Avanti tutta!

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MillePensieri

Utente di lunga data
Ho latitato sul forum, non riesco a riemergere dalla valanga di impegni che ho accolto a braccia aperte e con gli occhi sbarrati alla fine della scorsa estate. Quando trovo qualche minuto per connettermi di solito è tardi, o sono del tutto fusa, e mi limito a leggere quello che posso. Stanotte però mi fa compagnia l'insonnia e, stufa di rigirarmi nel letto facendo bilanci, mi è venuta voglia di (provare a) scrivere.
Mi siete mancati. Si salvi chi può.

C'era questa cosa che facevo con il mio forse-compagno al ritorno da ogni viaggio di lavoro andato bene, ma per oltre un anno ho scelto la pace della mia mansarda, quindi di viaggi nemmeno l'ombra. E le birre artigianali che ho continuato a farmi mandare si sono accumulate in cantina, invecchiando quasi indisturbate. Se ripenso a quelle bevute insieme mentre mi tradiva mi viene il nervoso. Insomma, ne stappavamo un paio e le degustavamo chiacchierando, una cavolata nata agli albori della nostra storia, e che qualche sera fa lui ha rispolverato timidamente, anche se non tocca più alcol da quando è sotto farmaci. Abbiamo alzato un calice di birra e una tazza di tè. Ma ho gradito il gesto, la sua compagnia, le chiacchiere, il balbettio sorridente, tutto. Tranne una punta di gelosia. No, di preoccupazione. No, non lo sa. Tante scuse. Tanto imbarazzo.

Sono stata un po' di giorni fuori per incontrare dei colleghi, un gruppo di vichinghi con cui altrimenti avrei avuto solo dei contatti virtuali, ed ho approfittato del lungo viaggio in treno per rivedere un po' di facce note lungo la strada, il portatile sulle ginocchia per non rimanere troppo indietro con le scadenze. Non sto ripetendo il suicidio lavorativo di qualche mese fa, ma il tempo libero è poco. Mi si è presentata davanti un'occasione che potrebbe cambiare in meglio le mie prospettive future e l'ho colta al volo. Tutto per uno degli incarichi portati a termine durante il mio periodo da vampira iperattiva. Una roba lunga, complessa e noiosa tra le tante che ho accettato in blocco per tenermi a galla, ma che è stata notata. Ho ringraziato di cuore chi mi ha incitata a non accontentarmi di un risultato mediocre e chi mi ha trascinata via dal mio tavolo quando non ce la facevo proprio più. Amiche, amici, il mio lui.

Sono felice di aver ricavato qualcosa di buono da uno dei miei momenti peggiori, qualcosa che va oltre le bollette, il mutuo e la sopravvivenza in generale. Mi sento elettrica, avrò tanto da fare, sarà dura, ma voglio giocarmela. È una mia piccola conquista che sembra coronare una pausa rigenerante lunga quattro mesi, quella che un po' di tempo fa ho definito come "troppa vita" quando era durata appena la metà. Spero che sia ancora lontana da una fine.
 
Ultima modifica:

Fantastica

Utente di lunga data
Ho latitato sul forum, non riesco a riemergere dalla valanga di impegni che ho accolto a braccia aperte e con gli occhi sbarrati alla fine della scorsa estate. Quando trovo qualche minuto per connettermi di solito è tardi, o sono del tutto fusa, e mi limito a leggere quello che posso. Stanotte però mi fa compagnia l'insonnia e, stufa di rigirarmi nel letto facendo bilanci, mi è venuta voglia di (provare a) scrivere.
Mi siete mancati. Si salvi chi può.

C'era questa cosa che facevo con il mio forse-compagno al ritorno da ogni viaggio di lavoro andato bene, ma per oltre un anno ho scelto la pace della mia mansarda, quindi di viaggi nemmeno l'ombra. E le birre artigianali che ho continuato a farmi mandare si sono accumulate in cantina, invecchiando quasi indisturbate. Se ripenso a quelle bevute insieme mentre mi tradiva mi viene il nervoso. Insomma, ne stappavamo un paio e le degustavamo chiacchierando, una cavolata nata agli albori della nostra storia, e che qualche sera fa lui ha rispolverato timidamente, anche se non tocca più alcol da quando è sotto farmaci. Abbiamo alzato un calice di birra e una tazza di tè. Ma ho gradito il gesto, la sua compagnia, le chiacchiere, il balbettio sorridente, tutto. Tranne una punta di gelosia. No, di preoccupazione. No, non lo sa. Tante scuse. Tanto imbarazzo.

