E perchè mai la moglie, o comunque il coniuge ignaro, non dovrebbe essere presa in considerazione? Ho capito, e quoto anch'io tutto il tuo intervento superverdato da altri sul come al meglio essere fidanzata eterna, ma limitarsi alla bolla degli amanti è uguale a mettersi una benda sugli occhi e procedere a tentoni. Hai detto tutto tu benissimo a riguardo, se non considerassimo tutti gli altri risvolti del caso la discussione potrebbe chiudersi qui, non credi?
Questo è un altro degli eterni dilemmi che ciclicamente ritornano; io sono assolutamente il linea con @
mistral. Non penso proprio che sia un contentino quello di parlare schifati dell'amante; è un dato di fatto che se ne siano invaghiti, dunque qualcosa di buono in loro l'hanno trovato eccome, fosse anche solo il ritorno in termini di gratificazione che ne ricavavano, o le tettone o un modo di essere o che ne so, ma che alla lunga l'amante si sia rivelata per altro e che ciò venga riferito non fa di chi racconta e si mette a nudo una persona piccola, anzi. Ci si umilia in qualche modo raccontandosi come un imbecille; personalmente la vedo più una posizione di forza interiore che non il contrario. Bisogna essere molto ben centrati per essere capaci di farlo, non è da tutti.
D'altro canto è pur vero che alla moglie tradita un'esaltazione dei pregi dell'amante non farebbe benissimo, ma credo che la rimozione della fase dell'invaghimento e di tutte le sue motivazioni sia un percorso che il traditore scoperto faccia innanzitutto con se stesso una volta infognato nelle conseguenze. E' centrato sull'adesso, su quello che prova adesso per colei che pure l'ha coinvolto in passato, e dunque ci sta che stringendosi in quell'amore che ha seriamente rischiato di perdere per sempre, disprezzi esattamente la persona nella quale ha investito la quota capitale destinata al capitolo giochi e bellezza. Perchè vi suona così strano? A lui che gli frega di salvaguardare se stesso attraverso la tutela di una persona sparita nel nulla dal quale era apparsa? Cosa gliene viene? Se ama la sua donna vera fa spazzatura di tutto il resto semplicemente perchè non gli interessa altro, ne fa dell'amante così come di quel sè fragile a cui attraverso lei ha dato vita e che nel dopo può comunque vivere, se esiste, riconoscendo di essersi imbarcato nella storia con una cogliona. Perchè dovrei amarlo di meno o perchè dovrebbe scadermi @
farfalla? Secondo te esaltare l'altra dovrebbe esaltare se stesso? Se si sta ricostruendo è perchè la questione è considerata un errore di base, e l'errore sta anche nella qualità infima dell'altra persona coinvolta, perchè se fosse stata una cima, amabile e apprezzabile e con tante qualità, col cazzo che staremmo percorrendo questo sentiero. Magari se ne sarebbe andato con lei, oppure in caso di titubanza sua, l'avrei mandato io per prima a pascolare altrove.
Voglio aggiungere ancora una precisazione ulteriore ma non so se riesco a trovare il modo giusto per farlo, ci provo
Attraverso la celebrazione di persone con le quali a qualsiasi titolo si ha o ha avuto a che fare si parla di sè, cioè si riempie una parte di sè evidentemente carente, è una forma di debolezza; è come se si acquisisse trasversalmente forza dalla bellezza altrui. Il traditore non fa eccezione. Mostrandosi in tutta la sua debolezza emana forza, non il contrario. E non capisco davvero dove si appoggi un'eventuale stima rinnovata per un traditore che magnifichi e glorifichi le doti di un'amante che non è più tale. @
farfalla secondo me tu parli come parli perchè sei stata da quella parte e poco tollereresti di essere demolita da una persona che è anche amica di entrambi, ma prova a metterti nei panni di altre donne in altre situazioni. Sai che anch'io sono stata amante e se i mariti dell'epoca oggi come oggi non mi apprezzassero sinceramente agli occhi delle mogli, penserei che ci sta. Fanno la loro corsa; io sono passato, vapore, ricordo, e non importa se in quanto significante o significato possano, ipoteticamente, schifarmi in quest'oggi in cui quella Andrea lì non esiste più. E' la percezione residuale che aleggia su tutto e che in un regime di verità assoluta si condivide, tutto qui.