Ho capito, ma secondo me stai inventando una terra di mezzo che quasi non esiste.
Vogliamo fare casistica?
Donne innamoratissime del marito, che però hanno una fame sessuale particolare e quindi cercano fuori quello che in casa non trovano? Pochissime. E quando succede, quasi sempre non arrivano già apparecchiate. Vengono stappate dall’amante. Prima avevano un odore di perversione sotto pelle, un prurito, un’immagine, una curiosità mai detta. Poi arriva uno che sa dove mettere le mani, soprattutto in testa, e gli apre la stanza.
Da lì in poi il corpo segue.
Perché le porcate cominciano dal cervello scopato bene. Il resto è logistica.
Donne che cercano fuori perché il legittimo è diventato un reparto geriatrico emotivo? Più di qualcuna. Mariti depressi dopo un licenziamento, uomini che si sono sgonfiati, malattie, fallimenti, gente che invece di rimettersi in piedi si siede al centro della casa e pretende che tutti gli altri facciano piano perché lui soffre. Io sono fatto male, lo so, ma continuo a pensare che un uomo, quando si sente debole, dovrebbe isolarsi, risolversi i cazzi suoi e poi tornare in relazione quando può reggere il peso della propria ombra.
Sì, sindrome del maschio alfa, chiamatela come vi pare. Sopravviverò.
Poi ci sono le troie dentro, quelle che si sposano già con la riserva mentale di andare a raccogliere cazzi in giro appena il riso è finito nei capelli?
Praticamente nessuna.
Almeno tra quelle che ho conosciuto io. Si sposano quasi tutte con le migliori intenzioni. Ci credono. Vogliono farcela. Magari hanno il panico, qualche tremolio, qualche nostalgia preventiva della figa o del cazzo libero, ma ci provano davvero. Quelle che si sono sposate per forza, perché era ora, perché il giro diceva quello, perché la famiglia spingeva, di solito non hanno tradito meglio: si sono quasi sempre lasciate.
Il punto non è che
@Nicky o
@Ginevra65 le conosciamo e quindi ci sembra più facile capirle.
Il punto è che il tradimento nasce quasi sempre dalla sciatteria. Dal sedersi. Da quella fase in cui la relazione smette di vivere nelle aspettative e comincia a muoversi nel presente. E lì cascano quasi tutti.
Una delle lezioni più grosse che ho imparato dagli imprenditori è questa: quando firmi un contratto, il lavoro comincia. Non finisce. Per chi vive di pezzi di carta come me, invece, spesso il lavoro è arrivare alla firma. Dopo brindisi, penna Montblanc, stretta di mano e tutti a casa.
Nelle relazioni è uguale.
Il corteggiamento, la ruota, i messaggi, il futuro immaginato, il “noi”, i viaggi pensati, le prime scopate con la pelle tesa e la faccia da animale affamato sono solo preliminari. Bellissimi, certo. Ma preliminari.
La relazione vera comincia dopo, quando il presente ti entra dentro.
Lì o trasformi il quotidiano in un porno continuo di cervelli che si scopano, corpi che si cercano e vite che si supportano perché sotto c’è ancora sangue, oppure muori male. Magari educatamente, magari con le bollette pagate e i biscotti comprati. Ma muori.
Ed è qui che secondo me
@Ginevra65 sbaglia alla grandissima quando dice che la voglia di scopare e di piacersi nasca dall’affetto.
No.
È il contrario.
Prima viene il sangue. Prima viene la pelle. Prima viene quella cosa indecorosa per cui guardi qualcuno e ti viene voglia di spostargli la vita di tre centimetri, mordendogliela se serve. Poi, dopo, sei pure più tenero, più largo, più disposto a portare giù l’immondizia cantando.
Oggi pomeriggio ho preso la bionda e l’ho fatta miagolare mentre me la inculavo per due ore e mezza. Adesso la guardo con gli occhi a cuoricino e pure lei anche se ha i doloretti. O forse proprio per quelli.
Guai a invertire l’ordine.
Prima il corpo, poi il cervello. Poi la fedeltà o il tradimento.
Dopo.