Che ne pensate?

brenin

Utente
Staff Forum
La solita presa in giro, iniziativa senza capo ne coda e senza alcuna effettiva utilità per gli studenti ( che tra l'altro lavoreranno gratis ). Non sarebbe stato meglio indirizzare gli studenti verso aziende che svolgono un'attività inerente alla loro formazione professionale ? Il ministro non sa nemmeno cosa sia il training on the job.... se un ragazzo fa ragioneria ed aspira a laurearsi ( o forse anche no ) in economia e commercio che beneficio può trarre dalla nota catena americana ? tra l'altro lavoreranno gratuitamente questi ragazzi.... peggior approccio al mondo del lavoro non si poteva pensare.
 

Brunetta

Utente di lunga data
La solita presa in giro, iniziativa senza capo ne coda e senza alcuna effettiva utilità per gli studenti ( che tra l'altro lavoreranno gratis ). Non sarebbe stato meglio indirizzare gli studenti verso aziende che svolgono un'attività inerente alla loro formazione professionale ? Il ministro non sa nemmeno cosa sia il training on the job.... se un ragazzo fa ragioneria ed aspira a laurearsi ( o forse anche no ) in economia e commercio che beneficio può trarre dalla nota catena americana ? tra l'altro lavoreranno gratuitamente questi ragazzi.... peggior approccio al mondo del lavoro non si poteva pensare.
Non funziona così. È una delle possibili aziende dove lavorare per comprendere i vari settori. Non vanno a dare i panini o friggere patatine.
 

brenin

Utente
Staff Forum
Non funziona così. È una delle possibili aziende dove lavorare per comprendere i vari settori. Non vanno a dare i panini o friggere patatine.
".... I ragazzi nei ristoranti avranno a disposizione un tutor cui si potranno rivolgere in ogni momento e svolgeranno attività di accoglienza e relazione con il pubblico. Un face to face preceduto da momenti di formazione in aula e di “training on the job”. L’obiettivo è quello di insegnare loro le competenze di carattere relazionale e di comunicazione interpersonale fondamentali per approcciare al meglio il mondo del lavoro. "
Ho riportato uno stralcio di un articolo.... detto questo, il problema - a mio avviso - è molto più ampio e grave di quanto si possa pensare, perchè - alla base di tutto - manca la programmazione. Parliamo di studenti delle Superiori, che si diplomeranno senza una minima nozione/conoscenza di quello che è la "pratica" ( succedeva già ai miei tempi,qualche decennio fa ); teoria tanta ( quando va bene ) ma pratica nulla ( idem per i laureati che ogni tanto vengono da noi dopo masters anche all'estero, mi riferisco al settore economico/finanziario ). Allora mi chiedo,ipotizzando un ragazzo che abbia finito la terza/quarta ragioneria, perchè non fargli fare affiancamento in un'azienda o in uno studio di commercialisti affinchè possa "toccare" con mano un bilancio ed i primi rudimenti della contabilità ? Perchè la pratica conta moltissimo, al di là della teoria, che serve sempre, ma che non insegna quello che il mondo del lavoro si attende dal neo diplomato o laureato. La mia opinione,preciso, è legata a stagisti laureati che abbiamo avuto per qualche mese. Ed ognuno di loro si chiedeva perchè c'era così tanta "distanza" tra il mondo dello studio e quello lavorativo, e si trovavano in grande difficoltà non per mancanza di conoscenze teoriche,ma proprio per l'incapacità di affrontare/vedere il "problema" sotto aspetti diversi, con un'elasticità mentale che esulasse dagli schemi mentali "imposti" ( passami il termine ) dalla dottrina universitaria estremamente asettica ed impermeabile. Non dimentico l'aspetto psicologico per questi ragazzi.... affiancarli,insegnargli poco alla volta quello che effettivamente serve,incoraggiarli e, perchè no, dargli ogni tanto una pacca sulla spalla che tante volte serve molto di più di tanta inutile prosopopea ministeriale.
 
