Adeguarsi alle "regole dell'amante" -che poi chi abbia scritto il perfetto galateo dell'amante non lo so- prevede che la donna taccia e rispetti il più rigoroso silenzio a proposito del proprio o altrui coniuge.
I nomi dei traditi non devono sfiorare le labbra impudiche, onde non venirne insozzati.
Nel pascersi dei sensi, nel rotolarsi nel fango godurioso, la consapevolezza della colpa dei traditori deve imporre il rispetto dei traditi col silenzio assoluto su di loro...
Cagate.
Se sei amante da una-due-tre botte e via, che parli a fare dei coniugi? Hai ben altro a cui pensare. Se sei amante da coppia fissa clandestina, certo che parli della tua vita. Diventi compagno e compagna, e parli di tutto. Può dare fastidio, ma a me sembra normalissimo. Vedetelo schifoso quanto volete, ma secondo me ci si abitua pure alla stranezza e al viscidume di parlare del proprio marito e moglie.Ci si confida col proprio amico e amica, sapendo che dall'altra parte c'è ascolto e pazienza.
Del resto, li stanno tradendo da oltre due anni, sinceramente, che cosa cambia che parlino di loro?!?!?!
Ma non è un problema il confidarsi e parlare di sè stessi all'amante, anche sfogandosi. Figuriamoci.
Ma giudicare i parenti dell'altro, con annessi equilibri famigliari (cit.
"cmq lo sento come parla con sua figlia al telefono e sembra lei la moglie." - "ma si capisce che sta solo tutta la settimana, per poi stare, sabato e domenica, sotto la sua gonna. E della figlia gelosa, lo so perchè mi raccontava degli aneddoti, non riferiti a me.") è di una grettezza direi incontestabile, anche perchè tu
estraneo alla famiglia non conoscerai mai appieno le dinamiche affettive padre-madre, marito-moglie... come hanno detto altri prima di me, ci sono cose
solo sue, di lui e della moglie, di lui e della figlia. E che - ti piaccia o no - non potrai mai entrarci e tantomeno avere titolo ad esprimere delle considerazioni. Nemmeno se diventassi la nuova moglie legittima di quest'uomo.
E non è una questione di galateo, bon ton... figuriamoci. Ho mai parlato di galateo dei sentimenti?
Ma di buonsenso, sì, ne parlerei. Anche di buon gusto, perchè no.
Dici che dopo due anni è normale parlare di tutto, ma io dico che certi argomenti non ha proprio senso toccarli... in nessun momento. Cioè, a cosa servirebbe? Che "ritorno", vantaggio ha Rosalbe nel giudicare sommariamente il rapporto tra il suo amante e i famigliari?
E - bada - non è per la questione di essere "traditori colpevoli che si rotolano nel fango godurioso"... come ripeto, tutta la solidarietà a Rosalbe per questa sua vicenda sentimentale.
In due anni che sono qui non penso di aver mai messo in croce nessuno perchè si era innamorato di un'altra persona che non fosse il coniuge....
Ecco, io penserei che quelle parole in blu sono squallide, inopportune, fuori luogo e volgari, anche se a pronunciarle fosse il capoufficio di quest'uomo, un collega, un amico di famiglia...
E allora in questo senso credo che sì, esistono dei limiti alla confidenza e all'intimità. Eccome, se esistono. Perchè è una questione di rispetto prima di tutto verso sè stessi, poi verso la persona che si ama. E sì, a mio parere incide anche sulla qualità del sentimento che si sta vivendo.
Se poi a te, o a Rosalbe, o a chiunque altro, queste paiono "cagate" (cit.), liberi di pensarla diversamente

, ci mancherebbe.
Ma io la vedo così e lo dico apertamente
ari