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ignavius

Utente di lunga data
oh cacchio!|

:maestra:

me ne ito in bagno!:unhappy:
Ire tu puoi, nella tua ritirata
a soddisfar funzion liberatoria
che i versi nostri t'hanno provocata

ma 'l mio rimar, tu sappi, è vecchia storia
è uso mio di quando in quando quivi
sfogar pensieri senza mirar gloria

né al farsi incoronare con ulivi
ma solo per diletto, solo un poco
giusto per far saper d'essere vivi.

Rabarbaro mi fa da tempo poco
da contraltar, da specchio responsore
entrambi ci diletta, questo gioco.

Anche con lo sgomento in fondo al cuore
la rima scorre nella mente aperta
e allevia pene, che qui son d'amore
 

Anna A

Utente di lunga data
mr cucumber sostiene..

Ciao ignavius!
Provo un certo qual senso di tristezza nell'apprendere che uno spirito luminoso come il tuo sia afflitto da una moglie che assomma scorrettezza di costumi, sdegnosità e bisogno di essere accudita allo stesso tempo.
Non meglio di quanto accadde a quel certo Makepeace Thackeray che comunque non gli impedì di librarsi con ali potenti sopra la fiera delle vanità che lo circondava!
In questo mi auguro tu possa essergli simile!
D'altronde la lucidità che non disgiungi da una corretta utenza dei bisogni che calmano l'anima e l'eros mi porta a credere che, per quanto amaro possa essere, tu stia esprimendo un equilibrio proficuo.
Anche se il tuo rapporto ha ormai le geometrie più sbagliate di quelle che videro coloro i quali furono chiamati dal morto Cthulhu che dorme sognando, non disperare che, appena la tua mogliettina sarà tornata ad essere autosufficiente, non tarderà a cercare di captare qualche pitecantropo che, ospitandola nella sua caverna, libererà la tua dall'ingombrante fardello che ella rappresenta.
Le geometrie torneranno ad essere corrette.
Ciao!
ve lo ricordate regalo di nozze (quello del puzzle) con ollio e stanlio?:rotfl::rotfl::rotfl::rotfl:
 

Rabarbaro

Escluso
Ire tu puoi, nella tua ritirata
a soddisfar funzion liberatoria
che i versi nostri t'hanno provocata

ma 'l mio rimar, tu sappi, è vecchia storia
è uso mio di quando in quando quivi
sfogar pensieri senza mirar gloria

né al farsi incoronare con ulivi
ma solo per diletto, solo un poco
giusto per far saper d'essere vivi.

Rabarbaro mi fa da tempo poco
da contraltar, da specchio responsore
entrambi ci diletta, questo gioco.

Anche con lo sgomento in fondo al cuore
la rima scorre nella mente aperta
e allevia pene, che qui son d'amore
Canta lo sfinter nella ritirata
a gran profusion e liberatoria
sì come l'arte che l'ha provocata!


Or che d'Ignavius conosco la storia
(ch'ei lamentò prìa ch'io fossi quivi)
privo lo vedo di mertata gloria,


Ch'incoronarlo dovrebbe d'ulivi
e farlo noto dovrebbe non poco
più di cert'altri sia morti che vivi,


Curvo servente una moglie dappoco,
pur non cercando alcun responsore,
piango la sorte di lui farsi gioco.


Come colui cui giustizia sta a cuore,
che guarda al mondo con l'anima aperta,
non posso soffrir che non regni amore!
 

Rabarbaro

Escluso
senti...dovresti usare quel famoso adesivo per la dentiera...così anche tu potrai mangiare la torta di noci:D
La mia dentiera è assicurata e fissata con ben saldi rivetti!
Magari quel famoso adesivo potrà far qualcosa per la giugulare recisa del povero Oloferne... che, poverino, mica l'aveva concupita lui controvoglia l'Artemisia!
 

