Come farsi un'amante

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Si ma Ipazia nella vita non si può cercare di conoscere solo se stessi perché è proprio attraverso la conoscenza e il giudizio sull'operato degli altri che puoi fare un raffronto. E autocritica. I fiori crescono benissimo anche sul terriccio nessuno ama tenere il letame dentro casa.
Sono d'accordo. Giudizio inteso come valutazione dell'operato altrui. E del proprio.

Non giudizio di valore però. Non definire me stessa a partire dalla definizione dell'altro. Che fra l'altro è un meccanismo proiettivo e ingannevole, perchè tendenzialmente cerchiamo di confermarci in quello che ci piace di noi, non in quello che non ci piace.

Il giudizio di valore viene molto spesso utilizzato per prendere scorciatoie per definire se stessi senza guardarsi allo specchio. Autocritica sincera.

E io preferisco lo specchio. Anche se a volte poi finisco in bagno a vomitare. Ma tant'è. Così è.

Conoscere se stessi passa necessariamente attraverso il confronto libero con gli altri. Siamo bestie sociali.

Ma quando quel confronto è "guidato" dal cercare di definire e non invece dal capire e comprendere, allora non è affidabile. E si assistono a quelle proiezioni per cui dopo 10 anni di convivenza di botto quell'altro è uno sconosciuto, per esempio...o il rifugio nei condizionamenti che fanno definire gli uomini sporchi e cattivi e incapaci di resistere alle tentazioni delle troie di passaggio, per dire.

Il letame dentro casa l'abbiamo avuto tutti, chi più chi meno...la parte difficile è dirselo sinceramente e accettare di esserci sporcati. Io conosco le mie brutture. Di alcune mi vergogno e ci litigo, altre sono mie alleate e ci ho fatto amicizia. Ma le so. Le riconosco e non ne ho timore. E so che compongono me anche se non mi definiscono totalmente.

E questo perchè sono umana.

Una cosa che ho imparato da quell'uomo è che nascondere le proprie brutture sotto il tappeto non permette nessun tipo di conoscenza, nè di sè nè dell'altro e men che meno del mondo. :)
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Offesa nella mia femminilità assolutamente no.
E mi pare lapalissiano dover ribadire che non si parlava del termine "timbrare"... Nonostante io lo trovi di cattivo gusto.
Detto ciò, per quanto riguarda il dibattito: un uomo che dovesse farmi una domanda simile probabilmente si beccherebbe una risata.
Attenzione, la domanda. "vuoi scopare con me?" gli arriva un no diretto, anche dovesse piacermi. Odio le domande, preferisco invece che uno abbia quella sicurezza e mi abbia capita al punto da fare l'affermazione "io e te scopiamo".
Pensa le differenze...a me un'affermazione del genere farebbe partire una grassa risata. E il tipo mi sembrerebbe patetico.
E penso che il mio unico pensiero sarebbe a come fare la profumaia il più a lungo possibile...:D..per poi salutarlo ovviamente.

...se mi piacesse molto....un'uscita di questo genere spegnerebbe ogni interesse di conoscenza o piacere.
 

Nicka

Capra Espiatrice
Pensa le differenze...a me un'affermazione del genere farebbe partire una grassa risata. E il tipo mi sembrerebbe patetico.
E penso che il mio unico pensiero sarebbe a come fare la profumaia il più a lungo possibile...:D..per poi salutarlo ovviamente.

...se mi piacesse molto....un'uscita di questo genere spegnerebbe ogni interesse di conoscenza o piacere.
A me non sembra patetico perchè la reputo una frase (eventualmente) detta alla fine di un percorso di conoscenza e di reciproco interesse. Come a dire la ciliegina sulla torta di una serie di cose non dette prima.
Credo non ci sia nemmeno bisogno di dirlo quando ci si piace, lo si dà per assodato, dicevo solo cosa preferisco. A me una domanda del genere farebbe ridere oltre che mettermi in imbarazzo, ma non quell'imbarazzo bello che mi è sempre piaciuto provare. No, proprio imbarazzo per l'eventuale lui, che se è arrivato a chiederlo non ha allora assolutamente capito che non c'è storia e io non sono da prendere in questo modo.
 

spleen

utente ?
Ma tu Ipazia, hai mai sofferto per i tuoi sentimenti? Cioè hai mai amato (senza tanti giri di parole) qualcuno non corrisposta?

