Condividere le nostre esperienze

Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.

oscuro

Utente di lunga data

oscuro

Utente di lunga data

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
E ma ci si arriva con la sofferenza e la negazione di tante cose.....
O anche per accettazione e abbandono...

la medaglia ha sempre due facce...penso sia importante non smettere di lanciarla. :)
 

spleen

utente ?
O anche per accettazione e abbandono...

la medaglia ha sempre due facce...penso sia importante non smettere di lanciarla. :)
Smettetela di lanciare medaglie, che poi colpite qualcuno alla testa :mad: ............:D
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Smettetela di lanciare medaglie, che poi colpite qualcuno alla testa :mad: ............:D
Tendenzialmente avverto e chiedo compartecipazione al lancio...o almeno urlo "attenzione, lancio!!"...:D

(e da brava grafomane descrivo anche i particolari del lancio..che ne resti traccia!;))

...e ciao!:)
 

Brunetta

Utente di lunga data
Ipazia bella, davvero, devi sintetizzare un po'.
Io penso che la coppia è un modo buono per stare insieme ma come funziona è particolare per quella coppia ma inserita in un contesto storico-culturale.
Siamo in un momento di passaggio, ma non so quando non lo si sia stati.
Negli anni settanta (su influenza dei sessanta e poi la cosa si è riverberata negli ottanta) si sono teorizzate sperimentate forme di coppia che andavano dalla coppia aperta alla ricerca dell'intimità profonda.
Le cose però non funzionano facilmente perché nessuno accetta l'aperta asimmetria della relazione e il guardare troppo fuori dalla coppia è devastante per la coppia perché o qualcuno soffre (parlavamo altrove di Niphomaniac con Charlotte Gainsburg e pensavo ai suoi genitori che hanno voluto sperimentare ma hanno sofferto molto, più delle coppie fedeli per "contratto") o la coppia ha un legame così labile che si sfascia.
Credo che in un momento di passaggio lo sia tu.
 

oscuro

Utente di lunga data

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ipazia bella, davvero, devi sintetizzare un po'.
Io penso che la coppia è un modo buono per stare insieme ma come funziona è particolare per quella coppia ma inserita in un contesto storico-culturale.
Siamo in un momento di passaggio, ma non so quando non lo si sia stati.
Negli anni settanta (su influenza dei sessanta e poi la cosa si è riverberata negli ottanta) si sono teorizzate sperimentate forme di coppia che andavano dalla coppia aperta alla ricerca dell'intimità profonda.
Le cose però non funzionano facilmente perché nessuno accetta l'aperta asimmetria della relazione e il guardare troppo fuori dalla coppia è devastante per la coppia perché o qualcuno soffre (parlavamo altrove di Niphomaniac con Charlotte Gainsburg e pensavo ai suoi genitori che hanno voluto sperimentare ma hanno sofferto molto, più delle coppie fedeli per "contratto") o la coppia ha un legame così labile che si sfascia.
Credo che in un momento di passaggio lo sia tu.
E hai ragione, sulla sintesi.

Ci sto lavorando. Non mi riesce benissimo..specialmente per quelle cose attorno a cui sto girando...

Sopportatemi:D

Ed è vero. In un momento di passaggio ci sono io. E sono anche meravigliata...non voglio perdermi neanche un pezzetto di questo attraversamento. :eek::)

E non è tanto sulla coppia in sè. Ma hai detto una cosa interessante. Molto.

Hai parlato di aperta asimmetria. Ed è esattamente in quell'aperta che secondo me si gioca l'individuo e le sue capacità decisionali. Che discendo direttamente, io credo, dalla personale predisposizione e volontà, al ricercare innanzitutto dentro di sè, e non nella coppia, la propria posizione e poi, solo poi, collocarsi.

E neanche nelle ricette o nei copioni. Che siano la fedeltà per contratto o la coppia aperta. Per citarne alcune di "ricette".

Che io sono convinta del fatto che quando si riesce a collocarsi nel proprio mondo e ci si mette anche un po' di culo e si incontrano buoni alleati, allora a prescindere dalla definizione, si ha l'opportunità di cercare e poi anche condividere i ritrovamenti e/o le scoperte. E poi collocarsi, alla propria luce anche nel resto del mondo. Il più autenticamente possibile.

