Monsieur Madeleine
Utente di lunga data
Ok, eccoci finalmente.
E’ senza dubbio necessaria una premessa:
il sesso è una pratica fondamentalmente istintiva, quindi va praticata preferibilmente come tale ed in soddisfazione degli istinti che ne sono alla radice.
Il sesso – a parte la funzione procreativa - è divertimento e sfogo, energia animale ed emotiva. E’ dono che si offre e si riceve. A volte lo si ruba, ma non è questo l’argomento nostro in questa sede.
Premetto inoltre, a scanso di equivoci e di inutili noiose polemiche:
Quanto seguirà in questo blog sarà esclusivamente frutto di congettura basata sull'esperienza personale, saranno ragionamenti, tentativi di spiegazione,lazzi e battute tese comunque a tentar di capire meglio.
Non vuole essere - per quanto scherzosamente la si metta in questo modo - come un dottorar da parte mia, che, poveraccio, ben poco ho da insegnare.
Proprio perchè ignorante, però, sono curioso, ed ecco il frutto delle mie elucubrazioni:
Da che mondo è mondo, il sesso orale risiede inamovibile nell'immaginario del maschio umano.
Non posso parlare a nome della femmina umana per ovvie ragioni di incompetenza,quindi qui si disserterà prevalentemente di fellatio, lasciando l'argomento cunnilingus ad altri utenti per genere più competenti (Tebe, Darkside,Sbriciolata, Edwina, sentitevi pure tirate in causa insieme a chiunque altra volesse impegnarsi).
Possiamo pensare che in passato, una volta superata la linea di demarcazione evolutiva che rese l'essere umano così diverso dal resto del genere animale,l'uomo ebbe a praticare, o meglio farsi praticare la fellatio (che alternativamente chiameremo soffocotto, pompelmo, sofegòn, ciucìno, golino,pompa, bocchino, pompino etc etc), prevalentemente per questioni di praticità.
Oltre ad essere vicina al naso, il quale raccoglie le emissioni ormonali del partner,la bocca è solitamente la cavità più “a portata di pene” in quanto solitamente non coperta con abiti. Una volta sfoderato il membro maschile, la donna altro non ha che approfittarne, superando così anche le annose questioni sul:
-“non mi sollevare la gonna che c’ho freddo”
-“ho le mutande della nonna”
-“ho la cintura di castità”
-“ho i pantaloni stretti”
-“ho le mie cose
-“mi stropicci l’abito”
ed ultimo, ma fondamentale:
-“sono vergine”
Praticità,quindi, dote cui l’uomo, notoriamente pigro, da grande risalto.
La praticità, comunque, non compensa automaticamente le fondamentali differenze oggettive tra la cavità orale e le altre due preposte alla pratica sessuale ma tra loro per certi versi già più simili.
Proviamo ad analizzare a grandi linee le differenze tra i tre pertugi femminili tanto ambiti dall’uomo:
- La patata: cavità morbida e calda, irrorata, qualora la donna sia adeguatamente eccitata, da secrezioni naturali che lubrificano l’ambiente facilitando la penetrazione. E’ una cavità elastica, con un ingresso di diametro solitamente ridotto ma altrettanto elastico e se in posizioni quali “missionario” od altre che vedono la donna supina, tutta la cavità tende ad aderire totalmente con le pareti al membro che penetra, in altre posizioni tipo la “pecorina” può “gonfiarsi”d’aria e perdere così parte del contatto con il sesso maschile.
- La porta di servizio: cavità morbida e calda chiusa da un muscolo anulare, normalmente non è irrorata da secrezioni naturali tali da facilitare la penetrazione, per ottenere la quale quindi, evitando dolorose forzature, è solitamente necessario provvedere a lubrificare la parte attraverso l’augurabile copiosa secrezione della patata oppure in malaugurata assenza di questa, con creme od oli e comunque sostanze adeguate. Evitare il “Balsamo di Tigre” e l’olio al peperoncino. Anche l’aver appena finito di gustare un piatto di penne all’arrabbiata sconsiglia l’uso della saliva per ovvi motivi……..La cavità di servizio tende ad aderire quasi sempre al membro penetrante e più raramente rispetto alla patata tende a gonfiarsi d’aria, anche se comunque capita. (sto parlando d’aria, non scadiamo…..)
- La bocca: cavità rigida alla quale si accede attraverso le labbra - elementi morbidi mobili e fittamente innervati - e più all’interno una doppia fila di denti, elementi rigidi ed a volte acuminati. L’interno, rigido,vede come unici elementi morbidi la lingua e l’interno delle guance. L’ambiente si apre autonomamente con movimento rigido e quindi non necessiterebbe di lubrificazione, ma comunque la naturale salivazione presente è elemento fondamentale per la pratica sessuale. Essendo la cavità orale anche atta alla respirazione, può essere attraversata da correnti d’aria calda in uscita e fredda in entrata.
La puntualizzazione delle differenze tra i tre pertugi è sostanziale per comprendere le difficoltà che si presentano alla donna tesa alla pratica orale col migliore dei risultati.
Come già detto in altro loco, quindi, la conformazione della bocca, così diversa dagli altri luoghi di piacere, presenta una sfida non da poco per la donna che voglia offrire il meglio di sé al partner.
