ParmaLetale
Utente cornasubente per diritto divino
Più che indole per me sono abitudini, a volte buone, a volte pessimeNon sempre è una questione di indole.
Più che indole per me sono abitudini, a volte buone, a volte pessimeNon sempre è una questione di indole.
Sta cosa fa acqua da tutte le parti.ma non lo definirei anaffettivo, perché, ad esempio, magari va a fare la spesa e mi porta i biscotti che mi piacciono ed è il suo modo per manifestare affetto.
Se uno pensa di essere in una situazione di gran lusso, non c'è disagio.Magari c'è gente per cui una zona beta sarebbe un gran lusso
Il punto, secondo me, è che è tutto relativo, per cui non esiste una zona beta assoluta, perchè dipende da come interpreti la situazione, ad esempio da dove arrivi, dove vorresti andare, dal contesto che magari ti vuole inculare col mito del miglioramento continuo fine a se stesso ecc ecc ecc. A volte è bene cambiare la situazione, altre volte è meglio cambiare l'interpretazioneSe uno pensa di essere in una situazione di gran lusso, non c'è disagio.
Una situazione dolorosa attiva le difese e ci spinge a cambiare, una situazione di disagio tollerabile no, ma, a volte, nel lungo periodo crea un danno persino maggiore.
A volte per cambiare occorre una spinta più forte e a quel punto ci si accorge che si stava vivendo un disagio dannoso e che le alternative in realtà esistevano.
Però è chiaro che se ci sei dentro, non te ne accorgi. Io, poi, con il fatto che sono resiliente e ottimista, avverto anche poco i disagi.
È come uno si vede in un contesto.Se uno pensa di essere in una situazione di gran lusso, non c'è disagio.
Una situazione dolorosa attiva le difese e ci spinge a cambiare, una situazione di disagio tollerabile no, ma, a volte, nel lungo periodo crea un danno persino maggiore.
A volte per cambiare occorre una spinta più forte e a quel punto ci si accorge che si stava vivendo un disagio dannoso e che le alternative in realtà esistevano.
Però è chiaro che se ci sei dentro, non te ne accorgi. Io, poi, con il fatto che sono resiliente e ottimista, avverto anche poco i disagi.
Esatto. E sono vere entrambe le cose. Anche io mi vedo in entrambi i modi, infatti da una parte sto bene, dall'altra cerco di sfuggire.È come uno si vede in un contesto.
Tu ti vedi resiliente ed ottimista da fuori magari ti si vede manipolabile e accondiscendente.
Tu non vivi il disagio,da fuori ci si domanda come una persona riesca a vivere in una tale situazione.
Ho un'amica che ha un marito rompicazzo all'infinito e oltre.
A tutti lei sembra uno zerbino, lei in realtà non reagisce purché abbia ciò che desidera,non lavora ha tanti soldi da spendere come vuole,fa 3 mesi al mare,escono spessissimo a cena in ristoranti costosi.
Ritiene il prezzo da pagare congruo.
Tu subisci il giudizio di chi ti sta accanto, rinunciando.Esatto. E sono vere entrambe le cose. Anche io mi vedo in entrambi i modi, infatti da una parte sto bene, dall'altra cerco di sfuggire.
Mia sorella è un po' come la tua amica, non è opportunista perchè lavora, ma ha sempre voluto una famiglia e un buon benessere economico, quindi anche se il marito è pesante soprassiede e guarda allo stile di vita che riesce ad avere. Ma era così anche da bambina, lei sapeva quello che voleva e ignorava i miei genitori se la ostacolavano, io cercavo o di ragionarci o mi adattavo.
Più di quanto dovrei, ma dipende anche da me, dalla mia difficoltà di stare bene se non stanno bene gli altri. Sopportare questo genere di disagio per me è lo scoglio più pesante. Ci provo ma è sempre il punto in cui mi incaglio.Tu subisci il giudizio di chi ti sta accanto, rinunciando.
Tua sorella persegue il suo obbiettivo,ma i conti devono tornare a suo favore.
A te sembra di rinunciare spesso?
In che senso vaghi? I motivi di contrasto o insoddisfazione le persone li sanno e ne parlano in concreto tra loro.Sono sempre discorsi vaghi.
C’è chi soffre perché non fa continui weekend e chi è beato di passarli dalla suocera.
Dicevo quiIn che senso vaghi? I motivi di contrasto o insoddisfazione le persone li sanno e ne parlano in concreto tra loro.
In questa parte della discussione, penso che il tema sia la differenza nel modo di esprimere sentimenti e affetto e, ancor meglio, la difficoltà nel sostenere una relazioni di coppia in cui si soffre per la mancanza di manifestazioni di sentimenti e affetto.Dicevo qui![]()
Quindi ti senti una responsabilità di fare star bene gli altri,ma è una cosa tua o gli altri usano questo tuo "senso di colpa"Più di quanto dovrei, ma dipende anche da me, dalla mia difficoltà di stare bene se non stanno bene gli altri. Sopportare questo genere di disagio per me è lo scoglio più pesante. Ci provo ma è sempre il punto in cui mi incaglio.
