Empatia

patroclo

Utente di lunga data
Mi hai fatto leggere il post di Danny altre tre volte?
Dove ha parlato della stessa barca?
Empatia è riconoscere nell’altro qualcosa di sé.
Sì è qualcosa di profondo, ma non riflessivo. Capita di vederlo nei bambini nei confronti di altri bambini verso poi attuano comportamenti di conforto che hanno ricevuto.
Tra adulti e a parole è più difficile.
In quest’anno tutti abbiamo sofferto da mancanza di contatto.
Veramente anch'io ho avuto "un po'" la stessa impressione di Skorpio. Danny parlava comunque di un ambiente circoscritto e da lì alla "stessa barca" il collegamento è stato veloce
 

Brunetta

Utente di lunga data
Veramente anch'io ho avuto "un po'" la stessa impressione di Skorpio. Danny parlava comunque di un ambiente circoscritto e da lì alla "stessa barca" il collegamento è stato veloce
Io invece ho intravisto un discorso generale, partito da una esperienza comune.
Ma pure da qui partono (oddio, sono partite) riflessioni basate su una esperienza più o meno comune.
 

Skorpio

Utente di lunga data
Mi hai fatto leggere il post di Danny altre tre volte?
Dove ha parlato della stessa barca?
Empatia è riconoscere nell’altro qualcosa di sé.
Sì è qualcosa di profondo, ma non riflessivo. Capita di vederlo nei bambini nei confronti di altri bambini verso poi attuano comportamenti di conforto che hanno ricevuto.
Tra adulti e a parole è più difficile.
In quest’anno tutti abbiamo sofferto da mancanza di contatto.
Si parlava di incontri collettivi ospedalieri..

Immagino che durante questi incontri e con queste conoscenze, l'empatia con qualcun altro non sia sgorgata improvvisamente parlando delle emozioni dei tuffi nelle fontane delle piazze, dopo la vittoria dei mondiali del 2006
 

Brunetta

Utente di lunga data
Si parlava di incontri collettivi ospedalieri..

Immagino che durante questi incontri e con queste conoscenze, l'empatia con qualcun altro non sia sgorgata improvvisamente parlando delle emozioni dei tuffi nelle fontane delle piazze, dopo la vittoria dei mondiali del 2006
Hai ragione rispetto al contesto.
Ma Danny ha riportato qui una definizione di empatia interessante, indipendentemente dal contesto in cui lui l’ha conosciuta.
Se diciamo che riguarda chi è sulla stessa barca stiamo dicendo che si tratta di semplice rispecchiamento che non può avvenire che tra chi ha esperienze simili.
 

Skorpio

Utente di lunga data
Hai ragione rispetto al contesto.
Ma Danny ha riportato qui una definizione di empatia interessante, indipendentemente dal contesto in cui lui l’ha conosciuta.
Se diciamo che riguarda chi è sulla stessa barca stiamo dicendo che si tratta di semplice rispecchiamento che non può avvenire che tra chi ha esperienze simili.
In effetti ciò che ho letto dalle sue righe mi richiama prevalentemente quanto hai espresso nella ultima parte del tuo post.

" è forse la risposta migliore a qualsiasi evento o dramma che colpisca chi ci è vicino"
 

Brunetta

Utente di lunga data
In effetti ciò che ho letto dalle sue righe mi richiama prevalentemente quanto hai espresso nella ultima parte del tuo post.

" è forse la risposta migliore a qualsiasi evento o dramma che colpisca chi ci è vicino"
Sarebbe orribile se fosse come dici.
 

Skorpio

Utente di lunga data
Sarebbe orribile se fosse come dici.
Non so se è orribile Brunetta
Ma credo che il 99% delle persone colleghi l'empatia a specifici contesti e circostanze.

Più che all'individuo

Nel senso che l'individuo viene dopo, e se non c'è la circostanza specifica, è considerato più o meno come una carta del mazzo, uno come un altro.

Uno in mezzo agli altri, insomma.

