Epigrafe

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Alce Veloce

Utente di lunga data
Sarò io che sono tardo, e lo sono, ma ho idea che Alfeo o non si riferisse a me, pur iniziando nominandomi, oppure si sia confuso, e mi abbia preso per un traditore anziché tradito.
Chiedo venia, ripeto: sono un "lento". A volte arrivo tardi, a volte mi perdo per strada.
 

Alce Veloce

Utente di lunga data
Se volete, però, proviamo a tornare "a bomba" e ditemi cosa ha ispirato la lettura delle mie rime.
Quando si legge una poesia, si guarda un quadro od una scultura, si ascolta un brano musicale, difficilmente nella mente dell'osservatore nasce un'immagine identica a quella che ha generato l'opera nella mente dell'autore.
Quale immagine quindi ha ispirato in ognuno di voi il mio lavoro?
Parlo di emozioni vostre, legate al vostro vissuto, possibilmente slegate dalla conoscenza o meno della mia storia personale.
Se volete, certo.





Se non voleste, vedrò di buttare giù un sonetto apposta per mandarvi a quel paese ! :D:carneval::D:carneval::D:carneval::D:carneval::D
 

alfeo

Utente di lunga data
Sarò io che sono tardo, e lo sono, ma ho idea che Alfeo o non si riferisse a me, pur iniziando nominandomi, oppure si sia confuso, e mi abbia preso per un traditore anziché tradito.
Chiedo venia, ripeto: sono un "lento". A volte arrivo tardi, a volte mi perdo per strada.
Scusami Alce Veloce,
io ho solo preso spunto dalla tua metrica, non dalla tua storia.
Comqunque il tono era un po' scherzoso, ovviamente. Ma ovviamente non intendo scherzare sulla serietà delle storie di ciascuno di noi, volevo solo sdrammatizzare un pochettino.
Spero non te la sia presa.
 

Alce Veloce

Utente di lunga data
Scusami Alce Veloce,
io ho solo preso spunto dalla tua metrica, non dalla tua storia.
Comqunque il tono era un po' scherzoso, ovviamente. Ma ovviamente non intendo scherzare sulla serietà delle storie di ciascuno di noi, volevo solo sdrammatizzare un pochettino.
Spero non te la sia presa.

Prendermela? E di che? :)

Figurati! :up:
 

Rabarbaro

Escluso
Se volete, però, proviamo a tornare "a bomba" e ditemi cosa ha ispirato la lettura delle mie rime.



Nelle sei terzine dantesche l'A. sembra voler esternare l'agnizione, intima e raccolta, della fine di un sentimento d'amore.
Attento a distinguere temporalmente il periodo di sentimento attivo, con forme verbali che indicano azione conclusa, e la successiva disillusione, attraveso forme di prossimità e contemporaneità, l'A. crea una profonda fenditura nella continuità spaziale del proprio mondo interiore.
Il passaggio tra l'amore-illusione-trascorso e il non amore-disillusione-presente è reso tramite un inarcamento di frangenti, episodi e dubbi, i quali, in quanto taciuti, urlano ancor più fortemente la propria dolente presenza.
Forse proprio la natura alterna e poco riconoscibile di quanto avvenuto nella parentesi che separa l'oggi dall'altro ieri, che i versi lasciano volutamente vuota, viene pennellata argutamente solo dalle tracce e dai segni indelebili che la loro somma ha inciso nell'anima dell'A.
Viene poi tracciata, con ricercata ambivalenza, la natura del passato sotto forma di inganno, quindi maligno e tendente alla molestia (Falso...falso...falso...) quasi con connotazione morale, in sinergia con la sua natura puramente illusoria, priva di qualsivoglia accessorio sentimentale e puramente di passaggio, necessariamente da esperire, di smagamento e disillusione cognitiva (...esplodon come bolle.).
Conclude infine l'A.,con stoico e asciutto verseggiare, l'eroica e umanamente terribile saga che vide tremare l'Ilio superba che gli alberga in petto.
L'assedio è infine terminato e il cavallo viene lasciato fuori dalle mura.


L'A. sembra però lasciarci facendo intendere d'avere ancora otri di inchiostro ferro-gallico e molte candide pergamene...


My two cents.
 

Alce Veloce

Utente di lunga data
Nelle sei terzine dantesche l'A. sembra voler esternare l'agnizione, intima e raccolta, della fine di un sentimento d'amore.
Attento a distinguere temporalmente il periodo di sentimento attivo, con forme verbali che indicano azione conclusa, e la successiva disillusione, attraveso forme di prossimità e contemporaneità, l'A. crea una profonda fenditura nella continuità spaziale del proprio mondo interiore.
Il passaggio tra l'amore-illusione-trascorso e il non amore-disillusione-presente è reso tramite un inarcamento di frangenti, episodi e dubbi, i quali, in quanto taciuti, urlano ancor più fortemente la propria dolente presenza.
Forse proprio la natura alterna e poco riconoscibile di quanto avvenuto nella parentesi che separa l'oggi dall'altro ieri, che i versi lasciano volutamente vuota, viene pennellata argutamente solo dalle tracce e dai segni indelebili che la loro somma ha inciso nell'anima dell'A.
Viene poi tracciata, con ricercata ambivalenza, la natura del passato sotto forma di inganno, quindi maligno e tendente alla molestia (Falso...falso...falso...) quasi con connotazione morale, in sinergia con la sua natura puramente illusoria, priva di qualsivoglia accessorio sentimentale e puramente di passaggio, necessariamente da esperire, di smagamento e disillusione cognitiva (...esplodon come bolle.).
Conclude infine l'A.,con stoico e asciutto verseggiare, l'eroica e umanamente terribile saga che vide tremare l'Ilio superba che gli alberga in petto.
L'assedio è infine terminato e il cavallo viene lasciato fuori dalle mura.


