Cosa pensate help!

spleen

utente ?
@farfalla:rotfl::rotfl:

e per fortuna..che chiacchierare così a me regala sempre l'opportunità di potermi confrontare...e, lo sai, è questa per me la ricchezza e il valore di incontrarsi! :)


Provo a rispiegare...perchè per me c'è un equivoco di fondo.

Credo ci sia, diffusamente, una percezione del corpo come un trofeo da esporre. ( @Nefertiti).

E credo che questo discenda dagli archetipi amorosi fra l'altro...ma se ci metto dentro anche questo diventa veramente complessa la cosa.

Io però non sto parlando del corpo come un trofeo. Che sia il mio. O quello di G. (rimango su di noi, visto che sono partita da lì).
Io non sono una strafiga.
Ma so di avere un bel corpo allenato, scattante e reattivo. E' una cosa che mi da molto piacere. Che mi fa stare bene. Sia mentre sto combattendo, sia quando sono in montagna, sia quando sono a tagliar la legna. Mi fa sentire viva, vibrante, appartenente alle forze della Natura. In cui mi raccolgo. E in cui da sempre ho trovato pace. Come quando andavo nel bosco la notte per stare sola e coi piedi nudi sul terreno nel periodo in cui col mio ex stava crollando ogni illusione. Nel bosco, trovavo me.

Il mio corpo non è un trofeo. Ma è uno strumento. Fondamentale. Sia che si tratti di relazione, di sesso, di presenza, di movimento nello spazio e nel tempo.
Adoro vederlo cambiare. Da sempre.
L'ho trattato male quando ero arrabbiata. L'ho usato per mantenere una parvenza di controllo su di me a 20 anni quando avrei tanto desiderato avere del napalm a disposizione. L'ho coccolato. L'ho esposto. L'ho nascosto.

Siamo in relazione strettissima da quando sono nata. Mi ha accompagnata ogni passo. Ogni segno che porta, è Mio. E' come una mappa della mia Vita. Delle mie Vite. Dalle cicatrici, che vedo solo io, dei vecchi piercing. Le ginocchia da maschio tanto sono segnate. Gli ematomi che ci sono sopra anche adesso.
E' la rappresentazione fisica delle strade che ho percorso.

E' il luogo in cui mi raccolgo per la mia forma di preghiera. Il mio tempio.
E non parlo di adorazione cieca.
Parlo di adorazione sotto forma di Riconoscimento e Cura. E anche di adorazione sotto forma di Disconoscimento e Trascuratezza e Indifferenza.

In questi termini per me il corpo è fondamentale. Ed è fondamentale che anche l'altro per me percepisca il suo corpo come un tesoro prezioso di cui aver Cura.

E mi ricollego al trofeo.

Il trofeo è la cura per gli altri. Per rispondere a richieste esterne. Per chiedere conferme esterne. Per essere riconosciuti nei modelli proposti, come rappresentanti di un habitus sociale condiviso dalla società tutta.

E nel tempo il trofeo del corpo è cambiato...basti pensare alle forme della bellezza a cui è stato sottoposto quello femminile per rispecchiare gli standard imposti. Dai corsetti agli sbiancanti per la pelle, agli ormoni e sostanze varie per gonfiarlo, e penso ai maschi, per farlo sembrare come fosse una statua immobile.

Ecco...su questa idea del corpo, se l'unica risposta è l'amore. Ossia, comunque tu sia, che tu ti prenda o meno cura di te, siccome c'è l'amore vai bene...io mi oppongo. Fermamente.

Perchè Cura, per me, è evidenziare i problemi e collaborare per risolverli. Che siano di ordine fisico emotivo o materiale.

Se semplicemente ci si siede nella rassicurazione, beh...non ho vicino un alleato.
Un alleato è attento, osserva, stimola, descrive, Dona quello sguardo che da dentro non è possibile avere.

Rompe anche i coglioni. Proprio perchè non si ferma al trofeo ma va oltre, e Vede il tempio.

E ne richiede Cura.
E Rispetto.

E non è un sottile ricatto, come diceva @Skorpio...non è un "o fai così, o vaffanculo".

E' un "se tu per prim* non hai Rispetto e Cura di te, a partire dal corpo che è il velo più esterno e visibile, come posso io fidarmi di te? Se tu per prim* non vedi la TUA Bellezza, non ne hai Cura, come posso io Vederla per te? E ammirarla per te?"