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Brunetta

Utente di lunga data
".... I ragazzi nei ristoranti avranno a disposizione un tutor cui si potranno rivolgere in ogni momento e svolgeranno attività di accoglienza e relazione con il pubblico. Un face to face preceduto da momenti di formazione in aula e di “training on the job”. L’obiettivo è quello di insegnare loro le competenze di carattere relazionale e di comunicazione interpersonale fondamentali per approcciare al meglio il mondo del lavoro. "
Ho riportato uno stralcio di un articolo.... detto questo, il problema - a mio avviso - è molto più ampio e grave di quanto si possa pensare, perchè - alla base di tutto - manca la programmazione. Parliamo di studenti delle Superiori, che si diplomeranno senza una minima nozione/conoscenza di quello che è la "pratica" ( succedeva già ai miei tempi,qualche decennio fa ); teoria tanta ( quando va bene ) ma pratica nulla ( idem per i laureati che ogni tanto vengono da noi dopo masters anche all'estero, mi riferisco al settore economico/finanziario ). Allora mi chiedo,ipotizzando un ragazzo che abbia finito la terza/quarta ragioneria, perchè non fargli fare affiancamento in un'azienda o in uno studio di commercialisti affinchè possa "toccare" con mano un bilancio ed i primi rudimenti della contabilità ? Perchè la pratica conta moltissimo, al di là della teoria, che serve sempre, ma che non insegna quello che il mondo del lavoro si attende dal neo diplomato o laureato. La mia opinione,preciso, è legata a stagisti laureati che abbiamo avuto per qualche mese. Ed ognuno di loro si chiedeva perchè c'era così tanta "distanza" tra il mondo dello studio e quello lavorativo, e si trovavano in grande difficoltà non per mancanza di conoscenze teoriche,ma proprio per l'incapacità di affrontare/vedere il "problema" sotto aspetti diversi, con un'elasticità mentale che esulasse dagli schemi mentali "imposti" ( passami il termine ) dalla dottrina universitaria estremamente asettica ed impermeabile. Non dimentico l'aspetto psicologico per questi ragazzi.... affiancarli,insegnargli poco alla volta quello che effettivamente serve,incoraggiarli e, perchè no, dargli ogni tanto una pacca sulla spalla che tante volte serve molto di più di tanta inutile prosopopea ministeriale.
È lo scopo è il risultato dell'alternanza scuola-lavoro. Sono andata a un incontro in cui studenti raccontavano la loro esperienza ed era quella che auspichi.
 

ologramma

Utente di lunga data
non entro nel metodo di cui parla l'articolo , ma mi permetto di parlare di come si svolgevano l'ingresso nelle professioni di una volta.
Mio padre artigiano e come lui tutti per insegnare il lavoro che avevano voglia di imparare venivano i genitori a chiedere se si potevano prendere per fargli capire e imparare il lavoro scelto , era cosi per falegnami , muratori e altre categorie poi con l'avvento dei sindacati questo è stato regolato sia in meglio ma anche in peggio perchè come al solito c'era chi ne abusava.
Le cose non è che oggi siano cambiate molto al livello di persone laureate penso al tirocinio che devono fare medici e avvocati spesso gratis, come pure i geometri , capitato ad un mio cugino per due anni di fila e quando ha chiesto almeno il rimborso della benzina gli è stato detto che non gli serviva più.
Nel bar dove prendo di solito il mio bel caffè spesso prendono per lo stage studenti che non credo percepiscono soldi quindi che dire dei ragazzi che servono al tavolo o in cucina?
Non cambia niente e non c'è niente di nuovo
Ah per finire negli anni 70 conobbi una cugina di mia moglie che lavorava in Germania come geometra e mi diceva che li oltre a fare progetti per palazzi che in italia la categoria puo arrivare solo a due piani , e durante la scuola venivano portati sul cantiere per apprendere i rudimenti degli operai che avrebbero eseguito le loro indicazioni, sta cosa mi stupi e noi invece sempre in aula e poi le ossa se le fanno con il tempo però siamo bravi ad insegnare:D
Dimenticato cosa ne penso : sono favorevole alla combinazione scuola e lavoro qualunque cosa sia tiè:up:
 
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brenin

Utente
Staff Forum
È lo scopo è il risultato dell'alternanza scuola-lavoro. Sono andata a un incontro in cui studenti raccontavano la loro esperienza ed era quella che auspichi.
Premetto che non conosco il mondo della scuola d'oggigiorno.... ma cosa può imparare un ragazzo facendo accoglienza clienti in un mcdonald ? e tra l'altro gratis ( aspetto mortificante,deprimente e che scoraggerebbe chiunque ). Molto interessante,presumo,l'incontro a cui hai partecipato con gli studenti ( delle superiori ritengo ): questi ragazzi si aspettano ( giustamente ) tanto, non dico di dargli tutto,ma almeno diamo qualcosa loro che gli consenta di affrontare più serenamente il mondo del lavoro.
 

