Ditemi la verità

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ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
anche io ho subito violenza, è la prima volta che ne parlo. Non ho denunciato perchè mi sono sentita responsabile, per il fatto che è avvenuto in casa mia. Era un "amico". Prima di conoscere mio marito. Non lo sa neanche lui. mi batte fortissimo il cuore ora.
Posso chiederti come mai non ne hai parlato a tuo marito?
 

Brunetta

Utente di lunga data
Sposata da un paio di decenni. Scopro un tradimento. Non mi capacito. Indago. Capisco che ho accanto un seriale. Ho chiuso senza appello.
 

LTD

Utente di lunga data
Posso chiederti come mai non ne hai parlato a tuo marito?
ho seppellito quella cosa dentro di me. l'ho negata a me stessa. ho trasformato l'episodio per dimenticarlo. solo da poco mi è tornato su, come affiorato alla coscienza. mi sono sentita sporca
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
ho seppellito quella cosa dentro di me. l'ho negata a me stessa. ho trasformato l'episodio per dimenticarlo. solo da poco mi è tornato su, come affiorato alla coscienza. mi sono sentita sporca
beh...non lo sei...

negare fa profondamente male...serve dire, non tenere nel segreto...i segreti del sè tolgono l'aria, lo sguardo si annebbia, e i dolori si confondo...

che se piangere deve essere, almeno sia per il motivo per cui quelle lacrime scorrono...e le si riconosce, quando scorrono in quel modo, lasciano un senso di pulizia che non può essere confuso con nient'altro...e di leggerezza

in quel 3d che ti ho postato c'è un'interessante riflessione di nausicaa, su quanto pesi davvero una violenza...e quanto si innesti anche su precedenti vuoti...

io mi sono resa conto che nel mio vissuto pesa, ma non quanto credevo...ed è stato anche quello molto liberatorio e mi ha aiutata a piangere nel modo giusto...io non lo sapevo fare, piangere intendo

ho spiagnucolato di rabbia e frustrazione, raramente, ma credo di aver smesso di piangere definitivamente intorno ai 6 anni...poi le spiagnucolate rabbiose, poi più niente...ho ricominciato a piangere bene da non molti mesi

e in questo la violenza è solo un ingrediente come altri, anche se ha accentuato aspetti latenti che forse non sarebbero emersi, o forse no...non importa adesso :)
 

Brunetta

Utente di lunga data

banshee

The Queen
Io ho lasciato il mio ex compagno, storia di amore malato e violenza domestica. Sono arrivata qui perché avevo bisogno di parlarne, il mio "mondo reale" non conosce la parte delle mani addosso e della violenza psicologica.

Qui ho trovato sia persone che hanno (purtroppo) avuto la mia stessa esperienza e mi hanno ascoltata e confortata, sia persone che semplicemente hanno accolto il mio dolore.
Mi sono ripresa e ne sono uscita anche grazie a loro :)
Ti consiglio di scrivere e leggere il più possibile :) [emoji173]️
Un abbraccio virtuale.
 

Divì

Utente senza meta
Sono stata tradita a 53 anni dopo 15 anni di matrimonio e 3 di convivenza.

Secondo matrimonio. 2 figli, grandi, uno del primo matrimonio uno del secondo.

Credevo che mi volesse lasciare, invece aveva "solo" perso la testa, credo preda di una crisi di mezza età.

Ha impiegato un certo tempo a lavorare sui suoi sentimenti, solo dopo ho potuto occuparmi di me, ora ci occupiamo di noi.

Che dire, un percorso di tre anni, che mi ha portato a capire tante cose. Di me, di lui, di noi, della nostra vita insieme.

Ma stiamo bene, adesso.

Non si dimentica, no. Ma si torna a vivere, a respirare, ad essere felici.

E sì, mi fido ancora, in un modo più consapevole, anche se adesso non penso che a me certe cose non possano accadere.
 

