Bene. Alla violenza bisogna saper reagire... no ad attacchi preventivi, ma il contrattacco è sano ed auspicabile, purchè non esagerato! Oltretutto aiuterebbe pure la bambina violenta... le farebbe capire che non può agire impunemente facendo del male agli altri.
Avrebbe reagito con stile assertivo.
Male e bene sono categorie morali.
Ovviamente sia l'una che l'altra sarebbero state rimproverate, giustamente.
E' quello che hai detto tu.
Questo stile di risposta può essere istintivo o appreso. Ma si può rispondere in modo assertivo anche non violento.
Ma si apprende.
Per far capire cosa i bambini non capiscono.
Io ho quest'anno una quinta, quindi l'anno scorso erano in quarte 9-10 anni. Son grandi. Sanno fare problemi con più operazioni, e riassunti.
Eppure dal punto di vista relazionale sono più piccoli di quello che immaginiamo.
Molti bambini hanno fratelli più piccoli, anche molto più piccoli. Bimbi di due o tre, quattro anni.
Il fatto che il fratellino li disturba mentre fanno i compiti o studiano lo riferiscono come "mio fratello non mi lascia fare i compiti..non vuole che faccia i compiti...vuole che vada male a scuola"!
Se gli spiego che il fratelllo vuole giocare e che se gli dice "Appena ho finito questa cosa giochiamo insieme. Tu adesso fai questo" proponendo un libriccino, ad esempio, o un gioco o di iniziare un disegno e se insiste rispondere "no!"
I bambini sono entusiasti di aver trovato una soluzione assertiva (non rinunciano a nulla) autorevole e non violenta.
Poi tornano e sono stupiti ed entusiasti che ha funzionato.
Ma devono imparare come rispondere perché, riproverati quando avevano reagito con una sberla, poi si sentono vittime, piene di rabbia.