Io sono una persona affettuosa e premurosa di natura.
Certi gesti mi vengono spontanei.
Con chi amo.
Se non amo, continuo, mi sforzo, vado avanti, mi lambicco per ritrovare quei pensieri che mi venivano spontanei, prima... ma poi non vengono più.
I fiori in un giardino continuano a sbocciare solo se il terreno è fertile.
Il COnte dice che si lava il sederino con i sentimenti.Tu dici che non sono certi gesti esteriori che dicono qualcosa sui sentimenti.
Ma è dai sentimenti che nascono i gesti. E dopo un pò, non puoi fingere più. Dopo 28 mesi, certe cose non le fai se non ci sono sentimenti forti dietro.
IMHO, ovviamente
Ma scusa...
Tu fai una cosa per me.
Io ti dico...ehi pazza...ma cosa fai...chi te lo fa fare...dai no...non occorre...
Ti vedo mortificata.
Ti chiedo: Perchè stai facendo questo?
E tu: perchè ti voglio bene no?
Io, ah ho capito.
Voglio dire che io sono una persona che guarda molto a cosa riceve in termini concreti, in dimostrazioni concrete di affetto, e non sente molto i sentimenti.
Sarà perchè sono musicista no?
Vediamo io posso descrivere una musica con parole eccelse, ma questa descrizione non sarà mai pari alla materializzazione di questi suoni nell'aere aperto. Ci sono per esempio in certi pezzi delle indicazioni agocigo/espressive molto particolari...come con espressione di intimo sentimento...
Nell'autunno del 1912 Alban Berg scriveva alla moglie: «Ho suonato di nuovo la Nona di Mahler. Il primo movimento è la cosa più Splendida che Mahler abbia scritto. È l'espressione di un amore inaudito per questa terra, del desiderio [Sehnsucht] di vivere in pace con la natura e di poterla godere fino in fondo, in tutta la sua profondità, prima che giunga la morte. Perché essa arriva senza scampo. L'intero movimento è permeato dal presentimento della morte. Si presenta in continuazione. Ogni sogno terreno culmina in questo (da qui la sempre nuova agitazione che cresce impetuosa dopo i passi più delicati), al massimo grado naturalmente in quel passo incredibile in cui il presentimento della morte diviene certezza, in cui la morte stessa si annuncia "con forza inaudita" proprio nel mezzo della più profonda e più dolorosa gioia di vivere. E poi il lugubre assolo di violino e viola e quei suoni soldateschi: la morte in corazza! Contro tutto ciò non c'è più resistenza! Ciò che ancora sopraggiunge mi sembra come rassegnazione. Sempre con il pensiero all'aldilà, che si manifesta proprio in quel passo "misterioso" simile all'aria rarefatta - ancor più in alto delle montagne - sì, come nello spazio che si fa più rarefatto (Etere). E di nuovo, per l'ultima volta, Mahler si rivolge verso la terra - non più alle lotte e alle azioni, di cui si sbarazza (come già nel Lied von der Erde, con i mordenti passaggi cromatici discendenti), bensì soltanto ormai completamente alla natura. Come e quanto a lungo vuole godere ancora delle bellezze della terra! Lontano da ogni fastidio, egli vuole mettere casa [Heimat] nell'aria libera e pura dello Semmerin, per respirare a pieni polmoni questa aria, la più pura di questa terra, con respiri sempre più profondi, perché questo cuore, il più splendido che mai abbia pulsato tra gli uomini, possa espandersi sempre di più, prima di dover cessare di battere».
http://www.youtube.com/watch?v=zgNBF8M3nyI&feature=related