melania
Utente di lunga data
Buonasera a tutti e soprattutto a chi avrà la pazienza di leggere
Salve a tutti. Scrivo per far conoscere la mia storia e per sapere cosa pensa qualcun altro della mia situazione. Sto insieme a mio marito da quasi diciotto anni, ma siccome lavoriamo anche insieme, abbiamo trascorso i simbiosi , forse l’equivalente di settant’anni di una coppia qualunque. Iniziammo la nostra storia per gioco e perché insieme ridevamo tanto. Lui non era bello, ma straordinariamente intelligente e dolce e soprattutto era pazzo di me. Siamo arrivati al matrimonio, lui innamorato perso ed io che mi lasciavo amare. Dopo un po’ le cose sono cambiate: ho imparato ad amarlo, anzi ogni giorno di più l’adoravo. Ci lasciavamo bigliettini sparsi per la casa. Era stupendo. Feci domanda per entrare nella sua stessa ditta e mi assunsero. L’amore era un crescendo, si faceva sofferenza e quasi dolore fisico se eravamo costretti ad allontanarci per qualche giorno. Però litigavamo anche, sempre e solo per motivi stupidi . Avevamo già da ragazzi un sogno ambizioso e bellissimo: volevamo adottare un bambino, anche se avessimo avuto figli naturali, l’abbiamo realizzato. Non abbiamo avuto figli “fatti in casa”, ma il nostro sogno bellissimo si è avverato. Prendemmo con noi quel bimbo dolcissimo che ormai si avvia a diventare un uomo, e che ogni giorno mi fa sentire che spesso la vita ti toglie, ma sa anche donarti tesori meravigliosi. Quanto tempo è passato e quante cose abbiamo fatto assieme. Tante volte per lavoro ci siamo trasferiti e abbiamo sempre ricominciato, insieme. Una forza. Anche il lavoro assieme dava soddisfazione, eravamo due guerrieri compatti contro gli altri e abbiamo avuto un discreto successo. C’era una nota stonata: il sesso. Qualche volta ci abbiamo litigato, perché quasi sempre ero io a prendere l’iniziativa e ho sempre ritenuto in tutti questi anni che, per mio marito quello non era un aspetto fondamentale; ma lo era, invece per me, e lo è tuttora .In ogni modo tre anni fa, ancora un trasferimento. Un periodaccio, lavoro forsennato e spesso screzi anche per motivi di lavoro. Abbiamo trascorso qualche mese a tenerci i musi lunghi e a parlarci il minimo indispensabile. Nessuno dei due voleva fare un passo verso l’altro. Alla fine, io, ho preso il coraggio e gli ho parlato. Gli ho detto che quello che ci stava capitando era strano , che dovevamo cercare di capire, ma che comunque io l’amavo tantissimo, forse ancora di più, perché mi era mancato tutto, le sue mani, la sua bocca, il suo odore. Mi rispose che si sentiva sconvolto e sbigottito, come era stato possibile essere così lontani per delle sciocchezze, ma che comunque lui stava riflettendo su sé stesso e sulla dipendenza che aveva da me. Mi sconvolse. Io credevo che potevamo risolvere quella stessa notte, ma non era così. Allora gli dissi che se sentiva che fosse cambiato qualcosa in lui era giusto che me lo dicesse. Mi rispose che aveva bisogno di tempo. Quella notte il nostro confronto finì pressappoco così , ma io restai con la bocca amara di chi ha la percezione di aver perduto qualche passaggio importante. Dopo qualche mese, quella crisi rientrò, le cose ripresero a girare come sempre, la nostra routine serena, fatta anche di coccole e di tenerezze. Finché all’inizio dello scorso anno, una mattina mi arriva su telefono un messaggio di saluto da un numero che non conosco. Come sempre in questi casi, per curiosità, ricompongo il numero e dall’altra parte ..la voce di mio marito. Un’altra scheda …con chi scambia messaggi… tremila pensieri in un nanosecondo, ma nemmeno una parola. Ero completamente afona; riattacco e corro a vomitare. Quella sera a cena, mi impongo di non far trasparire nulla, ma lui sa già. Ha capito di aver composto il mio numero per errore, glielo leggo sulla faccia. Il giorno dopo non resisto e l’affronto. Gli dico che ho capito come mai si sentiva sbigottito qualche mese prima, ma avrebbe potuto essere onesto e dirmi che non mi amava più se c’era qualcun'altra nella sua vita. Ora ero io a voler