Considerazione sugli uomini e il matrimonio

Stato
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Diciamo così, allora: il matrimonio è un IMPEGNO che si dichiara di prendere per tutta la vita, nel bene e nel male; è un patto dichiarato davanti a una comunità, che anche la comunità si impegna a sostenere, se no non ci sarebbe nemmeno una cerimonia.
E' un vincolo a priori che esclude che da quel momento in avanti la tua vita sarà la tua vita. Sarà la "nostra" vita. Io do valore ai patti. Se mi fossi sposata, mi sarei vincolata a vita, mica tanto per... Infatti non mi sono sposata. E se mi sposassi in un domani sarebbe solo perché ho deciso che non mi innamorerò mai più. Il che è per la mia personalità assolutamente impossibile.
:up::up::up::up::up:
Hai espresso benissimo le mie perplessità che condivisi con i miei frati...
Perchè io mi devo impegnare al primo colpo con l'ignoto e voi avete:
Probandato
Noviziato
Professione temporanea
Professione solenne

e poi se le cose vanno male
riduzione a stato laicale?

Ecco perchè io quella volta dissi a Dio, ti prego non tenere in nessun conto le parole di un mona...

Sposiamoci, e che dio ce la mandi buona!:rolleyes:

Sai io ero per...
Conviviamo un anno.
Poi allo scadere dell'anno tiriamo le somme e decidiamo.
Ma purtroppo successe un casino.

Ed è anche vero che lei mi disse,
se tu non ti prendi un impegno serio con me,
non se ne fa nulla...

(insomma prima di me aveva un moroso che aveva da 7 anni e non aveva concluso un cazzo, capisci che fare la morosa a vita una si rompe)
 
Non credo a nessun amore che richieda sforzo o qualsiasi cosa somigli a "sacrificio". Insomma, per me amore fa a pugni con "impegno". È sempre spontaneo o non è, o non è più. Siccome lo stato d'animo tale per cui spontaneamente ami la cacca del tuo uomo, per dire, dura tanto quanto dura il tuo innamoramento, e cioè non per sempre, nel momento in cui la cacca del tuo uomo comincia a non piacerti più devi impegnarti a fartela piacere ancora. Ecco: il matrimonio presuppone che ti dovrà continuare a piacere. Non fa per me.
Senza contare altri "vizi" che un rapporto continuato e quotidiano con qualcuno comporta, come, per esempio, il perdersi di vista...
Uhm...sai per me...il matrimonio è come dire una guaina...
Insomma serve a contenere...il tunnel dell'amore...
Che la volta non ti crolli in testa...

Quando ci sono i momenti di stanca ti dici...però dai ci siamo sposati...

Si nel matrimonio c'è una parte di sacrificio...porco can...e di sforzo...

Sai ecco perchè è più facile fare gli amanti no?
Si vive che so due ore alla settimana di piacere...

Infatti quante si liberano del marito
e poi non vogliono mai più un uomo in casa?

MOLTE...:rolleyes:
 
boh io non vedo tutta questa necessità di essere tolleranti etc. nella quotidianetà
anzi a me fa piacere ritrovarsi a casa per i pasti dopo ore in cui non ci si vede, raccontarsi la giornata, dormire insieme...per me sono cose che fanno parte del vivere bene insieme
ad es. non farebbe per me un legame a distanza (se non per brevi periodi)
se non hai piacere nel quotidiano, che ti dovresti mai "inventare"?
sì, certo
 

Fantastica

Utente di lunga data
è un discorso immaturo in maniera disarmante.
fra l'altro non vuoi la "melassa" dell'amore e rifiuti la quotidianetà....e la parte vissuta che richiede buona volontà , tolleranza e adattamento.
che non sono parole tristi ma l'unica via per andare nel profondo della persona che ami e crescere con lei
Si dice "quotidianItà".
La melassa infatti è per me il "volemose bene" che certamente è contemplato dalla quotidianità. All'inizio il tubetto del dentifricio strizzato male, il capello lasciato nel lavabo, la tavoletta del water dimenticata alzata, la ciabatta leggermente usurata ti sembrano cose bellissime; anche tu cominci a non badare più al tubetto del dentifricio, conservi il capello lasciato nel lavabo in una teca e quasi pensi di farne un altare per la prece serale, ti sembra normale abbassare la tavoletta del cesso ogni volta che vai tu a pisciare perché apprezzi questo suo essere maschio che piscia in piedi, anzi quasi ti eccita l'immagine e soprattutto ami la ciabatta un po' ususrata, ti sembra una pantofola papale in cui lui ha depositato il sacro piede. Da questo stato passi poi a quello di sorridente e divertita tolleranza. Infine passi al "per piacere, quando vai in bagno...". Ecco a partire da questa terza fase comincia quello che io chiamo la melassa. Ovviamente vale il reciproco. Se si resta alla fase due l'equilibrio è salvo, ma non è questo che fa andare "nel profondo", anzi: abitua all'ovvietà e ingessa nella stragrande maggioranza dei casi. E alla fine, senza rendersene conto, ci si ritrova cornuti.
 
