Chiamate anonime

stany

Utente di lunga data
Con la volontà in tanti casi si smuove solo l'impulso di farsi aiutare. Prendere qualche medicinale non è l'ultima spiaggia ma è frutto della valutazione di un professionista. E non è certo una cosa disdicevole. Come per qualsiasi altra malattia. Il problema di fondo è che si vede (o intravede) sempre un certo grado di colpa, nelle malattie mentali.
Ciao,rispondo a Danny e a te ; sarà che io aborro qualumque medicinale. Alla mia età non assumo alcun farmaco e, quando sto male, sia fisicamente che psicologicamente,cerco di resistere e trovare le energie e ke ragioni in me, per superare. Sono convinto poi che i regolatori chimici dell'umore creino una dipendenza nell'intento di gestirne altre. Ma forse sono solo superficiale ,incosciente e fortunato. Non è solo un approccio olistico determinato dai miei trascorsi, ma un credere che non dando retta al malessere lo stesso, si estingua o, accetti la convivenza subordinata alla mia volontà senza evolvere autonomamente. Anche se,padre Amorth sosteneva che il diavolo non si sconfiggesse con un atteggiamento ateo,o meglio agnostico nei suoi confronti, ma che,anzi, il non crederlo reale e possibile fosse il modo migliore per aprirgli la porta.
 

Mariben

Utente di lunga data
Con la volontà in tanti casi si smuove solo l'impulso di farsi aiutare. Prendere qualche medicinale non è l'ultima spiaggia ma è frutto della valutazione di un professionista. E non è certo una cosa disdicevole. Come per qualsiasi altra malattia. Il problema di fondo è che si vede (o intravede) sempre un certo grado di colpa, nelle malattie mentali.
Concordo in pieno nessuna terapia psicologica funziona da sola ma sopratutto mai prima di quella farmacologica
Io mi ero rivolta a un centro di aiuto psicologico ma mi hanno indirizzata , giustamente, dallo psichiatra per tamponare il danno, un po' come se fossi in piena emorragia e invece di fermare il sangue ti aprissero per capirne la causa
 

Mariben

Utente di lunga data
Ciao :)

Io non ho scritto che la loro è una dinamica malata.
Nè ho parlato di codipendenza.

Sai che io non penso che lei consideri lui una stampella?
Ma questo lo può dire sicuramente meglio [MENTION=7539]Paris839[/MENTION]

A me sembra che lei abbia paura delle sue emozioni. Più che altro.

Tutti, ad un qualche livello, abbiamo timore di parti di noi che magari non sono ben integrate e penso che nessuno sia assolutamente integrato...c'è sempre da lavorare per migliorarsi :)

Certo è che più le parti non sono integrate, più vengono tenute lontane da sè, più ci si crea sofferenza.
D'altro canto, anche il processo di integrazione crea un certo grado di sofferenza.

Penso si tratti di decidere in che direzione collocare una sofferenza inevitabile che appartiene al vivere, se renderla fruttuosa o rimanerne schiavi.
Ciao In effetti che ho messo in bocca parole che erano solo mei scusa
Non sono un'esperta e mi baso sulle sensazioni che mi dà il racconto io dal basso della mia ignoranza una codipendenza e delle dinamiche di coppia malsane le vedo
Riguardo alla stampella puoi aver ragione ma se tutta la vita ruota intorno a quello che fa o che dice ai movimenti del tuo compagno tanto da ricavarne sofferenza significa che hai delle aspettative molto alte nei suoi confronti per star bene male in questo caso si appoggia completamente a lui usandolo Come stampella secondo me
 

Paris839

Utente
Non ho mai utilizzato mio marito come stampella, non è una persona forte emotivamente..da un lato ci sono io con la mia gelosia, dall altra c è lui con la costante paura che io possa lasciarlo. Fino a che non cresceva in me il mostro della gelosia, sono stata io la persona meno "coinvolta"( ho usato sicuramente il termine sbagliato, ma volevo far capire che lui è quello che dimostra più amore e più attenzioni), sono sempre stata avara nelle dimostrazioni purtroppo e questo l ha sempre reso molto insicuro. Mi chiede di continuo se lo amo, mi chiede continuamente dimostrazioni di affetto che io non sono in grado di dare a nessuno..io lo amo infinitamente ma non so e forse non voglio dimostrare..per paura che lui possa leggere in me una debolezza..lui, invece, non ha mai smesso di chiamarmi amore, non ha mai smesso di farmi sorprese, di ritagliare spazio per noi..di ripetermi quanto mi ama..io invece ho focalizzato il mio tempo e le mie energie a scoprire se mi tradisce! Siamo un disastro eh..
 

