Si finisce punto a capo se non si cambia la prospettiva da cui si guarda
Come sottolinei, se il ruolo dell'amante discende dal ruolo della moglie, diventa necessario che la sua presenza - dell'amante - sia compensativa, oppure aggiuntiva, oppure diminutiva della relazione in cui si esplica il ruolo della moglie.
E questo accade se si rimane nella prospettiva per cui i ruoli vengono definiti attraverso il paragone con altri ruoli. O in competizione.
Ma se semplicemente si considera ogni relazione in sè e per sè, ognuna con le sue specifiche caratteristiche ed ognuna spazio di mezzo fra due individui (e non tre come finisce ad essere se un ruolo interno - l'amante - viene definita da un ruolo esterno - la moglie - ) allora l'amante è semplicemente quella persona che riveste un ruolo con sue specifiche funzioni. Stabilite dai due protagonisti la relazione.
Relazione che vive nel suo specifico spazio tempo, ossia il tempo del desiderio e del piacere staccato da ogni forma di progettualità.
Quindi, per farla semplice, la moglie è quella donna con cui quell'uomo desidera progettualità e quel che ne consegue anche in termini contrattuali.
L'amante è quella donna con cui quell'uomo desidera condividere il tempo del desiderio e del piacere.
E il tempo del desiderio è per sua essenza quel tempo "sospeso" che non è passato, non è presente e non è futuro.
E' semplicemente E'.
Esiste nell'esistenza della compartecipazione fra i due coinvolti.
Inizia in quel preciso istante in cui ognuno dei due incontra l'altro e finisce in quel preciso istante in cui ognuno dei due torna da dove è venuto.
Che poi, dimmi se sbaglio, tu giudichi questo tempo come di "minor valore" rispetto al tempo della progettualità e che di conseguenza in te nasca il bisogno di dargli un valore (nel fatto che nell'altro tempo manca qualcosa che in questo viene ricercato) è un tuo giudizio che probabilmente nasce dai tuoi desideri e dai tuoi bisogni.
Ossia a te vivere il tempo sospeso che non viene da nessuna parte, non sta da nessuna parte e non va da nessuna parte non da piacere.
Ma, ribadisco, è un giudizio di valore costruito su una tua scala.
Io sono stata amante e ho avuto amanti.
Il tempo dell'amante mi è sempre piaciuto.
Per il semplice motivo che la mia progettualità riguardava me e soltanto me.
Non avevo desiderio di relazioni che coinvolgessero altri in quella progettualità.
Ossia stavo bene da sola.
Questo quando sono stata amante.
Quando ho avuto io l'amante era a grandi linee la stessa cosa.
Quel che condividevo con l'amante era un qualcosa che in quel periodo non avevo il desiderio di portare in una progettualità di coppia.
Quindi non mi mancava niente nella coppia.
Poi poteva capitare che la relazione con l'amante mi chiarisse cose che non avevo chiare prima.
Ma a quel punto, tendenzialmente, io mollavo relazione stabile e amante. Che entrambi non erano adatti alla nuova versione di me.
Questa è la mia versione al femminile.
Al maschile ci vorrebbe @
Arcistufo, oppure @
Blaise53 oppure @
bluestar02