Anna A

Utente di lunga data
No! Rinverdisci la memoria, grazie :D
non te lo ricordi?
va ben, insomma ollio sta per sposare la figlia del magnate del petrolio cucumber e stanlio per ragalo gli porta un puzzle e proprio mentre aspettano l'auto per recarsi al matrimonio iniziano a fare il puzzle... e tutti quelli che arrivano a casa partecipano... peccato che passa il tempo e nel casino si perde un pezzo del puzzle e ollio si dimentica di tutto. sposa disperata e suocero incazzato nero.
mr cucumber sostiene ... è in riferimento al giornale radio che ollio stava ascoltando prima dell'arrivo di stanlio, quando ancora tutto sembrava andare nel verso giusto..:rotfl::rotfl::rotfl::rotfl:
 

Fedifrago

Utente di lunga data
non te lo ricordi?
va ben, insomma ollio sta per sposare la figlia del magnate del petrolio cucumber e stanlio per ragalo gli porta un puzzle e proprio mentre aspettano l'auto per recarsi al matrimonio iniziano a fare il puzzle... e tutti quelli che arrivano a casa partecipano... peccato che passa il tempo e nel casino si perde un pezzo del puzzle e ollio si dimentica di tutto. sposa disperata e suocero incazzato nero.
mr cucumber sostiene ... è in riferimento al giornale radio che ollio stava ascoltando prima dell'arrivo di stanlio, quando ancora tutto sembrava andare nel verso giusto..:rotfl::rotfl::rotfl::rotfl:
Era la testa dell'indiana che mancava o ricordo male?

Messaggio subliminale...ollio aveva perso la testa....:sonar:
 

ignavius

Utente di lunga data
Eh, cosa vuol dire avere una cultura!

AnnaA, proprio non me lo ricordo. L'ultima volta che li ho visti credo non avessi ancora la patente. Peccato.
Buona giornata a tutti, ragazzi!
 

Quibbelqurz

Heroiken Sturmtruppen
Ecco: mia moglie si ritrova con un'ernia discale che la immobilizza pressoché totalmente ormai da una decina di giorni. Io la devo assistere per tutto, compreso portarla in bagno in spalla e riportarla a letto, farle le iniezioni eccetera, oltre chiaramente a tutto quanto inerente alle neessità di tutti i giorni per casa, cibo etc.. Ha dolori fortissimi, ed io ne so qualcosa avendo passato certi momenti prima di lei.
Questa cosa mi ha riportato indietro nel tempo, quando dopo la perdita del secondo bimbo mi ero trovato a doverla assistere, starle vicino costantemente, provvedere a tutto, pensare a tutto.
Esperienza strana. In parte mi trovo a non riuscire assolutamente a fare a meno di questo mio ruolo, che mi torna del tutto naturale esattamente come fu allora, in parte invece mi rode di fondo il suo mostrarsi così "grata" per la mia presenza, esattamente come lo fu allora, ma con la consapevolezza mia che l'unico risultato di allora è stato per me una scarpata nel culo.
Un tempo la baciavo e l'accarezzavo, tentavo ogni istante di starle vicino, di parlare, di giocare e scherzare.
Mi viene naturale pure ora, ma mi trattengo (a volte non ci riesco) perchè non voglio lasciarle credere di avermi ricomprato al prezzo di una momentanea infermità.
Ogni tanto salta fuori la sua vera natura, acida, distante, e mi ferisce ancora.
Continuo a pensare tra me e me di dirle: "ma se davvero mi vorresti ancora, come dici, perchè non fai nulla per riprendermi, neppure ora che sai che sto rischiando di prendere un'altra strada?!!!!".
Poi ci rifletto, e mi rendo conto che se lei facesse qualcosa per riprendermi, sarebbe la cosa peggiore che mi potrebbe accadere, perchè io molto probabilmente cederei, ma lei, purtroppo, non è cambiata: è sempre la stessa estranea.
La malattia ci rende più deboli e più aperti a cambiamenti nello stesso tempo, spesso con una dose inaspettata di buon umore. Tuttavia, i dolori possono essere tali da rimuovere ogni traccia di benevolenza. Soltanto chi è passato per la stessa via, se ne rende conto e può agire di conseguenza.
 
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