Si dice "quotidianItà".
La melassa infatti è per me il "volemose bene" che certamente è contemplato dalla quotidianità. All'inizio il tubetto del dentifricio strizzato male, il capello lasciato nel lavabo, la tavoletta del water dimenticata alzata, la ciabatta leggermente usurata ti sembrano cose bellissime; anche tu cominci a non badare più al tubetto del dentifricio, conservi il capello lasciato nel lavabo in una teca e quasi pensi di farne un altare per la prece serale, ti sembra normale abbassare la tavoletta del cesso ogni volta che vai tu a pisciare perché apprezzi questo suo essere maschio che piscia in piedi, anzi quasi ti eccita l'immagine e soprattutto ami la ciabatta un po' ususrata, ti sembra una pantofola papale in cui lui ha depositato il sacro piede. Da questo stato passi poi a quello di sorridente e divertita tolleranza. Infine passi al "per piacere, quando vai in bagno...". Ecco a partire da questa terza fase comincia quello che io chiamo la melassa. Ovviamente vale il reciproco. Se si resta alla fase due l'equilibrio è salvo, ma non è questo che fa andare "nel profondo", anzi: abitua all'ovvietà e ingessa nella stragrande maggioranza dei casi. E alla fine, senza rendersene conto, ci si ritrova cornuti.
in effetti....terribbbilerrimo
 
Si dice "quotidianItà".
La melassa infatti è per me il "volemose bene" che certamente è contemplato dalla quotidianità. All'inizio il tubetto del dentifricio strizzato male, il capello lasciato nel lavabo, la tavoletta del water dimenticata alzata, la ciabatta leggermente usurata ti sembrano cose bellissime; anche tu cominci a non badare più al tubetto del dentifricio, conservi il capello lasciato nel lavabo in una teca e quasi pensi di farne un altare per la prece serale, ti sembra normale abbassare la tavoletta del cesso ogni volta che vai tu a pisciare perché apprezzi questo suo essere maschio che piscia in piedi, anzi quasi ti eccita l'immagine e soprattutto ami la ciabatta un po' ususrata, ti sembra una pantofola papale in cui lui ha depositato il sacro piede. Da questo stato passi poi a quello di sorridente e divertita tolleranza. Infine passi al "per piacere, quando vai in bagno...". Ecco a partire da questa terza fase comincia quello che io chiamo la melassa. Ovviamente vale il reciproco. Se si resta alla fase due l'equilibrio è salvo, ma non è questo che fa andare "nel profondo", anzi: abitua all'ovvietà e ingessa nella stragrande maggioranza dei casi. E alla fine, senza rendersene conto, ci si ritrova cornuti.
che brutte esperienze di cuotidianeità devi avere
 

free

Escluso
Si dice "quotidianItà".
La melassa infatti è per me il "volemose bene" che certamente è contemplato dalla quotidianità. All'inizio il tubetto del dentifricio strizzato male, il capello lasciato nel lavabo, la tavoletta del water dimenticata alzata, la ciabatta leggermente usurata ti sembrano cose bellissime; anche tu cominci a non badare più al tubetto del dentifricio, conservi il capello lasciato nel lavabo in una teca e quasi pensi di farne un altare per la prece serale, ti sembra normale abbassare la tavoletta del cesso ogni volta che vai tu a pisciare perché apprezzi questo suo essere maschio che piscia in piedi, anzi quasi ti eccita l'immagine e soprattutto ami la ciabatta un po' ususrata, ti sembra una pantofola papale in cui lui ha depositato il sacro piede. Da questo stato passi poi a quello di sorridente e divertita tolleranza. Infine passi al "per piacere, quando vai in bagno...". Ecco a partire da questa terza fase comincia quello che io chiamo la melassa. Ovviamente vale il reciproco. Se si resta alla fase due l'equilibrio è salvo, ma non è questo che fa andare "nel profondo", anzi: abitua all'ovvietà e ingessa nella stragrande maggioranza dei casi. E alla fine, senza rendersene conto, ci si ritrova cornuti.

