Salve,
è dura da dire, da accettare, ma bisogna farsi forza e guardare avanti. Mia moglie mi ha tradito e, penso, come tanti, mai e poi mai me lo sarei aspettato. Siamo sposati da più di 10 anni. Il fatto è successo un anno fa e lo scoperto per caso...ma non direi, perchè alla fine ci si impara a conscere, pregi e difetti e tanti piccoli modi di fare e di dettagli che se cambiati saltano all'occhio. Ho scoperto il tradimento, tradimento totale. Voleva lasciarmi (abbiamo un figlio di 7 anni che amo con tutto me stesso, come amo mia moglie, ma, forse, come tanti/e ho fallito in qualche cosa). Ho pianto, ero disperato, distrutto, ma mi sono rialzato, l'ho ripresa (molto più complesso di quanto scrivo), abbiamo parlato, non volevo perdere lei, non volevo perdere mio figlio. siamo andati da un consulente ed abbiamo dato una svolta alla nostra relazione. Ho dovuto riconquistare mia moglie e le ha dovuto riconquistare me, soprattutto la fiducia. Premetto che le ho sempre detto che se avesse voluto andare, l'avrei supportata ed aiutata nel trovare la soluzione migliore per lei e per nostro figlio. Ma come ho detto ci siamo riconquistati a vicenda. Amo mia moglie, amo mio figlio, sono sicuro che anche lei, dopo questa, diciamo, pausa (durata meno di un mese), mi ama, almeno spero, almeno credo (purtroppo situazioni di questo genere ti lasciano sempre un senso di sfiducia, difficile da cancellare). E' passato un anno, la nostra famiglia è unita più che mai, ma...non c'è giorno che non penso a quanto è successo, a quanto ho sofferto, a quanto ho pianto, a quanto mi sono sentito miserabile. Non c'è giorno che penso a loro due insieme ed a tutto (tutto) quello che hanno fatto e si sono detti (mia moglie, penso e spero, è stata sincera e mi ha detto tutto). Soffro in silenzio, ho tutto dentro...ogni tanto ne parlo con lei, e lei ne soffre, soffre per le sofferenze che ha creato a me, a noi. Ma io soffro, ogni giorno penso a loro, a quanto successo. Una ossessione che cerco di combattere, di sopprimere, di opprimere. Ogni tanto mi chiedo fino a quando sarò in grado di gestirmi. E' passato un anno, ma sembra ieri. Soffro in silenzio, interiormente. Esteriormente cerco di essere quello che sono sempre stato: una persona aperta e sorridente, felice di vivere la vita, innamorato di mia moglie e di mio figlio. Interiormente sono un'altra persona e mi chiedo: fino a quando saprò resistere?
è dura da dire, da accettare, ma bisogna farsi forza e guardare avanti. Mia moglie mi ha tradito e, penso, come tanti, mai e poi mai me lo sarei aspettato. Siamo sposati da più di 10 anni. Il fatto è successo un anno fa e lo scoperto per caso...ma non direi, perchè alla fine ci si impara a conscere, pregi e difetti e tanti piccoli modi di fare e di dettagli che se cambiati saltano all'occhio. Ho scoperto il tradimento, tradimento totale. Voleva lasciarmi (abbiamo un figlio di 7 anni che amo con tutto me stesso, come amo mia moglie, ma, forse, come tanti/e ho fallito in qualche cosa). Ho pianto, ero disperato, distrutto, ma mi sono rialzato, l'ho ripresa (molto più complesso di quanto scrivo), abbiamo parlato, non volevo perdere lei, non volevo perdere mio figlio. siamo andati da un consulente ed abbiamo dato una svolta alla nostra relazione. Ho dovuto riconquistare mia moglie e le ha dovuto riconquistare me, soprattutto la fiducia. Premetto che le ho sempre detto che se avesse voluto andare, l'avrei supportata ed aiutata nel trovare la soluzione migliore per lei e per nostro figlio. Ma come ho detto ci siamo riconquistati a vicenda. Amo mia moglie, amo mio figlio, sono sicuro che anche lei, dopo questa, diciamo, pausa (durata meno di un mese), mi ama, almeno spero, almeno credo (purtroppo situazioni di questo genere ti lasciano sempre un senso di sfiducia, difficile da cancellare). E' passato un anno, la nostra famiglia è unita più che mai, ma...non c'è giorno che non penso a quanto è successo, a quanto ho sofferto, a quanto ho pianto, a quanto mi sono sentito miserabile. Non c'è giorno che penso a loro due insieme ed a tutto (tutto) quello che hanno fatto e si sono detti (mia moglie, penso e spero, è stata sincera e mi ha detto tutto). Soffro in silenzio, ho tutto dentro...ogni tanto ne parlo con lei, e lei ne soffre, soffre per le sofferenze che ha creato a me, a noi. Ma io soffro, ogni giorno penso a loro, a quanto successo. Una ossessione che cerco di combattere, di sopprimere, di opprimere. Ogni tanto mi chiedo fino a quando sarò in grado di gestirmi. E' passato un anno, ma sembra ieri. Soffro in silenzio, interiormente. Esteriormente cerco di essere quello che sono sempre stato: una persona aperta e sorridente, felice di vivere la vita, innamorato di mia moglie e di mio figlio. Interiormente sono un'altra persona e mi chiedo: fino a quando saprò resistere?