Sono stata un po' di giorni fuori per incontrare dei colleghi, un gruppo di vichinghi con cui altrimenti avrei avuto solo dei contatti virtuali, ed ho approfittato del lungo viaggio in treno per rivedere un po' di facce note lungo la strada, il portatile sulle ginocchia per non rimanere troppo indietro con le scadenze. Non sto ripetendo il suicidio lavorativo di qualche mese fa, ma il tempo libero è poco. Mi si è presentata davanti un'occasione che potrebbe cambiare in meglio le mie prospettive future e l'ho colta al volo. Tutto per uno degli incarichi portati a termine durante il mio periodo da vampira iperattiva. Una roba lunga, complessa e noiosa tra le tante che ho accettato in blocco per tenermi a galla, ma che è stata notata. Ho ringraziato di cuore chi mi ha incitata a non accontentarmi di un risultato mediocre e chi mi ha trascinata via dal mio tavolo quando non ce la facevo proprio più. Amiche, amici, il mio lui.

Sono felice di aver ricavato qualcosa di buono da uno dei miei momenti peggiori, qualcosa che va oltre le bollette, il mutuo e la sopravvivenza in generale. Mi sento elettrica, avrò tanto da fare, sarà dura, ma voglio giocarmela. È una mia piccola conquista che sembra coronare una pausa rigenerante lunga quattro mesi, quella che un po' di tempo fa ho definito come "troppa vita" quando era durata appena la metà. Spero che sia ancora lontana da una fine.
È sempre molto corroborante leggerti. È come prendere un ricostituente, un multivitaminico, un concentrato di pappa reale. Sì perché tu dai la misura di cosa sia una persona: con le tue fatiche, con le tue sofferenze, con il tenere comunque la barra diritta, senza negare dubbi, senza nascondersi. Io ti faccio degli auguri sentiti. E ti ringrazio.:smile:
 

Horny

Utente di lunga data
mille!!!

che piacere leggerti.
davvero stimolante...vorrei
poterti imitare.
cavoli!
ma quindi - a latere - hai forse...
tolto il forse?
 

Circe

Utente di lunga data
Ho latitato sul forum, non riesco a riemergere dalla valanga di impegni che ho accolto a braccia aperte e con gli occhi sbarrati alla fine della scorsa estate. Quando trovo qualche minuto per connettermi di solito è tardi, o sono del tutto fusa, e mi limito a leggere quello che posso. Stanotte però mi fa compagnia l'insonnia e, stufa di rigirarmi nel letto facendo bilanci, mi è venuta voglia di (provare a) scrivere.
Mi siete mancati. Si salvi chi può.

C'era questa cosa che facevo con il mio forse-compagno al ritorno da ogni viaggio di lavoro andato bene, ma per oltre un anno ho scelto la pace della mia mansarda, quindi di viaggi nemmeno l'ombra. E le birre artigianali che ho continuato a farmi mandare si sono accumulate in cantina, invecchiando quasi indisturbate. Se ripenso a quelle bevute insieme mentre mi tradiva mi viene il nervoso. Insomma, ne stappavamo un paio e le degustavamo chiacchierando, una cavolata nata agli albori della nostra storia, e che qualche sera fa lui ha rispolverato timidamente, anche se non tocca più alcol da quando è sotto farmaci. Abbiamo alzato un calice di birra e una tazza di tè. Ma ho gradito il gesto, la sua compagnia, le chiacchiere, il balbettio sorridente, tutto. Tranne una punta di gelosia. No, di preoccupazione. No, non lo sa. Tante scuse. Tanto imbarazzo.

Sono stata un po' di giorni fuori per incontrare dei colleghi, un gruppo di vichinghi con cui altrimenti avrei avuto solo dei contatti virtuali, ed ho approfittato del lungo viaggio in treno per rivedere un po' di facce note lungo la strada, il portatile sulle ginocchia per non rimanere troppo indietro con le scadenze. Non sto ripetendo il suicidio lavorativo di qualche mese fa, ma il tempo libero è poco. Mi si è presentata davanti un'occasione che potrebbe cambiare in meglio le mie prospettive future e l'ho colta al volo. Tutto per uno degli incarichi portati a termine durante il mio periodo da vampira iperattiva. Una roba lunga, complessa e noiosa tra le tante che ho accettato in blocco per tenermi a galla, ma che è stata notata. Ho ringraziato di cuore chi mi ha incitata a non accontentarmi di un risultato mediocre e chi mi ha trascinata via dal mio tavolo quando non ce la facevo proprio più. Amiche, amici, il mio lui.

Sono felice di aver ricavato qualcosa di buono da uno dei miei momenti peggiori, qualcosa che va oltre le bollette, il mutuo e la sopravvivenza in generale. Mi sento elettrica, avrò tanto da fare, sarà dura, ma voglio giocarmela. È una mia piccola conquista che sembra coronare una pausa rigenerante lunga quattro mesi, quella che un po' di tempo fa ho definito come "troppa vita" quando era durata appena la metà. Spero che sia ancora lontana da una fine.
se il lavoro ti ha portato ad essere quella che sei adesso, hai fatto bene a buttartici dentro capo e piedi. ognuno di noi deve trovare un gancio a cui appendersi x non essere inghiottito dalle sabbie mobili. e l'altro trucchetto è cercare di non voltarsi indietro. ..buona vita ;-)
 

Anais

Utente di lunga data
Ho latitato sul forum, non riesco a riemergere dalla valanga di impegni che ho accolto a braccia aperte e con gli occhi sbarrati alla fine della scorsa estate. Quando trovo qualche minuto per connettermi di solito è tardi, o sono del tutto fusa, e mi limito a leggere quello che posso. Stanotte però mi fa compagnia l'insonnia e, stufa di rigirarmi nel letto facendo bilanci, mi è venuta voglia di (provare a) scrivere.
Mi siete mancati. Si salvi chi può.