scusa, ma il finale di ritrovarsi cornuti proprio non me lo aspettavo, che c'entra?
anche un uomo super ordinato e rispettoso di tutte le altrui manie varie ed eventuali potrebbe mettere corna sin dal primo giorno...
 
Si dice "quotidianItà".
La melassa infatti è per me il "volemose bene" che certamente è contemplato dalla quotidianità. All'inizio il tubetto del dentifricio strizzato male, il capello lasciato nel lavabo, la tavoletta del water dimenticata alzata, la ciabatta leggermente usurata ti sembrano cose bellissime; anche tu cominci a non badare più al tubetto del dentifricio, conservi il capello lasciato nel lavabo in una teca e quasi pensi di farne un altare per la prece serale, ti sembra normale abbassare la tavoletta del cesso ogni volta che vai tu a pisciare perché apprezzi questo suo essere maschio che piscia in piedi, anzi quasi ti eccita l'immagine e soprattutto ami la ciabatta un po' ususrata, ti sembra una pantofola papale in cui lui ha depositato il sacro piede. Da questo stato passi poi a quello di sorridente e divertita tolleranza. Infine passi al "per piacere, quando vai in bagno...". Ecco a partire da questa terza fase comincia quello che io chiamo la melassa. Ovviamente vale il reciproco. Se si resta alla fase due l'equilibrio è salvo, ma non è questo che fa andare "nel profondo", anzi: abitua all'ovvietà e ingessa nella stragrande maggioranza dei casi. E alla fine, senza rendersene conto, ci si ritrova cornuti.
Questo te lo bloggo.
 
scusa, ma il finale di ritrovarsi cornuti proprio non me lo aspettavo, che c'entra?
anche un uomo super ordinato e rispettoso di tutte le altrui manie varie ed eventuali potrebbe mettere corna sin dal primo giorno...
Leggi bene tra le righe.
Dentro quel termine finale: c'è un mondo.
 
Si dice "quotidianItà".
La melassa infatti è per me il "volemose bene" che certamente è contemplato dalla quotidianità. All'inizio il tubetto del dentifricio strizzato male, il capello lasciato nel lavabo, la tavoletta del water dimenticata alzata, la ciabatta leggermente usurata ti sembrano cose bellissime; anche tu cominci a non badare più al tubetto del dentifricio, conservi il capello lasciato nel lavabo in una teca e quasi pensi di farne un altare per la prece serale, ti sembra normale abbassare la tavoletta del cesso ogni volta che vai tu a pisciare perché apprezzi questo suo essere maschio che piscia in piedi, anzi quasi ti eccita l'immagine e soprattutto ami la ciabatta un po' ususrata, ti sembra una pantofola papale in cui lui ha depositato il sacro piede. Da questo stato passi poi a quello di sorridente e divertita tolleranza. Infine passi al "per piacere, quando vai in bagno...". Ecco a partire da questa terza fase comincia quello che io chiamo la melassa. Ovviamente vale il reciproco. Se si resta alla fase due l'equilibrio è salvo, ma non è questo che fa andare "nel profondo", anzi: abitua all'ovvietà e ingessa nella stragrande maggioranza dei casi. E alla fine, senza rendersene conto, ci si ritrova cornuti.
Ma hai descritto benissimo con che cosa si lotta nella convivenza.
Ed è inutile tanto girarci intorno.

Già vero?
Tutti commossi e felici sull'altare...
Poi come mai per molti finisce in aceto eh?
 