"Se tu per prim* non ti desideri, come posso io desiderarti per entrambi?"

Attraverso il corpo parla il sè profondo...dai disturbi dell'ansia, alla depressione, alle psicosi...fino alla pelle luminosa dopo aver fatto Sesso...

Un corpo maltenuto, maltrattato parla dell'idea di sè che ha una persona.
Della relazione che ha con sè una persona...quindi @Brunetta, no, non è un qui e ora il mio. Ma è una valutazione sul lungo periodo a partire però dal qui e ora reale e non dal qui e ora accomodato nell'idea dell'amore che tutto può e tutto supera.

E io l'ho sperimentato sulla mia pelle. Quanto sia falsa quella credenza. Che i nodi vengono al pettine. LA Vita non fa sconti. Anche se noi umani proviamo a inventarci le scorciatoie.

E uso la pancia, che per me è rappresentativa, per rappresentare l'accidia e la pigrizia. Il malnutrimento. L'indifferenza a quello che si fa entrare nel corpo. O la non valutazione di quel che si fa entrare.

MA parlando della pancia, faccio riferimento alla consapevolezza di sè, in tutti i piani dell'essere che io pretendo da me stessa e di conseguenza anche da chi mi scelgo vicino.

E non la assolutizzo...ma se neanche ci sono le basi...beh...non vale la pena, secondo me.

Una favola molto bella, ne parla, del corpo...di quel pezzo di legno e del suo percorso per avere un corpo in carne e ossa, di bambino vero. :)
Sposo la tua visione, del resto che senso avrebbe altrimenti che oggi mi sia fatto svariati km di corsa?
Sai dove è il limite purtroppo di questa visione, me ne sono reso conto osservando: Il limite di questa visione è nella non accettazione di se, dove la volontà di controllo assoluto puo talvolta portare. Altrimenti non esisterebbe l'anoressia, che altro non è che una storpiatura nella volontà di controllo su se stessi. In quel caso il corpo non è un trofeo da esibire, è semplicemente il campo di battaglia contro se stessi.
Sai, quando parliamo di consapevolezza, ormai è diventato un tormentone, un mantra, ecco credo tuttavia che serva essere consapevoli di due cose: Che dobbiamo considerare il nostro corpo un tempio, come tu dici (Corpo tempio dello spirito Santo come nel catechismo cattolico) E simultaneamente essere consapevoli che dobbiamo accettare l'evidenza, quello che siamo, la nostra eredità genetica, il nostro invecchiamento, il nostro deterioramento.
Tu sei ancora giovane, io già vedo le prime crepe, sento che il tempo mi trascina via, non ho smesso di amare me stesso ed il mio corpo, ma sento che l'ineluttabilità mi trascina via. Non ne sono angustiato, sento solo che in questo mi devo abbandonare, accettandolo.
 

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum
@farfalla:rotfl::rotfl:

e per fortuna..che chiacchierare così a me regala sempre l'opportunità di potermi confrontare...e, lo sai, è questa per me la ricchezza e il valore di incontrarsi! :)


Provo a rispiegare...perchè per me c'è un equivoco di fondo.

Credo ci sia, diffusamente, una percezione del corpo come un trofeo da esporre. ( @Nefertiti).

E credo che questo discenda dagli archetipi amorosi fra l'altro...ma se ci metto dentro anche questo diventa veramente complessa la cosa.

Io però non sto parlando del corpo come un trofeo. Che sia il mio. O quello di G. (rimango su di noi, visto che sono partita da lì).
Io non sono una strafiga.
Ma so di avere un bel corpo allenato, scattante e reattivo. E' una cosa che mi da molto piacere. Che mi fa stare bene. Sia mentre sto combattendo, sia quando sono in montagna, sia quando sono a tagliar la legna. Mi fa sentire viva, vibrante, appartenente alle forze della Natura. In cui mi raccolgo. E in cui da sempre ho trovato pace. Come quando andavo nel bosco la notte per stare sola e coi piedi nudi sul terreno nel periodo in cui col mio ex stava crollando ogni illusione. Nel bosco, trovavo me.

