Danny, hai la tendenza a normalizzare qualsivoglia, talmente accentuata che a volte, secondo me, ti sfugge la realtà.
Un campanello di allarme dovrebbe suonare a te, ma soprattutto a lei riguardo alla sua insicurezza e insodisfazione di fondo.
Hai voglia di dirle: Cara Emanuela, va tutto bene, è tutto normale, solo insisti che magari ti manda qualche messaggino e sei a posto?
Ok.
Ma per piacere, valutate anche altro, che forse, a usare un briciolo di attenzione e di classico buonsenso, ci prendete.
Quando arriva qualcuno non guardo a me, ma lo assimilo a qualche persona che ho conosciuto con storie simili.
Non normalizzo.
Ascolto, non giudico, cerco di capire, se possibile aiuto.
Non me ne frega un cazzo di sottolineare quanto è bella la fedeltà, fare sesso solo in due, non avere amanti e progettare Scavolini e librerie Ikea e pensare che il sesso di gruppo sia una roba malata.
Perché il mondo è variegato, non è solo quell'immagine in cui ci piace specchiarci per ritrovare conferme di noi stessi, della vita che ci è toccata o che pensiamo di avere scelto.
Perché quel cazzo di mondo normale quando sono stato tradito era lì a farsi i cazzi suoi, perché non è assolutamente migliore solo perché sa giudicare e vive giudicando cosa è giusto oppure no.
Quel mondo normale infatti non esiste.
È la proiezione del mondo di ognuno di noi.
Io sono curioso della vita, e mi rompo i coglioni di fronte a chi conosce solo la modalità della vittima e del carnefice, ma ignora che non sono i soli ruoli a cui si possa ambire.
Ce ne sono tanti.
Ma ognuno di noi ha solo voglia di contare qualcosa per qualcuno.
Di esserci per qualcuno.
Il come ognuno lo decide da solo.
Anche aprendo le gambe, che è cosa buona e giusta.