Lui
U SFRUCULIATURI
E non sempre,c'è pure chi non funziona...:rotfl:
ogni riferimento a Claudio è puramente casuale.
E non sempre,c'è pure chi non funziona...:rotfl:
Si...:rotfl:ogni riferimento a Claudio è puramente casuale.
QuotoCito questa frase a paradigma di un concetto che ho sentito accennare in altre parti della board, non per confutare te. Ecco, io dentro questa dicotomia istinto/razionalità non mi ci ritrovo per niente. Proprio per niente. A volte sembra che riteniate l'istinto come una cosa immediata, vicina alla "natura" per definizione, mentre la riflessione una cosa lenta e "artificiale", da sovrapporre in un secondo momento, quasi a tarpare la spontaneità, a snaturare la natura.
Io proprio a questa cosa non credo. La riflessione (più o meno razionale) è immediata, immediatamente scatta (almeno per me) quando parte lo stimolo (visivo, un'idea, etc). E' "incarnata", non sovrapposta modello camicia di forza. Ci sono poi riflessioni più brevi, momentanee, altre più difficili, dunque più lunghe. Ma io sono l'esercizio d'entrambe. L'istinto, la gamba sinistra. La riflessione critica (anche di un istante) la gamba destra. Sarei monca in altro modo, zoppa. Quando leggo "naturalmente avrei fatto quello, ma c'ho pensato e ho fatto questo e ora rimpiango etc" io...non so che dire, se non che: non funziona così. Perlomeno, non dovrebbe. Le due facoltà dovrebbero naturalmente intrecciarsi, crescere insieme, insieme svilupparsi. Siamo il prodotto delle due, non della supposta naturalità primigenia. IMHO.
Per noi esseri ANCHE razionali l'istinto può essere una schiavitù.Ma infatti ci sono oscuro, simy etc che la usano, ma sono contraditori e non se ne rendono conto, sfruttano l'istinto con l'intelligenza del sapere, ma ripeto quello che simy e oscuro usano, nella realtà siamo sicuri che funziona? e chi ci dice che non aver usato il vero istinto non possa invece darci soddisfazioni?
P.S Ho imparato anche io ad usare istinto e ragione, nel tempo e con il tempo, si chiama vendetta a sangue freddo, gustarsi lo stillicidio con piacere e soddisfazione. E non siamo in un romanzo eh.
Non mi ti fanno amministrare lo smeraldo e me ne dolgoEcco, quando leggo di una discussione del genere, il mio istinto mi consiglia di pensarci un po' su.
Io, ovviamente, non gli darò retta e scriverò la prima cosa che mi passa per la testa, come al solito.
A me sembra che tutta l'istintività, tutta quella che mi viene in mente almeno, sia una sorta di mostro con quattro teste.
La prima ha il colore di un pregiudizio della vita stessa, una sorta di tesoro triste, come la verginità in un uomo, che ammicca senza soluzione di continuità prima alla propria dissolvenza in un mare pieno di meduse urticanti, poi alla propria permanenza in una gipsoteca, proprio in mezzo al busto di ciò che si sarebbe potuto fare ed all'erma di ciò che non si farà mai.
Nel primo caso i pruriti e le vescicolazioni sono il premio di ciò che è stato compiuto troppo presto e nel secondo la polvere ricoprirà l'eterno rimpianto.
Una tinta aberrante quindi, che disdegna le alterazioni del non-ancora-esperito, e ne onora le sorti con un'etichettatura subitanea e senza necessità di profilassi, per poi archiviarla nel disdegno o fra gli allori.
La seconda ha la forza di un vangelo della nuova genesi, è l'urlo di un wundertäter nel deserto che annuncia il secondo avvento di un'età dell'oro che, a ben vedere, non è mai esistita.
E' l'eco perenne di un suono che non è mai stato emesso in nessun tempo e da nessuna bocca, eppure sembra sempre essere il consiglio serpentino, che gatteggia più di un occhio di tigre, allorquando i nervi vengono attorcigliati da una tenaglia rovente o la testa bolle come una pentola di fagioli.
E' il 'come' le cose devono essere fatte e subite, come lo percepisce un io che non è mai esistito vantando un successo che non è mai stato ottenuto, indicando -con fare sicuro- delle prove invisibili.
La terza si incasella come uno zeugma dentro al quale esso è il verbo unico delle molteplici frasi che sono le circostanze, ed i casi, dell'umana esistenza.
Un passepartout grezzo e lesto come un piede di porco ed un furfante quando essi sono l'unico mezzo e protagonista dell'apertura di un lucchetto e della pulizia del viso dal trucco.
E' la fiamma ossidrica nelle mani di un barbitonsore il cui unico e ripetuto cliente è il nostro quotidiano indaffararsi spaurito ed ipertricotico.