troncare. Mi accusa di essere pazza, come potevo credere.. mi dice che nel periodo in cui eravamo lontani ha incontrato una sua vecchia amica di scuola che ora abita a mille chilometri e che ogni tanto si scambiano dei messaggi. Tutto innocente, ma siccome è capitato in periodo brutto, non poteva dirmelo. Mi dice anche che ha buttato via quella sim e che non gli è rimasta alcuna traccia né recapito di questa persona. Non gli credo, voglio andarmene, voglio che mi lasci andare. Piange, implora, minaccia il suicidio e si ubriaca. Devo credergli, voglio credergli. Un mese dopo circa, però, un’ulteriore scoperta. Apro la posta elettronica e trovo un’altra casella di posta. Riesco a trovare la password. Ci leggo una mail che rivela tutte le ombre. Una collega ( comune ovviamente), che scrive a mio marito di quanto lo ama e di come rimpiange il periodo felice trascorso insieme l’anno prima. Sono morta. Lo giuro, penso che alcuni pezzetti di me siano morti e rimasti imprigionati davanti a quello schermo. Non può essere. Davvero quell’uomo che mi ha fatta sentire per anni una principessa, l’unica donna al mondo , ha rivolto il suo sguardo più in là, ha visto qualcos’altro. Di nuovo vomito, vomito senza fermarmi. Penso che morirò tirando fuori tutto lo stomaco dalla bocca. E’ domenica pomeriggio e fortunatamente, mio marito e mio figlio sono usciti insieme. Penso che devo morire, lo voglio con tutta l’anima, non merito di vivere perché sono stupida..stupida.., e poi perché se lui che diceva di amarmi, e che mi ha amato così tanto ha potuto procurarmi questo dolore, allora gli altri? Il resto del mondo? Non ho più niente per me, ho dato tutto a lui, gli ho dato la mia vita, mi sono messa fra le sue dita come una bambolina di porcellana, e lui a un certo punto, mi ha lasciato cadere e mi ha fatto andare in frantumi. Però non basta voler morire per morire davvero. Allora mi prendo il tempo per riprendermi e aspetto che torni. Gli chiedo di uscire, solo noi due. Gli dico cosa ho trovato e lui, prima nega, poi una lite furiosa in macchina e alla fine cede. Mi dice che vuole solo scomparire, che vuole morire, e che si vergogna , si sente un verme, ma che mi ama tanto, forse troppo e che si è sentito solo, ha creduto di non essere più niente per me e a quel punto ha ceduto alle lusinghe di una che gli ronzava intorno, che lo ha fatto sentire importante. Non vuole perdermi, non per questo motivo. Mi dice che è stata una storia durata un paio di mesi. Iniziata e finita mentre lui ed io eravamo estranei. Finita quando si è reso conto di quanto stesse sbagliando, che a ripensarci era come se fosse sotto l’effetto di una droga. Dice che comunque anche io devo assumermi le mie responsabilità, devo ammettere che per mesi nemmeno l’ho guardato, ho smesso di parlargli. A quel punto non resisto. Lo prendo a schiaffi, “sì è vero, ho smesso di parlarti, ma anche tu hai smesso di parlare a me ed io provo disgusto al pensiero di toccare un uomo che non sia tu”. Poi l’epilogo: “è stata una sciocchezza, uno sbaglio, solo qualche incontro, sesso veloce e senza significato”. SESSO????Se prima ero confusa ora sono frastornata completamente, ma allora non ho capito niente? L’argomento ti interessa ,allora sono io che non vado bene? Deve andarsene, non voglio ascoltare più. Mi implora, non vuole, mi prega di permettergli di dimostrarmi che è possibile ricominciare, anche dopo questo genere di cose, che se riusciamo a superare anche questa fase della nostra vita, diventeremo invincibili. Tornammo a casa e per un paio di giorni smisi di parlare, non solo a lui , a tutti . Chiusi le porte al mondo,…purtroppo anche a mio figlio. Presi una settimana di ferie e sprofondai nel dolore, qualcosa di sordo così forte da spezzare il respiro, da offuscare i pensieri. Nella mia vita ho avuto un lutto grave, ho perso una persona molto importante per me, e quasi mi vergogno a dire che questo dolore è stato più grande di quello, forse perché allora avevo il mio amore vicino a confortarmi, stavolta ero proprio sola con me stessa.
