oh, non lo so. Sono parole sue. Forse così cerca di avvalorare la sua tesi di aver finalmente capito quale spettacolare persona fossi a sua insaputa. O a mia insaputa.
Quella in salita non è solo o non tanto la strada verso la fiducia, ma quella verso l'amore e la vita di coppia che cercava, non sapeva di avere tra le mani e ha deragliato su un binario morto. Il mio sospetto è e resta che lui non sia mai stato innamorato di me e quindi il binario morto è stato un suo errore di valutazione di Circe, ma non in relazione a me. Insomma cercava la donna da amare perché anche se compagna di vita in me non la vedeva, ma con Circe ha preso proprio un abbaglio.
Quel che vedo è che - nei suoi limiti - si sta impegnando anche se grande amore e impegno mi sembrano un ossimoro.
Lo so che vuoi chiedermi perché gli ho misericordiosamente concesso di restare con noi, e nel nostro letto non già sul divano. Non lo so,a dire il vero. So che non è stato un atto di misericordia.
Forse desiderio di risarcimento, o timore di restare sola, o forse atto di fiducia sulla nostra capacità di rimetterci in piedi.
Nella mia ingenuità mi sono tanto impegnata - felice che volesse restare, nella confusione del momento - per aiutarlo a curarsi le ferite, per venire fuori dalla grotta di Circe (a questo punto la metafora coi maiali mi verrebbe spontanea ma mi trattengo

)
Come dico, i figli sono grandi, e restiamo solo noi due. Credo molto nella coppia, sulla nostra con tutti i suoi limiti avrei scommesso. Sbagliavo, ero cieca.
Ma non sono misericordiosa. Sono scema. Dopo tre anni buttarlo fuori di casa non avrebbe senso. A meno che non trovi un'altra Circe. Ma come dice il mio amico che tu mi ricordi tanto, più passa il tempo e meno probabile diventa.