CAPITO:up:a mia figlia
CAPITO:up:a mia figlia
Infatti è quello che sostengo.Non sappiamo da cosa derivi quel comportamento (quanti anni ha la bambina intanto?) se è grandicella, forse copia comportamenti adulti, se è piccola magari sta sperimentando qualcosa che è capitato a lei...
Sappiamo troppo poco dell'episodio per attribuire un significato "morale" al comportamento di quella bambina.
Cerca di provare il ruolo che i fratelli hanno con lei (di istruttori) con bambini più piccoli.Sai che cosa? E' la terza figlia. I primi due hanno più di 16 anni. Il padre non c'è mai per via del lavoro e la mamma è sfinita. Si vede che non ha più energia per giocare con lei. Però è comunque una madre presente, affettuosa e dolce come poche, come pure i fratelli.
Beh, ma scusa...i genitori dovrebbero notare da soli questi episodi. La madre è sempre presente e più volte è intervenuta per cercare di farle chiedere scusa.
E' un intervento repressivo morale che non cerca di trovare né le motivazioni affettive, né cognitive del comportamento.Ma infatti ciò che incrementa il bullismo è questo atteggiamento di "comprensione". Vanno stroncati sul nascere, facendogli terra bruciata attorno.
:up:Caspita, ha solo 6 anni!!!!
Se i fratelli sono grandi, i genitori fanno del loro meglio ma sono un pò assenti... che si comporti così per attirare l'attenzione?
La vuoi mettere subito in un ghetto?
Secondo me manca un pò di "collaborazione" tra genitori.
Al parco, ogni mamma è per sè e per suo figlio e basta, e se ti azzardi a commentare il comportamento di un altro bimbo -pure se sta tirando pietre contro il tuo- la reazione del bimbo è "non sei mica mia madre" e la madre si incavola pure.
Regole e limitazioni fanno sentire i bambini più sicuri. Se queste regole e limitazioni venissero proposte non solo dai genitori ma anche da tutto l'ambiente adulto -conosciuto- forse le cose in certi casi andrebbero meglio.
Chiaro che sto parlando di cose condivisibili, non dico che voglio andare a commentare che il figlio di una è vestito troppo o troppo poco.
Ma sinceramente non mi secca se qualcuno fa notare a mio figlio che non deve spingere sullo scivolo o che deve aspettare il suo turno.
Secondo me no. E' pragmatismo, e può anche aiutarli... invece che lasciar loro mano libera. Poi repressivo di che... cioè, se mi difendo da uno stronzo lo sto reprimendo?E' un intervento repressivo morale che non cerca di trovare né le motivazioni affettive, né cognitive del comportamento.
No è il contrario.Guarda qualunque sito che parla di bullismo... cominciano proprio a quell'età o poco di più. Ripeto, sono loro che si emarginano, non vengono emarginati.
Ti quoto!
Stessa cosa che ho pensato io. Un'altra volta aveva rubato un giochino che un bimbo aveva trovato nelle patatine. Beh, sua madre dopo che lei non ne ha voluto sapere di restituirlo ha chiesto scusa per lei e il giorno dopo è arrivata con un nuvo giochino per il piccolo. Intanto lei si è tenuta una cosa non sua!
Confermata l'ipotesi di lassismo.Ecco. C'è una educazione carente.
La bimba soffrirà di questi errori dei suoi genitori.
Fa quello che fanno, probabilmente, i fratelli che saranno infastiditi da lei.Sua madre è davvero una donna deliziosa, gentilissima e dolce. Però non ha polso e non so se cerca di farle capire che ha sbagliato...vedo solo che stancamente interviene e si scusa per lei.
Mia figlia se n'è acorta da sola che la bimba non è delle più simpatiche. Non tanto per lo scherzo ma perchè ogni tanto, quando è in compagnia della sua amichetta del cuore, fa finta di non vedere mia figlia. Cioè, la mia topolona va da lei e la saluta più volte e la bimba fa finta di non vederla. L'ultima volta ha fatto persino il gesto di cacciarla come fosse un moscerino.
Al che, in quell'occasione, quando mi ha chiesto perchè si comporta così io le ho risposto che lo fa perchè è antipatica! Inutile a mio avviso cercare di trovare scuse a un comportamento parecchio stronzo!
:up:No è il contrario.
Cercano di uscire da un'emarginazione.
Comprendere non vuol dire minimizzare, ma trovare la strada per intervenire.