Brunetta

Utente di lunga data

Brunetta

Utente di lunga data
Si dice "quotidianItà".
La melassa infatti è per me il "volemose bene" che certamente è contemplato dalla quotidianità. All'inizio il tubetto del dentifricio strizzato male, il capello lasciato nel lavabo, la tavoletta del water dimenticata alzata, la ciabatta leggermente usurata ti sembrano cose bellissime; anche tu cominci a non badare più al tubetto del dentifricio, conservi il capello lasciato nel lavabo in una teca e quasi pensi di farne un altare per la prece serale, ti sembra normale abbassare la tavoletta del cesso ogni volta che vai tu a pisciare perché apprezzi questo suo essere maschio che piscia in piedi, anzi quasi ti eccita l'immagine e soprattutto ami la ciabatta un po' ususrata, ti sembra una pantofola papale in cui lui ha depositato il sacro piede. Da questo stato passi poi a quello di sorridente e divertita tolleranza. Infine passi al "per piacere, quando vai in bagno...". Ecco a partire da questa terza fase comincia quello che io chiamo la melassa. Ovviamente vale il reciproco. Se si resta alla fase due l'equilibrio è salvo, ma non è questo che fa andare "nel profondo", anzi: abitua all'ovvietà e ingessa nella stragrande maggioranza dei casi. E alla fine, senza rendersene conto, ci si ritrova cornuti.
Mi sembra che tu pensi che vi può essere amore-passione solo nel rapporto con la parzialità dell'altro che deve essere sempre teso in ogni senso verso l'altro, impegnato a presentarsi lontano dalle cose umane viste come brutture che non possono che imbruttire e abbruttire e far scomparire, insieme alla passione, ogni barlume d'amore.
Chissà come vedi orribile la vecchiaia e la perdita di prestanza fisica e intellettuale.


Non è una visione solo tua.
Ho conosciuto altre donne, con minore capacità di elaborazione intellettuale, che però pensavano le stesse cose.
Alcune sono state amanti a vita. Con uno libero, manco morte, per non correre il rischio di doversi mostrare anche nella loro quotidianeità (a me piace di più così :mrgreen:)
 

Fantastica

Utente di lunga data
Quotidianità

Ho un forte senso estetico, in effetti. Nel senso che non mi piace la sciatteria, MAI. Non la tollero proprio.
La sciatteria non è stare in tuta in casa, né indossare le ciabatte in casa, tanto per capirsi. Non ha niente a che fare con la sensazione di stare comodi. Ma significa non permettersi nessun atteggiamento che sia inferiore a sé stessi. Siccome ritengo che ciascuno di noi ha il diritto di avere cura di sé e della propria immagine, leggo come mancanza di rispetto nei miei confronti qualsiasi atteggiamento che sia inferiore a chi lo produce.
Per capirci, un uomo che rutta davanti a me, con me ha chiuso ancor prima di cominciare, a meno che non domandi immediatamente scusa e cerchi di evitarlo da quel momento in poi.
La quotidianità nel medio-lungo periodo ingenera spesso una sciatteria reciproca, senza che nemmeno ce ne si renda conto. E si finisce con lo scoreggiare nel letto, tanto... (per dire, eh!). Per questo poi arrivano le corna. Perché chi ti sta accanto nella quotidianità ti tratta peggio di come è e tu tratti lui peggio di come sei.
La sciatteria non è che un esempio.
Potrei andare avanti per ore.
La mia quotidianità con un uomo l'ho avuta, ma sempre per periodi non superiori ai tre mesi. Non era in agguato la sciatteria, perché ovviamente il mio uomo non era MAI sciatto. Ma gli agguati sono anche altri.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Ho un forte senso estetico, in effetti. Nel senso che non mi piace la sciatteria, MAI. Non la tollero proprio.
La sciatteria non è stare in tuta in casa, né indossare le ciabatte in casa, tanto per capirsi. Non ha niente a che fare con la sensazione di stare comodi. Ma significa non permettersi nessun atteggiamento che sia inferiore a sé stessi. Siccome ritengo che ciascuno di noi ha il diritto di avere cura di sé e della propria immagine, leggo come mancanza di rispetto nei miei confronti qualsiasi atteggiamento che sia inferiore a chi lo produce.
Per capirci, un uomo che rutta davanti a me, con me ha chiuso ancor prima di cominciare, a meno che non domandi immediatamente scusa e cerchi di evitarlo da quel momento in poi.
La quotidianità nel medio-lungo periodo ingenera spesso una sciatteria reciproca, senza che nemmeno ce ne si renda conto. E si finisce con lo scoreggiare nel letto, tanto... (per dire, eh!). Per questo poi arrivano le corna. Perché chi ti sta accanto nella quotidianità ti tratta peggio di come è e tu tratti lui peggio di come sei.
La sciatteria non è che un esempio.
Potrei andare avanti per ore.
La mia quotidianità con un uomo l'ho avuta, ma sempre per periodi non superiori ai tre mesi. Non era in agguato la sciatteria, perché ovviamente il mio uomo non era MAI sciatto. Ma gli agguati sono anche altri.
Concordo sulla gravità della sciatteria e di qualsiasi forma di mancanza di rispetto.
Ma non sono cose obbligatorie anche dopo molti anni.
 
