Film su Vallanzasca

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Abigail

Utente di lunga data
Inaccettabile film su Vallanzasca

06 Settembre 2010 10:45 http://www.corriere.it/politica/
(ANSA) - ROMA - I familiari delle vittime cadute per mano di Vallanzasca dicono 'no' alla presentazione a Venezia del film sul bandito. Con una lettera al Corriere precisano che non sono animati da spirito di vendetta, ma che vanno rispettate le vittime. Non e' ammissibile riscrivere fatti che riguardano spietati assassini attraverso le loro logiche. Le gesta di criminali, edulcorate da dialoghi romanzati e da attori conosciuti costituiscono una pericolosa tentazione all' emulazione.



Premesso che romanzare e giustificare la sua vita , rendendola quasi positiva (come successo in romanzo criminale che ci si sentiva stranamente vicini ai protagonisti) sia un enorme errore ma qui si parla di uno dei pochi , rarissimi in italia che abbia scontato veramente una pena. 40 mi sembrano una pena equa.
Comprendo lo stato d'animo dei parenti delle vittime ma ho letto che lo scopo del film era raccontare la sua storia non edificarla.
 

brugola

Utente di lunga data
se penso a cosa devono provare i parenti delle vittime sono d'accordo che un film su vallanzasca è inutile e porterà solo ulteriore dolore ai parenti.
forse non lo fanno con quell'obiettivo ma spesso rendono così affascinante il personaggio /negativo che cmq il risultato è che la gente provi più simpatia per questi personaggi.
per me è offensivo verso i parenti
 

Abigail

Utente di lunga data
se penso a cosa devono provare i parenti delle vittime sono d'accordo che un film su vallanzasca è inutile e porterà solo ulteriore dolore ai parenti.
forse non lo fanno con quell'obiettivo ma spesso rendono così affascinante il personaggio /negativo che cmq il risultato è che la gente provi più simpatia per questi personaggi.
per me è offensivo verso i parenti
bhè, affascinante non penso però capisco.
Forse l'uso di un attore bravissimo ma bellissimo come Kim Rossi stuart non è la scelta giusta perchè si corre quel rischio.
 

brugola

Utente di lunga data
bhè, affascinante non penso però capisco.
Forse l'uso di un attore bravissimo ma bellissimo come Kim Rossi stuart non è la scelta giusta perchè si corre quel rischio.
anche in romanzo criminale alla fine parteggi per il freddo...o almeno speri si salvi.
per me non è giusto
 

Abigail

Utente di lunga data
anche in romanzo criminale alla fine parteggi per il freddo...o almeno speri si salvi.
per me non è giusto
però sai, ci sono anche quelle che scrivevano le lettere a maso...:incazzato:nel senso che di coglioni è pieno il mondo..
allora non si dovrebbe fare nessun film su fatti di cronaca.:rolleyes:
forse lo scopo è quello di far conoscere anche altri lati di persone che hanno commesso reati. E' innegabile che ci siano anche se ai parenti oco importa (giustamente)
Nel caso di vallanzasca io credo sia veramente cambiato dopo tutti questi anni in gabbia.
 

Abigail

Utente di lunga data
L'ASSOCIAZIONE DEI FAMILIARI

No al film su Vallanzasca a Venezia
Va rispettato il ricordo delle vittime


Non è ammissibile riscrivere la storia e una memoria collettiva dei fatti che riguardano spietati assassini attraverso le loro logiche