danny

Utente di lunga data
Non ho mai utilizzato mio marito come stampella, non è una persona forte emotivamente..da un lato ci sono io con la mia gelosia, dall altra c è lui con la costante paura che io possa lasciarlo. Fino a che non cresceva in me il mostro della gelosia, sono stata io la persona meno "coinvolta"( ho usato sicuramente il termine sbagliato, ma volevo far capire che lui è quello che dimostra più amore e più attenzioni), sono sempre stata avara nelle dimostrazioni purtroppo e questo l ha sempre reso molto insicuro. Mi chiede di continuo se lo amo, mi chiede continuamente dimostrazioni di affetto che io non sono in grado di dare a nessuno..io lo amo infinitamente ma non so e forse non voglio dimostrare..per paura che lui possa leggere in me una debolezza..lui, invece, non ha mai smesso di chiamarmi amore, non ha mai smesso di farmi sorprese, di ritagliare spazio per noi..di ripetermi quanto mi ama..io invece ho focalizzato il mio tempo e le mie energie a scoprire se mi tradisce! Siamo un disastro eh..
Stai ostinatamente tentando di mantenere il controllo su tutto quello che ti circonda e su te stessa.
Non dubitavo che fosse così la vostra relazione.
Fatichi a lasciarti andare. Sei in un loop ansioso e ossessivo che va scardinato.
Credimi, ci si riesce.
Ho visto persone rinascere se adeguatamente seguite.
Devi stare bene: questo è il tuo obiettivo. Segui i consigli che ti ho dato.
Non avere paura.
 

perplesso

Administrator
Staff Forum
Ciao :)

Io non ho scritto che la loro è una dinamica malata.
Nè ho parlato di codipendenza.

Sai che io non penso che lei consideri lui una stampella?
Ma questo lo può dire sicuramente meglio @Paris839

A me sembra che lei abbia paura delle sue emozioni. Più che altro.

Tutti, ad un qualche livello, abbiamo timore di parti di noi che magari non sono ben integrate e penso che nessuno sia assolutamente integrato...c'è sempre da lavorare per migliorarsi :)

Certo è che più le parti non sono integrate, più vengono tenute lontane da sè, più ci si crea sofferenza.
D'altro canto, anche il processo di integrazione crea un certo grado di sofferenza.

Penso si tratti di decidere in che direzione collocare una sofferenza inevitabile che appartiene al vivere, se renderla fruttuosa o rimanerne schiavi.
Paris ha più volte accennato ad un ex fidanzato che l'ha traumatizzata, in qualche modo, e sta cosa non l'ha superata.
 

perplesso

Administrator
Staff Forum
Non ho mai utilizzato mio marito come stampella, non è una persona forte emotivamente..da un lato ci sono io con la mia gelosia, dall altra c è lui con la costante paura che io possa lasciarlo. Fino a che non cresceva in me il mostro della gelosia, sono stata io la persona meno "coinvolta"( ho usato sicuramente il termine sbagliato, ma volevo far capire che lui è quello che dimostra più amore e più attenzioni), sono sempre stata avara nelle dimostrazioni purtroppo e questo l ha sempre reso molto insicuro. Mi chiede di continuo se lo amo, mi chiede continuamente dimostrazioni di affetto che io non sono in grado di dare a nessuno..io lo amo infinitamente ma non so e forse non voglio dimostrare..per paura che lui possa leggere in me una debolezza..lui, invece, non ha mai smesso di chiamarmi amore, non ha mai smesso di farmi sorprese, di ritagliare spazio per noi..di ripetermi quanto mi ama..io invece ho focalizzato il mio tempo e le mie energie a scoprire se mi tradisce! Siamo un disastro eh..
sì lo siete. soprattutto perchè parete adagiarvi in questo cuscino di disagio.

no buono
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Paris ha più volte accennato ad un ex fidanzato che l'ha traumatizzata, in qualche modo, e sta cosa non l'ha superata.
Io penso che la questione sia molto più antica. E penso alla bambina.