E’ passato più di un anno ormai dalla mia scoperta e posso dire dall’inizio della mia nuova vita. Sono rimasta con lui, ho deciso di non gettare tutto ciò che avevamo costruito, ho deciso di non privare mio figlio di quel sogno che gli promisi anni fa. Sono ritornata al lavoro, ho rincontrato anche quella lì. Non le ho detto nulla perché so di lei che non ha molto equilibrio, ho pensato che potesse far trasparire qualcosa con gli altri colleghi. Non ho voluto fare scandali, insomma ho anche tutelato mio marito, ma soprattutto me stessa. Comunque con gli sguardi e gli atteggiamenti le ho fatto intendere di sapere. Ora lei sa quanto è forte il mio disprezzo per lei, che senza alcuna remora , condividendo tante ore al giorno con me , cercava di togliermi quello che mi era più caro. Poi ci ha provato anche con un altro, anche lui sposato. Insomma è una donna che sicuramente ha grossi problemi esistenziali. Ecco questa è la mia storia, ho cercato di raccontarla più o meno tutta, l’unica cosa che forse non sono riuscita a riportare è la sofferenza.
Adesso a riguardare indietro penso che non ho fatto la scelta giusta. Avrei voluto troncare almeno per un po’. Vivere la mia vita, o un pezzo di vita lontano. Ricominciare a vivere solo dentro me stessa e vedere cosa accadeva. Invece sono rimasta ed è stato un anno di sofferenza atroce, ci siamo fatti tanto male psicologicamente e fisicamente. Amo ancora mio marito e lui ama me, no ho più dubbi su questo, ma avrei voluto prendermi del tempo per me stessa..e mi sento di consigliarlo a chi è nel mio stesso calvario. C’è però anche qualcosa di buono. Sono cresciuta, di colpo ho perso quella fiducia che avevo negli altri, ho scoperto che si possono fare anche delle cose insensate e ferire chi si ama. Ora sto molto attenta . Un’altra cosa: sono molto fiera di me. Avrei potuto trovare mille modi per vendicarmi..per fare male a mio marito principalmente e volendo anche a quella lì. Per esempio telefonare a casa sua..solo per giocare un po’. Sulle prime ci avevo anche pensato, ricordo che dissi a mio marito: “ sai che c’è ..NON VOGLIO PIU’ essere sempre la brava ragazza! Voglio uscire adesso e fare sesso con due uomini assieme. Voglio vedere com’è. “ Ma io non sono così, non posso essere diversa da quella che sono e in realtà non voglio esserlo. Nonostante tutto mi voglio bene, e se avessi fatto cose che non sono nella mia natura, avrei fatto del male solo a me stessa, infierendo ancora più di quanto non avessero fatto loro insieme. Ho deciso che la mia vita deve essere colorata di rosa. Io me lo merito.
Scusate se sono stata così prolissa, però spero di essere un po’ di aiuto anche a qualcun altro.