A me piace incontrare e sentire l'empatia nell'individuo. Nel suo modo di sentire il mondo e il tempo attorno a sé.

Indipendentemente dalle circostanze

La posso incontrare nelle circostanze più banali, non necessariamente in ambito di eventi drammatici o eccezionali

Credo sia il modo dei cinici. ( A proposito di cinismo)
Che non si fanno contaminare dalla circostanza, ma non restano indifferenti all'individuo, ovunque si manifesti, anche nella più banale e ricorrente delle espressioni
 

Marjanna

Utente di lunga data
Questo l'aveva postato @ipazia tempo fa, bellissimo.


E' facile parlare di empatia, quando si sente che ci è stata negata. Difficile è riconoscere quando non la si ha, perchè non si è visto.
A me è capitato di vedere e di non essere in grado, di essere limitata, di non riuscire a creare la connessione, di non riuscire a creare l'abbraccio. Non è bello. Fa male.
Credevo di essere empatica, un tempo, ma mi fermavo ad un metro davanti a me, anche se mi parevano chilometri. Dote rara l'empatia.
Mi chiedo se poi sia una dote, e si possa sviluppare.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Non so se è orribile Brunetta
Ma credo che il 99% delle persone colleghi l'empatia a specifici contesti e circostanze.

Più che all'individuo

Nel senso che l'individuo viene dopo, e se non c'è la circostanza specifica, è considerato più o meno come una carta del mazzo, uno come un altro.

Uno in mezzo agli altri, insomma.

A me piace incontrare e sentire l'empatia nell'individuo. Nel suo modo di sentire il mondo e il tempo attorno a sé.

Indipendentemente dalle circostanze

La posso incontrare nelle circostanze più banali, non necessariamente in ambito di eventi drammatici o eccezionali

Credo sia il modo dei cinici. ( A proposito di cinismo)
Che non si fanno contaminare dalla circostanza, ma non restano indifferenti all'individuo, ovunque si manifesti, anche nella più banale e ricorrente delle espressioni
Però come si è sviluppata la discussione sembra che si sia delineata una situazione in un poveretto o una poveretta sofferente e gli altri gli o le dimostrano empatia.
Ma chi ha bisogno che gli o le venga dimostrata empatia la deve accogliere, non è che deve stare lì a giudicare se l’espressione empatica è quella adeguata o no.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Però come si è sviluppata la discussione sembra che si sia delineata una situazione in un poveretto o una poveretta sofferente e gli altri gli o le dimostrano empatia.
Ma chi ha bisogno che gli o le venga dimostrata empatia la deve accogliere, non è che deve stare lì a giudicare se l’espressione empatica è quella adeguata o no.
Questo l'aveva postato @ipazia tempo fa, bellissimo.


E' facile parlare di empatia, quando si sente che ci è stata negata. Difficile è riconoscere quando non la si ha, perchè non si è visto.
A me è capitato di vedere e di non essere in grado, di essere limitata, di non riuscire a creare la connessione, di non riuscire a creare l'abbraccio. Non è bello. Fa male.
Credevo di essere empatica, un tempo, ma mi fermavo ad un metro davanti a me, anche se mi parevano chilometri. Dote rara l'empatia.
Mi chiedo se poi sia una dote, e si possa sviluppare.
Proseguendo con in discorso. Mi pare che tu stia confermando che non è un sentire unidirezionale.
A parte per il buon samaritano che, spero, alberghi in ognuno di fronte a un umano in difficoltà fisica.
Di fronte a molti invece credo che prevalga l’impotenza che non è un sentire piacevole.
 

Marjanna

Utente di lunga data
Proseguendo con in discorso. Mi pare che tu stia confermando che non è un sentire unidirezionale.
A parte per il buon samaritano che, spero, alberghi in ognuno di fronte a un umano in difficoltà fisica.
Di fronte a molti invece credo che prevalga l’impotenza che non è un sentire piacevole.
Non lo so... all'aldilà del proprio sentire, e del buon samaritano (che non so se poi stia in albergo o in motel), è un limite.
 
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