Chiacchieravo con G, e gli ho chiesto se esistesse il tempo.
Lui mi ha risposto "sto mangiando una mela, questo è il tempo".
(poi si è dilungato spiegandomi della correlazione fra tempo e gravità. Ma sono troppo ignorante in fisica per comprendere davvero ed in ogni caso sarebbe moolto ot, seppur interessante per le correlazioni che ha con la costruzione delle percezioni umane).
Ci vorrebbe @
spleen a riguardo!
Il presente è la mela che mangio.
Il passato la mela che ho mangiato.
Il futuro la mela che vorrei mangiare.
E qui iniziano i casini.
Se la prima mela che ho mangiato mi ha fatto schifo, difficilmente desidererò mangiare un'altra mela.
E mi attenderò lo stesso gusto della prima mela.
Quanto le aspettative influenzano la percezione?
Il passato, la mela che ho mangiato, influenza il mio futuro, la mela che mangerò o non mangerò, e il mio presente sarà a sua volta condizionato dall'affrontare od evitare un evento che nella mia esperienza e nell'anticipazione di quell'esperienza prevedo piacevole o spiacevole. La decisione che prenderò nel presente influenzerà a sua volta (confermando o disconfermando) le aspettative riguardo il futuro.
Pensa che uno dei meccanismi che condiziona il consumo di sostanze è la prima assunzione.
Tanto più è stata piacevole l'esperienza della prima assunzione, tanto più il desiderio di altre assunzioni e la loro anticipazione sarà potente.
Un tossico ricorda a vita la prima pera. E in tutte le pere successive cercherà quella prima pera.
La speranza di trovare quella prima pera nelle pere successive influenza il suo presente che si tende nella ricerca di quell'assunzione primaria e il suo futuro che è composto dall'attesa di quella prima assunzione.
E questo, se ci si guarda bene dentro, vale per molto più che solamente le sostanze. Tenendo conto che le sostanze appartengono a quella categoria di situazioni e percezioni che sono risposte ad un impulso (non istinto) di piacere.
Il tempo non è finito.
E' finita la misurazione umana del tempo (che viene sovrapposta al tempo stesso che è tutt'altra cosa).
Noi scorriamo nel tempo, nel tempo facciamo esperienze, anticipiamo esperienze (e chiamiamo questo futuro) basandoci sulle esperienze passate.
Dimenticare che il tempo soggettivo è qualcosa di individuale (quanto dura un mal di denti? nella misurazione "oggettiva" può durare un'ora. Nella misurazione soggettiva può sembrare infinito.) e che il tempo scorre a prescindere da quello che ci mettiamo dentro...si finisce nell'aspettare un futuro migliore dimenticando che quel futuro lo costruiamo nel presente.
E sperare in un futuro migliore somiglia molto alla predestinazione "io mi merito un futuro migliore del mio presente".
Quindi se non arriva...che sfiga!! Che stronzi!! Che mondo infame!! mi va tutto male...etc etc.
Le vedi le conseguenze di una struttura di questo tipo dal punto di vista del prendersi la responsabilità, anche e soprattutto del proprio corpo (che è il primo misuratore del tempo che abbiamo a disposizione)?