Il mio corpo non è un trofeo. Ma è uno strumento. Fondamentale. Sia che si tratti di relazione, di sesso, di presenza, di movimento nello spazio e nel tempo.
Adoro vederlo cambiare. Da sempre.
L'ho trattato male quando ero arrabbiata. L'ho usato per mantenere una parvenza di controllo su di me a 20 anni quando avrei tanto desiderato avere del napalm a disposizione. L'ho coccolato. L'ho esposto. L'ho nascosto.

Siamo in relazione strettissima da quando sono nata. Mi ha accompagnata ogni passo. Ogni segno che porta, è Mio. E' come una mappa della mia Vita. Delle mie Vite. Dalle cicatrici, che vedo solo io, dei vecchi piercing. Le ginocchia da maschio tanto sono segnate. Gli ematomi che ci sono sopra anche adesso.
E' la rappresentazione fisica delle strade che ho percorso.

E' il luogo in cui mi raccolgo per la mia forma di preghiera. Il mio tempio.
E non parlo di adorazione cieca.
Parlo di adorazione sotto forma di Riconoscimento e Cura. E anche di adorazione sotto forma di Disconoscimento e Trascuratezza e Indifferenza.

In questi termini per me il corpo è fondamentale. Ed è fondamentale che anche l'altro per me percepisca il suo corpo come un tesoro prezioso di cui aver Cura.

E mi ricollego al trofeo.

Il trofeo è la cura per gli altri. Per rispondere a richieste esterne. Per chiedere conferme esterne. Per essere riconosciuti nei modelli proposti, come rappresentanti di un habitus sociale condiviso dalla società tutta.

E nel tempo il trofeo del corpo è cambiato...basti pensare alle forme della bellezza a cui è stato sottoposto quello femminile per rispecchiare gli standard imposti. Dai corsetti agli sbiancanti per la pelle, agli ormoni e sostanze varie per gonfiarlo, e penso ai maschi, per farlo sembrare come fosse una statua immobile.

Ecco...su questa idea del corpo, se l'unica risposta è l'amore. Ossia, comunque tu sia, che tu ti prenda o meno cura di te, siccome c'è l'amore vai bene...io mi oppongo. Fermamente.

Perchè Cura, per me, è evidenziare i problemi e collaborare per risolverli. Che siano di ordine fisico emotivo o materiale.

Se semplicemente ci si siede nella rassicurazione, beh...non ho vicino un alleato.
Un alleato è attento, osserva, stimola, descrive, Dona quello sguardo che da dentro non è possibile avere.

Rompe anche i coglioni. Proprio perchè non si ferma al trofeo ma va oltre, e Vede il tempio.

E ne richiede Cura.
E Rispetto.

E non è un sottile ricatto, come diceva @Skorpio...non è un "o fai così, o vaffanculo".

E' un "se tu per prim* non hai Rispetto e Cura di te, a partire dal corpo che è il velo più esterno e visibile, come posso io fidarmi di te? Se tu per prim* non vedi la TUA Bellezza, non ne hai Cura, come posso io Vederla per te? E ammirarla per te?"

"Se tu per prim* non ti desideri, come posso io desiderarti per entrambi?"

Attraverso il corpo parla il sè profondo...dai disturbi dell'ansia, alla depressione, alle psicosi...fino alla pelle luminosa dopo aver fatto Sesso...

Un corpo maltenuto, maltrattato parla dell'idea di sè che ha una persona.
Della relazione che ha con sè una persona...quindi @Brunetta, no, non è un qui e ora il mio. Ma è una valutazione sul lungo periodo a partire però dal qui e ora reale e non dal qui e ora accomodato nell'idea dell'amore che tutto può e tutto supera.

E io l'ho sperimentato sulla mia pelle. Quanto sia falsa quella credenza. Che i nodi vengono al pettine. LA Vita non fa sconti. Anche se noi umani proviamo a inventarci le scorciatoie.

E uso la pancia, che per me è rappresentativa, per rappresentare l'accidia e la pigrizia. Il malnutrimento. L'indifferenza a quello che si fa entrare nel corpo. O la non valutazione di quel che si fa entrare.

MA parlando della pancia, faccio riferimento alla consapevolezza di sè, in tutti i piani dell'essere che io pretendo da me stessa e di conseguenza anche da chi mi scelgo vicino.