E a quel punto, è relativo quello che fa o dice la società. (che poi, noi facciamo riferimento alla nostra qui, che ci ha condizionati..ma il mondo è grande, e i condizionamenti sono diversi...a prescindere dal giusto e lo sbagliato).

Si sa cosa si sta facendo, per quanto possibile, e si sente se risponde o meno a sè.
E la società diviene uno spazio di apprendimento e scambio.
E non di imposizione reciproca di valore. O di condizionamento.

Ma, come hai detto bene, sono io in passaggio...e potrei tranquillamente cambiare ancora i miei sistemi di riferimento. :)
 

Brunetta

Utente di lunga data
E hai ragione, sulla sintesi.

Ci sto lavorando. Non mi riesce benissimo..specialmente per quelle cose attorno a cui sto girando...

Sopportatemi:D

Ed è vero. In un momento di passaggio ci sono io. E sono anche meravigliata...non voglio perdermi neanche un pezzetto di questo attraversamento. :eek::)

E non è tanto sulla coppia in sè. Ma hai detto una cosa interessante. Molto.

Hai parlato di aperta asimmetria. Ed è esattamente in quell'aperta che secondo me si gioca l'individuo e le sue capacità decisionali. Che discendo direttamente, io credo, dalla personale predisposizione e volontà, al ricercare innanzitutto dentro di sè, e non nella coppia, la propria posizione e poi, solo poi, collocarsi.

E neanche nelle ricette o nei copioni. Che siano la fedeltà per contratto o la coppia aperta. Per citarne alcune di "ricette".

Che io sono convinta del fatto che quando si riesce a collocarsi nel proprio mondo e ci si mette anche un po' di culo e si incontrano buoni alleati, allora a prescindere dalla definizione, si ha l'opportunità di cercare e poi anche condividere i ritrovamenti e/o le scoperte. E poi collocarsi, alla propria luce anche nel resto del mondo. Il più autenticamente possibile.

E a quel punto, è relativo quello che fa o dice la società. (che poi, noi facciamo riferimento alla nostra qui, che ci ha condizionati..ma il mondo è grande, e i condizionamenti sono diversi...a prescindere dal giusto e lo sbagliato).

Si sa cosa si sta facendo, per quanto possibile, e si sente se risponde o meno a sè.
E la società diviene uno spazio di apprendimento e scambio.
E non di imposizione reciproca di valore. O di condizionamento.

Ma, come hai detto bene, sono io in passaggio...e potrei tranquillamente cambiare ancora i miei sistemi di riferimento. :)
Ne sono certa.

Ed è una bella fortuna! Non che tu cambierai ma che tutti cambiamo perché possiamo cambiare.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ne sono certa.

Ed è una bella fortuna! Non che tu cambierai ma che tutti cambiamo perché possiamo cambiare.
A dirti il vero io mi riferivo al cambiare i sistemi a cui faccio riferimento per orientarmi. In me e nel mondo. Per leggere e provare a comprendere secondo chiavi di lettura diverse.

Io nn penso di star cambiando..ho semplicemente la sensazione di attraversare regioni di me più o meno esplorate.

E più riesco, attraverso il confronto e limando gli assoluti e i miei dogmi, a farlo più la sensazione riguarda il ricongiungere.

Io non penso che le persone cambino. Penso che a volte quello che viene chiamato Caso dia l'opportunità di fare esperienze che se interiorizzate possono permettere di avvicinarsi un po'di più all'accettazione di sé e alla comprensione.
E quindi a ripulirsi esattamente dai condizionamenti e dai pregiudizi che ne conseguono di cui si diceva. Per potersi guardare alla propria luce.
E potersi confrontare con quegli stessi condizionamenti senza che siano loro a tenere la guida. O almeno riconoscere quando accade.
 

Brunetta

Utente di lunga data
A dirti il vero io mi riferivo al cambiare i sistemi a cui faccio riferimento per orientarmi. In me e nel mondo. Per leggere e provare a comprendere secondo chiavi di lettura diverse.