Tessa

Escluso
Dopo una serie di relazioni ed un matrimonio fallito, quando pensavo che non sarei mai piu' stata amata, incontro lui.
Totalizzante, entusiasta, vitale, giovane e trabordante.
Conviviamo subito, poi una figlia. Per 10 anni tutto bene.
Lui stringe le maglie ma io resisto a mantenere lavoro, interessi, famiglia, amicizie.
Faccio i salti mortali ma resisto.
Poi un lutto, i problemi di lavoro ed in famiglia mi allontanano un po'. Anche il miraggio di un altro uomo.
Lui cambia, diventa cattivo, mi ostacola anziche' aiutarmi, mi sovrasta.
Io non reagisco, mi sento in colpa. Subisco e intanto cerco di risolvere il resto. Arriviamo sull'orlo della separazione, ma al momento di uscire di casa lui crolla e non ce la fa. Ma non cambia.
All'ennesima scenata senza senso lo convinco ad andare in terapia.
Sembra cambiato, troppo cambiato, merito della terapia? No. Mi tradisce.
Resto paralizzata per un mese ma poi reagisco.
Lo sbatto fuori di casa.
Crolla di nuovo. Si apre un vaso di Pandora enorme in cui emerge un disturbo che ha radici antiche.
Mi chiede di non abbandonarlo. Rimango. Stiamo ricostruendo. Continua la terapia ed anche io ho cominciato la mia. Da un anno le cose vanno molto meglio.
Se ho di nuovo fiducia? No.
Vivo giorno per giorno. Metto in conto che potrebbe finire anche domani. Mi attrezzo e coltivo le risorse per farcela anche da sola.
 

Tradito?

Utente di lunga data
Molti di voi avranno sofferto molto, io non vi conosco, non conosco le vostre storie individuali, la vostra età, ma se siete qui avrete i vostri buoni motivi. La domanda che sto per farvi non è legata alla mia situazione, non cerco risposte che possano "funzionare" sul mio caso, so che è impossibile e ognuno è diverso e unico. Ogni dolore è diverso e unico. E' solo un sincero desiderio mio di conoscere un po' chi c'è dietro alle risposte che mi mi avete dato. Non riesco ad esprimermi molto bene, faccio fatica a scrivere correttamente, ho la testa confusa e annebbiata. Vorrei chiedervi, se avete attraversato l'inferno e siete riusciti a venirne fuori, parlo a chi ha vissuto un tradimento e un abbandono devastanti, siete stati veramente capaci di fidarvi ancora, dopo? Siete stati capaci di aprirvi di nuovo, di amare e di lasciarvi amare davvero dopo un simile massacro? Cosa rimane oltre alle macerie? Si vive solo per se stessi? E' possibile uscire da se stessi dopo uno stupro dell'anima? Siate sinceri se potete.
Ciao Eledriel io sto in fase di separazione da mia moglie ed ho capito che non è il neretto l'importante, quello verrà dopo, le situazioni difficili si superano con l'aiuto di qualcuno solo se veramente fidato, se c'è, un familiare, un amico di vecchia data, che io per fortuna ho, oltre ai figli ovviamente, ma se si è da soli, allora occorre farcela lo stesso, rimboccarsi le maniche, fidarsi solo di se e bastare da soli a se stessi, cercare qualcun'altro per trovare un appoggio può essere deleterio e pericoloso. Paradossalmente la solitudine può essere l'occasione per guardarsi veramente dentro, scoprire chi si è e cosa piace fare e cosa no, e comportarsi di conseguenza, tagliare i rami secchi e chiudere con le situazioni che appesantiscono l'anima. Può essere utile l'aiuto di un psicologo in questo percorso. Quando guardandosi allo specchio si sarà soddisfatti di se, quello è il momento per aprirsi dando la giusta importanza agli altri, senza sovraccaricare di paure e di significato un nuovo rapporto.
 

Mary The Philips

Utente di lunga data
Secondo matrimonio per entrambi che fila liscissimo per più di un decennio; storia di lui durata a lungo con un'altra, scoperta meno di un anno fa e finita per decisione di lui che ha "riscelto me", inconsapevole e ignara donnina innamorata e fedele. Devastazione allo stato puro.