C'era questa cosa che facevo con il mio forse-compagno al ritorno da ogni viaggio di lavoro andato bene, ma per oltre un anno ho scelto la pace della mia mansarda, quindi di viaggi nemmeno l'ombra. E le birre artigianali che ho continuato a farmi mandare si sono accumulate in cantina, invecchiando quasi indisturbate. Se ripenso a quelle bevute insieme mentre mi tradiva mi viene il nervoso. Insomma, ne stappavamo un paio e le degustavamo chiacchierando, una cavolata nata agli albori della nostra storia, e che qualche sera fa lui ha rispolverato timidamente, anche se non tocca più alcol da quando è sotto farmaci. Abbiamo alzato un calice di birra e una tazza di tè. Ma ho gradito il gesto, la sua compagnia, le chiacchiere, il balbettio sorridente, tutto. Tranne una punta di gelosia. No, di preoccupazione. No, non lo sa. Tante scuse. Tanto imbarazzo.

Sono stata un po' di giorni fuori per incontrare dei colleghi, un gruppo di vichinghi con cui altrimenti avrei avuto solo dei contatti virtuali, ed ho approfittato del lungo viaggio in treno per rivedere un po' di facce note lungo la strada, il portatile sulle ginocchia per non rimanere troppo indietro con le scadenze. Non sto ripetendo il suicidio lavorativo di qualche mese fa, ma il tempo libero è poco. Mi si è presentata davanti un'occasione che potrebbe cambiare in meglio le mie prospettive future e l'ho colta al volo. Tutto per uno degli incarichi portati a termine durante il mio periodo da vampira iperattiva. Una roba lunga, complessa e noiosa tra le tante che ho accettato in blocco per tenermi a galla, ma che è stata notata. Ho ringraziato di cuore chi mi ha incitata a non accontentarmi di un risultato mediocre e chi mi ha trascinata via dal mio tavolo quando non ce la facevo proprio più. Amiche, amici, il mio lui.

Sono felice di aver ricavato qualcosa di buono da uno dei miei momenti peggiori, qualcosa che va oltre le bollette, il mutuo e la sopravvivenza in generale. Mi sento elettrica, avrò tanto da fare, sarà dura, ma voglio giocarmela. È una mia piccola conquista che sembra coronare una pausa rigenerante lunga quattro mesi, quella che un po' di tempo fa ho definito come "troppa vita" quando era durata appena la metà. Spero che sia ancora lontana da una fine.
Complimenti Mille!
E come dici tu...avanti tutta!!
 

Leda

utente Olimpi(c)a
Mi sei mancata!
E' sempre bello leggere di te, con il tuo tono asciutto, che non concede niente ai sentimentalismi.
Fai bene ad essere orgogliosa di questo nuovo traguardo, che è insieme anche una sfida (come ogni traguardo che si rispetti ;)) e mi congratulo con te, augurandoti il meglio della fortuna e delle intuizioni (il lavoro duro so già che ce lo metterai da sola :D). Prima o poi, però, mi piacerebbe leggerti anche un po' più rilassata e distesa.
Ecco, ti auguro anche questo: un po' di leggerezza gioiosa.


:abbraccio:
 

giorgiocan

Utente prolisso
Ho latitato sul forum
Noi non ci "conosciamo". Eppure, quando sono arrivato qui con la mia storia, qualcuno mi ha indicato il tuo nome, per chiedere una versione, un'esperienza. Vedo che gli impegni non ti mancano, e lungi da me volermi aggiungere alla lista. D'altra parte, leggerti per la prima volta mi dà l'impressione di aver trovato un'altra delle "teste pensanti" da cui, qui sul forum, sto ricavando un minimo di conforto e spunto di riflessione.
Mi piacerebbe leggere la tua storia, se è stata pubblicata qui: ho anche provato a cercare indietro sul forum, una volta, ma non ho concluso granchè.

Intanto, mi ha fatto piacere leggerti.
 
Ho latitato sul forum, non riesco a riemergere dalla valanga di impegni che ho accolto a braccia aperte e con gli occhi sbarrati alla fine della scorsa estate. Quando trovo qualche minuto per connettermi di solito è tardi, o sono del tutto fusa, e mi limito a leggere quello che posso. Stanotte però mi fa compagnia l'insonnia e, stufa di rigirarmi nel letto facendo bilanci, mi è venuta voglia di (provare a) scrivere.
Mi siete mancati. Si salvi chi può.