Scusa la domanda personalissima, ma me lo chiedo da un po'.

E non cominciare con il mantra della definizione di amore che ..... perchè penso che tu sappia benissimo di cosa sto parlando. :D
 
Ultima modifica:

Chiara Matraini

Senora de la Vanguardia
Penso che sia importante riconoscere i propri bisogni. E altrettanto importante essere consapevoli che non sono assoluti validi universalmente come traduttori dei bisogni altrui.

Il confronto fra esperienze è importante proprio per questo.

Io non ero vergine, invece, e lui mi piaceva. E non solo non ho detto no, ma ho anche chiesto "ancora". :)

E se penso alla sua permanenza nella mia vita, riconosco anche adesso le cose che ho preso e imparato.

A 19 anni ero rigida io, non solida, come lo può essere una 19enne che ancora crede di poter governare il mondo. La solidità e la bellezza dell'asino, come mi diceva spesso lui. E aveva pienamente ragione. :rotfl:

E sbandata sicuramente. Ma anche adesso inquieto, non solo Oscuro...forse non sono migliorata neanche un po' :D

Come mai ti saresti sentita una bella conquista?
E' una sensazione che non conosco. Non mi sono mai sentita "terra di conquista" di nessuno, neanche adesso.
Mi incuriosisce quel tuo grassetto, in particolare unito all'essere vergine.
Che è un'altra cosa di cui mi è interessato sempre molto poco.

Che bellezza la diversità!
perché lui mi baciava e cercava di attirarmi a sè dicendomi che sicuramente, se mi fossi lasciata andare, sarei stata una bomba da mille e una notte.
insomma, mi adulava....una ragazza che non aveva nessuna esperienza significativa e francamente non aveva granché da offrire, a parte una eventuale sconfinata ammirazione per un uomo più grande, vissuto, che aveva viaggiato e avuto donne....

e certo: adesso ho a che fare solo con uomini miei pari, e solo per il piacere di entrambi, quindi non posso essere una conquista :D
 

Skorpio

Utente di lunga data
Sono d'accordo. Giudizio inteso come valutazione dell'operato altrui. E del proprio.

Non giudizio di valore però. Non definire me stessa a partire dalla definizione dell'altro. Che fra l'altro è un meccanismo proiettivo e ingannevole, perchè tendenzialmente cerchiamo di confermarci in quello che ci piace di noi, non in quello che non ci piace.

Il giudizio di valore viene molto spesso utilizzato per prendere scorciatoie per definire se stessi senza guardarsi allo specchio. Autocritica sincera.

E io preferisco lo specchio. Anche se a volte poi finisco in bagno a vomitare. Ma tant'è. Così è.

Conoscere se stessi passa necessariamente attraverso il confronto libero con gli altri. Siamo bestie sociali.

Ma quando quel confronto è "guidato" dal cercare di definire e non invece dal capire e comprendere, allora non è affidabile. E si assistono a quelle proiezioni per cui dopo 10 anni di convivenza di botto quell'altro è uno sconosciuto, per esempio...o il rifugio nei condizionamenti che fanno definire gli uomini sporchi e cattivi e incapaci di resistere alle tentazioni delle troie di passaggio, per dire.

Il letame dentro casa l'abbiamo avuto tutti, chi più chi meno...la parte difficile è dirselo sinceramente e accettare di esserci sporcati. Io conosco le mie brutture. Di alcune mi vergogno e ci litigo, altre sono mie alleate e ci ho fatto amicizia. Ma le so. Le riconosco e non ne ho timore. E so che compongono me anche se non mi definiscono totalmente.

E questo perchè sono umana.

Una cosa che ho imparato da quell'uomo è che nascondere le proprie brutture sotto il tappeto non permette nessun tipo di conoscenza, nè di sè nè dell'altro e men che meno del mondo. :)
QUOTO

si confonde a volte la comprensione autentica di una persona con il semplice ascolto e mnemonica meticolosa annotazione di circostanze di un evento o una storia che descrive

La differenza pare risibile, ma è sostanziale.