Ho un forte senso estetico, in effetti. Nel senso che non mi piace la sciatteria, MAI. Non la tollero proprio.
La sciatteria non è stare in tuta in casa, né indossare le ciabatte in casa, tanto per capirsi. Non ha niente a che fare con la sensazione di stare comodi. Ma significa non permettersi nessun atteggiamento che sia inferiore a sé stessi. Siccome ritengo che ciascuno di noi ha il diritto di avere cura di sé e della propria immagine, leggo come mancanza di rispetto nei miei confronti qualsiasi atteggiamento che sia inferiore a chi lo produce.
Per capirci, un uomo che rutta davanti a me, con me ha chiuso ancor prima di cominciare, a meno che non domandi immediatamente scusa e cerchi di evitarlo da quel momento in poi.
La quotidianità nel medio-lungo periodo ingenera spesso una sciatteria reciproca, senza che nemmeno ce ne si renda conto. E si finisce con lo scoreggiare nel letto, tanto... (per dire, eh!). Per questo poi arrivano le corna. Perché chi ti sta accanto nella quotidianità ti tratta peggio di come è e tu tratti lui peggio di come sei.
La sciatteria non è che un esempio.
Potrei andare avanti per ore.
La mia quotidianità con un uomo l'ho avuta, ma sempre per periodi non superiori ai tre mesi. Non era in agguato la sciatteria, perché ovviamente il mio uomo non era MAI sciatto. Ma gli agguati sono anche altri.
ripeto che ti sei fatta delle strane idee sulla quotidianità che è espressione delle persone ;
fra me e mio marito (come per fortuna molti altri)la sciatteria non è per nulla concessa .
a parte il fatto che se anche abitassi da sola non mi concederei trascuratezza (e lui lo stesso)a maggior ragione rispetto me e rispetto lui con l'aggiunta che a piacermi e piacere non rinuncio mai e nemmeno lo farò a cento anni.
ma stiamo scherzando?
 

Joey Blow

Escluso
ripeto che ti sei fatta delle strane idee sulla quotidianità che è espressione delle persone ;
fra me e mio marito (come per fortuna molti altri)la sciatteria non è per nulla concessa .
a parte il fatto che se anche abitassi da sola non mi concederei trascuratezza (e lui lo stesso)a maggior ragione rispetto me e rispetto lui con l'aggiunta che a piacermi e piacere non rinuncio mai e nemmeno lo farò a cento anni.
ma stiamo scherzando?
Che poi lui è pure un fine esteta e cultore del bello.
 

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum
anfatti.
e soprattutto non fa mai peti in mia presenza:eek:
vabé qualche piccola bugia la racconto, ammetto:mrgreen:
Ah ecco Santa Rosalia se no saresti preoccupante :singleeye::mrgreen:
 

Fantastica

Utente di lunga data
ripeto che ti sei fatta delle strane idee sulla quotidianità che è espressione delle persone ;
fra me e mio marito (come per fortuna molti altri)la sciatteria non è per nulla concessa .
a parte il fatto che se anche abitassi da sola non mi concederei trascuratezza (e lui lo stesso)a maggior ragione rispetto me e rispetto lui con l'aggiunta che a piacermi e piacere non rinuncio mai e nemmeno lo farò a cento anni.
ma stiamo scherzando?
E brava Minerva, che credi che non lo sapessi?:p

Ma non fare la tonta. E oltre a Svevo leggi di nuovo Pirandello. Così capisci meglio dove vanno a parare i legami di lungo corso tra due che pretendono di amarsi "per quello che sono".
 
Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.
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