Che confusione

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Diletta

Utente di lunga data
eh però a saltare nel buio rischiamo di farci male, parecchio... io poi non sono mai stata un tipo atletico... ma hai ragione, porco cane se hai ragione, anni e anni a correre a testa bassa, le preoccupazioni, gli impegni, i gesti uguali ogni giorno, gli stessi riti, gli stessi panni in lavatrice n volte, con n infinitamente grande, tutto sempre così pre-programmato da diventare una certezza, il poter contare sull'altro come su noi stessi per certi versi cementifica un rapporto che però non è più quello di coppia, poi la certezza svanisce e si ricomincia da 3... però non riesco a considerarla ugualmente un'occasione, preoccupazioni ed impegni ci sono ancora, di nuovo solo la consapevolezza della fragilità sulla quale si basa tutto.


Sbri, le preoccupazioni ed impegni ci sono ancora, immutati, ma insieme a questi c'è una nuova consapevolezza, che non è solo quella della fragilità della coppia (anche), ma è soprattutto quella di una percezione errata che avevamo di noi.
Nel senso che ci si dava per scontati, eravamo dei buoni coinquilini, ma stavamo diventando trasparenti l'uno per l'altro, ci stavamo perdendo senza che fosse successo niente di grave.
Questo è ciò che è successo a noi, ma so che capita a tante coppie con le nostre caratteristiche.
Nel mio caso colgo davvero un'opportunità positiva per il matrimonio, sono a disagio a dire che c'era bisogno di tutto questo dolore, ma so che è così.
Non ce ne saremmo accorti altrimenti...avrebbe potuto capitare a me di incontrare una persona che mi avrebbe adulato e corteggiato e per cui sarei stata compiaciuta, e forse me ne sarei invaghita, e poi chissà...
Invece, è stato lui a deviare cercando l'avventura, meno pericolosa forse ma parimenti dolorosa per me.
E' stato uno scossone che mi ha obbligato a guardare dentro me stessa, a cercare un altro equilibrio perché quello perduto non era più giusto per noi, ad analizzarmi nel profondo, ad abbandonare quegli schemi mentali non più validi perché altamente irreali.
Questo "lavoro" ha riguardato entrambi, ma ora sono io ad averne ancora bisogno, lui è a posto, io no.

Parlo di salto nel buio perché non so proprio dove mi porterà questo percorso, pensavo infatti che fosse di più facile attuazione, so solo una cosa: che è giusto che io lo faccia, ma questo vale ovviamente per me, per il mio contesto.
 

Andy

Utente di lunga data
Nel tuo discorso però non consideri i tradimenti intuiti e tollerati/accettati.
Quando si intuisce, si tollera, accetta, uno dei due coniugi ha un problema di suo (il tradito). Non sta bene nella testa.
E' difficile accettarlo se non si ha un minimo di dignità per se stessi.
A parte le coppie libere, ma quello è un altro mondo.

A volte c'è un tacito consenso: io lo faccio, e fallo anche tu. Non indaghiamo tra di noi...
 
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Diletta

Utente di lunga data
Io vedo così un positivismo da dare al tradimento.
Che non dovrebbe essere accettato.

Io preferirei una vita piatta in cui cercare di fare qualcosa di nuovo che pensare ad un tradimento per migliorare quello che ho.
Una donna non vorrebbe questo da un uomo? O mette in preventivo un tradimento, appena si gira? Appena c'è noia?
Mi sembra di capire che non è così. Non interessa quel tipo di uomo.
Si vive una sola volta, e se quello mi piace, perchè continuare a stare appresso il mio uomo, che magari fa di tutto (o che non può, e non lo capisco io), a continuare a fare i servigi in casa, noiosi, quando posso aggingere del sesso e delle serate romantiche con un estraneo baciamano, che rompono la monotonia?

Non erano i poeti che smuovono i fiumi col pensiero? Se sono un uomo piccolo allora mi limito a leggere le loro strofe. Se sono un uomo grade (o una donna), io smuovo il mio matrimonio.

Ma a volte (anzi, spesso) chi si accompagna all'altare ad una persona lo fa perchè in quel momento è cotto, senza pensare di sposare una capra pantofolona. Che lo scopre dopo.

Io ci credo che alcune coppie, dopo un tradimento consumato, possano ricominciare (nel dolore), ma ci credo ancora di più quando capisco che la stragrande maggioranza dei casi è solo distruttiva.

Io non mi sentirei stimolato dopo essere stato tradito (forse il traditore lo sentirebbe, ma su base egoistica). Se la possibilità più semplice è quella di continuare il rapporto lo farei, ricostruendo i cocci, sì, ma non penso per il meglio: nell'altra persona ormai vedrò ciò che non volevo e ciò che in realtà è. Una persona capace di ferirmi.

Non partii all'alba di un rapporto con questa consapevolezza.

E scoprirlo mi farebbe migliorare solo nell'aver imparato che Babbo Natale non esiste.