Lui è tutto preso dalla ricostruzione della coppia, io provo a recuperare la fiducia in lui e soprattutto in me, ma la strada è molto faticosa; spesso mi dico che una rottura forse sarebbe stata meno deleteria di questa specie di calvario. Fronteggiare una brutta realtà può essere meno faticoso che arrancare ogni minuto della propria vita alla ricerca di senso, mi dico a volte, ma ogni vita ha il suo percorso e questo lo sto scegliendo io, nessuno me lo impone.

Ipazia parlava di piccoli passi poco più su; è una cosa saggia. Stanotte mi sono svegliata come spesso succede con le lacrime agli occhi e in preda ad una disperazione che stava per travolgermi, ma ho cercato di pensare a me stessa, a non precipitare, a cosa avrebbe potuto farmi bene. In quel momento. Mi sono alzata e ho fatto qualcosa, poi ho finito un libro che avevo in corso. Mi sono imposta di calmarmi e ce l'ho fatta, senza che nessuno in casa si sia accorto di nulla. Sono fiera di me stamattina, anche se le domande che mi faccio sono sempre più "pesanti". Tipo "ma sono ancora innamorata di quest'uomo adorabile (ora)?".
 

angela

Utente di lunga data
Mary che dire? La chiave e' tutta nella tua ultima parentesi. ORA quest'uomo così "meraviglioso" lo voglio ancora?
 

LTD

Utente di lunga data
Secondo matrimonio per entrambi che fila liscissimo per più di un decennio; storia di lui durata a lungo con un'altra, scoperta meno di un anno fa e finita per decisione di lui che ha "riscelto me", inconsapevole e ignara donnina innamorata e fedele. Devastazione allo stato puro.

Lui è tutto preso dalla ricostruzione della coppia, io provo a recuperare la fiducia in lui e soprattutto in me, ma la strada è molto faticosa; spesso mi dico che una rottura forse sarebbe stata meno deleteria di questa specie di calvario. Fronteggiare una brutta realtà può essere meno faticoso che arrancare ogni minuto della propria vita alla ricerca di senso, mi dico a volte, ma ogni vita ha il suo percorso e questo lo sto scegliendo io, nessuno me lo impone.

Ipazia parlava di piccoli passi poco più su; è una cosa saggia. Stanotte mi sono svegliata come spesso succede con le lacrime agli occhi e in preda ad una disperazione che stava per travolgermi, ma ho cercato di pensare a me stessa, a non precipitare, a cosa avrebbe potuto farmi bene. In quel momento. Mi sono alzata e ho fatto qualcosa, poi ho finito un libro che avevo in corso. Mi sono imposta di calmarmi e ce l'ho fatta, senza che nessuno in casa si sia accorto di nulla. Sono fiera di me stamattina, anche se le domande che mi faccio sono sempre più "pesanti". Tipo "ma sono ancora innamorata di quest'uomo adorabile (ora)?".

Buongiorno Mary, anche io mi sono svegliata con le lacrime agli occhi, e sto piangendo ora. Pensa che io invece vorrei tanto che il mio "ri-scegliesse" me, ho pregato Dio perchè gli illumini il cuore, ma a lui di me non interessa più nulla. Non mi chiede nemmeno come sto di salute, e sa che ho dei problemi, ultimamente. Nemmeno questo. Non contare più niente, essere veramente soli è la cosa peggiore, ma te ne accorgi solo quando hai perso tutto, per sempre. Non ho più nulla scegliere, nè da decidere, cerco solo di sopravvivere. Ciao
 

Mary The Philips

Utente di lunga data
Buongiorno Mary, anche io mi sono svegliata con le lacrime agli occhi, e sto piangendo ora. Pensa che io invece vorrei tanto che il mio "ri-scegliesse" me, ho pregato Dio perchè gli illumini il cuore, ma a lui di me non interessa più nulla. Non mi chiede nemmeno come sto di salute, e sa che ho dei problemi, ultimamente. Nemmeno questo. Non contare più niente, essere veramente soli è la cosa peggiore, ma te ne accorgi solo quando hai perso tutto, per sempre. Non ho più nulla scegliere, nè da decidere, cerco solo di sopravvivere. Ciao