L'ASSOCIAZIONE DEI FAMILIARI
No al film su Vallanzasca a Venezia
Va rispettato il ricordo delle vittime
Non è ammissibile riscrivere la storia e una memoria collettiva dei fatti che riguardano spietati assassini attraverso le loro logiche
Caro Direttore, le scrivo a nome di numerosi familiari di servitori dello Stato, caduti o feriti per mano criminale, prendendo spunto dalla presentazione alla Mostra del cinema di Venezia di un film e di un libro che narrano le vicende di un assassino che ha terrorizzato la Milano degli anni Settanta, lasciando purtroppo sulla sua strada numerose vittime. Erano, alcune di loro, onesti tutori dell'ordine, trucidati a tradimento durante operazioni di servizio. Fanno parte della nostra Associazione di volontariato Vittime del Dovere i familiari dei poliziotti coinvolti tragicamente in questa scia di sangue.
Mi preme sottoporre all'attenzione dei lettori il fenomeno sempre più diffuso della produzione di libri, film e fiction che ripercorrono la vita di criminali e malfattori riletta talvolta in chiave «amarcordista», se non addirittura sentimentale; degli interessi economici che vi ruotano attorno, ma soprattutto del dolore che tutto ciò causa ai familiari delle vittime.
La difficoltà maggiore è quella di riuscire a conciliare il diritto di espressione, le esigenze di mercato e il rispetto per la memoria delle vittime. La libertà di espressione è un diritto sancito dalla Costituzione e non può essere messo in discussione in una società moderna ed evoluta. Sappiamo che pretendere sobrietà ed attenzione sugli avvenimenti dolorosi che ci riguardano non è possibile, ma intimamente lo speriamo e in modo mesto ci sentiamo di chiederlo.
I mercati editoriali, televisivi e cinematografici premiano da sempre le narrazioni di vicende scabrose. Bisogna però chiedersi se i diritti sopra menzionati, quello di espressione e quello di un libero mercato, non collidano con un altrettanto importante diritto: quello di onorare la memoria delle vittime, di servitori dello Stato che hanno pagato con la vita il loro attaccamento alle istituzioni. Inoltre dovrebbe essere tenuto ben presente il rispetto per i sentimenti dei familiari di coloro che sono stati uccisi per mano di criminali. Riteniamo non sia ammissibile riscrivere la storia, costruire una memoria collettiva dei fatti che riguardano spietati assassini attraverso i loro stessi occhi e secondo le loro logiche irrazionali e inaccettabili, prescindendo dalla verità.
Non è il sentimento di vendetta ad animare i nostri pensieri, ma solo il desiderio di giustizia. Necessario e fondamentale è il recupero previsto dal nostro ordinamento penitenziario per quanti hanno sbagliato, tuttavia il passato non si può e non si deve cancellare. I mass media hanno il grande potere di veicolare messaggi positivi ai nostri giovani. E, se è vero che rappresentare le vite sbagliate, come dice qualcuno, può avere una funzione educativa, dal nostro punto di vista riteniamo che le trasposizioni cinematografiche o letterarie che narrano le gesta di criminali, protagonisti di fatti di cronaca, edulcorate da dialoghi romanzati, dalla presenza di attori conosciuti e dalle ambientazioni studiate ad arte, costituiscano una pericolosa tentazione all'emulazione per soggetti particolarmente fragili o non ancora maturi. Sarebbe più formativo per i giovani e significativo per l'opinione pubblica conoscere la realtà di quelle famiglie che hanno avuto la propria vita spezzata. Perché quindi non parlare delle vittime? Perché non spiegare il dolore delle vedove, i disagi e le paure degli orfani, gli incubi dei feriti e il vuoto lasciato a tanti genitori che hanno perso un figlio in nome dello Stato?
Troppo spesso tutto questo viene dimenticato. Pensiamo non sia opportuno finanziare con denaro pubblico opere incentrate sulla figura di delinquenti, né tanto meno assegnare patrocini e supporti d'immagine da parte di enti pubblici. Non sono un giurista, ma mi limito ad osservare che in altri Paesi si è prodotta una risposta a questi temi. Nel Regno Unito e negli Stati Uniti, per esempio, recenti provvedimenti di legge prevedono che, qualora un criminale desideri rendere pubblici, attraverso libri, memorie o film, i delitti di cui si è macchiato, né il soggetto in questione, né quanti promuovono queste iniziative per fini commerciali ne possano trarre benefici economici. Pertanto, gli eventuali guadagni vengono versati integralmente o parzialmente, secondo le disposizioni di un giudice, in un fondo gestito dallo Stato. Come Associazione ci stiamo impegnando in questo senso, affinché anche in Italia si dia una definizione a questo problema.
Tornando alla vicenda che ha ispirato queste righe, cogliamo l'occasione per sottolineare che la frase «Parte dei proventi del libro sarà offerta da Renato Vallanzasca all'Associazione Vittime del Dovere», riportata nel libro «L'ultima fuga. Vita di Renato Vallanzasca», scritto da Leonardo Coen e Vallanzasca, non è frutto di alcun tipo di accordo con la nostra Associazione. Ci rammarica non essere stati interpellati prima della stampa e della distribuzione di questo libro; decisamente avremmo impedito la pubblicazione di quella dicitura. Riteniamo infatti paradossale pensare che un lettore possa intendere che ci sia stata un'intesa di natura economica tra noi e colui che ci ha tolto l'affetto dei nostri cari.
No, non possiamo accettare anche questo affronto. Desidero concludere ricordando i volti ed i nomi delle Vittime del Dovere, cadute per mano dell'uomo la cui parabola criminale verrà celebrata al Festival del Cinema di Venezia e di cui spero ci venga risparmiata la passerella sul tappeto rosso del Lido: Bruno Lucchesi, Giovanni Ripani, Luigi D'Andrea, Renato Barborini. Onore e memoria siano sempre tributati a loro, non ai carnefici.
 

