Ciao a tutti, mi presento.

danny

Utente di lunga data
Sono una forma di aggressività, ma senza caricarsi di responsablità individuale. Poi c'è la funzione del controllo sociale.
Può avvenire in una piccola comunità di pochi elementi, come in una grande.
Sì, è esattamente una forma di aggressività.
Di gente che ha paura a dirti le cose in faccia ma si sente migliore di te nel parlarti alle spalle.
 

Marjanna

Utente di lunga data
Sì, è esattamente una forma di aggressività.
Di gente che ha paura a dirti le cose in faccia ma si sente migliore di te nel parlarti alle spalle.
Più che paura di dire le cose in faccia, direi paura.
E non credo si senta migliore, si sente debole.
 

ologramma

Utente di lunga data
Il pettegolezzo e’ anche indice di detenzione di informazioni. Ho un carissimo amico super intelligente..davvero una mente fuori dal comune. Gli faccio sapere solo cose che non mi spiacerebbe sapessero tutti ..perche lui non tiene in bocca nemmeno l’acqua (detto popolare). Non lo fa per cattiveria o perche’ interessato a incanalare in certe regole..lo fa perche’ lo fa impazzire dimostrare di sapere cose jntime prima lui degli altri… A colte sembra invidioso ma sono certa non sia cosi.
Si dice da noi: non si tiene un cecio in bocca
 

Vera

Supermod disturbante
Staff Forum

Brunetta

Utente di lunga data
Il pettegolezzo e’ anche indice di detenzione di informazioni. Ho un carissimo amico super intelligente..davvero una mente fuori dal comune. Gli faccio sapere solo cose che non mi spiacerebbe sapessero tutti ..perche lui non tiene in bocca nemmeno l’acqua (detto popolare). Non lo fa per cattiveria o perche’ interessato a incanalare in certe regole..lo fa perche’ lo fa impazzire dimostrare di sapere cose jntime prima lui degli altri… A colte sembra invidioso ma sono certa non sia cosi.
Questo è riferire i fatti altrui come se fossero esperienze. Quando ero ragazzina chiedevo di dirmi chiaramente se non dovevo dire qualcosa agli altri, perché mi sembravano cose irrilevanti o segreti del lela.
Poi ho capito e non ho più raccontato nulla o quasi.

... È cattiveria pura.
È cattiveria a volte, oppure lo è dal tuo punto di vista perché non tieni a quelle norme.
Ma il pettegolezzo ha quella funzione sociale e insieme quella di rafforzare la identità di un gruppo. Il gruppo può essere quella delle mamme del quartiere o di una comunità più vasta.
Anche solo dire che gli stranieri non sanno fare la carbonara è una modo per ribadire una norma e rafforzare una identità.

Sono una forma di aggressività, ma senza caricarsi di responsablità individuale. Poi c'è la funzione del controllo sociale.
Può avvenire in una piccola comunità di pochi elementi, come in una grande.
La condivisione della responsabilità delle norme e della responsabilità della loro disapprovazione, prevalentemente con l’esclusione dal gruppo, è l’inizio della democrazia. Senza vi è tirannide o anarchia.
Poi si può avere uno spirito libero e rifiutare l’assimilazione al gruppo.
Facebook ha avuto successo, come tutti gli altri social, perché ha consentito aggregazioni diverse da quelle di vicinato.
Certamente internet ha consentito anche l’aggregazione dei terrapiattisti, ma anche nostra.
Comunque esistono in ogni luogo forme diverse per stabilire le regole dei gruppi.
 

Jacaranda

Utente di lunga data
Più che paura di dire le cose in faccia, direi paura.
E non credo si senta migliore, si sente debole.
Per alcuni e’ un modo superlativo per dividere creando zizania, ma non dicendoti cosa pensano loro di te ma cosa pensano gli altri … “Sai…non dire che tte l’ho detto… ma tizio dice di te che….”
Di questo atteggiamento subdolo diffido in maniera totale, escludendo chi riporta piuttosto che chi possa aver pronunciato per enne motivi e chissa’ in quale contesto certe opinioni su di me.
 

ologramma

Utente di lunga data

Marjanna

Utente di lunga data
La condivisione della responsabilità delle norme e della responsabilità della loro disapprovazione, prevalentemente con l’esclusione dal gruppo, è l’inizio della democrazia. Senza vi è tirannide o anarchia.
Poi si può avere uno spirito libero e rifiutare l’assimilazione al gruppo.
Facebook ha avuto successo, come tutti gli altri social, perché ha consentito aggregazioni diverse da quelle di vicinato.
Certamente internet ha consentito anche l’aggregazione dei terrapiattisti, ma anche nostra.
Comunque esistono in ogni luogo forme diverse per stabilire le regole dei gruppi.
Cosa intendevi con "non capisco i pettegolezzi".
 