E non la assolutizzo...ma se neanche ci sono le basi...beh...non vale la pena, secondo me.

Una favola molto bella, ne parla, del corpo...di quel pezzo di legno e del suo percorso per avere un corpo in carne e ossa, di bambino vero. :)
il neretto è una trappola molto subdola :)
 

Skorpio

Utente di lunga data
...

[MENTION=5159]ipazia[/MENTION] .. Messa cosi .. :) io sottoscrivo....

Ma è un po diversa da prima, dove se il culo tra 2 anni ti abbassa di 1 grado, io mi sfavo..

Cura di se.. Fisica. Assolutamente si

Ma in un contesto preciso

Fuori contesto (leggi [MENTION=4905]Fiammetta[/MENTION] sopra) .. È da brivido gelido.... :(
 

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum
@ipazia .. Messa cosi .. :) io sottoscrivo....

Ma è un po diversa da prima, dove se il culo tra 2 anni ti abbassa di 1 grado, io mi sfavo..

Cura di se.. Fisica. Assolutamente si

Ma in un contesto preciso

Fuori contesto (leggi @Fiammetta sopra) .. È da brivido gelido.... :(
beh ma ci sono donne fortemente legate al neretto che ho evidenziato.
legate allo stereotipo "solo se sono bella verrò presa in considerazione dagli uomini"
che voler esser belle per se stesse, per un personale compiacimento è diverso che voler rincorrere gli stereotipi imposti dagli altri, talvolta stravolgendo il proprio fisico
 

Skorpio

Utente di lunga data
...

beh ma ci sono donne fortemente legate al neretto che ho evidenziato.
legate allo stereotipo "solo se sono bella verrò presa in considerazione dagli uomini"
che voler esser belle per se stesse, per un personale compiacimento è diverso che voler rincorrere gli stereotipi imposti dagli altri, talvolta stravolgendo il proprio fisico
Si..
Ma se ricostruisci a rovescio il concetto di oggi, quelle donne fanno cosi perché temono che se gli si abbassa il culo di 1 grado non saranno più apprezzate e verranno meno desiderate, etc etc etc...

E si ricostruisce la catena a rovescio...

Una mi è vicina di ufficio, ha 50 anni e un fisico da modella

M ha una faccia che sembra uscita da un film di Dario Argento, tirata come avesse una pistola sempre alla tempia, piena di tic nervosi, e di psicofarmaci

Questa "cura di se" tutta "fisica" mi fa venire i brividi
 

Brunetta

Utente di lunga data
Si..
Ma se ricostruisci a rovescio il concetto di oggi, quelle donne fanno cosi perché temono che se gli si abbassa il culo di 1 grado non saranno più apprezzate e verranno meno desiderate, etc etc etc...

E si ricostruisce la catena a rovescio...

Una mi è vicina di ufficio, ha 50 anni e un fisico da modella

M ha una faccia che sembra uscita da un film di Dario Argento, tirata come avesse una pistola sempre alla tempia, piena di tic nervosi, e di psicofarmaci

Questa "cura di se" tutta "fisica" mi fa venire i brividi
Rispondo anche a [MENTION=5159]ipazia[/MENTION].
Rispettarlo quel corpo è riconoscerne anche i limiti.
 

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Sposo la tua visione, del resto che senso avrebbe altrimenti che oggi mi sia fatto svariati km di corsa?
Sai dove è il limite purtroppo di questa visione, me ne sono reso conto osservando: Il limite di questa visione è nella non accettazione di se, dove la volontà di controllo assoluto puo talvolta portare. Altrimenti non esisterebbe l'anoressia, che altro non è che una storpiatura nella volontà di controllo su se stessi. In quel caso il corpo non è un trofeo da esibire, è semplicemente il campo di battaglia contro se stessi.
Sai, quando parliamo di consapevolezza, ormai è diventato un tormentone, un mantra, ecco credo tuttavia che serva essere consapevoli di due cose: Che dobbiamo considerare il nostro corpo un tempio, come tu dici (Corpo tempio dello spirito Santo come nel catechismo cattolico) E simultaneamente essere consapevoli che dobbiamo accettare l'evidenza, quello che siamo, la nostra eredità genetica, il nostro invecchiamento, il nostro deterioramento.
Tu sei ancora giovane, io già vedo le prime crepe, sento che il tempo mi trascina via, non ho smesso di amare me stesso ed il mio corpo, ma sento che l'ineluttabilità mi trascina via. Non ne sono angustiato, sento solo che in questo mi devo abbandonare, accettandolo.
Uh, sì che lo so...l'ho imparato da ragazzetta...

