 

zanna

Utente di lunga data
È quello che stavo pensando anche io.questa donna ha commesso errori che puoi evidenziare ma solo nella parte di ragionamento funzionale al suo futuro e a quello dei suoi figli che ci sono e rimangono un valore aggiunto, certamente non una zavorra.noi avremmo fatto cose diverse ma la vita già vissuta è facile da leggere in pieno raziocinio
Mica vero :rolleyes:
 

zanna

Utente di lunga data
Ciao :):)

Mi è piaciuto quel grassetto, in particolare il sottolineato...sono d'accordo.

Valorizzare quel che rimane presuppone l'assumerselo, con il ruolo di protagonisti assoluti della propria Vita.
Nel bene e nel male.

senza questo passaggio io dubito ci possa essere valorizzazione, che non si può dar valore a quel che non si vede

secondo me, ovviamente
Nu pe gnente ... chi sei l'artefice del tuo destino?
 

Foglia

utente viva e vegeta
io non paragonerei la tua situazione a questaper quel che ricordo e che hai detto...sono profondamente diverse.A partire dal fatto che non mi pare tu abbia usato il tuo potere neanche per te stessa...ma anzi. Mi sembrano due situazioni completamente diverse, sai...e neanche speculari.Certo è che se in questa senti risonanze con la tua, risonanze ci sono. Poi sta a te collocarle. La nostra lady, a differenza tua, è nella posizione di colei che ha esercitato un potere, e quel potere le è tornato secco nei denti. Tu hai rischiato di annullarti...dalle cose materiali a quelle emotive....In questo rapporto lady ha trovato motivazioni per prendersi cura di sè (mi riferisco a curarsi l'obesità etc etc)...tu nel tuo hai trovato motivazioni per finire a raschiare il fondo (dal mollare il tuo lavoro e tutto il resto)...Cerca bene nelle proiezioni...sono spesso specchi distorti :)
Posso solo riflettere. Ho già premesso di non sentirmi lucida, a rispondere in questo 3d. Rifletterò su cosa visto che si.... Sono in parte proiezioni.
 

Skorpio

Utente di lunga data
dobbiamo partire dal valorizzare quello che rimane.
Sono d"'accordo
C'è il momento della rabbia, c'è il momento della lagna.. ma poi ci si rimbocca le maniche e si cerca di fare x il meglio

Tenendo conto che quando questo figlio è stato concepito, non c'ero io li, ma suo marito.

E non mi pare di aver letto di trucchetti o astuzie varie (ho la spirale, non c'è l'ho, etc..)

Anche perché di figli già ce ne erano due..

Per "incastrarlo" serviva proprio il 3°?? :cool:
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
È quello che stavo pensando anche io.questa donna ha commesso errori che puoi evidenziare ma solo nella parte di ragionamento funzionale al suo futuro e a quello dei suoi figli che ci sono e rimangono un valore aggiunto, certamente non una zavorra.noi avremmo fatto cose diverse ma la vita già vissuta è facile da leggere in pieno raziocinio
il futuro è presente, a mio parere...nel senso che il futuro non esiste, se non come conseguenza delle decisioni che si assumono nel presente, ed è forse il significato dell'essere artefici di se stessi senza cadere nell'onnipotenza da cui deriviamo culturalmente

certo è che assumersi i propri errori, è doloroso.
Specialmente quando coinvolgono altri che non hanno avuto la minima possibilità di scelta.

Assumerseli, vedendoli come una sorta di guerra vinta o persa (e io questo ho letto fra le righe, magari sbagliando), non mi sembra per niente un buon punto di partenza.

Questo genere di guerre sono solo promesse di disastri, il conto aperto è con se stessi provare a farsi sconti passando per il fuori non mi sembra una cosa saggia, e, più che altro, non mi sembra funzionale a prendersi in mano nella prospettiva di avere responsabilità su altre vite che dipendono interamente dal modo in cui ci si prende in mano.
 
il futuro è presente, a mio parere...nel senso che il futuro non esiste, se non come conseguenza delle decisioni che si assumono nel presente, ed è forse il significato dell'essere artefici di se stessi senza cadere nell'onnipotenza da cui deriviamo culturalmente

certo è che assumersi i propri errori, è doloroso.
Specialmente quando coinvolgono altri che non hanno avuto la minima possibilità di scelta.

Assumerseli, vedendoli come una sorta di guerra vinta o persa (e io questo ho letto fra le righe, magari sbagliando), non mi sembra per niente un buon punto di partenza.

Questo genere di guerre sono solo promesse di disastri, il conto aperto è con se stessi provare a farsi sconti passando per il fuori non mi sembra una cosa saggia, e, più che altro, non mi sembra funzionale a prendersi in mano nella prospettiva di avere responsabilità su altre vite che dipendono interamente dal modo in cui ci si prende in mano.
questo infatti fa parte del passaggio "utile"(per me).consapevolezza per andare avanti avendo responsabilità impellenti (tre figli)
 

spleen

utente ?
La connessione a Internet va e viene e ogni tanto mi sbatte fuori ..... Non riesco a quotare ma volevo salutare Minerva, Ciao, come stai? Ciao anche a Ipa.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Nu pe gnente ... chi sei l'artefice del tuo destino?
Cercherò di non essere prolissa :rolleyes::p:p

Una volta credevo che ognuno è INTERAMENTE artefice del proprio destino.
Con quel che ne derivava in termini di conseguenze, anche su se stessi (ricordi il discorso dell'isolamento? derivava in parte anche da lì...)

Adesso credo che si sia artefici fino ad un certo punto, ossia fino al punto in cui si prendono decisioni. Di cui si risponde.

Ma mi sto accorgendo che c'è un quid, incognito, che volenti o nolenti irrompe e provoca a volte semplici increspature a volte veri e propri tsunami, e lì non si è propriamente artefici (nel senso di assoluti creatori) ma si somiglia più a co-sceneggiatori

Ma forse dipende dall'idea di artefici e protagonisti assoluti...io ero convinta di poter non solo creare me stessa, ma anche il mondo in cui desideravo vivere...fino ad arrivare all'isolamento.

Credo di aver imparato che posso dominarmi, ma un po' come se fossi al timone di un vascello che naviga in mare...al cui volere in un modo o nell'altro si inchina. Semplicemente perchè non c'è alternativa.

Credo che l'essere artefici somigli al saper dominare quel vascello, senza credere di dominare il mare. :)
 
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