MillePensieri
Utente di lunga data
Ho latitato sul forum, non riesco a riemergere dalla valanga di impegni che ho accolto a braccia aperte e con gli occhi sbarrati alla fine della scorsa estate. Quando trovo qualche minuto per connettermi di solito è tardi, o sono del tutto fusa, e mi limito a leggere quello che posso. Stanotte però mi fa compagnia l'insonnia e, stufa di rigirarmi nel letto facendo bilanci, mi è venuta voglia di (provare a) scrivere.
Mi siete mancati. Si salvi chi può.
C'era questa cosa che facevo con il mio forse-compagno al ritorno da ogni viaggio di lavoro andato bene, ma per oltre un anno ho scelto la pace della mia mansarda, quindi di viaggi nemmeno l'ombra. E le birre artigianali che ho continuato a farmi mandare si sono accumulate in cantina, invecchiando quasi indisturbate. Se ripenso a quelle bevute insieme mentre mi tradiva mi viene il nervoso. Insomma, ne stappavamo un paio e le degustavamo chiacchierando, una cavolata nata agli albori della nostra storia, e che qualche sera fa lui ha rispolverato timidamente, anche se non tocca più alcol da quando è sotto farmaci. Abbiamo alzato un calice di birra e una tazza di tè. Ma ho gradito il gesto, la sua compagnia, le chiacchiere, il balbettio sorridente, tutto. Tranne una punta di gelosia. No, di preoccupazione. No, non lo sa. Tante scuse. Tanto imbarazzo.
Sono stata un po' di giorni fuori per incontrare dei colleghi, un gruppo di vichinghi con cui altrimenti avrei avuto solo dei contatti virtuali, ed ho approfittato del lungo viaggio in treno per rivedere un po' di facce note lungo la strada, il portatile sulle ginocchia per non rimanere troppo indietro con le scadenze. Non sto ripetendo il suicidio lavorativo di qualche mese fa, ma il tempo libero è poco. Mi si è presentata davanti un'occasione che potrebbe cambiare in meglio le mie prospettive future e l'ho colta al volo. Tutto per uno degli incarichi portati a termine durante il mio periodo da vampira iperattiva. Una roba lunga, complessa e noiosa tra le tante che ho accettato in blocco per tenermi a galla, ma che è stata notata. Ho ringraziato di cuore chi mi ha incitata a non accontentarmi di un risultato mediocre e chi mi ha trascinata via dal mio tavolo quando non ce la facevo proprio più. Amiche, amici, il mio lui.
Sono felice di aver ricavato qualcosa di buono da uno dei miei momenti peggiori, qualcosa che va oltre le bollette, il mutuo e la sopravvivenza in generale. Mi sento elettrica, avrò tanto da fare, sarà dura, ma voglio giocarmela. È una mia piccola conquista che sembra coronare una pausa rigenerante lunga quattro mesi, quella che un po' di tempo fa ho definito come "troppa vita" quando era durata appena la metà. Spero che sia ancora lontana da una fine.
Mi siete mancati. Si salvi chi può.
C'era questa cosa che facevo con il mio forse-compagno al ritorno da ogni viaggio di lavoro andato bene, ma per oltre un anno ho scelto la pace della mia mansarda, quindi di viaggi nemmeno l'ombra. E le birre artigianali che ho continuato a farmi mandare si sono accumulate in cantina, invecchiando quasi indisturbate. Se ripenso a quelle bevute insieme mentre mi tradiva mi viene il nervoso. Insomma, ne stappavamo un paio e le degustavamo chiacchierando, una cavolata nata agli albori della nostra storia, e che qualche sera fa lui ha rispolverato timidamente, anche se non tocca più alcol da quando è sotto farmaci. Abbiamo alzato un calice di birra e una tazza di tè. Ma ho gradito il gesto, la sua compagnia, le chiacchiere, il balbettio sorridente, tutto. Tranne una punta di gelosia. No, di preoccupazione. No, non lo sa. Tante scuse. Tanto imbarazzo.
Sono stata un po' di giorni fuori per incontrare dei colleghi, un gruppo di vichinghi con cui altrimenti avrei avuto solo dei contatti virtuali, ed ho approfittato del lungo viaggio in treno per rivedere un po' di facce note lungo la strada, il portatile sulle ginocchia per non rimanere troppo indietro con le scadenze. Non sto ripetendo il suicidio lavorativo di qualche mese fa, ma il tempo libero è poco. Mi si è presentata davanti un'occasione che potrebbe cambiare in meglio le mie prospettive future e l'ho colta al volo. Tutto per uno degli incarichi portati a termine durante il mio periodo da vampira iperattiva. Una roba lunga, complessa e noiosa tra le tante che ho accettato in blocco per tenermi a galla, ma che è stata notata. Ho ringraziato di cuore chi mi ha incitata a non accontentarmi di un risultato mediocre e chi mi ha trascinata via dal mio tavolo quando non ce la facevo proprio più. Amiche, amici, il mio lui.
Sono felice di aver ricavato qualcosa di buono da uno dei miei momenti peggiori, qualcosa che va oltre le bollette, il mutuo e la sopravvivenza in generale. Mi sento elettrica, avrò tanto da fare, sarà dura, ma voglio giocarmela. È una mia piccola conquista che sembra coronare una pausa rigenerante lunga quattro mesi, quella che un po' di tempo fa ho definito come "troppa vita" quando era durata appena la metà. Spero che sia ancora lontana da una fine.
Ultima modifica: