Chi mi sta sulle ballePer rapinare chi?
Chi mi sta sulle ballePer rapinare chi?
Ora non dico di arrivare a livello Natural Born Killers, però, per darti un'idea, prova a pensare a Kim e Jimmy in Better call SaulPer rapinare chi?
Eh sì, parecchioChe romanticona![]()
Grazie.
Mi hai illuminata.
Mai ho percepito una cosa del genere.
La potremmo definire “sindrome di Romeo e Giulietta“?
Non sarebbe più adeguato il termine collaborazione a un progetto?
Mi sono sempre chiesto perché ad un certo punto per definire una coppia funzionale e funzionante sia entrato in uso questo concetto di "partecipanti ad un progetto".A me complicità fa pensare ai rapinatori.
Perché la gente è scema. Così Finisce cornuta e nemmeno capisce il perché.Mi sono sempre chiesto perché ad un certo punto per definire una coppia funzionale e funzionante sia entrato in uso questo concetto di "partecipanti ad un progetto"..
Infatti… pensaci.Ora non dico di arrivare a livello Natural Born Killers, però, per darti un'idea, prova a pensare a Kim e Jimmy in Better call Saul
Il progetto è amarsi, con la consapevolezza che è in gran parte spontaneo, ma anche un effetto della volontà e dell’impegno.Mi sono sempre chiesto perché ad un certo punto per definire una coppia funzionale e funzionante sia entrato in uso questo concetto di "partecipanti ad un progetto".
Da queste risposte, un'ipotesi potrebbe essere che la nuova definizione vuole mettersi in contrapposizione con il concetto di "amore" (nel senso di "ammmore", in stile romanzo Harmony), per stare a significare una maggiore consapevolezza, maturità e collaborazione rispetto a qualcosa che "succede come per magia" e ti colpisce come un mattone in testa mentre cammini o come un tumore.
Personalmente trovo triste il concetto di "progetto" applicato ad una coppia, soprattutto perché sposta il fuoco dalle persone ed il loro relazionarsi per metterlo su qualcosa che potrebbe funzionare anche semplicemente tra due sconosciuti che sottoscrivono un accordo finalizzato all'esecuzione del progetto stesso.
In quarant'anni insieme, non ho mai pensato a (quella che adesso è) mia moglie come ad una collaboratrice ad un progetto, anche nei momenti in cui questo sarebbe stato applicabile: comprare casa, fare figli, gestire i due spicci che abbiamo.
Al netto del fatto che faccio fatica a descrivere la funzionalità di una relazione in pochi aggettivi, soprattutto se è molto lunga, "complice" mi sembra comunque molto più appropriato che "collaboratrice di un progetto". Soprattutto, il termine non mi ha mai fatto pensare alla criminalità. In questo, sono supportato dal fatto che le parole hanno quasi sempre più di un significato e la Treccani definisce come "complicità" anche la "perfetta intesa".
Tra le cose di cui parla il rito (civile) del matrimonio, una che non è citata neanche una volta è l'amore.Il progetto è amarsi, con la consapevolezza che è in gran parte spontaneo, ma anche un effetto della volontà e dell’impegno.
Altrimenti che altro significherebbero le promesse, legali e elaborate dagli sposi? Anche se non ci si sposa ci vuole impegno.
Le relazioni affettive, anche l’amicizia, possono avere alla base una alleanza contro o una alleanza per.Tra le cose di cui parla il rito (civile) del matrimonio, una che non è citata neanche una volta è l'amore.
Che siano necessari volontà e impegno per coltivare l'amore, qualunque cosa esso sia, nulla quaestio.
Che sia un progetto... Bah. Io non lo definirei così.
Proseguo.Le relazioni affettive, anche l’amicizia, possono avere alla base una alleanza contro o una alleanza per.
Questo è il motivo per cui se un figlio o una figlia ha una relazione con una persona che non ci piace, i genitori non ostacolano apertamente, si rafforzerebbe.
Lo so bene che c’è chi vede come positivo l’alleanza contro e la si vede in vari contesti, più o meno accettabili, dalla competizione tra scuole, le tifoserie e le bande giovanili, in politica e nell’esercito.
Un nemico è un potente collante.
Invece a lungo termine funziona meglio l’alleanza per.