Chi descrive o ascolta circa il "cosa pensa" esso stesso o un suo interlocutore, riguardo un rapporto di una 19enne con un 43enne,( per esempio), semplicemente fornisce appunti o ne annota riferiti al suo interlocutore

Chi descrive o ascolta circa il "come vive" esso stesso o un suo interlocutore del medesimo argomento, come di infiniti altri, si offre alla comprensione di se, o prova ad avventurarsi verso il comprendere autenticamente l'altro
 
Ultima modifica:

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ma tu Ipazia, hai mai sofferto per i tuoi sentimenti? Cioè hai mai amato (senza tanti giri di parole) qualcuno non corrisposta?

Scusa la domanda personalissima, ma me lo chiedo da un po'.

E non cominciare con il mantra della definizione di amore che ..... perchè penso che tu sappia benissimo di cosa sto parlando. :D
Certo che ho sofferto per i miei sentimenti, mi pare ovvio.

Ma per me il dolore si trasforma presto in rabbia e reazione. Non sono una che ci resta sotto a lungo.
Mi faccio incazzare e mi sento patetica.
E sto talmente male per l'immagine di me che mi ritrovo negli occhi da volermene liberare al più presto.
E reagisco. E vado avanti. Chiudo. E giro la pagina.

Un tempo sfuggivo. Chiudevo in un comparto stagno e "dimenticavo". Atomizzavo. Rimaneva la rivalsa. Ed era una delle energie primarie per me.

Adesso ho imparato a lasciar fluire il dolore per liberarlo. E la rivalsa non c'è più.

Anche adesso comunque, di fronte ad un dolore, prima reagisco e faccio quello che devo per liberarmi della fonte del dolore.
Poi mi concedo di soffrire. Ma a quel punto il dolore è già fluito nel fare per me.

Certi dolori mi sono costretta a fermarmi e sentirli. Altri ho dovuto recuperarli dalle stanze chiuse del passato, che stavano diventando sacche pesanti e ingombranti.

Forse per questo meccanismo non ho mai "amato" non corrisposta.

Nel senso che se non sono corrisposta, e mi è capitato mica che no di non essere voluta, non mi è mai successo di continuare a desiderare l'altro.

Mi sento patetica. E mi sembra di mancarmi di rispetto. E di elemosinare cose.

Se non mi sento voluta spontaneamente, anche solo il pensiero dell'altro mi fa incazzare con me stessa, che mi sembra di essere una mendicante. E mi umilia ai miei stessi occhi.
Quindi non permango in quello stato. E' oltre la mia tolleranza.

Soffro per la delusione. E non di lui. Ma della mia valutazione di lui.
Soffro per la rabbia, nei miei confronti, di non essere stata abbastanza attenta nel valutare il desiderio dell'altro per me.

Giro immediatamente su di me insomma, e in questo modo l'altro scompare. Piuttosto velocemente.

Trasformavo e trasformo in sfida, il rifiuto di me. Sfida con me stessa.

Il rovescio della medaglia è che sferzo me stessa, non avendo l'altro su cui dirigere.
 
Ultima modifica:

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
perché lui mi baciava e cercava di attirarmi a sè dicendomi che sicuramente, se mi fossi lasciata andare, sarei stata una bomba da mille e una notte.
insomma, mi adulava....una ragazza che non aveva nessuna esperienza significativa e francamente non aveva granché da offrire, a parte una eventuale sconfinata ammirazione per un uomo più grande, vissuto, che aveva viaggiato e avuto donne....

e certo: adesso ho a che fare solo con uomini miei pari, e solo per il piacere di entrambi, quindi non posso essere una conquista :D
Capisco. Sai che non ricordo adulazioni di questo tipo per me? Nè da pari età, nè da diversa età.
Ero troppo dentro alle dinamiche dei gruppi di maschi per poter fare con me il giochetto che facevano con le altre ragazze e che magari avevano condiviso fino a poco prima, raccontando e gloriandosene o anche raccontando della delusione e del dolore.

Sempre stata "amica" degli uomini che ho avuto. E sempre scelto prevalentemente maschi come amici.
Quindi tendenzialmente li avevo già sentiti parlare di seghe e affini, ero spesso la confidente...la magia dell'adulazione era bruciata in partenza :D

Quanto al 36enne e al 43enne, situazione imparagonabile...mi sa.

