"Quello che resta" potrebbe anche essere una nuova forma d'amore, magari in via di sviluppo, e potrebbe piacerti o meno, darti nuove notizie di te o no. Credo di capire che ci sono forme innumerevoli d 'amore, che poi confluiscono nella voglia di vivere ognuno nella testa dell'altro, e avere sotto gli occhi il tempo di una vita condivisa. Non ricordo bene tutto della tua storia, ma ogni tanto leggo delle frasi che coincidono con qualche mio stato d'animo. Io sono ancora nella terza mondiale e non riesco a uscire dagli allarmi aerei, dalle bombe, dai coprifuoco, dalle mutilazioni. Dice bene Tebe, c'e anche una fisiologia in questo, il terremoto di dopamina e adrenalina non puo' durare in eterno per fatti naturali, le sinapsi a un certo punto si svuotano, e dopo la fase di "svuotamento" in cui ci si trova nel the day after, ricominciano a far capolino altri mediatori chimici...quelli del maggior benessere....dell'accudimento di se' e del proprio tempo...
Io proprio non ci riesco a pensare a un nuovo amore in concreto...mi chiedo pero' come sarebbe stare con un uomo normale, piu' stabile, piu' "riposante". Penso piu' spesso a quello che ha fatto Demoralizio, se i ragazzi fossero stati bene me ne sarei andata, mi sarebbe sembrato duro ma giusto, un modo per raggiungere in maniera meno devastante le bocce ferme. Certo che mi sento nel momento peggiore. Ho sentimenti negativi che conosco poco, fatti di rabbia, di odio (piu' o meno) e di disprezzo, mischiati alla rinfusa a nostalgia, dolore, senso profondo di umiliazione, impotenza di fronte a un uomo che in questo momento si dichiara malato, in maniera clinica, mettendo con questo un recinto ai tentativi di riavvicinamento.