Grazie
Salve a tutti. Scrivo per far conoscere la mia storia e per sapere cosa pensa qualcun altro della mia situazione. Sto insieme a mio marito da quasi diciotto anni, ma siccome lavoriamo anche insieme, abbiamo trascorso i simbiosi , forse l’equivalente di settant’anni di una coppia qualunque. Iniziammo la nostra storia per gioco e perché insieme ridevamo tanto. Lui non era bello, ma straordinariamente intelligente e dolce e soprattutto era pazzo di me. Siamo arrivati al matrimonio, lui innamorato perso ed io che mi lasciavo amare. Dopo un po’ le cose sono cambiate: ho imparato ad amarlo, anzi ogni giorno di più l’adoravo. Ci lasciavamo bigliettini sparsi per la casa. Era stupendo. Feci domanda per entrare nella sua stessa ditta e mi assunsero. L’amore era un crescendo, si faceva sofferenza e quasi dolore fisico se eravamo costretti ad allontanarci per qualche giorno. Però litigavamo anche, sempre e solo per motivi stupidi . Avevamo già da ragazzi un sogno ambizioso e bellissimo: volevamo adottare un bambino, anche se avessimo avuto figli naturali, l’abbiamo realizzato. Non abbiamo avuto figli “fatti in casa”, ma il nostro sogno bellissimo si è avverato. Prendemmo con noi quel bimbo dolcissimo che ormai si avvia a diventare un uomo, e che ogni giorno mi fa sentire che spesso la vita ti toglie, ma sa anche donarti tesori meravigliosi. Quanto tempo è passato e quante cose abbiamo fatto assieme. Tante volte per lavoro ci siamo trasferiti e abbiamo sempre ricominciato, insieme. Una forza. Anche il lavoro assieme dava soddisfazione, eravamo due guerrieri compatti contro gli altri e abbiamo avuto un discreto successo. C’era una nota stonata: il sesso. Qualche volta ci abbiamo litigato, perché quasi sempre ero io a prendere l’iniziativa e ho sempre ritenuto in tutti questi anni che, per mio marito quello non era un aspetto fondamentale; ma lo era, invece per me, e lo è tuttora .In ogni modo tre anni fa, ancora un trasferimento. Un periodaccio, lavoro forsennato e spesso screzi anche per motivi di lavoro. Abbiamo trascorso qualche mese a tenerci i musi lunghi e a parlarci il minimo indispensabile. Nessuno dei due voleva fare un passo verso l’altro. Alla fine, io, ho preso il coraggio e gli ho parlato. Gli ho detto che quello che ci stava capitando era strano , che dovevamo cercare di capire, ma che comunque io l’amavo tantissimo, forse ancora di più, perché mi era mancato tutto, le sue mani, la sua bocca, il suo odore. Mi rispose che si sentiva sconvolto e sbigottito, come era stato possibile essere così lontani per delle sciocchezze, ma che comunque lui stava riflettendo su sé stesso e sulla dipendenza che aveva da me. Mi sconvolse. Io credevo che potevamo risolvere quella stessa notte, ma non era così. Allora gli dissi che se sentiva che fosse cambiato qualcosa in lui era giusto che me lo dicesse. Mi rispose che aveva bisogno di tempo. Quella notte il nostro confronto finì pressappoco così , ma io restai con la bocca amara di chi ha la percezione di aver perduto qualche passaggio importante. Dopo qualche mese, quella crisi rientrò, le cose ripresero a girare come sempre, la nostra routine serena, fatta anche di coccole e di tenerezze. Finché all’inizio dello scorso anno, una mattina mi arriva su telefono un messaggio di saluto da un numero che non conosco. Come sempre in questi casi, per curiosità, ricompongo il numero e dall’altra parte ..la voce di mio marito. Un’altra scheda …con chi scambia messaggi… tremila pensieri in un nanosecondo, ma nemmeno una parola. Ero completamente afona; riattacco e corro a vomitare. Quella sera a cena, mi impongo di non far trasparire nulla, ma lui sa già. Ha capito di aver composto il mio numero per errore, glielo leggo sulla faccia. Il giorno dopo non resisto e l’affronto. Gli dico che ho capito come mai si sentiva sbigottito qualche mese prima, ma avrebbe potuto essere onesto e dirmi che non mi amava più se c’era qualcun'altra nella sua vita. Ora ero io a voler troncare. Mi accusa di essere pazza, come