Mi tocca fermarmi, mi premuro di sottoporvi il seguito al più presto.
E’ senza dubbio necessaria una premessa:
il sesso è una pratica fondamentalmente istintiva, quindi va praticata preferibilmente come tale ed in soddisfazione degli istinti che ne sono alla radice.
Il sesso – a parte la funzione procreativa - è divertimento e sfogo, energia animale ed emotiva. E’ dono che si offre e si riceve. A volte lo si ruba, ma non è questo l’argomento nostro in questa sede.
Premetto inoltre, a scanso di equivoci e di inutili noiose polemiche:
Quanto seguirà in questo blog sarà esclusivamente frutto di congettura basata sull'esperienza personale, saranno ragionamenti, tentativi di spiegazione,lazzi e battute tese comunque a tentar di capire meglio.
Non vuole essere - per quanto scherzosamente la si metta in questo modo - come un dottorar da parte mia, che, poveraccio, ben poco ho da insegnare.
Proprio perchè ignorante, però, sono curioso, ed ecco il frutto delle mie elucubrazioni:
Da che mondo è mondo, il sesso orale risiede inamovibile nell'immaginario del maschio umano.
Non posso parlare a nome della femmina umana per ovvie ragioni di incompetenza,quindi qui si disserterà prevalentemente di fellatio, lasciando l'argomento cunnilingus ad altri utenti per genere più competenti (Tebe, Darkside,Sbriciolata, Edwina, sentitevi pure tirate in causa insieme a chiunque altra volesse impegnarsi).
Possiamo pensare che in passato, una volta superata la linea di demarcazione evolutiva che rese l'essere umano così diverso dal resto del genere animale,l'uomo ebbe a praticare, o meglio farsi praticare la fellatio (che alternativamente chiameremo soffocotto, pompelmo, sofegòn, ciucìno, golino,pompa, bocchino, pompino etc etc), prevalentemente per questioni di praticità.
Oltre ad essere vicina al naso, il quale raccoglie le emissioni ormonali del partner,la bocca è solitamente la cavità più “a portata di pene” in quanto solitamente non coperta con abiti. Una volta sfoderato il membro maschile, la donna altro non ha che approfittarne, superando così anche le annose questioni sul:
-“non mi sollevare la gonna che c’ho freddo”
-“ho le mutande della nonna”
-“ho la cintura di castità”
-“ho i pantaloni stretti”
-“ho le mie cose
-“mi stropicci l’abito”
ed ultimo, ma fondamentale:
-“sono vergine”
Praticità,quindi, dote cui l’uomo, notoriamente pigro, da grande risalto.
La praticità, comunque, non compensa automaticamente le fondamentali differenze oggettive tra la cavità orale e le altre due preposte alla pratica sessuale ma tra loro per certi versi già più simili.
Proviamo ad analizzare a grandi linee le differenze tra i tre pertugi femminili tanto ambiti dall’uomo:
- La patata: cavità morbida e calda, irrorata, qualora la donna sia adeguatamente eccitata, da secrezioni naturali che lubrificano l’ambiente facilitando la penetrazione. E’ una cavità elastica, con un ingresso di diametro solitamente ridotto ma altrettanto elastico e se in posizioni quali “missionario” od altre che vedono la donna supina, tutta la cavità tende ad aderire totalmente con le pareti al membro che penetra, in altre posizioni tipo la “pecorina” può “gonfiarsi”d’aria e perdere così parte del contatto con il sesso maschile.
- La porta di servizio: cavità morbida e calda chiusa da un muscolo anulare, normalmente non è irrorata da secrezioni naturali tali da facilitare la penetrazione, per ottenere la quale quindi, evitando dolorose forzature, è solitamente necessario provvedere a lubrificare la parte attraverso l’augurabile copiosa secrezione della patata oppure in malaugurata assenza di questa, con creme od oli e comunque sostanze adeguate. Evitare il “Balsamo di Tigre” e l’olio al peperoncino. Anche l’aver appena finito di gustare un piatto di penne all’arrabbiata sconsiglia l’uso della saliva per ovvi motivi……..La cavità di servizio tende ad aderire quasi sempre al membro penetrante e più raramente rispetto alla patata tende a gonfiarsi d’aria, anche se comunque capita. (sto parlando d’aria, non scadiamo…..)
- La bocca: cavità rigida alla quale si accede attraverso le labbra - elementi morbidi mobili e fittamente innervati - e più all’interno una doppia fila di denti, elementi rigidi ed a volte acuminati. L’interno, rigido,vede come unici elementi morbidi la lingua e l’interno delle guance. L’ambiente si apre autonomamente con movimento rigido e quindi non necessiterebbe di lubrificazione, ma comunque la naturale salivazione presente è elemento fondamentale per la pratica sessuale. Essendo la cavità orale anche atta alla respirazione, può essere attraversata da correnti d’aria calda in uscita e fredda in entrata.
La puntualizzazione delle differenze tra i tre pertugi è sostanziale per comprendere le difficoltà che si presentano alla donna tesa alla pratica orale col migliore dei risultati.
Come già detto in altro loco, quindi, la conformazione della bocca, così diversa dagli altri luoghi di piacere, presenta una sfida non da poco per la donna che voglia offrire il meglio di sé al partner.
Mi tocca fermarmi, mi premuro di sottoporvi il seguito al più presto.