Quando riuscivo a non mangiare per giorni, per esempio, tenendo ritmi velocissimi fra lavoro e studio, dormendo non più di dieci ore in dure o tre giorni perchè mi ero messa obiettivi di studio e lavoro...perchè avevo deciso che avrei fatto una cosa e un'altra.

Il limite è credere di essere "fuori" dal proprio corpo, e poterlo controllare.

Che il controllo sia l'abbruttimento o l'abbellimento.
Fa pochissima differenza.

Ma in questi termini il corpo non è un tempio, ma è appunto un trofeo.
Ed è un trofeo anche quando lo si malnutre...penso all'anoressia, al controllo del cibo come ultimo baluardo del controllo di sè. O alla bulimia. All'anorgasmia. Alle disfunzionalità erettili.

MA anche alla necessità di super curarlo, che sempre malnutrizione è. E penso agli eccessi di salutismo. Al bianco che più bianco non si può. All'amuchina. Al detersivo che sconfigge tutti i batteri.

Facce della stessa medaglia.

Ossia l'aver dimenticato che il corpo è un tempio.
Ma solo perchè è la piccola rappresentazione di un tempio a cui appartiene.
Ossia i cicli di Vita/Morte/Vita.

E che noi stessi apparteniamo. E non possediamo.

Il non voler mai lasciar andare la Vita. Con la cura dell'esteriorità e il rifiuto degli inestetismi.
E il voler anticipare la morte. O sfidarla. E penso alle disfunzioni.

Sono in fondo la stessa cosa.

DA quando avevo 20 anni ad oggi il mio corpo è cambiato.

Sono stata dalla parrucchiera l'altro giorno. E' un momento difficile per me. La parrucchiera.
Mi sento goffa, a disagio, fuori posto.

Non è uno dei miei modi della cura. E non conosco il linguaggio di quei modi lì.

Comunque...la parrucchiera mi fa notare che ho un capello bianco, che è qualche mese che osservo con affetto. Ho sempre desiderato i capelli bianchi. Mi piacciono.

Eppure, io che ho colorato i miei capelli di praticamente tutti i colori disponibili, non li ho mai colorati di bianco perchè sono un colore che secondo me è un Dono del tempo passato con se stessi.

E ho provato a dire questa cosa...che a me piacciono i miei capelli che iniziano a dimostrare il tempo che è passato anche su di loro.
E mi sono trovata di fronte una faccia stupita, quasi imbarazzata...e io mi sono sentita veramente goffa...che ho avuto la sensazione di aver detto qualcosa di sbagliato. Fuori. Ma profondamente assonante con me.
Che la risposta è stata che i capelli bianchi se non sono di un bel bianco non sono belli.

Ho mollato il discorso, e l'ho buttato in vacca.
MA la riflessione che poi ho fatto fra me e me, riguardava il chiedermi cosa significa "un bel bianco".

E di nuovo ho pensato agli immaginari di unicorni a confronto con la realtà.

Che nelle cartoline la neve è candida...ma poi vai a metterci dentro i piedi e ti rendi conto che è fangosa, sporca dai passaggi delle bestie...ed è vera. Fangosa. Sporca. Coi segni dei passaggi.

Non so se mi spiego :)
 

Brunetta

Utente di lunga data

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
@ipazia .. Messa cosi .. :) io sottoscrivo....

Ma è un po diversa da prima, dove se il culo tra 2 anni ti abbassa di 1 grado, io mi sfavo..

Cura di se.. Fisica. Assolutamente si

Ma in un contesto preciso

Fuori contesto (leggi @Fiammetta sopra) .. È da brivido gelido.... :(
Mi sa che mi sono spiegata male prima, se il messaggio che è passato è questo.

Se il culo, per usare quell'esempio, mi si abbassa e tu non mi dici un cazzo, se non "ma tesoro, mi piaci tanto lo stesso"....sei da prendere a calci in culo.

Perchè non hai capito niente di me.

Perchè non mi vedi. Perchè non mi leggi. E non sei attento.