Brunetta

Utente di lunga data
Cosa intendevi con "non capisco i pettegolezzi".
Non capisco la necessità di condividere una norma di tipo conservatore, per dare un senso alle regole che si seguono perché imposte dall’ambiente, per ottenere approvazione.
Ho detto più volte che ho sempre rifiutato ”la compagnia“ ovvero il gruppo adolescenziale attraverso il quale si creano nuove regole che vengono confermate dal gruppo. Può essere che avvenga attraverso l’uso di un linguaggio particolare, degli insulti depotenziati, della condivisione di generi musicali, modi di vestire, truccarsi e poi anche sostanze. Non ho mai sentito il bisogno della approvazione del gruppo. In questo senso non ho condiviso il pettegolezzo da ragazzina e figurati ora.
 

Carola

Utente di lunga data
Quelle che vanno al lavoro spettegolano su quelle che stanno al bar.
Quelle che vanno al lavoro vanno al lavoro con al testa già li secondo me è con chi spettegolano tra se e se ??
Altro che la maestra e severa la gita e 'ripetitiva il programma va a rilento ..
la cricchia di mamme fuori scuola è pericolosissima x tutte maestra comprese in un attimo ti distruggono😂😂😂
 

ologramma

Utente di lunga data
Però se dici in faccia vieni comunque criticata

cosa migliore farsi i cazzi propri sempre
ma ti capita di stare con le tue amiche parlando del più e meno , speso si raccontano di quello che ha fatto una vostra amica , o cosa dovrebbe fare .
Non è spettegolare? Ma non stai in vacanza?
 

Brunetta

Utente di lunga data
Quelle che vanno al lavoro vanno al lavoro con al testa già li secondo me è con chi spettegolano tra se e se ??
Altro che la maestra e severa la gita e 'ripetitiva il programma va a rilento ..
la cricchia di mamme fuori scuola è pericolosissima x tutte maestra comprese in un attimo ti distruggono😂😂😂
Non mi interessava a 14 anni... figurati dopo.
 

Marjanna

Utente di lunga data
Non capisco la necessità di condividere una norma di tipo conservatore, per dare un senso alle regole che si seguono perché imposte dall’ambiente, per ottenere approvazione.
Ho detto più volte che ho sempre rifiutato ”la compagnia“ ovvero il gruppo adolescenziale attraverso il quale si creano nuove regole che vengono confermate dal gruppo. Può essere che avvenga attraverso l’uso di un linguaggio particolare, degli insulti depotenziati, della condivisione di generi musicali, modi di vestire, truccarsi e poi anche sostanze. Non ho mai sentito il bisogno della approvazione del gruppo. In questo senso non ho condiviso il pettegolezzo da ragazzina e figurati ora.
Non lo so neppure io.
Mi ricordo di una signora anziana (anziana ai miei occhi, avrà avuto 60-65 anni) che teneva delle galline e un gallo. Le galline non erano tante, le teneva in un piccolo recinto e all'interno di questo c'era una voliera ottogonale. Era vedova, viveva con la nuora e il nipote. Anche il figlio era morto.
Ero vicino a mia madre, che chiaccherava con altre donne, quando una di queste iniziò a parlare di puzza nell'aria. Furono altre ad arrivare a nominare le galline. Poi parlò di un topo. Furono altre ad arrivare a nominare le galline. Mi vien da sorridere se ripenso alla postura che aveva, con un braccio che sorreggeva quasi l'altro, mentre si copriva la bocca con la mano.
Sapeva benissimo cosa stava generando.
Fu alla nuora che arrivò la voce che nel vicinato si parlava delle galline. La nuora era una donna diversa, amava i profumi e la vita di città, e non aveva un bel rapporto con la suocera.
Un giorno sparirono le galline.
Io pensai che si sentiva puzza, di galline. Anche se quelle non facevano uova.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Non lo so neppure io.
Mi ricordo di una signora anziana (anziana ai miei occhi, avrà avuto 60-65 anni) che teneva delle galline e un gallo. Le galline non erano tante, le teneva in un piccolo recinto e all'interno di questo c'era una voliera ottogonale. Era vedova, viveva con la nuora e il nipote. Anche il figlio era morto.
Ero vicino a mia madre, che chiaccherava con altre donne, quando una di queste iniziò a parlare di puzza nell'aria. Furono altre ad arrivare a nominare le galline. Poi parlò di un topo. Furono altre ad arrivare a nominare le galline. Mi vien da sorridere se ripenso alla postura che aveva, con un braccio che sorreggeva quasi l'altro, mentre si copriva la bocca con la mano.
Sapeva benissimo cosa stava generando.
Fu alla nuora che arrivò la voce che nel vicinato si parlava delle galline. La nuora era una donna diversa, amava i profumi e la vita di città, e non aveva un bel rapporto con la suocera.
Un giorno sparirono le galline.
Io pensai che si sentiva puzza, di galline. Anche se quelle non facevano uova.
Però le galline un po’ puzzano.
 

Marjanna

Utente di lunga data
Però le galline un po’ puzzano.
E le granaglie possono attirare topi.

Attraverso il pettegolezzo si è potuto evitare di farsi carico però di uno sguardo umano, quello di andare a levare qualcosa di cui aveva cura la signora anziana, a cui la guerra aveva levato un marito, e poi si era vista morire il figlio per un tumore. Curare le galline, cercare le uova, era parte della sua quotidianità.
 
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