potevo credere.. mi dice che nel periodo in cui eravamo lontani ha incontrato una sua vecchia amica di scuola che ora abita a mille chilometri e che ogni tanto si scambiano dei messaggi. Tutto innocente, ma siccome è capitato in periodo brutto, non poteva dirmelo. Mi dice anche che ha buttato via quella sim e che non gli è rimasta alcuna traccia né recapito di questa persona. Non gli credo, voglio andarmene, voglio che mi lasci andare. Piange, implora, minaccia il suicidio e si ubriaca. Devo credergli, voglio credergli. Un mese dopo circa, però, un’ulteriore scoperta. Apro la posta elettronica e trovo un’altra casella di posta. Riesco a trovare la password. Ci leggo una mail che rivela tutte le ombre. Una collega ( comune ovviamente), che scrive a mio marito di quanto lo ama e di come rimpiange il periodo felice trascorso insieme l’anno prima. Sono morta. Lo giuro, penso che alcuni pezzetti di me siano morti e rimasti imprigionati davanti a quello schermo. Non può essere. Davvero quell’uomo che mi ha fatta sentire per anni una principessa, l’unica donna al mondo , ha rivolto il suo sguardo più in là, ha visto qualcos’altro. Di nuovo vomito, vomito senza fermarmi. Penso che morirò tirando fuori tutto lo stomaco dalla bocca. E’ domenica pomeriggio e fortunatamente, mio marito e mio figlio sono usciti insieme. Penso che devo morire, lo voglio con tutta l’anima, non merito di vivere perché sono stupida..stupida.., e poi perché se lui che diceva di amarmi, e che mi ha amato così tanto ha potuto procurarmi questo dolore, allora gli altri? Il resto del mondo? Non ho più niente per me, ho dato tutto a lui, gli ho dato la mia vita, mi sono messa fra le sue dita come una bambolina di porcellana, e lui a un certo punto, mi ha lasciato cadere e mi ha fatto andare in frantumi. Però non basta voler morire per morire davvero. Allora mi prendo il tempo per riprendermi e aspetto che torni. Gli chiedo di uscire, solo noi due. Gli dico cosa ho trovato e lui, prima nega, poi una lite furiosa in macchina e alla fine cede. Mi dice che vuole solo scomparire, che vuole morire, e che si vergogna , si sente un verme, ma che mi ama tanto, forse troppo e che si è sentito solo, ha creduto di non essere più niente per me e a quel punto ha ceduto alle lusinghe di una che gli ronzava intorno, che lo ha fatto sentire importante. Non vuole perdermi, non per questo motivo. Mi dice che è stata una storia durata un paio di mesi. Iniziata e finita mentre lui ed io eravamo estranei. Finita quando si è reso conto di quanto stesse sbagliando, che a ripensarci era come se fosse sotto l’effetto di una droga. Dice che comunque anche io devo assumermi le mie responsabilità, devo ammettere che per mesi nemmeno l’ho guardato, ho smesso di parlargli. A quel punto non resisto. Lo prendo a schiaffi, “sì è vero, ho smesso di parlarti, ma anche tu hai smesso di parlare a me ed io provo disgusto al pensiero di toccare un uomo che non sia tu”. Poi l’epilogo: “è stata una sciocchezza, uno sbaglio, solo qualche incontro, sesso veloce e senza significato”. SESSO????Se prima ero confusa ora sono frastornata completamente, ma allora non ho capito niente? L’argomento ti interessa ,allora sono io che non vado bene? Deve andarsene, non voglio ascoltare più. Mi implora, non vuole, mi prega di permettergli di dimostrarmi che è possibile ricominciare, anche dopo questo genere di cose, che se riusciamo a superare anche questa fase della nostra vita, diventeremo invincibili. Tornammo a casa e per un paio di giorni smisi di parlare, non solo a lui , a tutti . Chiusi le porte al mondo,…purtroppo anche a mio figlio. Presi una settimana di ferie e sprofondai nel dolore, qualcosa di sordo così forte da spezzare il respiro, da offuscare i pensieri. Nella mia vita ho avuto un lutto grave, ho perso una persona molto importante per me, e quasi mi vergogno a dire che questo dolore è stato più grande di quello, forse perché allora avevo il mio amore vicino a confortarmi, stavolta ero proprio sola con me stessa.
