Aiuto per favore

HP72

Utente di lunga data
Periodicamente approda nel forum un figlio o una figlia che si trovano in questa situazione.
Che siano reali o no mi pare che sia irrilevante al fine dello svolgimento della discussione.
Ovviamente non è irrilevante essere veri figli in una situazione del genere.
Quello che mi sorprende sempre è l’incapacità di chi interviene sia di mettersi nei panni di un figlio e di comprendere la lacerazione profonda che causa un evento del genere.
Sia il tentativo amorale di proteggersi, per chi ha tradito, anche solo dal pensiero che un figlio possa giudicare i genitori, come se bastasse proclamare i principi che i genitori sono umani e che i figli non debbano entrare nel rapporto tra i genitori per essere salvaguardati da questa possibilità.
La cosa è ancor più curioso perché se poi in altri thread si parla del rapporto con i genitori...eccome se lo giudicano e condannano.

Credo che se questo posto serve solo per trovarsi tra complici, da qualunque parte e ruolo ci si ponga, per autossolversi, sia un luogo inutile, meglio un bar e farsi un mojito.

Penso che qui si dovrebbe capire qualcosa di sé e perché si fanno le cose, fuori dallo schema tribunalizio, poi fate come vi pare.
Concordo su tutta la linea ....
 

patroclo

Utente di lunga data
Sono loro che mi hanno inculcato che faccio parte di qualcosa di grande e questo qualcosa si chiama famiglia. Non ci capiamo, lascia perdere.
Vado in studio, provo a combinar qualcosa.
....secondo me sei tu che, magari sconvolto dalla situazione, vedi ancora le cose in maniera poco autonoma e indipendendente rispetto al tuo nucleo originario. Non dico che superata una certa età si dimentichino le origini ma semplicemente che bisogna prendere un certo distacco, che non è negazione ma chiamiamola crescita. Anch'io ho lavorato anni in famiglia e so che le dinamiche tendono a prolungarsi più del dovuto.

Circa 30 pagine fa ti ho chiesto se tua madre era stata una brava madre ( ante tradimento , ovviamente) ma non hai risposto.
 

Mariben

Utente di lunga data
Quando ti ha detto quella frase tu lo avevi "esplicitamente invitato" a interessarsi della cosa oppure il fatto che tuo figlio ti abbia parlato significa forse, forse, che in una famiglia ci sono interventi, intromissioni se preferisci chiamarle così, che si fanno indipendentemente dal fatto che i familiari te lo chiedano o meno per il puro interesse, affetto, che provano?

Certo che me lo ha chiesto per interesse . affetto ecc ecc . come io gli ho chiesto , quando ne ho avuto sentore , cosa stava succedendo nella sua famiglia ma in tutti i casi era un interessamento affettuoso e non giudicante.In entrambi i casi si sentiva lontano un miglio che non stavamo bene , allora io ora mio figlio. Da qui a intromettersi dando direttive, ricattando affettivamente e minacciare ce n'è di strada.
Mio figlio non mi ha imposto di parlarne con suo padre e io quando ho saputo che mia nuora aveva un altro non ho fiatato , proprio in virtù del bene che ci vogliamo le ferite si curano non si infiammano
 

Mariben

Utente di lunga data
Periodicamente approda nel forum un figlio o una figlia che si trovano in questa situazione.
Che siano reali o no mi pare che sia irrilevante al fine dello svolgimento della discussione.
Ovviamente non è irrilevante essere veri figli in una situazione del genere.
Quello che mi sorprende sempre è l’incapacità di chi interviene sia di mettersi nei panni di un figlio e di comprendere la lacerazione profonda che causa un evento del genere.
Sia il tentativo amorale di proteggersi, per chi ha tradito, anche solo dal pensiero che un figlio possa giudicare i genitori, come se bastasse proclamare i principi che i genitori sono umani e che i figli non debbano entrare nel rapporto tra i genitori per essere salvaguardati da questa possibilità.
La cosa è ancor più curioso perché se poi in altri thread si parla del rapporto con i genitori...eccome se lo giudicano e condannano.