xfactor

Utente di lunga data
se penso a cosa devono provare i parenti delle vittime sono d'accordo che un film su vallanzasca è inutile e porterà solo ulteriore dolore ai parenti.
forse non lo fanno con quell'obiettivo ma spesso rendono così affascinante il personaggio /negativo che cmq il risultato è che la gente provi più simpatia per questi personaggi.
per me è offensivo verso i parenti


:blu:


Perchè spari boiate?
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Non ho visto questo.
Però ho visto "Banditi a Milano" sulla banda Cavallero (tra l'altro avevano sparato e ucciso dietro casa mia e avrei potuto essere anch'io tra le vittime), ho visto la fiction sulla Uno Bianca, e ho visto -Gli Intoccabili.
Non mi è parso che esaltassero i delinquenti.
Ma non mi è parso neanche in Romanzo criminale. Mentre la serie mi ha suscitato perplessità.
Ma vi è pure una serie totalmente di fiction, Dexter, su un poliziotto serial killer.
Non credo che si possa raccontare solo quello che non suscita il dolore di qualcuno.
 

Abigail

Utente di lunga data
Non ho visto questo.
Però ho visto "Banditi a Milano" sulla banda Cavallero (tra l'altro avevano sparato e ucciso dietro casa mia e avrei potuto essere anch'io tra le vittime), ho visto la fiction sulla Uno Bianca, e ho visto -Gli Intoccabili.
Non mi è parso che esaltassero i delinquenti.
Ma non mi è parso neanche in Romanzo criminale. Mentre la serie mi ha suscitato perplessità.
Ma vi è pure una serie totalmente di fiction, Dexter, su un poliziotto serial killer.
Non credo che si possa raccontare solo quello che non suscita il dolore di qualcuno.
in romanzo criminale però io ho sperato fino all'ultimo che il freddo riuscisse a rifarsi una vita.:rolleyes::rolleyes::rolleyes:
credo sia questo il rischio
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
in romanzo criminale però io ho sperato fino all'ultimo che il freddo riuscisse a rifarsi una vita.:rolleyes::rolleyes::rolleyes:
credo sia questo il rischio
Non mi pare un rischio.
Nel senso che porta a cercare un riscatto per chiunque e quindi a confermare i valori positivi di onestà.
Mica si spera che faccia stragi.
 