E’ passato più di un anno ormai dalla mia scoperta e posso dire dall’inizio della mia nuova vita. Sono rimasta con lui, ho deciso di non gettare tutto ciò che avevamo costruito, ho deciso di non privare mio figlio di quel sogno che gli promisi anni fa. Sono ritornata al lavoro, ho rincontrato anche quella lì. Non le ho detto nulla perché so di lei che non ha molto equilibrio, ho pensato che potesse far trasparire qualcosa con gli altri colleghi. Non ho voluto fare scandali, insomma ho anche tutelato mio marito, ma soprattutto me stessa. Comunque con gli sguardi e gli atteggiamenti le ho fatto intendere di sapere. Ora lei sa quanto è forte il mio disprezzo per lei, che senza alcuna remora , condividendo tante ore al giorno con me , cercava di togliermi quello che mi era più caro. Poi ci ha provato anche con un altro, anche lui sposato. Insomma è una donna che sicuramente ha grossi problemi esistenziali. Ecco questa è la mia storia, ho cercato di raccontarla più o meno tutta, l’unica cosa che forse non sono riuscita a riportare è la sofferenza.
Adesso a riguardare indietro penso che non ho fatto la scelta giusta. Avrei voluto troncare almeno per un po’. Vivere la mia vita, o un pezzo di vita lontano. Ricominciare a vivere solo dentro me stessa e vedere cosa accadeva. Invece sono rimasta ed è stato un anno di sofferenza atroce, ci siamo fatti tanto male psicologicamente e fisicamente. Amo ancora mio marito e lui ama me, no ho più dubbi su questo, ma avrei voluto prendermi del tempo per me stessa..e mi sento di consigliarlo a chi è nel mio stesso calvario. C’è però anche qualcosa di buono. Sono cresciuta, di colpo ho perso quella fiducia che avevo negli altri, ho scoperto che si possono fare anche delle cose insensate e ferire chi si ama. Ora sto molto attenta . Un’altra cosa: sono molto fiera di me. Avrei potuto trovare mille modi per vendicarmi..per fare male a mio marito principalmente e volendo anche a quella lì. Per esempio telefonare a casa sua..solo per giocare un po’. Sulle prime ci avevo anche pensato, ricordo che dissi a mio marito: “ sai che c’è ..NON VOGLIO PIU’ essere sempre la brava ragazza! Voglio uscire adesso e fare sesso con due uomini assieme. Voglio vedere com’è. “ Ma io non sono così, non posso essere diversa da quella che sono e in realtà non voglio esserlo. Nonostante tutto mi voglio bene, e se avessi fatto cose che non sono nella mia natura, avrei fatto del male solo a me stessa, infierendo ancora più di quanto non avessero fatto loro insieme. Ho deciso che la mia vita deve essere colorata di rosa. Io me lo merito.
Scusate se sono stata così prolissa, però spero di essere un po’ di aiuto anche a qualcun altro.
Grazie