Arcistufo
Papero Talvolta Posseduto
Cosa non fare per non litigare con me
Gentili utenti, ma soprattutto lurkatori. Visto che ogni tre mesi arriva qualcuno a scoprire l’acqua calda, il bidet e il fatto che io non sia esattamente una hostess di Emirates, facciamo un piccolo manuale di sopravvivenza.
Così risparmiamo tempo, farmaci e ventisette post su “però i modi”.
Primo: non venite qui a cercare approvazione.
Il forum non è vostra madre, non è il vostro terapeuta, non è il prete, non è l’amica che vi dice “tu sei speciale” mentre scrolla Instagram e pensa alla cena. È un bar. Racconti una storia, il bancone reagisce. Se la storia sta in piedi, magari ti ascoltano. Se è una frittata di autoindulgenza con sopra il prezzemolo della vittima, qualcuno te lo dice.
Io, di solito.
Secondo: non presentate il dolore come documento d’identità.
“Ho sofferto” non significa “ho ragione”. Significa che hai sofferto. Punto. Pure chi sbaglia soffre, pure chi tradisce soffre, pure chi viene mollato soffre, pure quello che parcheggia in doppia fila soffre perché “dovevo solo prendere il caffè”. La sofferenza non è un titolo nobiliare. È una condizione umana con pessimo marketing. Ed è sempre meglio essere una persona che s'offre che una che soffre
Terzo: non fate i moralisti sulle corna.
Qui sopra c’è scritto tradimento.net, non “Piccole Vedette Lombarde della Monogamia”. Se vi scandalizza il tradimento come categoria, avete sbagliato insegna. Le corna non sono il meteorite che cade su una coppia perfetta. Spesso sono la crepa che rende visibile un edificio già lesionato. Poi certo, c’è chi le gestisce da signore e chi da scimpanzé col telefono in mano. Lì cambia tutto.
Quarto: non spiegatemi come dovrei parlare.
“Potresti dire le stesse cose con più gentilezza”. Certo. Potrei anche fare acquagym, mangiare semi di chia e chiamare “percorso” ogni cazzata che faccio. Ma il registro è parte del messaggio. Se una cosa va detta col guanto, uso il guanto. Se va detta con la roncola, uso la roncola. Se vi disturba, c’è l’ignore. Grande invenzione. Dopo il bidet, probabilmente la più civile. Meglio rischiare di passare da senza palle che confrontarvi con me e togliere ogni dubbio.
Quinto: non confondete il forum con uno sportello d’ascolto.
La psicologia esiste. Fuori. Pagata. Con una persona che ha studiato, fattura e magari non vi risponde tra un post sul sesso anale e una discussione sulle pensioni. Qui si chiacchiera. A volte si capisce qualcosa. A volte si ride. A volte si prende una pizza virtuale. Ma se avete un problema serio, andate da un professionista vero e mettete mano al portafogli. L’assoluzione aggratis è finita anche in parrocchia.
Sesto: non cucinate il racconto.
La versione in cui voi siete limpidi, l’altro è mostro, l’amante è destino, il marito è comodino, la moglie è strega, i figli sono cornice e la vita vi ha solo frainteso… si vede da lontano. Le storie non devono essere belle. Devono essere vere. La bellezza sta lì. Nell’autenticità. So che è dura, so pure che è difficile essere oggettivi quando ti rode il culo, ma qui siete anonimi e potete mettervi a nudo.
Settimo: non usate la sofferenza come scudo.
Il dolore va rispettato. La posa no. Quelli che indossano la ferita come una fascia da miss mi fanno venire voglia di invocare la selezione naturale, ma con garbo istituzionale. “Io ho sofferto quindi non puoi contestarmi” è la versione emotiva del parcheggio invalidi abusivo. Danno fastidio quasi quanto turisti e pescatori a strascico.
Ottavo: non tirate dentro la vita reale degli altri.
Questa non è una battuta. Potete raccontare di voi quello che volete: corna, amanti, letti, fallimenti, pompini commemorativi, fantasie con le melanzane, quello che vi pare. Ma non rendete riconoscibili mogli, mariti, figli, amanti, utenti, lavori, bar, indirizzi, profili social. Ognuno fa quello che vuole col culo suo. Non con quello degli altri. Sennò ve lo rompo col sale grosso.
Nono: non fate i pettegoli e poi i paladini.