C'era questa cosa che facevo con il mio forse-compagno al ritorno da ogni viaggio di lavoro andato bene, ma per oltre un anno ho scelto la pace della mia mansarda, quindi di viaggi nemmeno l'ombra. E le birre artigianali che ho continuato a farmi mandare si sono accumulate in cantina, invecchiando quasi indisturbate. Se ripenso a quelle bevute insieme mentre mi tradiva mi viene il nervoso. Insomma, ne stappavamo un paio e le degustavamo chiacchierando, una cavolata nata agli albori della nostra storia, e che qualche sera fa lui ha rispolverato timidamente, anche se non tocca più alcol da quando è sotto farmaci. Abbiamo alzato un calice di birra e una tazza di tè. Ma ho gradito il gesto, la sua compagnia, le chiacchiere, il balbettio sorridente, tutto. Tranne una punta di gelosia. No, di preoccupazione. No, non lo sa. Tante scuse. Tanto imbarazzo.

Sono stata un po' di giorni fuori per incontrare dei colleghi, un gruppo di vichinghi con cui altrimenti avrei avuto solo dei contatti virtuali, ed ho approfittato del lungo viaggio in treno per rivedere un po' di facce note lungo la strada, il portatile sulle ginocchia per non rimanere troppo indietro con le scadenze. Non sto ripetendo il suicidio lavorativo di qualche mese fa, ma il tempo libero è poco. Mi si è presentata davanti un'occasione che potrebbe cambiare in meglio le mie prospettive future e l'ho colta al volo. Tutto per uno degli incarichi portati a termine durante il mio periodo da vampira iperattiva. Una roba lunga, complessa e noiosa tra le tante che ho accettato in blocco per tenermi a galla, ma che è stata notata. Ho ringraziato di cuore chi mi ha incitata a non accontentarmi di un risultato mediocre e chi mi ha trascinata via dal mio tavolo quando non ce la facevo proprio più. Amiche, amici, il mio lui.

Sono felice di aver ricavato qualcosa di buono da uno dei miei momenti peggiori, qualcosa che va oltre le bollette, il mutuo e la sopravvivenza in generale. Mi sento elettrica, avrò tanto da fare, sarà dura, ma voglio giocarmela. È una mia piccola conquista che sembra coronare una pausa rigenerante lunga quattro mesi, quella che un po' di tempo fa ho definito come "troppa vita" quando era durata appena la metà. Spero che sia ancora lontana da una fine.
avanti tutta...mi piace. ciao, mille, non avevo visto il tuo thread e ti dicevo in un altro che ti ho pensata.
un bacio
 

Diletta

Utente di lunga data
se il lavoro ti ha portato ad essere quella che sei adesso, hai fatto bene a buttartici dentro capo e piedi. ognuno di noi deve trovare un gancio a cui appendersi x non essere inghiottito dalle sabbie mobili. e l'altro trucchetto è cercare di non voltarsi indietro. ..buona vita ;-)



...e questa è la parte più difficile, vero cara Circe?
:)
 

lunaiena

Scemo chi legge
Ho latitato sul forum, non riesco a riemergere dalla valanga di impegni che ho accolto a braccia aperte e con gli occhi sbarrati alla fine della scorsa estate. Quando trovo qualche minuto per connettermi di solito è tardi, o sono del tutto fusa, e mi limito a leggere quello che posso. Stanotte però mi fa compagnia l'insonnia e, stufa di rigirarmi nel letto facendo bilanci, mi è venuta voglia di (provare a) scrivere.
Mi siete mancati. Si salvi chi può.

C'era questa cosa che facevo con il mio forse-compagno al ritorno da ogni viaggio di lavoro andato bene, ma per oltre un anno ho scelto la pace della mia mansarda, quindi di viaggi nemmeno l'ombra. E le birre artigianali che ho continuato a farmi mandare si sono accumulate in cantina, invecchiando quasi indisturbate. Se ripenso a quelle bevute insieme mentre mi tradiva mi viene il nervoso. Insomma, ne stappavamo un paio e le degustavamo chiacchierando, una cavolata nata agli albori della nostra storia, e che qualche sera fa lui ha rispolverato timidamente, anche se non tocca più alcol da quando è sotto farmaci. Abbiamo alzato un calice di birra e una tazza di tè. Ma ho gradito il gesto, la sua compagnia, le chiacchiere, il balbettio sorridente, tutto. Tranne una punta di gelosia. No, di preoccupazione. No, non lo sa. Tante scuse. Tanto imbarazzo.