E' come perdere le ingenuità di credere in Babbo Natale. Divento più saggio (perchè so, imparo), ma più maturo, e più forte non lo so. In effetti non è così per tutti.

Ma certo davanti è difficile che poi con quella persona venga il meglio: qualcosa si è perso. Era meglio la noia.

Aggiungo: la vita piatta siamo noi. Io so di saper essere noioso. Io so che mi abituo ad una donna quando le sto accanto, a furia di vederla, parlarci, e fare sesso solo con lei.
Ma se ritengo che questo sia piattume, invece che pensare di avere scelto un percorso di vita che contempli queste situazioni, allora la mia scelta è stata errata all'inizio. Ero stato un immaturo a pensarla diversamente.
Ed ora scappo.
Non è comodo?

Hai voluto un figlio? Magari non te lo obbliga lo Stato, ma moralmente, poi te lo tieni stretto fino alla morte.

Se così non è, ripeto, al mondo ci sono tanti single che si divertono: si aspettino i 50 anni, si diventa troppo vecchi e poco piacenti per continuare a vivere storie, e si scelga di accontentarsi di una compagna che possa invecchiare con te. E' una scelta di vita più sensata.

Se invece non la si pensa così, perchè la solitudine è brutta... beh, l'erba voglio cresce solo nei giardini dei più fortunati.

Andy, proverò a confrontarmi con te circa il tuo post molto profondo. Vediamo se ci riesco.
Il mio pensiero sarebbe stato molto simile al tuo se l'avessi dovuto scrivere prima di quest'esperienza, ma ora è diverso, per forza di cose, gli eventi l'hanno reso tale.
Il positivismo, chiamiamolo così, in un tradimento è da ricercare unicamente nella opportunità che ci può essere di migliorare una situazione che non era più ottimale prima.
Non dò nessun'altra accezione positiva al tradimento (ci mancherebbe pure).
Il tradimento va valutato in base alla situazione in cui viene fatto e in base a quando avviene: se capita all'inizio di un matrimonio ha una valenza, se capita dopo tot anni ne ha già un'altra e via discorrendo.
E' ovvio che alla luce degli eventi io ora dica che vada messo in conto nel corso di una lunga convivenza...non voglio dire che sia di default, ma che sia altamente probabile questo sì.
Negare questa evidenza vuol dire vivere in un mondo illusorio, fittizio. Il mondo nel quale vivevo pienamente.
Ne sentivo parlare, ma non mi interessava affatto l'argomento, come se noi due fossimo protetti e ne fossimo immuni. Chissà poi perché dovevamo essere perfetti proprio noi, quando non lo è nessuno al mondo, anche se è sacrosanto tendere alla perfezione.
E' bello che all'inizio di un percorso matrimoniale o di convivenza i partner pecchino d'ingenuità nel ritenersi splendidi, se non fosse così si perderebbe tutta la magia che è giusto che ci sia.
Come hai detto tu, all'alba di un rapporto si deve partire così.
Io non sono più a questo stadio e non ci sarò mai più, neanche se mi rifacessi una vita con un altro. Quando l'incanto, l'innocenza sono perduti, sono andati ormai a farsi fottere....
Ormai so per certo che Babbo Natale non esiste.
Ma si riparte di qui, o quanto meno, si cerca di ripartire di qui, dopo aver valutato se la cosa ne vale la pena.
L'impresa ne deve valere la pena perché è talmente difficile....
Certo che si è perso qualcosa, ma può nascere qualcosa di positivo e bello lo stesso.
Se vedi in lui/lei soltanto una persona capace di ferirti, allora è il caso di lasciar perdere....lui o lei non sono solo quello, ma molto altro, tutto ciò che ti hanno attratto e fatto innamorare ci sono ancora, sta a te decidere l'importanza che vuoi dare a questi pregi e, prima di tutto, se ancora ci sono questi pregi.
Pensiamo anche a questo: ci vuole una vita a costruire un rapporto e un attimo a distruggerlo, e per un attimo intendo una situazione circoscritta che non si può paragonare all'intensità di un legame di coppia.
Ecco, io non voglio che questo "attimo" anche se è stato un vero disastro, arrivi a distruggere tutto e farò di tutto per impedirlo, anche soffrendo, perché la sofferenza è anch'essa parte della vita.
 

Diletta

Utente di lunga data
Infatti nessuno ha mai detto che sia semplice... anzi, semmai è decisamente la strada più difficile..
Oltre all'amore, di base, credo ci voglia impegno, capacità/voglia di mettersi in discussione, capacità di slegarsi da preconcetti e dogmi, umiltà nel riconoscere le proprie imperfezioni, equilibrio.
'mazza se è difficile... :singleeye:

Ti quoto in tutto Lostris, hai capito perfettamente cosa volevo dire, anche riguardo al post precedente!:up::up:
 
l'uomo perfetto è circondato da serpenti a sonagli, tradito dalla moglie, tradito dal migliore amico, devono solo crocifiggerlo e poi ha concluso la sua parabola
La parabola di un uomo...si conclude...quando egli scende dalla croce...
E semina morte e distruzione per un anno intero...