Quelli che in pubblica fanno i civili e in privato girano screenshot, nomi, allusioni e mezze informazioni sono la vera fauna protetta del forum. Bisognerebbe mettergli il collarino col GPS e liberarli in un gruppo WhatsApp di condominio, il loro habitat naturale.
Decimo: non dite “ognuno ha la sua opinione” pensando di aver chiuso la partita.
No. Le opinioni non pesano tutte uguale. Conta chi parla, da dove parla, quanto ha vissuto, quanto paga quello che dice. L’opinione di chi si mette a nudo pesa più di quella della figurina che entra, sistema la cravatta morale e pontifica dalla tribuna. Anche un tostapane può avere un punto di vista, ma resta un tostapane.
Undicesimo: non prendetevela se non vi tratto come anime di cristallo.
Siamo adulti. O almeno così risulta all’anagrafe. Se raccontate una cazzata, qualcuno può dirvi che è una cazzata. Non è bullismo. Ognuno ha diritto a dire la sua, anche e soprattutto chi per questo posto si sbatte e si è sbattuto. E se veniste considerati fake, doppi utenti/esse, gente bannata che rientra, sta a voi convincerci del contrario, senza fare il giochino dell'offeso che tanto non attacca. Vabbè
Dodicesimo: non scambiatemi per il vostro trauma.
Io non sono il vostro ex, il marito che vi ha tradito, la moglie che vi ha lasciato, l’amante che non vi ha scelto, il maschio brutto e cattivo, il padre assente o il compagno della vostra compagna che dorme nel lettone. Se vi ricordo l'ultimo pisello che avete baciato per interposta persona, non è un problema mio.
In sintesi: portate materia vera, non fate i santi, non fate i furbi, non fate i martiri, non mettete in piazza la vita reale degli altri e non chiedete ogni cinque minuti un ambiente più accogliente.
Il forum è questo: un bar con l’insegna mezza fulminata, il bancone segnato, due tavoli che traballano e gente che ogni tanto dice una verità tra una bestemmia e un caffè.
Se vi serve silenzio, andate in biblioteca.
Se vi serve assoluzione, andate in chiesa.
Se vi serve uno che vi dica “poverino”, chiamate vostra zia.
Qui, se vi va bene, vi arriva una risposta.
Se vi va male, pure quella giusta.
Se vi va malissimo, diventate protagonisti di pagine leggendarie
Gentili utenti, ma soprattutto lurkatori. Visto che ogni tre mesi arriva qualcuno a scoprire l’acqua calda, il bidet e il fatto che io non sia esattamente una hostess di Emirates, facciamo un piccolo manuale di sopravvivenza.
Così risparmiamo tempo, farmaci e ventisette post su “però i modi”.
Primo: non venite qui a cercare approvazione.
Il forum non è vostra madre, non è il vostro terapeuta, non è il prete, non è l’amica che vi dice “tu sei speciale” mentre scrolla Instagram e pensa alla cena. È un bar. Racconti una storia, il bancone reagisce. Se la storia sta in piedi, magari ti ascoltano. Se è una frittata di autoindulgenza con sopra il prezzemolo della vittima, qualcuno te lo dice.
Io, di solito.
Secondo: non presentate il dolore come documento d’identità.
“Ho sofferto” non significa “ho ragione”. Significa che hai sofferto. Punto. Pure chi sbaglia soffre, pure chi tradisce soffre, pure chi viene mollato soffre, pure quello che parcheggia in doppia fila soffre perché “dovevo solo prendere il caffè”. La sofferenza non è un titolo nobiliare. È una condizione umana con pessimo marketing. Ed è sempre meglio essere una persona che s'offre che una che soffre
Terzo: non fate i moralisti sulle corna.
Qui sopra c’è scritto tradimento.net, non “Piccole Vedette Lombarde della Monogamia”. Se vi scandalizza il tradimento come categoria, avete sbagliato insegna. Le corna non sono il meteorite che cade su una coppia perfetta. Spesso sono la crepa che rende visibile un edificio già lesionato. Poi certo, c’è chi le gestisce da signore e chi da scimpanzé col telefono in mano. Lì cambia tutto.
Quarto: non spiegatemi come dovrei parlare.
“Potresti dire le stesse cose con più gentilezza”. Certo. Potrei anche fare acquagym, mangiare semi di chia e chiamare “percorso” ogni cazzata che faccio. Ma il registro è parte del messaggio. Se una cosa va detta col guanto, uso il guanto. Se va detta con la roncola, uso la roncola. Se vi disturba, c’è l’ignore. Grande invenzione. Dopo il bidet, probabilmente la più civile. Meglio rischiare di passare da senza palle che confrontarvi con me e togliere ogni dubbio.