Perchè non ti interessi al fatto che l'aver smesso la Cura di me, l'ammirazione della mia bellezza nel fare ha un significa che va ben oltre il culo.

Il culo è un sintomo. Un particolare.

E se non sei attento ai particolari...ma nascondi nell'amore il non farci caso...mah...mi chiedo che fine abbia fatto l'incontrarsi. Per la verità.

Che io non ce lo trovo.

Se a G. vien la pancia, col cazzo che mi piace come prima. E col cazzo che il mio desiderio di lui resta uguale a prima. Perchè lui non è come prima.

Ma allo stesso modo se diventa un palestrato con la tartaruga, col cazzo che mi piace come prima. E col cazzo che il mio desiderio di lui resta uguale a prima. Perchè lui non è come prima.

Il punto è che se lui "smette" di aver cura di quel che è come è, quello smettere ha un significato che io desidero sia condiviso nello spazio comune.

E non penso sia casuale che nei tradimenti una delle cose che a posteriori più salta all'occhio è "aveva iniziato a curarsi di più".

Ed è un ragionamento che ben spiega l'indifferenza con cui ci si guarda. Ognuno se stesso in primis.

Perchè anche in quel caso, l'aumento della cura non viene da dentro ma viene da fuori.

Ed è un sintomo di inaffidabilità e scarsa indipendenza.

La Cura, il corpo bello di cui parlo è quello che scaturisce dall'incontro con se stessi. Dal saper godere della propria piacevolezza. PEr poterla emanare in quello che l'altro poi percepisce come desiderio.

Non è un caso che un depresso non provi desiderio per gli altri...non desidera se stesso.

E non è un caso che un narcisista non provi desiderio per gli altri..non desidera se stesso.

In entrambi gli estremi il corpo è il trofeo per la conferma fuori di un qualcosa che è dentro.

Ecco perchè io gradisco moltissimo che G. commenti il mio culo, per dire...perchè il modo in cui lo fa è nella direzione del suo saper godere del mio piacere di me per sè, e viceversa io nei suoi confronti.

Quindi sì, mi sfavo se a lui vien la pancia. E lui si sfava se a me cala il culo.

Ma perchè prima ancora che io mi sfavi di lui e lui si sfavi di me, ognuno si sarebbe sfavato di se stesso.

E se sei sfavato di te stesso...cosa metti nello spazio comune? Nel NOI?
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
beh ma ci sono donne fortemente legate al neretto che ho evidenziato.
legate allo stereotipo "solo se sono bella verrò presa in considerazione dagli uomini"
che voler esser belle per se stesse, per un personale compiacimento è diverso che voler rincorrere gli stereotipi imposti dagli altri, talvolta stravolgendo il proprio fisico
Esattamente! :)

E al compiacimento io ci aggiungo anche il piacere di sè...che potrei allargare alla masturbazione, per dire...darsi piacere da soli e godere del piacere della propria compagnia.
 

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum
Esattamente! :)

E al compiacimento io ci aggiungo anche il piacere di sè...che potrei allargare alla masturbazione, per dire...darsi piacere da soli e godere del piacere della propria compagnia.
Io lo chiamo benessere personale :) in generale, certo ci sta anche la masturbazione
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Rispondo anche a @ipazia.
Rispettarlo quel corpo è riconoscerne anche i limiti.
Certo che è riconoscerne i limiti...

Rispettare il corpo è considerare la sua particolare bellezza. Non rispetto allo stereotipo. E non in reazione allo stereotipo.

Ma riconoscerlo esattamente come è. E nel suo fluire.

Se penso a me...io sono alta 1,58 e peso 48 kg. Sono giusta. Di più o di meno non rispetterei il mio corpo.
E questo è il MIO personale standard adesso e in futuro. Non è che a 60 anni 60 kg su meno di un metro e sessanta pesano di meno...anzi...pesano di più...e non a caso, in Natura, quando i corpi invecchiano si smagriscono...

E non penso semplicemente all'estetica, ma anche...che io mi piaccio, nuda in particolare, mi piace proprio guardarmi..penso al muovermi, alla reattività, alle articolazioni, al funzionamento metabolico da cui discende anche il tono dell'umore...

