quando ci si sente abbandonati ci si comporta come fanno i bambini: si battono i piedi in segno di protesta, e questa protesta la si esprime con mille domande che pretendono risposte che mai , qualunque esse siano, ci daranno pace.
Come se il mondo, la realtà tutta non riconoscesse la nostra persona, come se la invalidasse, come se l'intero nostro essere venisse negato.
e che tormenti...che lacerazioni...
è folle tutto questo.
folle!
legare il senso che diamo a noi stessi attraverso QUEL ri-conoscimento unico. come se su questa terra esistessimo solo in due. come se questo binomio d'amore fosse il solo capace di farci sentire vivi...mi chiedo, ma dentro questo dolore... profondo buio e lancinante, come un coltello...ci si è mai fermati a osservarlo?
non è facile, lo so , ma è possibile...
quando ci sono riuscita ho intravisto me, e una paura antica, e la chiamo antica perchè quasi si distaccava dall'oggetto contemporaneo da cui ritenevo aver subito l'offesa. L'offesa di non essere amata.
e allora mi sono presa per mano e mi sono trascinata altrove, anche a fatica inizialmente, con molta fatica, ma piu' camminavo , piu' cercavo di staccarmi razionalmente da cio' che consideravo un tradimento, e piu' mi riconciliavo con la realtà attraverso mille ri-conoscimenti.
ma questo cammino lo si deve percorrere, inciampando mille volte e cambiando scarpe se serve, ma se si rimane fermi li', a piangere come fanno i bambini quando fanno i capricci, urlando " ma lui / lei mi deve amare per forza e quindi io protesto... !!! " adulti non lo si diventerà mai.
sempre legati a quella paura antica che ci infognerà sempre piu' in basso.
smettila di farti domande cara amica, girati e cammina, sposta la tua attenzione da lui a te stessa.
e vedrai che la realtà ricomincerà a risponderti.
ps non sono entrata nel merito del fidanzato perchè è l'atteggiamento che conta. che siano uno, o tanti.