ologramma

Utente di lunga data
Premetto che non conosco il mondo della scuola d'oggigiorno.... ma cosa può imparare un ragazzo facendo accoglienza clienti in un mcdonald ? e tra l'altro gratis ( aspetto mortificante,deprimente e che scoraggerebbe chiunque ). Molto interessante,presumo,l'incontro a cui hai partecipato con gli studenti ( delle superiori ritengo ): questi ragazzi si aspettano ( giustamente ) tanto, non dico di dargli tutto,ma almeno diamo qualcosa loro che gli consenta di affrontare più serenamente il mondo del lavoro.
.
Leggi sopra perchè chi fa il caffe come stage lo è?O chi prende le misure gratis e disegna per gli architetti?O con un piccolo rimborso planimetrie per arredamento della titolare ma ragazze sottopagate?
 

brenin

Utente
Staff Forum
.
Leggi sopra perchè chi fa il caffe come stage lo è?O chi prende le misure gratis e disegna per gli architetti?O con un piccolo rimborso planimetrie per arredamento della titolare ma ragazze sottopagate?
Verissimo,anche questo enorme problema, ma qui c'è anche una precisa ed indiscussa responsabilità politica, per non parlare della spregiudicatezza di alcuni dei cosiddetti datori di lavoro.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Premetto che non conosco il mondo della scuola d'oggigiorno.... ma cosa può imparare un ragazzo facendo accoglienza clienti in un mcdonald ? e tra l'altro gratis ( aspetto mortificante,deprimente e che scoraggerebbe chiunque ). Molto interessante,presumo,l'incontro a cui hai partecipato con gli studenti ( delle superiori ritengo ): questi ragazzi si aspettano ( giustamente ) tanto, non dico di dargli tutto,ma almeno diamo qualcosa loro che gli consenta di affrontare più serenamente il mondo del lavoro.
Se è scuola non è lavoro, nel senso che l'esperienza sul luogo di lavoro è parte integrante della formazione e non viene retribuita, così come non viene retribuito lo studio.
Sì l'incontro a cui ho partecipato era con ragazzi delle superiori che erano ben consapevoli di che cosa si trattava e cosa avevano imparato. A me sono sembrate cose utili anche se i ragazzi raccontavano con un po' di timore del pubblico.
 

iosolo

Utente di lunga data
Io sono d'accordo su uno stage di lavoro anche se fuori dal contesto.

Sempre che sia fatto con serietà e non come sempre succede con la superficialità che a volte purtroppo ci contraddistingue.

Lavorare, confrontarsi con gli altri, approcciarsi comunque ad un rapporto di piccola responsabilità per un ragazzetto in età di maturazione può essere importante. Gli da la giusta dimensione di come funziona la fuori.
Una sorta di piccolo scambio, e quindi per me non è così male.
 

kikko64

Utente Incasinato
La solita presa in giro, iniziativa senza capo ne coda e senza alcuna effettiva utilità per gli studenti ( che tra l'altro lavoreranno gratis ). Non sarebbe stato meglio indirizzare gli studenti verso aziende che svolgono un'attività inerente alla loro formazione professionale ? Il ministro non sa nemmeno cosa sia il training on the job.... se un ragazzo fa ragioneria ed aspira a laurearsi ( o forse anche no ) in economia e commercio che beneficio può trarre dalla nota catena americana ? tra l'altro lavoreranno gratuitamente questi ragazzi.... peggior approccio al mondo del lavoro non si poteva pensare.
Sul neretto sono fondamentalmente d'accordo ... ma mia figlia minore frequenta il quarto anno di liceo scientifico tradizionale e dovrà comunque affrontare l'alternanza scuola/lavoro... quali sono le aziende che svolgono una attività inerente alla sua (nulla) formazione professionale ??
Per quello che mi riguarda Mc Donald va benissimo !!
E poi cosa ci sarebbe di "squalificante" nel lavorare per Mc Donald ?? sono forse i lavoratori di Mc Donald da considerarsi di serie B
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Premetto che non conosco il mondo della scuola d'oggigiorno.... ma cosa può imparare un ragazzo facendo accoglienza clienti in un mcdonald ? e tra l'altro gratis ( aspetto mortificante,deprimente e che scoraggerebbe chiunque ). Molto interessante,presumo,l'incontro a cui hai partecipato con gli studenti ( delle superiori ritengo ): questi ragazzi si aspettano ( giustamente ) tanto, non dico di dargli tutto,ma almeno diamo qualcosa loro che gli consenta di affrontare più serenamente il mondo del lavoro.
Ciao! :)

Per quanto riguarda il primo grassetto...non ti perdi niente :carneval:


Per quanto riguarda il resto, io credo che la domanda non sia tanto cosa può imparare. Si può imparare tanto ovunque, a saper imparare. (tanto che saper imparare è una delle competenze europee da seguire nelle programmazioni...)

La questione non è neanche che questi andranno a fare stage gratis...se questo fosse un paese dove poi, quando si inizia a lavorare per davvero, si smettono gli stage gratis.