Ho la netta sensazione che quando si parla di corpo si va da un estremo all'altro, CON il corpo come esposizione sterile di sè e SENZA il corpo per "dimostrare" una presenza interna...

Ma il corpo ha un peso essenziale nelle relazioni. Un corpo maltrattato (e in maltrattato io metto anche il corpo usato come risposta alle richieste sociali di prestazione) non è un corpo che parla di un sè affidabile. Stabile. Presente a se stesso. Di un sè consapevole dei propri limiti.

Credo che eliminare il corpo dal sistema sia un modo per tenere distanza da sè. E dall'altro. La mia non è una questione puramente estetica...anche se passa per l'estetica. Non quella degli stereotipi però. Perchè è uno stereotipo pure l'ultima tendenza per cui le curvy fanno tanto bello...che è pura reazione sociale allo stereotipo dell'anoressica scavata...sono entrambi estremi...dal mio punto di vista.

E probabilmente sono influenzata anche dal mio vivere comunque a contatto con la natura...tagliare la legna col corpo indebolito, gonfiato, appesantito...se ne taglia poca. E l'inverno è lungo.

E penso a mio padre durante le chemio...il suo corpo, la prestanza di averlo sempre tenuto in movimento, nutrito con cura, il poterci contare anche durante il delirio dei farmaci, il non mollarlo ma anzi, chiamarlo a raccolta...è stato fondamentale. Anche durante la sindrome da fatigue.

E penso sia un sapere dimenticato e sperso nel politically correct.
Di cui l'amore è un sostenitore.

Un corpo non resistente, non prestante, sulla lunga distanza non è affidabile. E' natura. In natura si muore. Noi umani siamo solo un po' più paraculati. E neanche da troppo tempo.
 
Ultima modifica:

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Io lo chiamo benessere personale :) in generale, certo ci sta anche la masturbazione
Sì, mi piace benessere personale :)

Io lo chiamo star bene in propria compagnia. Godersi. E poter così emanare godimento nella comunicazione con l'altro.

E ci sta tutto...dalla masturbazione, allo specchiarsi, al mangiarsi qualcosa di buono, al godersi il calore della fiamma o di un corpo a pelle col proprio.
 

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum
Sì, mi piace benessere personale :)

Io lo chiamo star bene in propria compagnia. Godersi. E poter così emanare godimento nella comunicazione con l'altro.

E ci sta tutto...dalla masturbazione, allo specchiarsi, al mangiarsi qualcosa di buono, al godersi il calore della fiamma o di un corpo a pelle col proprio.
Condivido :)
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Si..
Ma se ricostruisci a rovescio il concetto di oggi, quelle donne fanno cosi perché temono che se gli si abbassa il culo di 1 grado non saranno più apprezzate e verranno meno desiderate, etc etc etc...

E si ricostruisce la catena a rovescio...

Una mi è vicina di ufficio, ha 50 anni e un fisico da modella

M ha una faccia che sembra uscita da un film di Dario Argento, tirata come avesse una pistola sempre alla tempia, piena di tic nervosi, e di psicofarmaci

Questa "cura di se" tutta "fisica" mi fa venire i brividi
Quelle donne fanno così perchè non sono ben stabili in se stesse. Perchè affidano agli sguardi esterni il loro personale modo della bellezza. Perchè rendono funzionale il loro esprimersi nel mondo alla conferma che il modno da loro indietro.

E a maggior ragione sono poco affidabili.

Che siano donne o che siano uomini.

G. mi diceva che adora il fatto che può tranquillamente farmi critiche sul mio corpo, perchè sa che le prendo come stimolo. Che non ci resto sotto.
E io adoro il poter fare lo stesso con lui.

Io so di avere un bel culo anche se scende...ma mi piace di più se è sodo. E non perchè piaccio a G. (Anche se è un rinforzo vedergli un certo sguardo mentre ci allunga sopra le mani :D) Ma perchè piace a me. Al mio tatto. Alle mie sensazioni quando sento i muscoli che si muovono e rispondono a me e all'ambiente.
Perchè quando cammino sento il movimento.

E perchè quando mi guardo mi piace.

Il problema di quelle donne, e uomini, è che curano il corpo per rispondere a modelli che non li rappresentano ma a cui si sentono in dovere di aderire.
O per contro, si sentono in dovere di reagire...e quindi vedi donne e uomini bell*, che si trascurano in una maniera che trovo quasi offensiva.