Sono stata un po' di giorni fuori per incontrare dei colleghi, un gruppo di vichinghi con cui altrimenti avrei avuto solo dei contatti virtuali, ed ho approfittato del lungo viaggio in treno per rivedere un po' di facce note lungo la strada, il portatile sulle ginocchia per non rimanere troppo indietro con le scadenze. Non sto ripetendo il suicidio lavorativo di qualche mese fa, ma il tempo libero è poco. Mi si è presentata davanti un'occasione che potrebbe cambiare in meglio le mie prospettive future e l'ho colta al volo. Tutto per uno degli incarichi portati a termine durante il mio periodo da vampira iperattiva. Una roba lunga, complessa e noiosa tra le tante che ho accettato in blocco per tenermi a galla, ma che è stata notata. Ho ringraziato di cuore chi mi ha incitata a non accontentarmi di un risultato mediocre e chi mi ha trascinata via dal mio tavolo quando non ce la facevo proprio più. Amiche, amici, il mio lui.

Sono felice di aver ricavato qualcosa di buono da uno dei miei momenti peggiori, qualcosa che va oltre le bollette, il mutuo e la sopravvivenza in generale. Mi sento elettrica, avrò tanto da fare, sarà dura, ma voglio giocarmela. È una mia piccola conquista che sembra coronare una pausa rigenerante lunga quattro mesi, quella che un po' di tempo fa ho definito come "troppa vita" quando era durata appena la metà. Spero che sia ancora lontana da una fine.

Sono questi i lati positivi degli episodi spiacevoli che
ci piovono in testa ...
Tirarsi su le maniche e andare avanti ...
Non mollare

:up:
 

Diletta

Utente di lunga data
Ho latitato sul forum, non riesco a riemergere dalla valanga di impegni che ho accolto a braccia aperte e con gli occhi sbarrati alla fine della scorsa estate. Quando trovo qualche minuto per connettermi di solito è tardi, o sono del tutto fusa, e mi limito a leggere quello che posso. Stanotte però mi fa compagnia l'insonnia e, stufa di rigirarmi nel letto facendo bilanci, mi è venuta voglia di (provare a) scrivere.
Mi siete mancati. Si salvi chi può.

C'era questa cosa che facevo con il mio forse-compagno al ritorno da ogni viaggio di lavoro andato bene, ma per oltre un anno ho scelto la pace della mia mansarda, quindi di viaggi nemmeno l'ombra. E le birre artigianali che ho continuato a farmi mandare si sono accumulate in cantina, invecchiando quasi indisturbate. Se ripenso a quelle bevute insieme mentre mi tradiva mi viene il nervoso. Insomma, ne stappavamo un paio e le degustavamo chiacchierando, una cavolata nata agli albori della nostra storia, e che qualche sera fa lui ha rispolverato timidamente, anche se non tocca più alcol da quando è sotto farmaci. Abbiamo alzato un calice di birra e una tazza di tè. Ma ho gradito il gesto, la sua compagnia, le chiacchiere, il balbettio sorridente, tutto. Tranne una punta di gelosia. No, di preoccupazione. No, non lo sa. Tante scuse. Tanto imbarazzo.

Sono stata un po' di giorni fuori per incontrare dei colleghi, un gruppo di vichinghi con cui altrimenti avrei avuto solo dei contatti virtuali, ed ho approfittato del lungo viaggio in treno per rivedere un po' di facce note lungo la strada, il portatile sulle ginocchia per non rimanere troppo indietro con le scadenze. Non sto ripetendo il suicidio lavorativo di qualche mese fa, ma il tempo libero è poco. Mi si è presentata davanti un'occasione che potrebbe cambiare in meglio le mie prospettive future e l'ho colta al volo. Tutto per uno degli incarichi portati a termine durante il mio periodo da vampira iperattiva. Una roba lunga, complessa e noiosa tra le tante che ho accettato in blocco per tenermi a galla, ma che è stata notata. Ho ringraziato di cuore chi mi ha incitata a non accontentarmi di un risultato mediocre e chi mi ha trascinata via dal mio tavolo quando non ce la facevo proprio più. Amiche, amici, il mio lui.

Sono felice di aver ricavato qualcosa di buono da uno dei miei momenti peggiori, qualcosa che va oltre le bollette, il mutuo e la sopravvivenza in generale. Mi sento elettrica, avrò tanto da fare, sarà dura, ma voglio giocarmela. È una mia piccola conquista che sembra coronare una pausa rigenerante lunga quattro mesi, quella che un po' di tempo fa ho definito come "troppa vita" quando era durata appena la metà. Spero che sia ancora lontana da una fine.

Congratulazioni per il tuo nuovo incarico!!
Ho notato che l'hai chiamato "il mio lui", forse di getto o forse c'è una apertura del cuore...
Leggo però anche della malinconia e della freddezza emotiva nel tuo bel post, tutti elementi che accompagnano questi dispiaceri, quindi niente di cui meravigliarsi.
Spero ti vadano sempre meglio le cose e in bocca al lupo! :)
 

lolapal

Utente reloaded
Ho latitato sul forum, non riesco a riemergere dalla valanga di impegni che ho accolto a braccia aperte e con gli occhi sbarrati alla fine della scorsa estate. Quando trovo qualche minuto per connettermi di solito è tardi, o sono del tutto fusa, e mi limito a leggere quello che posso. Stanotte però mi fa compagnia l'insonnia e, stufa di rigirarmi nel letto facendo bilanci, mi è venuta voglia di (provare a) scrivere.
Mi siete mancati. Si salvi chi può.

