No forse non mi sono spiegata. L'unica vergogna che provavo era nei confronti dei miei genitori, vergogna e paura di averli delusi. Cosa che penso possa succedere a tutti, a 27 anni come me come a 40.
Se dovessi basarmi sulla vergogna e su ciò che dice la gente allora non sarei arrivata neanche qua. Mi sono sentita dire le peggiori cose per aver "buttato la mia giovinezza" per essergli stata dietro e chi più ne ha piu ne metta.
Io ho ben chiaro cosa é accettabile e cosa per me non lo é, cosa che lui sa. Perché non si parla di una relazione di due ragazzi che si conoscono e sull'onda del sentimento mettono su famiglia. Siamo cresciuti insieme, lui aveva 22 anni e dopo 10 anni che abbiamo comunque un rapporto ( nel bene e nel male) a 32 anni lo reputavo una persona matura per tutto ciò che abbiam cercato e voluto.
Sa che non avrei mai accettato queste cose, difatti la giustifica é stata di non avermi detto niente per non farmi fare su casini.
Io non voglio vederlo per avere ragione su di lui, ma per capire il motivo. Io avrei gestito la cosa diversamente, le cose sono capitolate solo perché di mezzo c'era mia cognata che ha parlato con me e poi ha parlato con lui. Quando ci siamo sentiti al telefono io gli ho fatto capire la mia delusione e il fatto che stessi male ma dall'altra parte avevo un muro che mi diceva " é normale, é cosj, sei esagerata ecc.", la scelta di parlare con me al telefono e di non affrontarmi a casa ma di "sparire" per qualche giorno per darmi modo di riflettere sul perche IO lo stessi allontanando per queste frivolezze é stata sua.
Io ho chiesto il perché, non ho ricevuto risposte.
L'unica cosa che non ho chiara io é il rapporto che poi avremmo io e lui a scindere dalla genitorialitá, se ci ho fatto un figlio é perché a prescindere ho sempre pensato che sarebbe stato un buon padre e questo non glielo toglie nessuno.
Io mi prendo le mie responsabilità e ovviamente cerco di metterci del mio.
L'unica vergogna veramente pervasiva è quella verso gli affetti...e a quella mi riferivo. Ti eri spiegata molto bene
Se devo essere molto sincera...no, non penso che succeda a 27 come a 40...si resta figli per sempre, purtroppo o per fortuna, ma la relazione si "pareggia" mano a mano negli anni, e ognuno in un modo o nell'altro si assume se stesso...nell'assunzione di sè la vergogna diventa un riferimento ad un codice morale che non si è rispettato...
Ma la domanda, per come la vedo io, è se quel codice morale è valido anche per se stessi oppure solo in alcune parti oppure no del tutto.
Il mio codice morale è molto, molto diverso da quello dei miei genitori. So cosa ho preso da loro. So cosa ho deciso di lasciare indietro. Sono figlia, ineluttabilmente. Ma della mia vita rispondo io e rispondo ai miei occhi, non agli occhi della mia famiglia non agli occhi del mondo.
SE quella vergogna che hai sentito si è riattivata in questa situazione, e io ho solo letto quello che hai scritto tu eh, nei post di prima, significa semplicemente che quella vergogna non l'hai trasformata in libertà tua, ma l'hai rattoppata "vincendo" la relazione di cui parli nel grassetto.
Alla vergogna hai risposto con una sfida. Con lui.
Lui, per come lo descrivi, è lo stesso di quando avevi già scritto...non è nuovo. E tu hai scelto per le tue motivazioni di volerlo vicino e farci un figlio.
Non è questione di relazioni fra ragazzini.
Semplicemente letta da qui, questo ultimo episodio ti ha fatto battere forte il naso con il fatto che lui è sempre lui.
Secondo grassetto: prima di cercare conclusioni, io se fossi in voi cercherei di capire se il vostro metodo per "affrontare" le cose della vita possa o meno essere condiviso...è una questione importante, anche per vostro figlio, perchè sarà la base di una genitorialità condivisa o meno. E gli insegnamenti riguardo all'affrontare il mondo non si esplicitano con le parole e con le intenzioni, è nei fatti che si vede il COME. E dovrete in un modo o nell'altro trovare COME comune.
Per capirvi. E poi vi servirà pure per educare vostro figlio.
Tua cognata, detto così en passant, dovrebbe imparare a farsi i cazzi suoi. Ha voluto dirti. Bene. Poi fuori dal cazzo però. Riguarda voi l'affrontare la cosa.
E se fossi in te, io metterei recinti belli spessi...specialmente in vista della nascita di tuo figlio.
Vista da qui, mi sembra che questa ultima situazione con lui, ti abbia confermato tutte le paure che avevi messo sotto il tappeto. E le stai affrontando ora.
Ma portare il passato nel presente non è mai un buon affare. E la lucidità va a farsi benedire. E anche la presenza a se stessi.
Un buon padre...si vede alla prova dei fatti, e non nella sfera di cristallo.
Pensaci...secondo quali canoni definisci buon padre uno di cui non ti fidi?
A uno di cui non mi fido per gli atteggiamenti che ha con me, manco i miei gatti io gli affido. Figuriamoci un figlio.