E mi fanno l'effetto del patrimonio storico italiano...preziosissimo e abbandonato.
 
Ultima modifica:

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ti ho letta con ammirazione. Ammiro la percezione profonda che hai di te stessa e del tuo corpo, come ne parli :)
Io non so...so di avere un corpo, ogni tanto mi guardo allo specchio, mi vesto per coprirmi, mi muovo per fare le cose che devo fare. A volte lo percepisco come nemico, un corpo che mi tradisce, che non funziona come dovrebbe, ma in fondo sono io che lo maltratto. Ho sempre visto il corpo come un'entità a sè, come una sorta di involucro che mi tiene coi piedi per terra mentre nei miei sogni continuo a volare. :rolleyes:
Capisco bene quello che scrivi...la questione non è il corpo in sè, ma la consapevolezza che il corpo, la mente e le emozioni sono tutti piani compartecipanti alla complessità dell'essere...che non esiste uno senza l'altro...e tutti sono necessari al benessere dell'individuo...Credo che la questione non riguardi esattamente il corpo, quanto l'accettazione del benessere...e l'accettazione del benessere e della propria compagnia discende dall'accettare le proprie parti scure, la propria interezza....ombra e luce...senza tendere a nessun ideale esterno...ma anzi, ripulendo le proprie immagini corporee interne dalle sbavature dei dover essere che derivano dall'esterno...

Che una cosa che poco si considera è la differenza fra schema corporeo, che tutti hanno per potersi muovere in autonomia nello spazio, e immagine corporea, che è invece lo specchio interiore di se stessi...e si tende ad accontentarsi di avere uno schema corporeo...per le femmine, spesso, per educazione e cultura, meno sviluppato che nei maschi...fra l'altro...
 

Skorpio

Utente di lunga data
...

Quelle donne fanno così perchè non sono ben stabili in se stesse. Perchè affidano agli sguardi esterni il loro personale modo della bellezza. Perchè rendono funzionale il loro esprimersi nel mondo alla conferma che il modno da loro indietro.

E a maggior ragione sono poco affidabili.

Che siano donne o che siano uomini.

G. mi diceva che adora il fatto che può tranquillamente farmi critiche sul mio corpo, perchè sa che le prendo come stimolo. Che non ci resto sotto.
E io adoro il poter fare lo stesso con lui.

Io so di avere un bel culo anche se scende...ma mi piace di più se è sodo. E non perchè piaccio a G. (Anche se è un rinforzo vedergli un certo sguardo mentre ci allunga sopra le mani :D) Ma perchè piace a me. Al mio tatto. Alle mie sensazioni quando sento i muscoli che si muovono e rispondono a me e all'ambiente.
Perchè quando cammino sento il movimento.

E perchè quando mi guardo mi piace.

Il problema di quelle donne, e uomini, è che curano il corpo per rispondere a modelli che non li rappresentano ma a cui si sentono in dovere di aderire.
O per contro, si sentono in dovere di reagire...e quindi vedi donne e uomini bell*, che si trascurano in una maniera che trovo quasi offensiva.

E mi fanno l'effetto del patrimonio storico italiano...preziosissimo e abbandonato.
Si... Sicuramente..
Su tutti questi concetti ora mi ritrovo totalmente, ora mi trovo improvvisamente fuori dalla tua linea..

E sono un po disorientato :)

Comunque io volevo dire che x me la "cura" fisica è essenziale, ma non so come dire... Io (e parlo x me) in una donna non la recepisco SOLO da una sorta di equilibrio "fisico" (l'esempio che facevi prima tu su di te tipo 158 cm e 48 kg mi pare) ma mi entrano nel "campo di osservazione" mille altri fattori, che sarebbe anche complesso decodificare...

Ma nel corso della mia vita ho notato sicuramente donne che emanavano una enorme cura vs loro (per me ovviamente) pur non essendo perfettamente allineate sul discorso peso altezza etc..etc...

Come viceversa ho captato scarsa cura di se in donne che erano perfettamente "parametrate" a livello fisico

Non so se mi sto spiegando....

È una sorta di "equilibrio" esterno/interno che capto

Oltre la "misurazione" dei parametri fisici nudi e crudi...

Non so se mi spiego (ripeto) :(
 
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