Istromento malagevolante spropositato e lagnoso per qualsiasi fine da gentiluomini ed azione che non voglia risultare infelice nello svolgersi così come nell'esito.
La quarta ha la sedimentazione dell'ignavia nel predicatore che va cuculiando gli avventori e i passeggeri dovendo scrostare a costoro la buona fede e procurare per sè stesso un misero pasto per non morire di stenti.
E' egli stesso un errore acuto che impigrisce il suo intestino prima ed il suo respiro poi.
Va vendendosi ai rammolliti ed agli imberbi cospargendo i loro capi vuoti di due gocce di lozione magica che sembra un senapismo rubefacente, ma che non arrossa davvero, se non per le mani callose che frullano sulla cute mentre si trastulla cantando 'Mi chiamani Mimì...', e fingendo che il suo operato abbia qualche effetto oltre a favorire il surriscaldamento del cranio ed ad anestetizzare il cervello.
Per queste ragioni scalza persino l'Idra nella mia personale classifica dei mostri pluricefali!
E scusate se è poco!
E' meglio che le pietre prezione restino in cassaforte, nell'attesa di qualcuno che le meriti davvero...Non mi ti fanno amministrare lo smeraldo e me ne dolgo!
ma ci sono anche le riflessioni istintive, quelle che non puoi fermare, che ti fotografano la situazione. Razionali o non razionali? Partono dallo stimolo iniziale e si sviluppano subitissimo con lui. Quelle (che per la mia esperienza sono le più frequenti), quelle, in quale famiglia le metti? Se invece per istinto mi porti ad esempio l'unico schiaffo dato in vita mia, allora ti dico che no, non è la mia natura ma un gesto di rabbia oltre ogni limite, e che i quel momenti ero sicuramente zoppa. E monca. E morente. Se quello è l'istinto, voglio starne lontana. Come dicevo in altro 3D a Ultimo, la "natura" è quella che ti fa scende dalla macchina col cric se ti hanno fregato il parcheggio. La natura è rispondere con atti di violenza alla violenza. Le guerre tribali, hai presente? Ecco. Se l'istinto del quale parlava Ultimo in questo 3D è quello, io non ne voglio sapere nulla. E il cervello parte subito, per me, non è che lo devo stare ad aspettare mentre schiumo di rabbia. Pancia e cervello: crescono insieme, per me. Unico schiaffo a parte.per istinto intendo spontanee e di riflesso, razionali sono meditate, proprio come dici tu, vagli tutte le possibili chance, non è più istintivo.
se dopo aver saputo del tradimento dai un ceffone a chi t'ha farto il torto quello ti parte d'stinto, razionalmete sapresti che infligendo violenza non risolveresti il problema.
intendo razionale ciò che è pensato, ideato, studiato, capito, etc.
istintivo è quello che fai senza riflettere, appunto, d'istinto.
per la mia idea.
L'istinto è quella forza irrazionale che ci spinge a...mentre la ragione, la cultura ecc..ecc...ci fa declinare verso b...mi spiace, non siamo d'accordo, capisco il tuo punto di vista, ma l'istinto è quello che una è. rappresenta la persona, qualunque sia il gesto, le parole dette.
certo se io mi scontro con un altro uomo, il mio istinto mi dice d'attaccare, la mente no perchè non sai mai come va a finire, ma in quel momento, quando la mia mente dice no, io non sono più io. animale o meno, non sono più io.
ah. Ok, se questo è quello che tu pensi di te, ok. Per favore, non estendere questo tuo pensiero ad altri, a meno che non te lo abbiano permesso esplicitamente :smile:. Il mio permesso non lo hai :singleeye:mi spiace, non siamo d'accordo, capisco il tuo punto di vista, ma l'istinto è quello che una è. rappresenta la persona, qualunque sia il gesto, le parole dette.
certo se io mi scontro con un altro uomo, il mio istinto mi dice d'attaccare, la mente no perchè non sai mai come va a finire, ma in quel momento, quando la mia mente dice no, io non sono più io. animale o meno, non sono più io.
Prenderli a mazzate non serve a niente perchè sono io che ho dato maniera di fare quello che mi è stato fatto. Se fossi stato più presente, non sarebbe successo, ma se mi dedicavo tanto al lavoro era anche per sfogo, per prendermi le soddisfazioni che non avevo da lei. Forse il nostro rapporto era arrivato al capolinea, ma andavamo avanti...per comodo, per convenienza...Bhe a me sembra che tu stia ragionando, e questo non è istinto.