Abigail

Utente di lunga data
Non mi pare un rischio.
Nel senso che porta a cercare un riscatto per chiunque e quindi a confermare i valori positivi di onestà.
Mica si spera che faccia stragi.
grazie al chez.

Intendo che se fossi la figlia di una sua vittima non penso avrei quella speranza e forse mi offenderebbe che altri l'avessero
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data

Mari'

Utente di lunga data

Mari'

Utente di lunga data
06-09-10 CINEMA/VENEZIA: PLACIDO, VALLANZASCA? IN PARLAMENTO C'E' DI PEGGIO

(ASCA) - Venezia, 6 set - Girato tra Milano e Roma, ''Vallanzasca'' di Michele Placido e' stato presentato questa mattina alla critica fuori concorso.

''Abbiamo richiesto noi al Direttore Muller che fosse in questa sezione'', ha spiegato il regista nella conferenza stampa accompagnato dal cast al completo, e con la moglie del criminale degli anni '70, Antonella Vallanzasca (Paz Vega sugli schermi), seduta tra il pubblico.

''Se ne sono dette di tutti i colori in questi giorni su Vallanzasca - ha detto Placido - come fosse, dal Dopoguerra ad oggi, il pericolo numero uno di questo Paese.

Dichiarazioni e polemiche alle quali non vorrei nemmeno rispondere perche' forse non siamo informati su quanto ancora succede: stragi, terrorismo nero e rosso. Vallanzasca e' un uomo che sta pagando per quel che ha fatto ma sappiamo bene che ci sono persone in Parlamento che hanno fatto peggio. Ho grande rispetto per il dolore delle vittime e ho avuto remore a fare questo film perche' mi sono chiesto, da artista, se sarei stato in grado di raccontare la parte oscura che c'e' in ognuno di noi. Ma Kim voleva, da attore e lo capisco, affrontare questo viaggio. Vallanzasca negli anni Settanta e' stato un mito, poi abbandonato. Aveva una simpatia e una leggerezza comportamentale che ancora oggi spiazza. E' una persona capace di essere seduttiva e sotto quest'aspetto c'e' il criminale ed e' li' il mistero''.

Il regista ha aggiunto: ''Vallanzasca e' un uomo che si e' assunto la responsabilita' di tutti i delitti anche se sappiamo non sempre vera. Non ha mai sparato su persone inermi, non si e' mai arricchito, non ha un soldo in banca.

Non ha mai avuto a che fare con associazioni mafiose ma quest'aspetto non ho voluto metterlo dentro il film. Sarebbe diventato troppo politico e lungo. Vallanzasca non va perdonato ma compreso. Poco prima di girare mi ha confessato il suo ultimo delitto: l'uccisione di un pentito. Per lui, un dovere. Ed ho voluto metterlo nel film''.

E a chi gli ha chiesto se nel 2010 sentiva proprio il bisogno di raccontare la storia di uno che ha mandato al cimitero cosi' tante persone, lui ironicamente ha risposto: ''Non si puo' dire questo proprio a me, io che ho fatto Padre Pio, un Papa che adesso nemmeno ricordo quale...

Vallanzasca non e' un angelo, lo abbiamo attraversato. Non lo vogliamo assolvere. Abbiamo solo voluto vedere il male e lui ce lo ha permesso''. In conclusione, una critica alle major italiane: ''Voglio ringraziare la Fox e, pensate un po' i francesi che hanno creduto in questo film, mentre ne' la Rai, ne' Medusa ha voluto produrlo''.

http://www.asca.it/news-CINEMA_VENE...IN_PARLAMENTO_C_E__DI_PEGGIO-946425-ORA-.html
 

Mari'

Utente di lunga data
Film su Vallanzasca, Placido: "In parlamento c'è di peggio"