C'era questa cosa che facevo con il mio forse-compagno al ritorno da ogni viaggio di lavoro andato bene, ma per oltre un anno ho scelto la pace della mia mansarda, quindi di viaggi nemmeno l'ombra. E le birre artigianali che ho continuato a farmi mandare si sono accumulate in cantina, invecchiando quasi indisturbate. Se ripenso a quelle bevute insieme mentre mi tradiva mi viene il nervoso. Insomma, ne stappavamo un paio e le degustavamo chiacchierando, una cavolata nata agli albori della nostra storia, e che qualche sera fa lui ha rispolverato timidamente, anche se non tocca più alcol da quando è sotto farmaci. Abbiamo alzato un calice di birra e una tazza di tè. Ma ho gradito il gesto, la sua compagnia, le chiacchiere, il balbettio sorridente, tutto. Tranne una punta di gelosia. No, di preoccupazione. No, non lo sa. Tante scuse. Tanto imbarazzo.

Sono stata un po' di giorni fuori per incontrare dei colleghi, un gruppo di vichinghi con cui altrimenti avrei avuto solo dei contatti virtuali, ed ho approfittato del lungo viaggio in treno per rivedere un po' di facce note lungo la strada, il portatile sulle ginocchia per non rimanere troppo indietro con le scadenze. Non sto ripetendo il suicidio lavorativo di qualche mese fa, ma il tempo libero è poco. Mi si è presentata davanti un'occasione che potrebbe cambiare in meglio le mie prospettive future e l'ho colta al volo. Tutto per uno degli incarichi portati a termine durante il mio periodo da vampira iperattiva. Una roba lunga, complessa e noiosa tra le tante che ho accettato in blocco per tenermi a galla, ma che è stata notata. Ho ringraziato di cuore chi mi ha incitata a non accontentarmi di un risultato mediocre e chi mi ha trascinata via dal mio tavolo quando non ce la facevo proprio più. Amiche, amici, il mio lui.

Sono felice di aver ricavato qualcosa di buono da uno dei miei momenti peggiori, qualcosa che va oltre le bollette, il mutuo e la sopravvivenza in generale. Mi sento elettrica, avrò tanto da fare, sarà dura, ma voglio giocarmela. È una mia piccola conquista che sembra coronare una pausa rigenerante lunga quattro mesi, quella che un po' di tempo fa ho definito come "troppa vita" quando era durata appena la metà. Spero che sia ancora lontana da una fine.

Sono molto contenta di leggerti, Millepensieri, sei stata per me una voce importante. Ti faccio i miei in bocca al lupo per la tua nuova fase e concordo con te che dai momenti peggiori si può riuscire a tirare fuori qualcosa di buono.

Spero di rileggerti presto... io sono rimasta... :smile:

:abbraccio:
 

Brunetta

Utente di lunga data
Ciao Mille che belle notizie.
Capisco che la birra fa parte di quelle cose che pensi siano indissolubilmente legate a un sapore amaro ma col tempo resterà solo l'amaro gradevole della birra e riuscirai a ritrovare il piacere senza ombre che vorresti.
Per il lavoro mi unisco alle felicitazioni e alla riflessione che a volte un karma c'è. :up:
 

Scaredheart

Romantica sotto copertura
A volte fa "bene"cadere in un baratro,perché più sei caduto in basso,più in alto arrivi,e tu ne sei un esempio!! Congratulazioni e speriamo che anche sul lato sentimentale tutto vada per il meglio :)
 

MillePensieri

Utente di lunga data
Grazie! Grazie a tutte e a tutti! Ricambio i baci e gli abbracci!

[...]
ma quindi - a latere - hai forse...
tolto il forse?
Forse. :rolleyes:
Davvero, non lo so. Le cose tra di noi stanno andando decisamente meglio, io apprezzo la sua ripresa e lui continua a venirmi incontro con grande impegno, non si risparmia, ma senza avere in mente un "noi" simbiotico. E quando ho avuto bisogno di rifiatare lontana da tutto e da tutti, lo ha accettato. Un po' ansiosamente, però non mi ha trattenuta.
Per rispondere anche a diletta, sono contenta di riconoscerlo in certi suoi aspetti e di come sta venendo su quasi da zero in altri. Una cosa che penso di aver già scritto, ma che ora sento con maggior convinzione. Mi sto aprendo a lui con cauta fiducia. E forse quel "forse" prima di "compagno" non resterà ancora a lungo.

Tu come stai? :)

[...]Prima o poi, però, mi piacerebbe leggerti anche un po' più rilassata e distesa.
Ecco, ti auguro anche questo: un po' di leggerezza gioiosa.
Ciao Leda! :amici:
Urge assolutamente un post! C'è stata anche quella. Un po', almeno.
Ma hai ragione, dovrei concedermene di più.