Cao Ele, hai perso tutto perché hai investito tutto su di lui, come spesso accade. Anch'io nel secondo matrimonio ho messo sul piatto non solo la mia vita ma anche quella dei miei figli, e puoi immaginare bene come ci si possa sentire quando cio' che si e' curato, adorato e preservato con tutte le proprie forze venga invece messo come posta in gioco dall'altro con una leggerezza a dir poco sconcertante. Decade ogni punto di riferimento e tutta la propria vita si veste di colori inediti. Prima e' solo grigio, in tutte le sue sfumature, poi ricominciano a comparire gli altri colori. All'inizio si stenta a distinguerli nella nebbia, ma piano piano prendono forma e cominciano a risplendere in tutta la loro potenza. I momenti addirittura neri ancora tentano invasioni, ma perdono vigore se impariamo a fronteggiarli anche facendoci aiutare, aprendoci e prendendo coscienza che tutto sommato la sensazione di solitudine che ci strozza il cuore possiamo trasformarla in bene per noi stesse da noi stesse. Abbiamo risorse inesaurubili Ele, attingiamo da quell'energia, magari dopo aver pianto tutte le nostre lacrime. Sei bella, si percepisce. Forza, forza! Un abbraccio da una sconosciuta puo' non valere nulla, ma esisto (giuro :D) e le mie braccia ti stringerebbero forte se ti avessi davanti :)
 

Ingenuo

Utente di lunga data
Buongiorno Mary, anche io mi sono svegliata con le lacrime agli occhi, e sto piangendo ora. Pensa che io invece vorrei tanto che il mio "ri-scegliesse" me, ho pregato Dio perchè gli illumini il cuore, ma a lui di me non interessa più nulla. Non mi chiede nemmeno come sto di salute, e sa che ho dei problemi, ultimamente. Nemmeno questo. Non contare più niente, essere veramente soli è la cosa peggiore, ma te ne accorgi solo quando hai perso tutto, per sempre. Non ho più nulla scegliere, nè da decidere, cerco solo di sopravvivere. Ciao
Mi sento di darti un consiglio solo, ed è quello di farti aiutare da un servizio psichiatrico e soprattutto di prendere i farmaci che ti sono stati prescritti.
 

Diletta

Utente di lunga data
Buongiorno Mary, anche io mi sono svegliata con le lacrime agli occhi, e sto piangendo ora. Pensa che io invece vorrei tanto che il mio "ri-scegliesse" me, ho pregato Dio perchè gli illumini il cuore, ma a lui di me non interessa più nulla. Non mi chiede nemmeno come sto di salute, e sa che ho dei problemi, ultimamente. Nemmeno questo. Non contare più niente, essere veramente soli è la cosa peggiore, ma te ne accorgi solo quando hai perso tutto, per sempre. Non ho più nulla scegliere, nè da decidere, cerco solo di sopravvivere. Ciao

Cara Ele,
ti ho evidenziato questa tua frase per puntualizzarti che è inesatta perché è vera solo in parte.
Scusa la brutalità, ma la realtà, per affrontarla, va guardata in faccia:
non conti più niente per lui (allo stato attuale delle cose, poi la vita è piena di sorprese...) ma lui non è il tuo TUTTO, non avrebbe dovuto esserlo mai, né per te né per chiunque altra ( me in primis).
Per te, invece, conti, come io conto per me stessa.
Eccome se contiamo!!
La tua "fregatura", se così si può dire, è che, nonostante tutto, tu sia ancora innamorata di lui e quindi soffri tanto.
Quando ci si disinnamora, ovviamente, il dolore sparisce e rimane solo rabbia, che, però, ben venga perché ti fa sentire viva come non mai!
Ti auguro che questo ti succeda presto mentre non ti auguro per nulla che a lui gli si illumini il cuore perché, il sollievo e la ritrovata felicità da parte tua non durerebbero e sarei pronta a scommetterci perché ora non te ne rendi conto, ma sei già cambiata e, dopo, non lo rivedresti più con gli occhi di una donna innamorata.
Il tuo amor proprio (perché ce l'hai anche tu come tutti) si farebbe sentire e vorrebbe essere risarcito, com'è giusto che sia.