I traumi fioriscono dove c'è il terreno che li può nutrire.
Diversamente, sono episodi che, per quanto brutti, trovano una loro collocazione.

Se diventano habitus, è perchè lo spazio per quell'habitus era già lì. Ma prima.

Concordo che in una struttura che teme l'abbandono (non da parte dell'altro ma a se stessa, e di conseguenza all'altro) un tradimento segna, o meglio, risveglia questioni che magari se ne sarebbero state lì belle belle dormienti.

Ma penso anche che dove con il cibo il rapporto non è (stato) fluido, la questione risieda nell'affetto primario.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ciao In effetti che ho messo in bocca parole che erano solo mei scusa
Non sono un'esperta e mi baso sulle sensazioni che mi dà il racconto io dal basso della mia ignoranza una codipendenza e delle dinamiche di coppia malsane le vedo
Riguardo alla stampella puoi aver ragione ma se tutta la vita ruota intorno a quello che fa o che dice ai movimenti del tuo compagno tanto da ricavarne sofferenza significa che hai delle aspettative molto alte nei suoi confronti per star bene male in questo caso si appoggia completamente a lui usandolo Come stampella secondo me
Non ti preoccupare, è una mia fissazione, le parole.

Mi piacciono molto, e le uso tendenzialmente in modo attento. Una forma dell'estetica. :)

Di cui sono fra l'altro piuttosto possessiva, giusto per rimanere in tema :D

Sai, io penso che se si appoggiasse a lui, se accettasse più che altro e accogliesse in sè che anche lei ha bisogno di essere sostenuta, che a volte sì, le stampelle hanno una loro funzione e una loro collocazione, che in una relazione si è sostegno uno dell'altro reciprocamente, e non in termini di amore ma proprio in termini di competenze da giocare in uno spazio comune (la relazione per l'appunto) con lo scopo di vivere bene e muoversi nella direzione di migliorare la propria innanzitutto e la comune qualità della vita, avrebbe fatto una buona metà del lavoro di accomodamento.

E anche quelle sensazioni orribili e dolorose che sente troverebbero un loro spazio, ma soprattutto un loro tempo.

Lei resterebbe una possessiva, una gelosa, ma anche questa emozione potrebbe entrare a far parte di un dialogo di coppia e potrebbe anche nutrire l'intimità e la vicinanza.

Di base, non si può essere diversi da ciò che si è. Non si possono spegnere parti di sè a comando o a necessità.

Farlo è la certezza del dolore. E di una sensazione di solitudine dilaniante.

Io penso che le aspettative molto alte lei le abbia nei confronti di se stessa.

Dovrebbe girarle verso il compagno, magari quelle aspettative. E iniziare a chiedergli una posizione più stabile nella loro coppia.

Lui, con tutta l'ansia che ha di rassicurarla le sta facendo ancora più male. E le sta confermando che ha ragione lei a ritenerlo inaffidabile.

Secondo me sbaglia a collocare la sua sensazione di inaffidabilità di lui nel tradimento.
Che è una questione collaterale, in fondo.
Un contenitore abbastanza ampio da farci star dentro un sacco di roba.

Inaffidabile riguardo alla capacità di aver cura di tutta lei.
Di fornirle le prove concrete del fatto che lui è sicuro. Stabile.
Che sa stare senza di lei. E che proprio per questo, è sicuro dello stare con lei.

E amore amore, bacio bacio, non servono ad un emerito niente. Anzi.
Specialmente se la bambina, come mi pare di intravedere, è ferita.

Un uomo come quello che lei descrive, a me non sembrerebbe affidabile.
E ribadisco e ci tengo, non perchè potrebbe tradirmi.
Ma perchè con quell'ansia di rassicurazione e di "va tutto bene amore mio" mi farebbe saltare i nervi e finirei per smangiarmelo ossicini compresi. :D

Credo che al terzo "ti amo" lo manderei sonoramente a cagare.
Che cazzo mi ami che ti sto sfracassando i coglioni? Ma sei scemo?? :carneval:
 
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ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ciao Ipa, come al solito nonostante tu non sia una vecchia signora con grande esperianza (non serve essere vecchi però ,per averla), dispensi sempre perle di saggezza concreta che fanno riflettere; che neanche la nonna di twinpeaks.....


