ipazia
Utente disorientante (ma anche disorientata)
e che hai ragione.Non sono tenero,non sono duro,sono forte perchè so di essere fragile.
...la compresenza alla consapevolezza degli estremi è Unità, in fondo
e che hai ragione.Non sono tenero,non sono duro,sono forte perchè so di essere fragile.
La consapevolezza è stata la mia ancora di salvezza.e che hai ragione.
...la compresenza alla consapevolezza degli estremi è Unità, in fondo![]()
...e ti capisco. Bene.La consapevolezza è stata la mia ancora di salvezza.
E ma ci si arriva con la sofferenza e la negazione di tante cose........e ti capisco. Bene.
Anche a me in realtàa me lui sembra un tenero...con tutta quella durezza...![]()
La consapevolezza è fondamentale per tuttoLa consapevolezza è stata la mia ancora di salvezza.
O anche per accettazione e abbandono...E ma ci si arriva con la sofferenza e la negazione di tante cose.....
Smettetela di lanciare medaglie, che poi colpite qualcuno alla testaO anche per accettazione e abbandono...
la medaglia ha sempre due facce...penso sia importante non smettere di lanciarla.![]()
Tenero?no,forse premuroso e rispettoso.Anche a me in realtà![]()
Tendenzialmente avverto e chiedo compartecipazione al lancio...o almeno urlo "attenzione, lancio!!"...Smettetela di lanciare medaglie, che poi colpite qualcuno alla testa............
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...e cosa è la tenerezza?Tenero?no,forse premuroso e rispettoso.
Non saprei cosa risponderti,alla fine mi è stata portata via anche quella........e cosa è la tenerezza?
E hai ragione, sulla sintesi.Ipazia bella, davvero, devi sintetizzare un po'.
Io penso che la coppia è un modo buono per stare insieme ma come funziona è particolare per quella coppia ma inserita in un contesto storico-culturale.
Siamo in un momento di passaggio, ma non so quando non lo si sia stati.
Negli anni settanta (su influenza dei sessanta e poi la cosa si è riverberata negli ottanta) si sono teorizzate sperimentate forme di coppia che andavano dalla coppia aperta alla ricerca dell'intimità profonda.
Le cose però non funzionano facilmente perché nessuno accetta l'aperta asimmetria della relazione e il guardare troppo fuori dalla coppia è devastante per la coppia perché o qualcuno soffre (parlavamo altrove di Niphomaniac con Charlotte Gainsburg e pensavo ai suoi genitori che hanno voluto sperimentare ma hanno sofferto molto, più delle coppie fedeli per "contratto") o la coppia ha un legame così labile che si sfascia.
Credo che in un momento di passaggio lo sia tu.
Ne sono certa.E hai ragione, sulla sintesi.
Ci sto lavorando. Non mi riesce benissimo..specialmente per quelle cose attorno a cui sto girando...
Sopportatemi
Ed è vero. In un momento di passaggio ci sono io. E sono anche meravigliata...non voglio perdermi neanche un pezzetto di questo attraversamento.
E non è tanto sulla coppia in sè. Ma hai detto una cosa interessante. Molto.
Hai parlato di aperta asimmetria. Ed è esattamente in quell'aperta che secondo me si gioca l'individuo e le sue capacità decisionali. Che discendo direttamente, io credo, dalla personale predisposizione e volontà, al ricercare innanzitutto dentro di sè, e non nella coppia, la propria posizione e poi, solo poi, collocarsi.
E neanche nelle ricette o nei copioni. Che siano la fedeltà per contratto o la coppia aperta. Per citarne alcune di "ricette".
Che io sono convinta del fatto che quando si riesce a collocarsi nel proprio mondo e ci si mette anche un po' di culo e si incontrano buoni alleati, allora a prescindere dalla definizione, si ha l'opportunità di cercare e poi anche condividere i ritrovamenti e/o le scoperte. E poi collocarsi, alla propria luce anche nel resto del mondo. Il più autenticamente possibile.
E a quel punto, è relativo quello che fa o dice la società. (che poi, noi facciamo riferimento alla nostra qui, che ci ha condizionati..ma il mondo è grande, e i condizionamenti sono diversi...a prescindere dal giusto e lo sbagliato).
Si sa cosa si sta facendo, per quanto possibile, e si sente se risponde o meno a sè.
E la società diviene uno spazio di apprendimento e scambio.
E non di imposizione reciproca di valore. O di condizionamento.
Ma, come hai detto bene, sono io in passaggio...e potrei tranquillamente cambiare ancora i miei sistemi di riferimento.![]()
A dirti il vero io mi riferivo al cambiare i sistemi a cui faccio riferimento per orientarmi. In me e nel mondo. Per leggere e provare a comprendere secondo chiavi di lettura diverse.Ne sono certa.
Ed è una bella fortuna! Non che tu cambierai ma che tutti cambiamo perché possiamo cambiare.
A dirti il vero io mi riferivo al cambiare i sistemi a cui faccio riferimento per orientarmi. In me e nel mondo. Per leggere e provare a comprendere secondo chiavi di lettura diverse.
Io nn penso di star cambiando..ho semplicemente la sensazione di attraversare regioni di me più o meno esplorate.
E più riesco, attraverso il confronto e limando gli assoluti e i miei dogmi, a farlo più la sensazione riguarda il ricongiungere.
Io non penso che le persone cambino. Penso che a volte quello che viene chiamato Caso dia l'opportunità di fare esperienze che se interiorizzate possono permettere di avvicinarsi un po'di più all'accettazione di sé e alla comprensione.
E quindi a ripulirsi esattamente dai condizionamenti e dai pregiudizi che ne conseguono di cui si diceva. Per potersi guardare alla propria luce.
E potersi confrontare con quegli stessi condizionamenti senza che siano loro a tenere la guida. O almeno riconoscere quando accade.
Tranquilla, hai solo trovato il classico ipocrita. Va bene finché tradisci, ma quando si mette lui nella possibile posizione di tradito....Chi si è fidanzato con la vostra/o amante? La storia com'è andata?
Io mi sono fidanzata con una persona che ho frequentato per un mese quando sono stata fidanzata con un altro
Mi rinfacciava spesso quel mese che mi ha fatto d'amante, aveva paura che lo tradivo anche se non ne avevo nessuna intenzione e cose del genere
No. Non penso esista un io originario.Ma dai! Non crederai davvero che esista un io puro originario da ritrovare scrostando i condizionamenti.
Io penso che si evolva con il nostro relazionarci con il mondo e è il nostro cambiamento che ci fa vedere diversamente anche i parametri di riferimento.