Io credo che il punto, e mi vien da dirlo con una certa nera ironia, è che questa iniziazione scolastica li prepara al reale mondo lavorativo che sta fuori. Ossia carriere di stagisti fino al colpo di culo, alla conoscenza che ti procura un posto di lavoro appena dignitoso per poter sopravvivere. (per rimanere nei luoghi comuni..)

E si passa il buon vecchio messaggio del lavoro con orgoglio. Poco retribuito. Ma l'orgoglio....eh vogliamo mettere l'orgoglio di svolgere un servizio utile! (per il Bene :sonar::carneval:)

E quindi, in questa prospettiva, la scuola sta svolgendo un servizio di stato. Ossia prepara generazioni a quel che le aspetta.

Incapacità strutturali di costruire percorsi di valutazione del merito lavorativo.
Mancanza di contratti che seguano il tempo in cui siamo immersi. (non apro la questione delle partite iva italiane perchè direttamente ne so pochissimo...ma indirettamente quel poco che so mi fa ribrezzo).
Stretti spazi di progettazione di un percorso lavorativo flessibile per davvero (e non flessibile in termini di "oddio...come pagherò la bolletta fra tre mesi quando mi scadrà il contratto).

Non tocco la questione delle borse di studio italiane nelle università.
O gli assegni di ricerca.
O le collaborazioni con le università.

Se poi vogliamo parlare di come è la situazione all'interno della scuola...gli insegnanti sono una delle categorie più esposte al born out fra le varie categorie che si occupano di sociale.
Non sono previste supervisioni all'interno della scuola.
Il sostegno psicologico, è ancora visto dagli insegnanti (sugli insegnanti) come indicatore di malattia anzichè come indicatore di professionalità di cui ci si prende cura.

Il piano di formazione studiato è ridicolo.
I corsi di formazione ripetitivi. Legati ad una didattica che come minimo è arretrata di 10 anni rispetto al mondo anglosassone. Didattica che è a sua volta legata all'individuo e non alla struttura. E alla confusione che gli insegnanti (dal mio punto di vista non per fortuna, ma dal punto di vista del funzionamento dell'elefantiaco sistema scolastico per fortuna) fra passione lavorativa e lavoro. Fra io professionale e io personale.

Penso alla questione della disabilità?
LA legge italiana è fra le migliori europee. In teoria.

Nella pratica...non è applicata come è stata pensata.
Sorvolo sull'equipe interdisciplinare, prevista per legge e applicata per finta e per forma.
Sorvolo sul sostegno alle famiglie. LA famosa rete sociale...di cui si parla dal 2000 ma in decadenza.
Sorvolo sulla collaborazione col terzo settore...sorvolando sulla situazione contrattuale e di riconoscimento economico e delle condizioni in cui lavorano quelli che le università hanno definito i progettisti del sociale :)rotfl:).

Non sorvolo sul reclutamento degli insegnanti. Ma sinceramente non saprei neanche da che parte cominciare per descrivere il degrado del funzionamento della macchina che quest'anno ha creato un inizio rallentato, all'inseguimento della copertura classi. Per citare il male minore.
Con ragionamenti che riportati fuori dal mondo della scuola all'interno di un'azienda suonerebbero tipo "sì, insomma, non sei un ingegnere ma lavori vicino agli ingegneri...quindi, mentre aspettiamo gli ingegneri fai tu il lavoro degli ingegneri anche se ti occupi di risorse umane".

Apriamo una parentesi sul fatto che la distanza generazionale fra insegnanti e alunni sia abissale?

Con tutto quello che comporta a diversi livelli.

Quindi...questa alternanza fra scuola lavoro, ripulita dalla retorica e dalle speranze immaginifiche, è in effetti, dal mio punto di vista, una seria preparazione dei ragazzi a ciò che li aspetta fuori dalla scuola.

E in fondo...se questo stato questo ha da offrire, tanto vale preparare la massa ad accettarlo.

Sono ottimista stamattina :D

Edit: detto con un'immagine...