Non c'è più l'emoticon innnamorata...Nessuno ha detto che Ranatan non si debba incazzare o che bisogna rispondere al bullismo col buonismo.
I bambini se ne fanno di tutti i colori, mia figlia non e' un angioletto e gli altri non sono i bambini cattivi... sono tutti bambini alcuni veramente vivaci.
Questa bambina ha sei anni e sta facendo la bulletta, niente di irrecuperabile santo cielo... tra genitori e insegnanti si puo' risolvere.
Parlare di emarginare una bambina di sei anni e' violenza anche questa.
Tu auspichi una società come comunità che condivide una corresponsabilità educativa ...esagerata! Già è difficile che lo sentano entrambi i genitori :unhappy:Purtroppo in certe situazioni, se i nostri figli rischiano di diventare vittime, bisogna proteggerli.
Ma io deploro il fatto che attualmente ogni famiglia è "sola". I genitori di questa bimba troveranno qualcuno che gli farà notare che la loro figlia rischia di essere esclusa dagli altri e di diventare anche peggio? C'è chi si prenderà il rischio di essere mandato a quel paese suggerendogli dei cambiamenti? No.... si confonde il rispetto delle scelte degli altri genitori con la propria mancanza di coraggio di intervenire... non sto parlando di te ranatan, parlo in generale, eh! anche io ho assistito a certe scene e me ne sono lavata le mani...
E provare con "Eh cara signora, certo che sua figlia è proprio determinata in quello che vuole! Io pure (pure una mia amica) faccio una fatica con la mia.... mi ricordo quando ho fatto così e così, e dopo un certo tempo ho visto dei miglioramenti"?
Concordo sul terapeuta ..per i genitori.Interessante... infatti non ho mai sostenuto che fosse cattiva dalla nascita (non so davvero come definire il male, come potrei sostenerlo), ma che l'indole la portava verso quel "lato oscuro". Non ce la buttava dentro, la avvicinava. Poi il terreno non l'ha favorita. E ci sta scivolando dentro.
Come ho scritto da subito, la vittima è proprio la bambina... apparentemente carnefice, è in realtà vittima di una situazione non scelta e non voluta. Seme e terreno non li si può scegliere, ci vuole solo una grande fortuna.
E non viene emarginata, si autoemargina.
Credo che se il terreno che le sta attorno ora e le è stato attorno dalla nascita sia pessimo (e pare proprio di si, visto il comportamento della madre) sia pia illusione pensare che lo stesso terreno possa ora risolvere il problema che ha creato. Dire che i genitori possono aiutarla mi fa sorridere. Per questo mi pare ovvio il cercare l'aiuto di un terapeuta. Che non è il medico dei pazzi, come qualcuno forse pensa.
Mettiti nei panni di una bambina con una famiglia che è scazzata per la sua presenza.Avrà più o meno un 45 anni.
Il problema è che ormai è stufa (così dice lei) di correre appresso a una bimba piccola. Dice che ha esaurito la sua energia con i primi due e che ora non gliene è rimasta più per niente e nessuno.
A volta la capisco, se mi metto nei suoi panni credo che trovarsi a quell'età, ad allevare praticamente da sola una bambina, dovendo dedicare comunque molte attenzione anche agli altri due che sono nel periodo dell'adolescenza sia davvero faticoso.
Invece a lei la lasci senza sostegno... niente terapeuta, questo si è aiutarla. Sicuramente miglioreràConcordo sul terapeuta ..per i genitori.
Non è una battuta. Sono loro che non sono in grado di capire i bisogni della bambina.
:up:
Non mi sono spiegata. Poi credo di averlo fatto meglio.Secondo me no. E' pragmatismo, e può anche aiutarli... invece che lasciar loro mano libera. Poi repressivo di che... cioè, se mi difendo da uno stronzo lo sto reprimendo?![]()
allora domando a tutti:Invece a lei la lasci senza sostegno... niente terapeuta, questo si è aiutarla. Sicuramente miglioreràl'anno prossimo passerà agli scorpioni e tra qualche anno magari lancerà i cagnolini a fiume!
Qualche pedatone nel chiul? :carneval:Non mi sono spiegata. Poi credo di averlo fatto meglio.
Imporsi per far chiedere scusa è un intervento dovuto, ma insufficiente.
Il bambino vive questa cosa come una svalutazione e perde autostima e accumula rabbia se l'intervento non è inserito in un contesto che lo faccia crescere dal punto di vista cognitivo e affttivo nel relazionarsi.