Purtroppo molti (la maggioranza?) si trova bene nella alleanza contro.
Per me amarsi non può essere un progetto. Avere cura di sè, dell'altro, della relazione con l'altro può essere un progetto in cui impegnarsi, sulla base dell'amore.Il progetto è amarsi, con la consapevolezza che è in gran parte spontaneo, ma anche un effetto della volontà e dell’impegno.
Altrimenti che altro significherebbero le promesse, legali e elaborate dagli sposi? Anche se non ci si sposa ci vuole impegno.
Ma io mica ho negato questo. Ho negato la complicità che implica un “nemico“.Per me amarsi non può essere un progetto. Avere cura di sè, dell'altro, della relazione con l'altro può essere un progetto in cui impegnarsi, sulla base dell'amore.
Ma l'amore resta un sentimento, non del tutto nelle nostre mani e va bene così.
Ne vedi di film èMa io mica ho negato questo. Ho negato la complicità che implica un “nemico“.
Chi costruisce storie, romanzi, racconti, sceneggiatura, deve stabilire un vilain, un antagonista , un nemico. Esemplare è Batman. Ma anche i western classici, con addirittura con il cappello nero.
È funzionale alla costruzione della storia.
Attualmente però si costruiscono storie più complesse in cui non è immediato individuare l’antagonista.. Talvolta l’antagonista è il protagonista stesso in lotta con se stesso.
In una coppia chi è il nemico?
A volte si diventa l’uno l’antagonista dell’altro e si trova alleanza nell’amante.
È la coppia che ha i nemici, interni ed esterni.Ma io mica ho negato questo. Ho negato la complicità che implica un “nemico“.
Chi costruisce storie, romanzi, racconti, sceneggiatura, deve stabilire un vilain, un antagonista , un nemico. Esemplare è Batman. Ma anche i western classici, con addirittura con il cappello nero.
È funzionale alla costruzione della storia.
Attualmente però si costruiscono storie più complesse in cui non è immediato individuare l’antagonista.. Talvolta l’antagonista è il protagonista stesso in lotta con se stesso.
In una coppia chi è il nemico?
A volte si diventa l’uno l’antagonista dell’altro e si trova alleanza nell’amante.
Certo che bisogna estrapolare cosa si vuole dire ,in questo tuo scritto molte coseÈ la coppia che ha i nemici, interni ed esterni.
Pensa a tutte le cose che sono necessarie, giuste, prioritarie a loro volta, ma che ci cambiano, ci allontanano dalla persona amata. O tutte le nostre spinte interne che ci portano in direzioni diverse dalla cura della relazione.
È più facile trovarsi lontani che restare insieme davvero. Chi ci riesce, lo è anche perchè è rimasto complice di fronte ai nemici.
Ho anche una cultura cinematografica.Ne vedi di film è
Ma chi sono i nemici?È la coppia che ha i nemici, interni ed esterni.
Pensa a tutte le cose che sono necessarie, giuste, prioritarie a loro volta, ma che ci cambiano, ci allontanano dalla persona amata. O tutte le nostre spinte interne che ci portano in direzioni diverse dalla cura della relazione.
È più facile trovarsi lontani che restare insieme davvero. Chi ci riesce, lo è anche perchè è rimasto complice di fronte ai nemici.
Lo si capisce dalle tue citazioni e da commenti che fai ,del resto non avevo dubbi della tua intelligenza ,io invece ricordo tutti i fatti narratimi da altri , e quelli che mi sono capiti o venuto a conoscenza ,partiamo da quelli dell'elementari?Ho anche una cultura cinematografica.
Chi ci riesce, principalmente è perché ha avuto culo.È la coppia che ha i nemici, interni ed esterni.
Pensa a tutte le cose che sono necessarie, giuste, prioritarie a loro volta, ma che ci cambiano, ci allontanano dalla persona amata. O tutte le nostre spinte interne che ci portano in direzioni diverse dalla cura della relazione.
È più facile trovarsi lontani che restare insieme davvero. Chi ci riesce, lo è anche perchè è rimasto complice di fronte ai nemici.
Ognuno di noi che ha visto la propria coppia non essere ciò che poteva essere, sa quali sono stati e da cosa è stato sconfitto, penso.Ma chi sono i nemici?