elefante.jpg
 
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brenin

Utente
Staff Forum
Sul neretto sono fondamentalmente d'accordo ... ma mia figlia minore frequenta il quarto anno di liceo scientifico tradizionale e dovrà comunque affrontare l'alternanza scuola/lavoro... quali sono le aziende che svolgono una attività inerente alla sua (nulla) formazione professionale ??
Per quello che mi riguarda Mc Donald va benissimo !!
E poi cosa ci sarebbe di "squalificante" nel lavorare per Mc Donald ?? sono forse i lavoratori di Mc Donald da considerarsi di serie B
Molto probabilmente mi sono espresso male, e me ne scuso, ma non era mia intenzione sottintendere che è squalificante lavorare per McDonald.... lo ritengo solo inutile se davvero si vuole "investire" sui giovani ( ovviamente i dipendenti della multinazionale americana non sono di serie B, come non lo è qualsiasi lavoratore ). Provo a spiegarmi meglio ( mi scuserete per la lunghezza del post... ) :
- in alcuni paesi europei si inizia a seguire gli alunni sin dalle elementari e soprattutto nelle media, al fine di individuare la eventuali predisposizioni/capacità verso le quali lo studente si sente portato, e poterlo indirizzare verso una scuola superiore consona a valorizzare il suo potenziale;
- oggigiorno le possibilità lavorative (poche) e le incertenzze ( che crescono a dismusura ) rendono - secondo me - quasi impossibile cercare di predefinire a priori tutte le scelte della "vita" scolastica di un figlio ;
- il mondo "reale" del lavoro chiede conoscenze,pratica,specializzazione; e proprio sulla "specializzazione" ( che sostanzialmente comprende anche gli altri due predetti requisiti ) che la scuola d'oggi, a mio avviso, è carente e cioè consentire allo studente di affrontare problemi veri, che nella maggioranza degli studi generali,anche universitari,spesso mancano; per quanto si seguano programmi d'avanguardia ( mi riferisco in questo caso al settore economico/finanziario,nel quale opero ), che si basano su efficaci simulazioni di problemi reali attraverso la realizzazione di progetti o studio di "casi limite" , si tratta sempre e comunque di simulazioni ovvero di situazioni artificialmente semplificate in modo da consentire allo studenti di padroneggiare gli elementi essenziali senza bisogno di settimane ( o mesi ) di lavoro. I problemi reali,viceversa,offrono una gamma di sfide pratiche e concettuali che nessuna emulazione ( per come la penso io ) potrà mai eguagliare ;
- penso che sia indispensabile permettere agli studenti - se si vuol dar loro un vero "aiuto" ( ed aprirgli gli occhi sulla realtà del mondo del lavoro ) - di confrontarsi " sul campo " con i problemi reali, perchè questo potrebbe essere un modo diverso di imparare rispetto all'apprendimento teorico basato su nozioni preconfezionate;
- un "assaggio" del mondo del lavoro, se fatto bene e con logica di indirizzo scolastico,potrebbe far nascere nello studente quel mix di curiosità intellettuale ( approfondimento ) e voglia di impegnarsi, fattori fondamentali per il loro sviluppo personale e l'inserimento nella Società;
- non entro nel merito di "come" si insegna, per quanto ovvio, ma il post di [MENTION=5159]ipazia[/MENTION] suffraga la mia idea che tra scuola e mondo del lavoro ci siano ( il più delle volte ) distanze abissali, e la cosa che più mi preoccupa ( avendola "toccata" con mano con dei neo laureati che partecipavano ad uno stage ) è che questo divario mi sembra sempre più marcato con il passare degli anni.
 

