Ciao a tutti. E' la prima volta che scrivo ... sono una ragazza giovane che convive da circa un anno e mezzo. Il mio ragazzo è un ragazzo a modo, educato, pacato, presente in casa, nelle coccole, ecc. Io sono una ragazza, cosiddetta brava, sensibile, tenera, educata ecc. Ma sono anche, come dire, sessuale, mentre il mio ragazzo è più posato ... anche mentalmente sono più "affilata", mentre lui è più semplice e riposante.
Circa due anni fa ho avuto una breve storia con un uomo affascinante, bellissimo, di cui ero stracotta, ma che aveva una visione per me troppo aperta della coppia (mi parlava di scambismo, per intenderci, e comunque non voleva una famiglia). L'ho lasciato da un giorno all'altro. Non gli ho mai dato un motivo preciso del fatto del perché me ne andassi, ma dentro di me era perché mi stavo innamorando e sapevo che non avrei potuto sopportare questo suo modo di vivere la coppia e che mi avrebbe fatta soffrire.
Quando ho iniziato la convivenza con il mio ragazzo attuale, mi sono trasferita di mille e mille chilometri, cambiando emisfero praticamente. Pensavo di aver dimenticato quell'uomo, si era già fatto risentire, ma ora che si è fatto di nuovo risentire dicendomi che vuole venirmi a trovare (ci separano circa diecimila km quindi andata e ritorno ventimilia) e se posso liberarmi un paio di giorni per lui (con una notte compresa naturalmente) è come se tutti i sentimenti che avevo dentro si stessero risvegliando. Io non ho più negato, gli ho semplicemente detto che sono un po' incasinata con le feste e che vedremo tra un paio di mesi... la cosa strana è che sono una persona che si ritiene contro il tradimento, ma di colpo! non sento più questa cosa come "un peccato", penso solo che sarà una notte ... e chi vivrà vedrà! anche se cerco in tutti i modi di convincermi che è male, è come se proprio non ci fosse nulla di sbagliato. Vince la voce che dice lo desidero, lo voglio. Se qualcuno ha un'esperienza simile o può consigliarmi .... considerate che non sono sposata e che oggettivamente posso fare tutte le scelte che voglio...
Ciao NuovaVi!
Tu mi appari come l'esterno di una vergine di Norimberga, liscia e fresca all'esterno e sgradevole e dolorosa all'interno.
Un po' come la protagonista della bella e la bestia, la bestia cioè, che si vestiva da damerino e ballava nel gran salone rococò mentre di notte mangiava sozzure cole gli zoccoli laidi.
Due cose bellissime, invero, ma da mantenere separate.
Il setto che divide i bisogni laidi da quelli appena usciti dalla lavastiviglie di chiama intelligenza.
E l'intelligenza è una cosa rara e preziosa, che non va ostentata, perchè altrimenti sarebbe come esaltare un pomfo cutaneo che nasconde chissà quale genere di sebo giallognolo o pus schifoso piuttosto che coprirlo con biacca e litopone.
L'eziologia del bisogno da un lato si scompone come divaricazione di una manifestazione puramente estetica tra il candido e il vermiglio, dall'altro si affastella a guisa di domino di necessità le cui tessere hanno spinta centrifuga più che attrazione centripeta.
Così come non è buona cosa e feconda pensare a qualcosa di appetitoso come il cerume auricolare mentre ci si appresta a imboccarsi con una corposa cucchiaiata di sterco caldo, allo stesso modo è poco utile rimarcare una noia travestita da tranquillità quale contraltare ad una insoddisfazione pelvica facilmente deflagrante.
Ma i giochi non sono fatti, e come il punto interno dell'aleatorio quincunce tu sembri equidistante dalle quattro possibili polarità d'attrazione che, alternativamente e non con contemporanea evidenza, possono garantire un buon angolo retto nella copertura del giro completo degli orizzonti di realizzazione.
Essi sono una fisicità lusinghiera e asfittica, più regolamentatrice di eccessi che sanzionatrice di coercizioni, una conigliosa matabolizzazione di abilità materne e muliebri, intonsa gioia di sfinimento filogenetico, una compromissoria alternanza sinusoidale di affezione ventrale ed affettazione sociale, utile equilibratrice di soddisfazioni intime e civili, ed un sincretismo ambiguo e affannoso di inconciliabili, più tribolazione motoria che alleviamento cardiaco.
Tra i desideri inconciliabili, vanno sacrificati non i meno apprezzabili, ma i meno irrinunciabili.
Ciao!