[...] Mi piacerebbe leggere la tua storia, se è stata pubblicata qui [...]
La trovi cliccando qui: http://www.tradimento.net/48-confessionale/18012-vi-aggiorno-iii-finalmente-il-tradimento
Dalla pagina che ho linkato puoi arrivare a tutti i thread che ho aperto sull'argomento.

[...]... io sono rimasta... :smile:
:up:
 

Zod

Escluso
Ho latitato sul forum, non riesco a riemergere dalla valanga di impegni che ho accolto a braccia aperte e con gli occhi sbarrati alla fine della scorsa estate. Quando trovo qualche minuto per connettermi di solito è tardi, o sono del tutto fusa, e mi limito a leggere quello che posso. Stanotte però mi fa compagnia l'insonnia e, stufa di rigirarmi nel letto facendo bilanci, mi è venuta voglia di (provare a) scrivere.
Mi siete mancati. Si salvi chi può.

C'era questa cosa che facevo con il mio forse-compagno al ritorno da ogni viaggio di lavoro andato bene, ma per oltre un anno ho scelto la pace della mia mansarda, quindi di viaggi nemmeno l'ombra. E le birre artigianali che ho continuato a farmi mandare si sono accumulate in cantina, invecchiando quasi indisturbate. Se ripenso a quelle bevute insieme mentre mi tradiva mi viene il nervoso. Insomma, ne stappavamo un paio e le degustavamo chiacchierando, una cavolata nata agli albori della nostra storia, e che qualche sera fa lui ha rispolverato timidamente, anche se non tocca più alcol da quando è sotto farmaci. Abbiamo alzato un calice di birra e una tazza di tè. Ma ho gradito il gesto, la sua compagnia, le chiacchiere, il balbettio sorridente, tutto. Tranne una punta di gelosia. No, di preoccupazione. No, non lo sa. Tante scuse. Tanto imbarazzo.

Sono stata un po' di giorni fuori per incontrare dei colleghi, un gruppo di vichinghi con cui altrimenti avrei avuto solo dei contatti virtuali, ed ho approfittato del lungo viaggio in treno per rivedere un po' di facce note lungo la strada, il portatile sulle ginocchia per non rimanere troppo indietro con le scadenze. Non sto ripetendo il suicidio lavorativo di qualche mese fa, ma il tempo libero è poco. Mi si è presentata davanti un'occasione che potrebbe cambiare in meglio le mie prospettive future e l'ho colta al volo. Tutto per uno degli incarichi portati a termine durante il mio periodo da vampira iperattiva. Una roba lunga, complessa e noiosa tra le tante che ho accettato in blocco per tenermi a galla, ma che è stata notata. Ho ringraziato di cuore chi mi ha incitata a non accontentarmi di un risultato mediocre e chi mi ha trascinata via dal mio tavolo quando non ce la facevo proprio più. Amiche, amici, il mio lui.

Sono felice di aver ricavato qualcosa di buono da uno dei miei momenti peggiori, qualcosa che va oltre le bollette, il mutuo e la sopravvivenza in generale. Mi sento elettrica, avrò tanto da fare, sarà dura, ma voglio giocarmela. È una mia piccola conquista che sembra coronare una pausa rigenerante lunga quattro mesi, quella che un po' di tempo fa ho definito come "troppa vita" quando era durata appena la metà. Spero che sia ancora lontana da una fine.
Ottima l'impronta positiva, ma ricordati che si lavora per vivere e non si vive per lavorare.
 

disincantata

Utente di lunga data
Oserei aggiungere che si vive meravigliosamente bene, potendoselo permettere, anche senza lavorare!
 

Sole

Escluso
Ho latitato sul forum, non riesco a riemergere dalla valanga di impegni che ho accolto a braccia aperte e con gli occhi sbarrati alla fine della scorsa estate. Quando trovo qualche minuto per connettermi di solito è tardi, o sono del tutto fusa, e mi limito a leggere quello che posso. Stanotte però mi fa compagnia l'insonnia e, stufa di rigirarmi nel letto facendo bilanci, mi è venuta voglia di (provare a) scrivere.
Mi siete mancati. Si salvi chi può.

C'era questa cosa che facevo con il mio forse-compagno al ritorno da ogni viaggio di lavoro andato bene, ma per oltre un anno ho scelto la pace della mia mansarda, quindi di viaggi nemmeno l'ombra. E le birre artigianali che ho continuato a farmi mandare si sono accumulate in cantina, invecchiando quasi indisturbate. Se ripenso a quelle bevute insieme mentre mi tradiva mi viene il nervoso. Insomma, ne stappavamo un paio e le degustavamo chiacchierando, una cavolata nata agli albori della nostra storia, e che qualche sera fa lui ha rispolverato timidamente, anche se non tocca più alcol da quando è sotto farmaci. Abbiamo alzato un calice di birra e una tazza di tè. Ma ho gradito il gesto, la sua compagnia, le chiacchiere, il balbettio sorridente, tutto. Tranne una punta di gelosia. No, di preoccupazione. No, non lo sa. Tante scuse. Tanto imbarazzo.