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum
Molto probabilmente mi sono espresso male, e me ne scuso, ma non era mia intenzione sottintendere che è squalificante lavorare per McDonald.... lo ritengo solo inutile se davvero si vuole "investire" sui giovani ( ovviamente i dipendenti della multinazionale americana non sono di serie B, come non lo è qualsiasi lavoratore ). Provo a spiegarmi meglio ( mi scuserete per la lunghezza del post... ) :
- in alcuni paesi europei si inizia a seguire gli alunni sin dalle elementari e soprattutto nelle media, al fine di individuare la eventuali predisposizioni/capacità verso le quali lo studente si sente portato, e poterlo indirizzare verso una scuola superiore consona a valorizzare il suo potenziale;
- oggigiorno le possibilità lavorative (poche) e le incertenzze ( che crescono a dismusura ) rendono - secondo me - quasi impossibile cercare di predefinire a priori tutte le scelte della "vita" scolastica di un figlio ;
- il mondo "reale" del lavoro chiede conoscenze,pratica,specializzazione; e proprio sulla "specializzazione" ( che sostanzialmente comprende anche gli altri due predetti requisiti ) che la scuola d'oggi, a mio avviso, è carente e cioè consentire allo studente di affrontare problemi veri, che nella maggioranza degli studi generali,anche universitari,spesso mancano; per quanto si seguano programmi d'avanguardia ( mi riferisco in questo caso al settore economico/finanziario,nel quale opero ), che si basano su efficaci simulazioni di problemi reali attraverso la realizzazione di progetti o studio di "casi limite" , si tratta sempre e comunque di simulazioni ovvero di situazioni artificialmente semplificate in modo da consentire allo studenti di padroneggiare gli elementi essenziali senza bisogno di settimane ( o mesi ) di lavoro. I problemi reali,viceversa,offrono una gamma di sfide pratiche e concettuali che nessuna emulazione ( per come la penso io ) potrà mai eguagliare ;
- penso che sia indispensabile permettere agli studenti - se si vuol dar loro un vero "aiuto" ( ed aprirgli gli occhi sulla realtà del mondo del lavoro ) - di confrontarsi " sul campo " con i problemi reali, perchè questo potrebbe essere un modo diverso di imparare rispetto all'apprendimento teorico basato su nozioni preconfezionate;
- un "assaggio" del mondo del lavoro, se fatto bene e con logica di indirizzo scolastico,potrebbe far nascere nello studente quel mix di curiosità intellettuale ( approfondimento ) e voglia di impegnarsi, fattori fondamentali per il loro sviluppo personale e l'inserimento nella Società;
- non entro nel merito di "come" si insegna, per quanto ovvio, ma il post di @ipazia suffraga la mia idea che tra scuola e mondo del lavoro ci siano ( il più delle volte ) distanze abissali, e la cosa che più mi preoccupa ( avendola "toccata" con mano con dei neo laureati che partecipavano ad uno stage ) è che questo divario mi sembra sempre più marcato con il passare degli anni.
Già ora gli istituti superiori precedono per il triennio finale alternanza scuola lavoro che va dalle 2/3 settimane
indubbiamemte non è molto ma è un piccolo passo avanti, il problema da come la vedo io è che poi sia dopo il diploma che dopo l'università c'è sostanzialmente un vuoto di possibilità e di crescita lavorativa
anche perché i datori di lavoro non sono così ben predisposti ad assumere anche a tempo indeterminato Giovanni sostanzialmente senza alcuna esperienza lavorativa precedente
ed è un gatto che si morde la cosa , se un giovane non riesce mai ad essere inserito nel mondo del lavoro quando mai potrà dimostrare di avere avuto una precedente esperienza lavorativa ?

Il progetto "garanzia giovani" per quanto nobile tuttora arranca molto
 

brenin

Utente
Staff Forum
Già ora gli istituti superiori precedono per il triennio finale alternanza scuola lavoro che va dalle 2/3 settimane
indubbiamemte non è molto ma è un piccolo passo avanti, il problema da come la vedo io è che poi sia dopo il diploma che dopo l'università c'è sostanzialmente un vuoto di possibilità e di crescita lavorativa
anche perché i datori di lavoro non sono così ben predisposti ad assumere anche a tempo indeterminato Giovanni sostanzialmente senza alcuna esperienza lavorativa precedente
ed è un gatto che si morde la cosa , se un giovane non riesce mai ad essere inserito nel mondo del lavoro quando mai potrà dimostrare di avere avuto una precedente esperienza lavorativa ?

Il progetto "garanzia giovani" per quanto nobile tuttora arranca molto
Tutto vero quello che scrivi,e pienamente condivisibile. Però il problema, a mio avviso, è strutturale: sono gli sperperi perpetrati negli anni passati che hanno causato il collasso dell'Inps con il conseguente rialzo dell'età pensionabile una della cause primarie. C'è poi un problema legislativo ( jobs act ) totalmente o quasi a favore del potenziale datore di lavoro . Breve riflessione: il problema qui non sta tanto nel numero massimo di proroghe o nel limite massimo di mesi ma nel fatto che al termine del contratto a termine uno dei datori di lavoro dovrebbe assumersi la responsabilità di aver scelto i propri contratti a termine e dovrebbe essere poi obbligato ad assumerne una certa percentuale. Altrimenti il contratto a tempo determinato diventa solo un mezzo inutile per sfruttare i neo laureati o neo diplomati o disoccupati portandoli a performare in un modo enorme con la speranza di un contratto a tempo indeterminato che spesso non arriva, incrementando il precariato e abbattendo gli orizzonti di investimento del singolo. Possibile che le risorse umane delle aziende interessate si sbaglino continuamente a selezionare candidati che poi dopo i 36 mesi o anche prima non sono confermati? A mio avviso sarebbe una scelta che cambierebbe culturalmente il nostro paese. Da una parte imporrebbe alle aziende di non giocare con i lavoratori determinati ma di investire e prevedere un piano di sviluppo professionale per uno di loro ogni x numero di lavoratori a tempo determinato scelti nell’assunto che le risorse umane non possono sempre sbagliarsi,come scritto sopra, ad individuare un candidato da assumere. Il lavoratore saprebbe che ha delle possibilità effettive di essere scelto da uno dei datori di lavoro per cui ha prestato servizio, innalzando così la possibilità di creare una occupazione a tempo indeterminato su cui basare le proprie aspettative di vita. Consideriamo altresì che un'azienda può perfezionare un numero di contratti di lavoro a termine sino al raggiungimento del 20% del numero dei dipendenti assunti a tempo indeterminato: questa legge è frutto di un'errata impostazione strutturale al problema della disoccupazione ( soprattutto giovanile ) proprio perchè consente ai datori di lavoro di ricorrere facilmente ed a costi molto contenuti all'assunzione di precari e/o giovani laureati e diplomati, ma d'altro canto quando si pensa solo ed esclusivamente all'oggi,ai numeri da portare in pasto all'opinione pubblica in merito alle nuove assunzioni ( a prescindere dalla durata ) e non si pensa a tutti i danni derivanti da questo modo di affrontare i problemi, non ci si possono aspettare miracoli ne,tantomeno,grossi "ritorni" futuri.