:D:carneval:

Però sono una frana a far dolci per la verità!

Credo di aver semplicemente trovato un posto a Lilith, nelle sue diverse declinazioni. ;):)
 

JON

Utente di lunga data
Posso chiedervi..perché pensate che le sue rassicurazioni siano un danno e non un beneficio?
Diventano un danno quando servono soltanto ad alimentare le tue manie di controllo e non alla ricerca di garanzie che ti consentano di ristabilire un clima di maggiore serenità.

Il vostro è un meccanismo perverso. Teoricamente dovresti essere tu quella più insicura dei due.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Posso chiedervi..perché pensate che le sue rassicurazioni siano un danno e non un beneficio?
Presente l'esempio del cane durante il temporale?

Se lo si coccola, gli si sta comunicando che è necessario coccolarlo. E che la sua paura non solo è giustificata ma reale.

Noi umani abbiamo un funzionamento simile.

Se tu hai paura e lui ti rassicura è come se ti dicesse che tu hai bisogno di essere rassicurata. Che hai ragione ad avere paura.
Dirti che hai bisogno di essere rassicurata è dirti che sei fragile e vulnerabile.

Diventa un nemico. Perché lui vede le tue fragilità e le tue vulnerabilità. (e tu inaffidabile, a te, perché gliele lasci vedere)
Ma non solo, è pure pericoloso. Perché la sua presenza e il suo vederti attivano le fragilità e le vulnerabilità. E se le attiva...che altro può fare?

Praticamente lui diventa un terrorista delle tue emozioni delicate :D

È uno specchio rovesciato. E fa una paura del diavolo.

Tu hai da fare del tuo. Accettare non solo che sei fragile e vulnerabile ma che è un bisogno, del tutto umano esserlo.
E tu hai bisogno di riposare. Di trovare quiete.

Il dolore stanca.

Lui rassicurandoti, per contro, ti dice "su calmati TU. Così poi sono tranquillo anche io e possiamo essere tranquilli in due"

Il fatto che tu lo vedi preoccupato ti conferma nelle peggiori paure riguardo te, e riguardo la tua capacità di valutazione.

Valutazione di lui compresa.

È un meccanismo perverso, perché ribalta una comunicazione lineare - ti dico che sono preoccupata e tu, a cui mi affido quando la mia capacità di valutazione tentenna--mi dici di stare tranquilla. Che ci sei tu.

Nel vostro caso questa comunicazione passa tutta aggrovigliata dalle insicurezze e dai bisogni non dichiarati di ognuno di voi.

Una buona perversione sarebbe l'erotizzazione della gelosia, per dire. Trasformando, come alchimista, una sensazione dolorosa in una sensazione piacevole.

Ma questo può avvenire solo se ti fidi di te stessa, del tuo modo di valutare il mondo e quindi anche lui.
E se lui ti rimanda lo stesso. Fiducia in se stesso, nelle sue valutazioni del mondo e quindi di te.

State giocando a ping pong con le vostre paure.

Ecco perché suggerivo un professionista di coppia.
Che vi aiuti a vederla e a correggerla.

Così vi state strappando, reciprocamente, la pelle di dosso. Ma senza alcun vantaggio.

Anzi, confermando le paure di ciascuno.
E il valore(direi non valore) di ciascuno.

Tu una pazza che deve dimostrare di non esserlo controllando tutto è tutti
Lui un maschio debole e bisognoso.

Vi state praticamente insultando a vicenda, ma convinti di parlar d'amore :D

Non siete bestie rare, comunque...è una dinamica diffusa.
Nelle diverse declinazioni.

Metterla in discussione partendo da sé è qualcosa che invece fanno in pochi. Io penso sia però questa via per cui a prescindere restano fatti che non possono essere sfatti.
 
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ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Sei tremenda!! Povero G. Eh...eh...eh....
:carneval:

Povero G???
Guarda...lui, zitto zitto, quieto quieto, sa rivoltarmi come un calzino. Ma siccome è un paraculo poi dice che ho fatto tutto io...mentre sorride sornione e compiaciuto.