Io nn penso di star cambiando..ho semplicemente la sensazione di attraversare regioni di me più o meno esplorate.

E più riesco, attraverso il confronto e limando gli assoluti e i miei dogmi, a farlo più la sensazione riguarda il ricongiungere.

Io non penso che le persone cambino. Penso che a volte quello che viene chiamato Caso dia l'opportunità di fare esperienze che se interiorizzate possono permettere di avvicinarsi un po'di più all'accettazione di sé e alla comprensione.
E quindi a ripulirsi esattamente dai condizionamenti e dai pregiudizi che ne conseguono di cui si diceva. Per potersi guardare alla propria luce.
E potersi confrontare con quegli stessi condizionamenti senza che siano loro a tenere la guida. O almeno riconoscere quando accade.

Ma dai! Non crederai davvero che esista un io puro originario da ritrovare scrostando i condizionamenti.
Io penso che si evolva con il nostro relazionarci con il mondo e è il nostro cambiamento che ci fa vedere diversamente anche i parametri di riferimento.
 

Eliade

Super Zitella Acida
Chi si è fidanzato con la vostra/o amante? La storia com'è andata?
Io mi sono fidanzata con una persona che ho frequentato per un mese quando sono stata fidanzata con un altro
Mi rinfacciava spesso quel mese che mi ha fatto d'amante, aveva paura che lo tradivo anche se non ne avevo nessuna intenzione e cose del genere
Tranquilla, hai solo trovato il classico ipocrita. Va bene finché tradisci, ma quando si mette lui nella possibile posizione di tradito....
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ma dai! Non crederai davvero che esista un io puro originario da ritrovare scrostando i condizionamenti.
Io penso che si evolva con il nostro relazionarci con il mondo e è il nostro cambiamento che ci fa vedere diversamente anche i parametri di riferimento.
No. Non penso esista un io originario.

Penso semplicemente che i condizionamenti e i principi, essendo produzioni umane, siano relativi al dove e al quando.
E che di conseguenza non siano assoluti. Se non li si rende tali assolutizzando la propria cultura di appartenenza, il tempo in cui si vive e anche il luogo.

Assoluto, dal mio punto di vista, è essere uno dei tanti esseri sottoposti ai cicli della Vita e della Morte.

Io penso che evolvere sia semplicemente ampliare lo sguardo.
Non un guardare diversamente. Nella mia esperienza è un guardare "di più".

Togliere veli. Non cambiare lenti.

Togliere veli per me significa "ripulire" i miei processi decisionali. Conoscere cosa mi condiziona, in che termini lo fa, decidere io se mi va bene o meno lasciarmi condizionare e come, semplicemente mi permette di posizionarmi innanzitutto in relazione a me stessa. E soltanto poi in relazione al mondo.

E lo trovo anche naturale. Se non sono ben posizionata con me stessa, anche il mio relazionarmi con il mondo non è ben posizionato.

Le relazioni di dipendenza sono un bell'esempio di mancanza di posizionamento in se stessi che viene proiettato nel mondo.
La fedeltà per "fede" è secondo me un altro bell'esempio.

Non a caso in entrambe le situazioni, non ci sono principi che tengano.
E non perchè non tengano i principi.
Ma perchè i principi sono stampelle a lacune interiori.

Il principio in sè è niente.

Poi esistono alcuni principi di fondo.
Che riguardano la Vita e la Morte. Ma io non credo discendano dal mondo umano.

E' la traduzione ad essere umana.

L'uomo non governa il tempo, non governa la Vita e non governa neanche la Morte.

Per quanto provi ad illudersi del contrario.

Quello che fa spesso è provare ad arginare il fluire. Resistendo. Costruendo impianti e sovrastrutture. Illudendosi della propria importanza e del proprio potere tramite un'adesione ad un qualcosa in cui i più si raccolgono.

Ma prima di tutto siamo mammiferi, maschi e femmine.
Dimenticarselo, come spesso avviene, complica e di non poco le cose.

Il resto, cultura compresa, viene soltanto poi.
 
Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.
Top