 

brenin

Utente
Staff Forum
Ciao! :)

Per quanto riguarda il primo grassetto...non ti perdi niente :carneval:


Per quanto riguarda il resto, io credo che la domanda non sia tanto cosa può imparare. Si può imparare tanto ovunque, a saper imparare. (tanto che saper imparare è una delle competenze europee da seguire nelle programmazioni...)

La questione non è neanche che questi andranno a fare stage gratis...se questo fosse un paese dove poi, quando si inizia a lavorare per davvero, si smettono gli stage gratis.

Io credo che il punto, e mi vien da dirlo con una certa nera ironia, è che questa iniziazione scolastica li prepara al reale mondo lavorativo che sta fuori. Ossia carriere di stagisti fino al colpo di culo, alla conoscenza che ti procura un posto di lavoro appena dignitoso per poter sopravvivere. (per rimanere nei luoghi comuni..)

E si passa il buon vecchio messaggio del lavoro con orgoglio. Poco retribuito. Ma l'orgoglio....eh vogliamo mettere l'orgoglio di svolgere un servizio utile! (per il Bene :sonar::carneval:)

E quindi, in questa prospettiva, la scuola sta svolgendo un servizio di stato. Ossia prepara generazioni a quel che le aspetta.

Incapacità strutturali di costruire percorsi di valutazione del merito lavorativo.
Mancanza di contratti che seguano il tempo in cui siamo immersi. (non apro la questione delle partite iva italiane perchè direttamente ne so pochissimo...ma indirettamente quel poco che so mi fa ribrezzo).
Stretti spazi di progettazione di un percorso lavorativo flessibile per davvero (e non flessibile in termini di "oddio...come pagherò la bolletta fra tre mesi quando mi scadrà il contratto).

Non tocco la questione delle borse di studio italiane nelle università.
O gli assegni di ricerca.
O le collaborazioni con le università.

Se poi vogliamo parlare di come è la situazione all'interno della scuola...gli insegnanti sono una delle categorie più esposte al born out fra le varie categorie che si occupano di sociale.
Non sono previste supervisioni all'interno della scuola.
Il sostegno psicologico, è ancora visto dagli insegnanti (sugli insegnanti) come indicatore di malattia anzichè come indicatore di professionalità di cui ci si prende cura.

Il piano di formazione studiato è ridicolo.
I corsi di formazione ripetitivi. Legati ad una didattica che come minimo è arretrata di 10 anni rispetto al mondo anglosassone. Didattica che è a sua volta legata all'individuo e non alla struttura. E alla confusione che gli insegnanti (dal mio punto di vista non per fortuna, ma dal punto di vista del funzionamento dell'elefantiaco sistema scolastico per fortuna) fra passione lavorativa e lavoro. Fra io professionale e io personale.

Penso alla questione della disabilità?
LA legge italiana è fra le migliori europee. In teoria.

Nella pratica...non è applicata come è stata pensata.
Sorvolo sull'equipe interdisciplinare, prevista per legge e applicata per finta e per forma.
Sorvolo sul sostegno alle famiglie. LA famosa rete sociale...di cui si parla dal 2000 ma in decadenza.
Sorvolo sulla collaborazione col terzo settore...sorvolando sulla situazione contrattuale e di riconoscimento economico e delle condizioni in cui lavorano quelli che le università hanno definito i progettisti del sociale :)rotfl:).

Non sorvolo sul reclutamento degli insegnanti. Ma sinceramente non saprei neanche da che parte cominciare per descrivere il degrado del funzionamento della macchina che quest'anno ha creato un inizio rallentato, all'inseguimento della copertura classi. Per citare il male minore.
Con ragionamenti che riportati fuori dal mondo della scuola all'interno di un'azienda suonerebbero tipo "sì, insomma, non sei un ingegnere ma lavori vicino agli ingegneri...quindi, mentre aspettiamo gli ingegneri fai tu il lavoro degli ingegneri anche se ti occupi di risorse umane".