L'A. sembra però lasciarci facendo intendere d'avere ancora otri di inchiostro ferro-gallico e molte candide pergamene...


My two cents.

Caro Rab, sei ineguagliabile. :up:


un anonimo coniò in tempi antichissimi un espressione che ora particolarmente si adatta a commentare il commento:

"Me cojoni!". :eek:


:)D)

In realtà, pur in tutta sincerità piacevolmente abbagliato, devo ammettere che le mie intenzioni erano molto più semplici e terrene nel proporre i versi all'interpretazione dei forumisti. :eek:
 

Nausicaa

sfdcef
freddi nel sangue scorrono i pensieri
ricordi di quei dì che cari avemmo
cha al core ancora paion d'esser ieri,

ma il tempo ha trascinato a sè in un cenno
parole tante, mille e più disegni,
ogn’or tema e disio di perder senno.

Di disperato pianto gli occhi pregni,
speranza col rancor che vanno insieme
e al fin l'indifferenza, e 'l gelo regni.

Falso il ricordo, falso anche il suo seme
falso il tuo viso nella mente folle
falso quel sentimento che già preme.

Il cuore mio amare un dì ti volle,
diversa fosti allor, non solo adesso,
e i miei pensieri esplodon come bolle.

Altra persona, e in te non trovo nesso,
ho amato tanti anni in cuor sincero
d'amar di vuoto amore infine ho smesso.


.

Lascio ad altri -come a Rabarbaro- il compito di elogiarti, Alce.

A me colpisce il concetto che la persona che amavi non era "lei".
E' un pò il concetto opposto del thread "il compagno cambiato".
Non è il compagno che cambia, ma noi che insistevamo a vederlo diverso da come era? Magari pure insistendo un pò a farlo andare in una certa direzione?

O quando l'amore finisce l'amarezza che subentra ci fa vedere l'altra persona come diversa da come era prima?

Un'altra cosa... la parte sul gelo mi ricorda una canzone che ascoltavo spesso tanti anni fa... "I through your keys in the water" era la prima frase.
Era molto bella... la fine dell'amore era descritta come il gelo....
 

Alce Veloce

Utente di lunga data
........()......A me colpisce il concetto che la persona che amavi non era "lei".
E' un pò il concetto opposto del thread "il compagno cambiato".

Non è il compagno che cambia, ma noi che insistevamo a vederlo diverso da come era? Magari pure insistendo un pò a farlo andare in una certa direzione?

Ecco, hai colto nel segno.
Questi versi li ho scritti proprio in seguito all'apertura di quel 3d. Mi sono reso conto che non era cambiata la persona tanto quanto in realtà non fosse cambiata la mia visione di lei, la mia percezione della sua reale natura.
Ora, per me è stato fondamentale rendermi conto di questo, e nel corso della mia elaborazione, mi rendo conto, mille e mille volte questa realtà mi si è parata davanti agli occhi senza che io fossi disposto ad accettarla.
Mi chiedo per quanti la stessa comprensione potrebbe essere risolutiva di dubbi e tormenti.

O quando l'amore finisce l'amarezza che subentra ci fa vedere l'altra persona come diversa da come era prima?

Il rischio è molto forte: l'amarezza nasce fondamentalmente dalla mancanza di autoanalisi, dal non mettersi in gioco e quindi dallo scaricare sugli altri, dopo le personali aspettative, pure la "colpa" della loro disillusione. "Hai cambiato le carte in tavola, hai barato, il gioco non era questo" e mille altre considerazioni si affacciano allorchè una persona si trova a dover sopportare il peso di un esito diverso da quello desiderato. Solo a mente fredda e con grande sforzo ci si libera da questo pensiero, e si scopre una miriade di particolari nel passato del rapporto che con gli occhi del presente si mostrano come chiari segnali di ciò che non abbiamo voluto vedere.

Un'altra cosa... la parte sul gelo mi ricorda una canzone che ascoltavo spesso tanti anni fa... "I through your keys in the water" era la prima frase.
Era molto bella... la fine dell'amore era descritta come il gelo....

Il gelo contrasta col fuoco della passione, ma ricordiamoci che la passione non è amore.
Passione è trasporto emotivo, troppo spesso incontrollato. Passione è paglia in fiamme, e se non si provvede a porre legna sempre più grossa sulla sua fiamma, alla fine si risolve in un ricordo sterile.
Il gelo non è fine dell'amore, ma solo di una passione incontrollata che consuma sè stessa in breve e non lascia altro che cenere.
 
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