Io e il tipo avevamo fatto un patto. A me servivano cose che aveva lui, e a lui servivano cose che avevo io.
Mi incuriosiva e volevo imparare cose. Anche per differenza. Di età, visioni della vita, esperienze.
Mi ricordo che ci eravamo messi al tavolino del bar in cui andavamo entrambi e avevamo discusso le rispettive esigenze e i rispettivi limiti. E aveva avuto a che fare con tutto, tranne che con l'adulazione.

Mi ricordo che in quel periodo mi divertivo tantissimo a smontare chi si metteva ad adularmi, quindi di fronte alle delicatezze del corteggiamento post adolescenziale, io mi rompevo le storie e concludevo il teatro con "senti se vuoi scopare, chiedi. Non c'è bisogno di tutta questa scena".
E mi divertiva vedere le facce della dissonanza, che per quanto facessero i machi della situazione, si stranivano del cambio di protocollo...mi divertiva molto, vederli balbettare un sì per dovere che non aveva il minimo riscontro nella determinazione...:)

Con lui era interessante il fatto che, per esempio, ovviamente non si dissonava...quindi i giochetti per dissonarlo dovevano essere più complessi e articolati. Era uno degli aspetti che lo rendevano interessante ai miei occhi.
 
Ultima modifica:

danny

Utente di lunga data
Comincio a capire il successo delle giovanette. Ma se per farmi una trombata con una quarantenne mi tocca sorbirmi il pippone di tutta una vita frullato con le contorsioni etico-esistenzialiste che la attanagliano mi compro un caballero su e-bay e mi dedico al bricolage. Mizzega...
 

Eratò

Utente di lunga data
Comincio a capire il successo delle giovanette. Ma se per farmi una trombata con una quarantenne mi tocca sorbirmi il pippone di tutta una vita frullato con le contorsioni etico-esistenzialiste che la attanagliano mi compro un caballero su e-bay e mi dedico al bricolage. Mizzega...
Guarda che vale altrettanto per alcuni quarantenni che nel loro tentativo di sembrare "uomini di mondo e di successo" raccontano la loro vita dai tempi del asilo.... Due palle infinite. .
 

Tessa

Escluso
Comincio a capire il successo delle giovanette. Ma se per farmi una trombata con una quarantenne mi tocca sorbirmi il pippone di tutta una vita frullato con le contorsioni etico-esistenzialiste che la attanagliano mi compro un caballero su e-bay e mi dedico al bricolage. Mizzega...
:)
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Comincio a capire il successo delle giovanette. Ma se per farmi una trombata con una quarantenne mi tocca sorbirmi il pippone di tutta una vita frullato con le contorsioni etico-esistenzialiste che la attanagliano mi compro un caballero su e-bay e mi dedico al bricolage. Mizzega...
Ecco perché l'altro giorno dicevo che non é tutta colpa degli uomini sei quella fascia di donne fa fatica a instaurare relazioni.

So che Ipazia capisce quello che intendi ma quando la leggo nei rapporti con gli uomini mi viene da pensare: che fatica! Per lei eh non per gli uomini. Vivo in maniera molto più semplice, ho sicuramente bisogni come li ha lei e li abbiamo tutti ma capisco che sto rispondendo a quei bisogni in maniera "corretta" realizzando di essere serena. Non mi ci soffermo. Lo faccio solo quando capisco che sto agendo nel modo sbagliato per me e che mi porterà in seguito a stare male e cambio registro.
 