Apriamo una parentesi sul fatto che la distanza generazionale fra insegnanti e alunni sia abissale?

Con tutto quello che comporta a diversi livelli.

Quindi...questa alternanza fra scuola lavoro, ripulita dalla retorica e dalle speranze immaginifiche, è in effetti, dal mio punto di vista, una seria preparazione dei ragazzi a ciò che li aspetta fuori dalla scuola.

E in fondo...se questo stato questo ha da offrire, tanto vale preparare la massa ad accettarlo.

Sono ottimista stamattina :D

Edit: detto con un'immagine...

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Ciao ! :)

che dire.... disamina che "purtroppo" condivido, assenza totale di "metodo" (Incapacità strutturali di costruire percorsi di valutazione del merito lavorativo ), carenze formative ( distanza generazionale fra insegnanti e alunni ), gravissime responsabilità politiche e sindacali ( partite iva italiane accese da molte persone che a tutti gli effetti svolgono lavoro dipendente ma con carichi impositivi impressionanti e senza alcuna tutela da un posto di vista di continuità occupazionale ). Ma dietro tutto questo artificioso manipolare di dati ci vedo tanto le famose operazioni di "window dressing " , volte a migliorare artificialmente un "bilancio" pessimo o molto negativo e del quale ancora non sappiamo a quanto ammonteranno le perdite da coprire, ne tantomeno con quali fondi e di chi.
 

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum
Tutto vero quello che scrivi,e pienamente condivisibile. Però il problema, a mio avviso, è strutturale: sono gli sperperi perpetrati negli anni passati che hanno causato il collasso dell'Inps con il conseguente rialzo dell'età pensionabile una della cause primarie. C'è poi un problema legislativo ( jobs act ) totalmente o quasi a favore del potenziale datore di lavoro . Breve riflessione: il problema qui non sta tanto nel numero massimo di proroghe o nel limite massimo di mesi ma nel fatto che al termine del contratto a termine uno dei datori di lavoro dovrebbe assumersi la responsabilità di aver scelto i propri contratti a termine e dovrebbe essere poi obbligato ad assumerne una certa percentuale. Altrimenti il contratto a tempo determinato diventa solo un mezzo inutile per sfruttare i neo laureati o neo diplomati o disoccupati portandoli a performare in un modo enorme con la speranza di un contratto a tempo indeterminato che spesso non arriva, incrementando il precariato e abbattendo gli orizzonti di investimento del singolo. Possibile che le risorse umane delle aziende interessate si sbaglino continuamente a selezionare candidati che poi dopo i 36 mesi o anche prima non sono confermati? A mio avviso sarebbe una scelta che cambierebbe culturalmente il nostro paese. Da una parte imporrebbe alle aziende di non giocare con i lavoratori determinati ma di investire e prevedere un piano di sviluppo professionale per uno di loro ogni x numero di lavoratori a tempo determinato scelti nell’assunto che le risorse umane non possono sempre sbagliarsi,come scritto sopra, ad individuare un candidato da assumere. Il lavoratore saprebbe che ha delle possibilità effettive di essere scelto da uno dei datori di lavoro per cui ha prestato servizio, innalzando così la possibilità di creare una occupazione a tempo indeterminato su cui basare le proprie aspettative di vita. Consideriamo altresì che un'azienda può perfezionare un numero di contratti di lavoro a termine sino al raggiungimento del 20% del numero dei dipendenti assunti a tempo indeterminato: questa legge è frutto di un'errata impostazione strutturale al problema della disoccupazione ( soprattutto giovanile ) proprio perchè consente ai datori di lavoro di ricorrere facilmente ed a costi molto contenuti all'assunzione di precari e/o giovani laureati e diplomati, ma d'altro canto quando si pensa solo ed esclusivamente all'oggi,ai numeri da portare in pasto all'opinione pubblica in merito alle nuove assunzioni ( a prescindere dalla durata ) e non si pensa a tutti i danni derivanti da questo modo di affrontare i problemi, non ci si possono aspettare miracoli ne,tantomeno,grossi "ritorni" futuri.

Ma che il jobs act serva allo sfruttamento dei giovani che dopo che hanno svolto anche un lavoro egregio vengono rimpiazzati con altri, condivido che tocca rivedere questo sistema
sul sistema le pensionistico ormai ho perso ogni speranza, ci toccherà lavorare fino ad una avanzata anzianità :singleeye:
 
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