Sono stata un po' di giorni fuori per incontrare dei colleghi, un gruppo di vichinghi con cui altrimenti avrei avuto solo dei contatti virtuali, ed ho approfittato del lungo viaggio in treno per rivedere un po' di facce note lungo la strada, il portatile sulle ginocchia per non rimanere troppo indietro con le scadenze. Non sto ripetendo il suicidio lavorativo di qualche mese fa, ma il tempo libero è poco. Mi si è presentata davanti un'occasione che potrebbe cambiare in meglio le mie prospettive future e l'ho colta al volo. Tutto per uno degli incarichi portati a termine durante il mio periodo da vampira iperattiva. Una roba lunga, complessa e noiosa tra le tante che ho accettato in blocco per tenermi a galla, ma che è stata notata. Ho ringraziato di cuore chi mi ha incitata a non accontentarmi di un risultato mediocre e chi mi ha trascinata via dal mio tavolo quando non ce la facevo proprio più. Amiche, amici, il mio lui.

Sono felice di aver ricavato qualcosa di buono da uno dei miei momenti peggiori, qualcosa che va oltre le bollette, il mutuo e la sopravvivenza in generale. Mi sento elettrica, avrò tanto da fare, sarà dura, ma voglio giocarmela. È una mia piccola conquista che sembra coronare una pausa rigenerante lunga quattro mesi, quella che un po' di tempo fa ho definito come "troppa vita" quando era durata appena la metà. Spero che sia ancora lontana da una fine.
Ciao, è bello leggerti :)

Un abbraccio.
 

OcchiVerdi

Utente di lunga data
Ho latitato sul forum, non riesco a riemergere dalla valanga di impegni che ho accolto a braccia aperte e con gli occhi sbarrati alla fine della scorsa estate. Quando trovo qualche minuto per connettermi di solito è tardi, o sono del tutto fusa, e mi limito a leggere quello che posso. Stanotte però mi fa compagnia l'insonnia e, stufa di rigirarmi nel letto facendo bilanci, mi è venuta voglia di (provare a) scrivere.
Mi siete mancati. Si salvi chi può.

C'era questa cosa che facevo con il mio forse-compagno al ritorno da ogni viaggio di lavoro andato bene, ma per oltre un anno ho scelto la pace della mia mansarda, quindi di viaggi nemmeno l'ombra. E le birre artigianali che ho continuato a farmi mandare si sono accumulate in cantina, invecchiando quasi indisturbate. Se ripenso a quelle bevute insieme mentre mi tradiva mi viene il nervoso. Insomma, ne stappavamo un paio e le degustavamo chiacchierando, una cavolata nata agli albori della nostra storia, e che qualche sera fa lui ha rispolverato timidamente, anche se non tocca più alcol da quando è sotto farmaci. Abbiamo alzato un calice di birra e una tazza di tè. Ma ho gradito il gesto, la sua compagnia, le chiacchiere, il balbettio sorridente, tutto. Tranne una punta di gelosia. No, di preoccupazione. No, non lo sa. Tante scuse. Tanto imbarazzo.

Sono stata un po' di giorni fuori per incontrare dei colleghi, un gruppo di vichinghi con cui altrimenti avrei avuto solo dei contatti virtuali, ed ho approfittato del lungo viaggio in treno per rivedere un po' di facce note lungo la strada, il portatile sulle ginocchia per non rimanere troppo indietro con le scadenze. Non sto ripetendo il suicidio lavorativo di qualche mese fa, ma il tempo libero è poco. Mi si è presentata davanti un'occasione che potrebbe cambiare in meglio le mie prospettive future e l'ho colta al volo. Tutto per uno degli incarichi portati a termine durante il mio periodo da vampira iperattiva. Una roba lunga, complessa e noiosa tra le tante che ho accettato in blocco per tenermi a galla, ma che è stata notata. Ho ringraziato di cuore chi mi ha incitata a non accontentarmi di un risultato mediocre e chi mi ha trascinata via dal mio tavolo quando non ce la facevo proprio più. Amiche, amici, il mio lui.

Sono felice di aver ricavato qualcosa di buono da uno dei miei momenti peggiori, qualcosa che va oltre le bollette, il mutuo e la sopravvivenza in generale. Mi sento elettrica, avrò tanto da fare, sarà dura, ma voglio giocarmela. È una mia piccola conquista che sembra coronare una pausa rigenerante lunga quattro mesi, quella che un po' di tempo fa ho definito come "troppa vita" quando era durata appena la metà. Spero che sia ancora lontana da una fine.
in bocca al lupo per tutto e quando vuoi puoi sempre massacrarmi a Ruzzle!!! :mrgreen:
 

Simy

WWF
ciao Mille!
che bello leggerti
:abbraccio:
 
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