I famigliari dei poliziotti uccisi criticano la scelta del regista di ispirarsi all'autobiografia del bandito. La replica: "Allora non si dovrebbe più scrivere libri o fare film sulla mafia"

06 settembre, 2010

http://video.sky.it/videoportale/index.shtml?videoID=604452594001

Il 'bel René' protagonista del sesto giorno della Mostra del Cinema, tra film e polemiche. La vita del bandito Renato Vallanzasca arriva sul grande schermo con il film 'Vallanzasca - Gli angeli del male' di Michele Placido, in programma il 6 settembre nella categoria Fuori Concorso. Sala mezza vuota, niente fischi ma nemmeno applausi: gli spettatori hanno accolto l'opera con gelo.
Vita, crimini, arresti ed evasioni di Vallanzasca - interpretato da Kim Rossi Stuart - e della sua banda sono raccontati in chiave fiction sullo sfondo della Milano degli anni '70. La narrazione dei suoi delitti (rapine, sequestri, omicidi che gli hanno valso la condanna a quattro ergastoli) prende spunto dall'autobiografia 'Il fiore del male', scritta assieme al giornalista Carlo Bonini e pubblicata nel 2009 da Tropea.

Critiche dai familiari delle vittime - Saranno criminali, ma fin dal titolo sono anche angeli, belli e dannati. Lo stesso Vallanzasca si definisce, nel corso del film, "un angelo con un lato oscuro un po' pronunciato". E il lungometraggio si chiude con l'angelico sorriso di René-Kim Rossi Stuart. Ma l'Associazione di volontariato Vittime del Dovere, che riunisce i famigliari dei poliziotti uccisi dalla banda Vallanzasca, non ci sta. Con una lettera al Corriere della Sera avverte: non è ammissibile "riscrivere la storia, costruire una memoria collettiva dei fatti che riguardano spietati assassini attraverso i loro stessi occhi e secondo le loro logiche irrazionali e inaccettabili, prescindendo dalla verità. Pensiamo non sia opportuno finanziare con denaro pubblico opere incentrate sulla figura di delinquenti, né tanto meno assegnare patrocini e supporti d'immagine da parte di enti pubblici".

Falso moralismo - Dura la risposta di Michele Placido, che interviene alla presentazione del film: "Qui c'è un falso moralismo, addirittura Rai e Medusa lo hanno rifiutato: mi hanno detto che è un personaggio troppo scomodo, come se Vallanzasca rappresentasse il male dell'Italia dal dopoguerra ad oggi". "Allora non si dovrebbe più scrivere libri o fare film sulla mafia, infatti c'è chi accusa Saviano di fare i soldi con la camorra", ha concluso il regista.
Quanto alla visione "amarcordista, se non addirittura sentimentale" che secondo l'Associazione Vittime del Dovere potrebbe costituire "una pericolosa tentazione all'emulazione", Placido risponde citando il carisma del bel René. "Era indubbio il suo fascino - ricorda - aveva la capacità di sedurre oltre ad essere simpatico".
Poi, la stoccata che fa più discutere: "Ci sono persone che stanno in Parlamento e hanno fatto peggio di Vallanzasca. Prima di fare questo film mi sono posto il problema perché sono stato prima in un collegio di preti e poi ho fatto il poliziotto".

Tutti i video sulla Mostra del Cinema di Venezia

http://tg24.sky.it/tg24/spettacolo/2010/09/06/mostra_cinema_venezia_vallanzasca.html
 

Abigail

Utente di lunga data
se vallanzasca si è beccato 4 ergastoli le ragioni ci sono.
La provocazione di placido è comprensibile ma ridicola.
Io andrò a vedere il film perchè m'interessa.
Film su personaggi negativi sono sempre stati fatti e non mi pare sia stata fatto tutto sto casino. Il padrino ,solo per fare un esempio.
Quello che non capisco è perchè si pretenda che il film sia finanziato dallo stato che ha il dovere di cautelare le vittime .
 
Stato
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