Quinto: non confondete il forum con uno sportello d’ascolto.
La psicologia esiste. Fuori. Pagata. Con una persona che ha studiato, fattura e magari non vi risponde tra un post sul sesso anale e una discussione sulle pensioni. Qui si chiacchiera. A volte si capisce qualcosa. A volte si ride. A volte si prende una pizza virtuale. Ma se avete un problema serio, andate da un professionista vero e mettete mano al portafogli. L’assoluzione aggratis è finita anche in parrocchia.
Sesto: non cucinate il racconto.
La versione in cui voi siete limpidi, l’altro è mostro, l’amante è destino, il marito è comodino, la moglie è strega, i figli sono cornice e la vita vi ha solo frainteso… si vede da lontano. Le storie non devono essere belle. Devono essere vere. La bellezza sta lì. Nell’autenticità. So che è dura, so pure che è difficile essere oggettivi quando ti rode il culo, ma qui siete anonimi e potete mettervi a nudo.
Settimo: non usate la sofferenza come scudo.
Il dolore va rispettato. La posa no. Quelli che indossano la ferita come una fascia da miss mi fanno venire voglia di invocare la selezione naturale, ma con garbo istituzionale. “Io ho sofferto quindi non puoi contestarmi” è la versione emotiva del parcheggio invalidi abusivo. Danno fastidio quasi quanto turisti e pescatori a strascico.
Ottavo: non tirate dentro la vita reale degli altri.
Questa non è una battuta. Potete raccontare di voi quello che volete: corna, amanti, letti, fallimenti, pompini commemorativi, fantasie con le melanzane, quello che vi pare. Ma non rendete riconoscibili mogli, mariti, figli, amanti, utenti, lavori, bar, indirizzi, profili social. Ognuno fa quello che vuole col culo suo. Non con quello degli altri. Sennò ve lo rompo col sale grosso.
Nono: non fate i pettegoli e poi i paladini.
Quelli che in pubblica fanno i civili e in privato girano screenshot, nomi, allusioni e mezze informazioni sono la vera fauna protetta del forum. Bisognerebbe mettergli il collarino col GPS e liberarli in un gruppo WhatsApp di condominio, il loro habitat naturale.
Decimo: non dite “ognuno ha la sua opinione” pensando di aver chiuso la partita.
No. Le opinioni non pesano tutte uguale. Conta chi parla, da dove parla, quanto ha vissuto, quanto paga quello che dice. L’opinione di chi si mette a nudo pesa più di quella della figurina che entra, sistema la cravatta morale e pontifica dalla tribuna. Anche un tostapane può avere un punto di vista, ma resta un tostapane.
Undicesimo: non prendetevela se non vi tratto come anime di cristallo.
Siamo adulti. O almeno così risulta all’anagrafe. Se raccontate una cazzata, qualcuno può dirvi che è una cazzata. Non è bullismo. Ognuno ha diritto a dire la sua, anche e soprattutto chi per questo posto si sbatte e si è sbattuto. E se veniste considerati fake, doppi utenti/esse, gente bannata che rientra, sta a voi convincerci del contrario, senza fare il giochino dell'offeso che tanto non attacca. Vabbè
Dodicesimo: non scambiatemi per il vostro trauma.
Io non sono il vostro ex, il marito che vi ha tradito, la moglie che vi ha lasciato, l’amante che non vi ha scelto, il maschio brutto e cattivo, il padre assente o il compagno della vostra compagna che dorme nel lettone. Se vi ricordo l'ultimo pisello che avete baciato per interposta persona, non è un problema mio.
In sintesi: portate materia vera, non fate i santi, non fate i furbi, non fate i martiri, non mettete in piazza la vita reale degli altri e non chiedete ogni cinque minuti un ambiente più accogliente.
Il forum è questo: un bar con l’insegna mezza fulminata, il bancone segnato, due tavoli che traballano e gente che ogni tanto dice una verità tra una bestemmia e un caffè.
Se vi serve silenzio, andate in biblioteca.
Se vi serve assoluzione, andate in chiesa.
Se vi serve uno che vi dica “poverino”, chiamate vostra zia.
Qui, se vi va bene, vi arriva una risposta.
Se vi va male, pure quella giusta.
Se vi va malissimo, diventate protagonisti di pagine leggendarie