L'istinto ti dice di stare bene, ma se parliamo di istinto primordiale, non credi che una bella mazzata di legnate alla tua lei e dopo all'amante.............? E chi ti dice che staresti male dopo averli presi a bastonate? forse la razionalità e le conseguenze moderne a livello legale ed a livello sociale dove ti dicono che avendo ragione hai sbagliato, influisce ? E se oltre questo ci sono fattori di paura? non dico di che tipo, evito.
.. e aggiungo: "con le conseguenze del caso".L'istinto è quella forza irrazionale che ci spinge a...mentre la ragione, la cultura ecc..ecc...ci fa declinare verso b...
il mio istinto mi ha salvato e fatto ritornare a vivereEsiste l'istinto e basta? è differente con quello primordiale? chi s rispondermi e parlarmi di ciò, me lo descrive? anche chi non sa parlarne mi da la sua opinione?
Eh si parlo di istinto pensando alla parola tradimento, e non pensando al tradimento e basta, ma a tutto quello che succede dopo il tradimento, ed a tutto quello che concerne l'istinto con ciò.
non ho capito la domanda.Esiste l'istinto e basta? è differente con quello primordiale? chi s rispondermi e parlarmi di ciò, me lo descrive? anche chi non sa parlarne mi da la sua opinione?
Eh si parlo di istinto pensando alla parola tradimento, e non pensando al tradimento e basta, ma a tutto quello che succede dopo il tradimento, ed a tutto quello che concerne l'istinto con ciò.
Neppure io. Non vedo proprio perchè seguire l'istinto potrebbe impedire la ricerca della felicità... è piuttosto nel non seguirlo e nell'impantanarsi in ragionamenti complessi e impedimenti razionali che vedo più rischio. La felicità è una cosa semplice... in cui spesso si inciampa per caso. La difficoltà sta nel saperla riconoscere, secondo me.
ma non stiamo confondendo l'istinto con l'impulso? Perchè per me sono due cose diverse. L'impulso è a un livello più superficiale, come stimolo... mentre l'istinto per me è formato da una serie di fattori... come se una parte molto veloce e molto capace, elaborativamente parlando, del mio cervello, senza che io l'abbia stimolata, mi venisse in aiuto nelle difficoltà.non ho capito la domanda.
per quanto riguarda il tradimento credo che l'istinto possa vincere nei casi di rapporti occasionali e copule estemporanee causate anche da "venti a favore".quando le cose si prolungano è ovvio pensare che sia entrato in ballo il raziocinio che , anzi è fondamentale per fare in modo di non essere scoperti.
nella seconda fase di cui parli ...after,
l'istinto del tradito può essere ragionevolmente quello di prendere a pugni in faccia o a sputacchi l'altro, passata questa fase serve a tutti molto ragionamento, lucidità per valutare cosa sia accaduto e cosa valga la pena salvare.(se)
nella vita in genere mi affido all'istinto ragionato, soprattutto nel lavoro e nel rapporto con gli altri.
la spontaneità è una bella cosa ma può diventare pericolosa in più di una occasione soprattutto con una persona come me che tenderebbe a partire in quarta sempre e comunque.
e se ciò mi era permesso a vent'anni , non è opportuno a quasi 50.quando è il caso lo lascio partire e sfogare, prende un po' d'aria e ritorna a cuccia.
pensavo fosse la stessa cosa, comunque l'impulso come reazione all'istintoma non stiamo confondendo l'istinto con l'impulso? Perchè per me sono due cose diverse. L'impulso è a un livello più superficiale, come stimolo... mentre l'istinto per me è formato da una serie di fattori... come se una parte molto veloce e molto capace, elaborativamente parlando, del mio cervello, senza che io l'abbia stimolata, mi venisse in aiuto nelle difficoltà.
ma non stiamo confondendo l'istinto con l'impulso? Perchè per me sono due cose diverse. L'impulso è a un livello più superficiale, come stimolo... mentre l'istinto per me è formato da una serie di fattori... come se una parte molto veloce e molto capace, elaborativamente parlando, del mio cervello, senza che io l'abbia stimolata, mi venisse in aiuto nelle difficoltà.
ci sono occasioni nelle quali il nostro vero io sarebbe inopportuno e ingombrante.e allora parliamo di una cosa molto simile, io e te. Credo invece che IO intenda l'impulso e creda che tale impulso sia il nostro vero io. Poi, l'istinto come lo intendi tu, organico fra pancia e cervello, molto veloce, può essere più indagato nelle situazioni complesse, reso ancor meno avventato (per certi versi un po' rallentato). In molti casi, secondo me, è naturalmente necessario farlo, la necessità la sento naturale e integrata, mi parte da "dentro". Esigenza di "istinto ragionato" (per usare la bella espressione di Minerva). Non so se sono riuscita a farmi capire.