Allora si la via della perfezione è praticata fino alle estreme conseguenze....

Morte e distruzione.
 
a nastro, no...in verità:santarellina:
Ecco per leggere con scioltezza una partitura ci vuole molto esercizio e tanta pratica...capisci?

Tu sei al Beyer...difficile che tu possa leggere facilmente una sonata di Beethoven senza incespicare...

La Matra è un'ottima lettrice a prima vista...e non tira tante stecche...capisci?
 
E

elena_

Guest
'giorno a tutti.. ne approfitto anch'io del "confessionale" per scrivere ciò' di cui non si può' parlare con nessuno..
Sposata, con figli e con "amante". Amante virgolettato perché' non saprei come definirlo..
Tutto e' nato "per gioco", per una chimica evidente che pero' ora sta degenerando (e me ne rendo benissimo conto).
Inizialmente era attrazione fisica, simpatia, affinità', stima.. desiderio.
Era "il sogno", quella ricerca di sensazioni che, per quanto un matrimonio possa andare bene, ad un certo punto vengono a mancare.
Poi il tutto si e' concretizzato. Per caso, naturalmente. Ci siamo cercati, siamo andati a letto assieme.
Pensavamo, nonostante il desiderio (affinità' assurda), di non ripetere.. lui similimpegnato con una donna di cui non e' innamorato, io sposata. E in tutto questo devo precisare che lui altri non e' che il miglior amico di mio marito.
Poi pero' abbiamo ceduto.. ci siamo rivisti.. altre due volte. E siamo stati benissimo.
Ci sentiamo 30 volte al giorno, ci cerchiamo in continuazione.. più' volte sono sfuggite frasi del tipo "se ci fossimo conosciuti prima.., potrei innamorarmi di te, mi manchi e sono con lui/lei ma vorrei essere con te etc etc etc ".
Lui alle volte alle si sbilancia, alle volte blocca. Io, da donna, sono più' emotiva e di base gli dico cose di cui poi mi pento.
E ora.. no so cosa fare.
Il buon senso mi dice di troncare prima che tutto diventi troppo pericoloso (non so più' cosa inventarmi per sentirlo/vederlo) anche alla luce del fatto che una sera ci siamo baciati, sotto l'effetto dell'alcool, pubblicamente in un locale (non dove abitiamo ma nemmeno lontanissimo).
Inoltre nonostante tutto mio marito per me e' assolutamente perfetto. E' l'uomo della mia vita e non riuscirei ad immaginare la mia "vecchiaia" senza di lui.
Lo amo.. ma sento che anche con l'altro sto provando sensazioni pazzesche.
Insomma.. un disastro! Ribadisco.. dovrei chiudere tutto.. me lo riprometto.. lo vedo e penso a come sarebbe un weekend assieme. Programmiamo cene, viaggi.. sognando.
Ovviamente sono inoltre conscia che tutto questo non potrà' durare in eterno.. che tutto e' "sterile".. ma non riesco a farne a meno.
E' come se sotto sotto sperassi che tutto si esaurisca naturalmente.. ma temo anche di soffrire non poco.
Dovremo vederci in futuro.
Per voi? Come posso fare?
giuro che io non riesco a concepire come si possano conciliare le due cose: l'amore per il marito e l'attrazione pazzesca per un amante

sto cominciando a pensare di essere forse sbagliata, ma quella chimica lì io riesco a concepirla e a provarla solo con l'uomo che amo
 

Hirohito

Utente di lunga data
giuro che io non riesco a concepire come si possano conciliare le due cose: l'amore per il marito e l'attrazione pazzesca per un amante

sto cominciando a pensare di essere forse sbagliata, ma quella chimica lì io riesco a concepirla e a provarla solo con l'uomo che amo
Non hai abbattuto il muro. Non ti sei svegliata....

Guai a svegliarsi.

Capisci che esiste l'amore degli attimi. E nulla sarà mai più come prima.
 
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E

elena_

Guest
Non hai abbattuto il muro. Non ti sei svegliata....

Guai a svegliarsi.

Capisci che esiste l'amore degli attimi. E nulla sarà mai più come prima.
perché tu pensi che l'amore fuggevole degli attimi non lo si possa sperimentare con la persona che ami da una vita?
ebbene io non riesco ad amare diversamente
io vivo in uno stato di perenne innamoramento
e se questo vuol dire non aver abbattuto il muro, io quel muro voglio non abbatterlo
buonanotte
 
perché tu pensi che l'amore fuggevole degli attimi non lo si possa sperimentare con la persona che ami da una vita?
ebbene io non riesco ad amare diversamente
io vivo in uno stato di perenne innamoramento
e se questo vuol dire non aver abbattuto il muro, io quel muro voglio non abbatterlo
buonanotte
è uno stato piuttosto normale nel ruolo dell'amante, dove mancano la routine e la quotidianità.elementi di base per il passaggio dall'innamoramento all'amore stabile erroneamente (per me) interpretato come minore quando invece è lo stadio più profondo e maturo
 
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