Non credo di avere incontrato persone che abbiano consapevolmente usato questa mia caaratteristica per trarne vantaggio. Mi accorgo se qualcuno agisce in modo malevolo. Inconsapevolmente sì, per debolezza, egoismo.Quindi ti senti una responsabilità di fare star bene gli altri,ma è una cosa tua o gli altri usano questo tuo "senso di colpa"
La fregatura sta esattamente lì.Il punto, secondo me, è che è tutto relativo, per cui non esiste una zona beta assoluta, perchè dipende da come interpreti la situazione, ad esempio da dove arrivi, dove vorresti andare, dal contesto che magari ti vuole inculare col mito del miglioramento continuo fine a se stesso ecc ecc ecc. A volte è bene cambiare la situazione, altre volte è meglio cambiare l'interpretazione
E' come quando a scuola se trasmetti tuo malgrado l'immagine di essere uno che non reagisce e non reagisci al primo coppino, dopo una settimana ovunque passi ti tirano coppini. Poi puoi mandare all'ospedale uno dei tiratori di coppini e la piantano, eccome se la piantano, ma l'immagine che dai te la porti dietro e appena cambiato ambiente devi mandare all'ospedale qualcun'altro, una menata continua che non tocca a chi non dà quell'immagine di sèNon credo di avere incontrato persone che abbiano consapevolmente usato questa mia caaratteristica per trarne vantaggio. Mi accorgo se qualcuno agisce in modo malevolo. Inconsapevolmente sì, per debolezza, egoismo.
Il fatto è che spesso sono stata apprezzata solo per questo e alla fine ti entra in testa l'idea di non avere altro. Togliere convinzioni così radicate è un lavoro che ti accompagna poi sempre.
Io penso che sia ben più facile valutare casi ai limiti della sopportazione come proprio @Nicky e @Ginevra65, che difficilmente qualcuno potrebbe trovare tollerabili, dall'esterno, e che giustamente spiegano molto bene perchè si è arrivati al tradimento, che ci sta. La fregatura secondo me è nei casi intermedi, dove il bilancio costi benefici non è così demmerdaLa fregatura sta esattamente lì.
Il cervello è bravissimo a farsi tornare i conti. Più tempo ti dai per capire, più tempo gli dai per trovare una scappatoia e riportarti alla conclusione che volevi prendere dall’inizio.
Se vuoi restare in una situazione di merda perché la tua comfort zone è l’immobilità, anche l’immobilità nella merda diventa comfort zone. Dopo un po’ non la chiami più paura. La chiami prudenza, complessità, relatività, interpretazione, ma la verità è che hai paura di domani.
Chi tradisce, tradisce sempre per non far saltare il banco. Altrimenti lascerebbe. Stai con qualcuno che dovresti levarti dal cazzo. Ma non vuoi, o non puoi.
Quindi scarichi altrove senza rompere gli equilibri.
E sai benissimo come la penso sul tradimento: per me può essere una scelta pienamente giustificata. @Nicky o @Ginevra65, per dire, fanno benissimo se quella cosa le tiene vive, funzionali, intere abbastanza da non buttare giù tutto il palazzo.
L’importante è non raccontarsela in forma compensativa.
Un marito che ti compra i biscotti ma ti costringe a pietire un bacio non ti ama. O non ti ama più. Punto. Poi magari resta un buon padre, un buon coinquilino, una presenza utile, una persona decente, un pezzo della tua storia. Ma l’amore è un’altra cosa, e ci hai rinunciato. Almeno dentro casa.
Se valga la pena restare con una persona così per mille motivi — figli, soldi, abitudine, tenerezza, paura, gratitudine, quiete, età, stanchezza — lo sa solo chi ci sta dentro.
Però quella non è più interpretazione, è la sua degenerazione. Infatti poi si sta anni a scrivere sui forum per passare il tempo guardando fuori la gente che ricomincia, pure a 60 anni.
Ma io lo so che non mi ama. Non so se lo sa lui, perchè per me è lui che se la racconta, che non vuole guardare.L’importante è non raccontarsela in forma compensativa.
Un marito che ti compra i biscotti ma ti costringe a pietire un bacio non ti ama. O non ti ama più. Punto. Poi magari resta un buon padre, un buon coinquilino, una presenza utile, una persona decente, un pezzo della tua storia. Ma l’amore è un’altra cosa, e ci hai rinunciato. Almeno dentro casa.
Ho capito, ma secondo me stai inventando una terra di mezzo che quasi non esiste.Io penso che sia ben più facile valutare casi ai limiti della sopportazione come proprio @Nicky e @Ginevra65, che difficilmente qualcuno potrebbe trovare tollerabili, dall'esterno, e che giustamente spiegano molto bene perchè si è arrivati al tradimento, che ci sta. La fregatura secondo me è nei casi intermedi, dove il bilancio costi benefici non è così demmerda
Tesoro lo sai che ti voglio bene ma nulla vediamo nello stesso modo. Tuo marito non si racconta che ti ama. Si è creato una sua dimensione in cui sta comodo lui e gli altri si adattano.Ma io lo so che non mi ama. Non so se lo sa lui, perchè per me è lui che se la racconta, che non vuole guardare.
Ma questa cosa me la sono messa via da tempo, di certo non cerco l'amore a casa.
Però che sia almeno affezionato, daipassi l'ex amante, che ancora un po' c'è mancato che mi dicesse, scusa come hai detto che ti chiamavi, ma almeno il marito
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