Eratò

Utente di lunga data
Ok. Abbiamo giunto alla conclusione che la donna zitta è più appettibile e scopabile:carneval:
 

Skorpio

Utente di lunga data
Offesa nella mia femminilità assolutamente no.
E mi pare lapalissiano dover ribadire che non si parlava del termine "timbrare"... Nonostante io lo trovi di cattivo gusto.
Detto ciò, per quanto riguarda il dibattito: un uomo che dovesse farmi una domanda simile probabilmente si beccherebbe una risata.
Attenzione, la domanda. "vuoi scopare con me?" gli arriva un no diretto, anche dovesse piacermi. Odio le domande, preferisco invece che uno abbia quella sicurezza e mi abbia capita al punto da fare l'affermazione "io e te scopiamo".
Ho letto con più attenzione solo ora....
ma... a parte il giudizio su quell'ipotetico uomo, che sarà sicuramente un grand'uomo.... e ci metto la mano sul fuoco..

ma da donna quale io non sono.... o da essere umano quale sono...

sembra una funzione...
sembra come quando dico a mio figlio ogni sera: ora si va a pisciare!
sei andato a scuola, sei andato a calcio, hai studiato, hai cenato, hai guardato i cartoni.. ora si va a pisciare e si va a letto. E la cosa inquietante è la banalità con cui lo esprimo... come fosse una funzione..

abbiamo messaggiato, ti sono venuto a prendere, ti ho portato a Velletri a fare un giro, ti ho portato a mangiare la pizza...
beh..? è chiaro no? Ora è ora di trombare...

una funzione...
E da donna, con la stessa esatta modalità dovrei aspettarmi che tra tre mesi mi dirai improvvisamente: Ora te ne vai affanculo...!

perché il meccanismo è esattamente questo....

Il cervello è quello.

e io?? il tuo desiderio di me?.. ndò sta?

le tue seghe che dovresti esserti fatto pensando a me (perché anche se adesso qualcuno arrizzerà il culo indignato, in genere gli uomini le seghe se le fanno sopra una che gli piace un casino..)

dove sono??.. non voglio tu me le spieghi.. ma fammele almeno intravedere..
fammele intuire...
fammi vedere il tuo desiderio di me.. come si muove e ti sbrana.. ti attanaglia...
la tua voglia di snervarmi la fica con la lingua, quando mi scosto i capelli, e ti guardo in un certo modo...

o di sbattermi come una bambolina, quando sorrido di quella situazione....


mi piacerebbe intuirlo.. capirlo.. leggerlo....


no.. non c'è.. e in fondo che importa tutto questo?


E' ora di trombare.. :unhappy:
 
Ultima modifica:

danny

Utente di lunga data
Guarda che vale altrettanto per alcuni quarantenni che nel loro tentativo di sembrare "uomini di mondo e di successo" raccontano la loro vita dai tempi del asilo.... Due palle infinite. .
Ma vale per tutti in generale, uomini, donne.
Siamo partiti da una storia basica, di un ragazzo che vuole fare sesso con una ragazza, e abbiamo tirato fuori di tutto... Ma avessimo la spontaneità di questi due, la capacità di esternare le emozioni e gli imbarazzi, i desideri e le pulsioni senza ricamarci sopra più di tanto, perché la questione si riduce soltanto a due persone (anzi, due pisani) che hanno voglia di stare insieme e di fare sesso l'un con l'altra. Basta. Nient'altro.
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Ma vale per tutti in generale, uomini, donne.
Siamo partiti da una storia basica, di un ragazzo che vuole fare sesso con una ragazza, e abbiamo tirato fuori di tutto... Ma avessimo la spontaneità di questi due, la capacità di esternare le emozioni e gli imbarazzi, i desideri e le pulsioni senza ricamarci sopra più di tanto, perché la questione si riduce soltanto a due persone (anzi, due pisani) che hanno voglia di stare insieme e di fare sesso l'un con l'altra. Basta. Nient'altro.
Qui abbiamo due di cui uno vuole timbrare l'altra. Tra basici e questo ce ne passa
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Comincio a capire il successo delle giovanette. Ma se per farmi una trombata con una quarantenne mi tocca sorbirmi il pippone di tutta una vita frullato con le contorsioni etico-esistenzialiste che la attanagliano mi compro un caballero su e-bay e mi dedico al bricolage. Mizzega...
:rotfl::rotfl:

Ma per trombare basta levarsi le mutande, a volte anche solo scostarle...se le si indossa:D

Se poi l'interesse diventa conoscersi, allora il discorso cambia...e ci si conosce anche nei reciproci pipponi, se lo si vuole

Ho sempre capito poco o nulla gli uomini che per farsi una trombata credono di dover ascoltare prima, quasi fosse un dazio da pagare...Basta chiedere:)
 
Top