Chiedi se torna la fiducia: a me per niente, mi fido zero di lui e anch'io vivo giorno per giorno bastando a me stessa e vivendo per me stessa.
Lui mi fa comodo, brutto da dire, ma è così che stanno le cose, non c'è niente di romantico e molto poco di sentimentale, il nostro rapporto si basa sulla convenienza reciproca perché conviene molto anche a lui.
Diciamo che abbiamo fatto i nostri conti e le nostre valutazioni...
Ovviamente, ne ha risentito anche l'idea che ho sugli uomini in generale, ma non credo che, conoscendomi, se mi innamorassi di un altro, resterei a lungo sulla difensiva, sono romantica e penso, comunque, che l'amore sincero esista anche se chissà dove (è probabile che prenderei altre mazzate...).
Pensa e convinciti che c'è già una persona che è in cerca di te e che si merita il tuo amore perché tu hai un cuore grosso così, lo sento da quello che scrivi.

Ma non riesci proprio a disprezzarlo?
 

Ultimo

Escluso
Molti di voi avranno sofferto molto, io non vi conosco, non conosco le vostre storie individuali, la vostra età, ma se siete qui avrete i vostri buoni motivi. La domanda che sto per farvi non è legata alla mia situazione, non cerco risposte che possano "funzionare" sul mio caso, so che è impossibile e ognuno è diverso e unico. Ogni dolore è diverso e unico. E' solo un sincero desiderio mio di conoscere un po' chi c'è dietro alle risposte che mi mi avete dato. Non riesco ad esprimermi molto bene, faccio fatica a scrivere correttamente, ho la testa confusa e annebbiata. Vorrei chiedervi, se avete attraversato l'inferno e siete riusciti a venirne fuori, parlo a chi ha vissuto un tradimento e un abbandono devastanti, siete stati veramente capaci di fidarvi ancora, dopo? Siete stati capaci di aprirvi di nuovo, di amare e di lasciarvi amare davvero dopo un simile massacro? Cosa rimane oltre alle macerie? Si vive solo per se stessi? E' possibile uscire da se stessi dopo uno stupro dell'anima? Siate sinceri se potete.
Ciao Eledriel.

Conosco il dolore che provoca il tradimento. Qua dentro ho scoperto tantissimo, ho scoperto storie diverse tra di loro, a volte simili a volte con percorsi e finali diversi. L'unica cosa che accomuna è il dolore, quel dolore soggettivo che si deve vivere per uscirne, tu devi uscirne,e sarai tu a volerlo, sarai tu a determinare il tempo che ci vuole.

Sono stato tradito, un tradimento diverso da quelli raccontati qua dentro, un tradimento che a volte leggendo gli altri mi sembra quasi superficiale. Non è stato invece superficiale il dolore soggettivo provato. Ora vivo tranquillo, le dinamiche della coppia sono cambiate, migliorate per un verso peggiorate per altri. Un figlio si è aggiunto alla famiglia, ora sono tre. La vita trascorre diversamente da una volta, stavolta in maniera migliore, stavolta guardo la vita nella maniera che credo sia giusta, apprezzo la vita, apprezzo il dolore che ho passato, apprezzo la persona che sono diventato. Certo il rammarico di quella piccola parte che mi apparteneva e che non esiste più ogni tanto riaffora, ma riaffiora perchè leggo qua dentro, non influisce sulla mia persona e nella vita quotidiana.

Tutto in una maniera o nell'altra passa.
 

Anonimo1523

Utente di lunga data
La fiducia ....

.... una volta persa è persa per sempre e mai niente sarà come prima. Niente è recuperabile, semmai subentra il quieto buon vivere. Si impara a non donarsi completamente agli altri e si pensa un pochino più a sé stessi.
 
Stato
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