Robe da matti :facepalm::D
 

danny

Utente di lunga data
Uhm, però queste diagnosi senza la presenza e la partecipazione di persone ovviamente estranee al forum non hanno molto senso.
Io ribadisco che qui c'è la necessità di uno specialista.
Non c'è niente di male a ricorrervi: anche mia moglie ha dovuto farlo e le è servito.
Dall'altra parte, del marito, ci può essere chiunque.
Anche una persona ignara o distratta, o semplicemente e tranquillamente ignorante delle dinamiche.
Non lo sappiamo e lui non può ovviamente confrontarsi con noi.
Cercare di spiegare a una persona che può - e uso questo verbo perché neanche noi abbiamo la sicurezza di questo - essere preda di ossessioni dinamiche di coppia può essere controproducente.
Non abbiamo idea di come possano essere interpretate determinante informazioni.
Io so che in condizioni psicologiche non ottimali anche le cose che dal di fuori paiono ragionevoli possono essere distorte. Siamo su un forum e ribadisco, ci sono dei limiti nelle nostre capacità di intervento.
 

danny

Utente di lunga data
Posso chiedervi..perché pensate che le sue rassicurazioni siano un danno e non un beneficio?
Hai spostato nuovamente il punto di vista da te a LUI.
Te lo sto facendo notare perché nuovamente ti stai preoccupando su come interagire con lui e cosa attribuire a lui come colpa.
Ma qui ci sei TU, non LUI.
E' questo che non va.
Questo devi risolvere, ma non posso e non voglio essere io a indicarti come, in alcuna maniera.
Ti ho spiegato il problema, ti dico che c'è una soluzione, ora tu devi volerlo risolvere, facendo come ti ho consigliato di fare.
E' per il tuo bene. Per stare bene. Con te stessa.
Hai fiducia in me?
 
Ultima modifica:

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Uhm, però queste diagnosi senza la presenza e la partecipazione di persone ovviamente estranee al forum non hanno molto senso.
Io ribadisco che qui c'è la necessità di uno specialista.
Non c'è niente di male a ricorrervi: anche mia moglie ha dovuto farlo e le è servito.
Dall'altra parte, del marito, ci può essere chiunque.
Anche una persona ignara o distratta, o semplicemente e tranquillamente ignorante delle dinamiche.
Non lo sappiamo e lui non può ovviamente confrontarsi con noi.
Cercare di spiegare a una persona che può - e uso questo verbo perché neanche noi abbiamo la sicurezza di questo - essere preda di ossessioni dinamiche di coppia può essere controproducente.
Non abbiamo idea di come possano essere interpretate determinante informazioni.
Io so che in condizioni psicologiche non ottimali anche le cose che dal di fuori paiono ragionevoli possono essere distorte. Siamo su un forum e ribadisco, ci sono dei limiti nelle nostre capacità di intervento.
L'assenza di una campana è la caratteristica del forum. :)

G. potrebbe essere una invenzione della mia mente paranoica e schizoide, per dire.
E parlarne con me potrebbe essere controproducente per il mio processo di adesione alla realtà e integrazione di me.

Ipazia stessa esiste solo qui. Ed è una mia proiezione. Nessuno può sapere quanto aderente a me, se non per sfumature. E quelle sfumature dipendono da infinite variabili.

È il forum :)
 
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void

Utente di lunga data
Non ho mai utilizzato mio marito come stampella, non è una persona forte emotivamente..da un lato ci sono io con la mia gelosia, dall altra c è lui con la costante paura che io possa lasciarlo. Fino a che non cresceva in me il mostro della gelosia, sono stata io la persona meno "coinvolta"( ho usato sicuramente il termine sbagliato, ma volevo far capire che lui è quello che dimostra più amore e più attenzioni), sono sempre stata avara nelle dimostrazioni purtroppo e questo l ha sempre reso molto insicuro. Mi chiede di continuo se lo amo, mi chiede continuamente dimostrazioni di affetto che io non sono in grado di dare a nessuno..io lo amo infinitamente ma non so e forse non voglio dimostrare..per paura che lui possa leggere in me una debolezza..lui, invece, non ha mai smesso di chiamarmi amore, non ha mai smesso di farmi sorprese, di ritagliare spazio per noi..di ripetermi quanto mi ama..io invece ho focalizzato il mio tempo e le mie energie a scoprire se mi tradisce! Siamo un disastro eh..
Siamo ??????

Rileggi quello che hai scritto e pesa il "siamo" sulla base delle tue affermazioni...
 
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