Credo che se questo posto serve solo per trovarsi tra complici, da qualunque parte e ruolo ci si ponga, per autossolversi, sia un luogo inutile, meglio un bar e farsi un mojito.

Penso che qui si dovrebbe capire qualcosa di sé e perché si fanno le cose, fuori dallo schema tribunalizio, poi fate come vi pare.

Non si nega il dolore o la rabbia che una scoperta del genere possano provocare
In questo specifico caso si è tentato, più o meno tutti, di limitare i danni che tale dolore e rabbia avrebbero procurato
sopratutto al padre. IO ho avuto paura, terrore direi che i miei figli mi giudicassero e si allontanassero da me ma nello stesso tempo sapevo che era una mia scelta e che qualunque fosse stato il loro giudizio e comportamento non avrei permesso a loro di farmi cambiare strada o progetto. NON dopo che erano sufficentemente cresciuti e autonomi.
Mi è andata bene... mettiamola così
 

HP72

Utente di lunga data
Certo che me lo ha chiesto per interesse . affetto ecc ecc . come io gli ho chiesto , quando ne ho avuto sentore , cosa stava succedendo nella sua famiglia ma in tutti i casi era un interessamento affettuoso e non giudicante.In entrambi i casi si sentiva lontano un miglio che non stavamo bene , allora io ora mio figlio. Da qui a intromettersi dando direttive, ricattando affettivamente e minacciare ce n'è di strada.
Mio figlio non mi ha imposto di parlarne con suo padre e io quando ho saputo che mia nuora aveva un altro non ho fiatato , proprio in virtù del bene che ci vogliamo le ferite si curano non si infiammano
Tutti giudichiamo tutti, questo ci infastidisce ma è perfettamente normale
Quando hai saputo che tua nuora aveva un altro, tuo figlio lo sapeva già?
 

Mariben

Utente di lunga data
Io ti ho dato lo stesso consiglio.
Per limitare i danni.
Perché la tua percezione di quello che è accaduto ora è diversa da quella che sarà tra 6 mesi, pertanto tutto deve essere metabolizzato e compreso prima di essere dato in pasto ad altri e creare una reazione a catena che coinvolgerà sempre più persone in situazioni che sono o possono diventare drammatiche, perché non si agisce MAI quando non si è abbastanza coscienti e razionali per fare la scelta più conveniente o anche solo meno dannosa per te e per tutti, perché la vita di coppia e intima dei tuoi genitori non è affare tuo come per loro non lo è la tua, perché tuo padre non è detto che voglia finire coinvolto in questa storia, perché tua madre esige rispetto anche quando sbaglia e vale più dei valori che tu hai introiettato, perché semplicemente la tua fidanzata è più matura di te e per una volta nella vita vale la pena ascoltarla.
Tutti giudichiamo tutti, questo ci infastidisce ma è perfettamente normale
Quando hai saputo che tua nuora aveva un altro, tuo figlio lo sapeva già?
No l ha saputo da lei mesi dopo
 

Mat78

Utente di lunga data
Periodicamente approda nel forum un figlio o una figlia che si trovano in questa situazione.
Che siano reali o no mi pare che sia irrilevante al fine dello svolgimento della discussione.
Ovviamente non è irrilevante essere veri figli in una situazione del genere.
Quello che mi sorprende sempre è l’incapacità di chi interviene sia di mettersi nei panni di un figlio e di comprendere la lacerazione profonda che causa un evento del genere.
Sia il tentativo amorale di proteggersi, per chi ha tradito, anche solo dal pensiero che un figlio possa giudicare i genitori, come se bastasse proclamare i principi che i genitori sono umani e che i figli non debbano entrare nel rapporto tra i genitori per essere salvaguardati da questa possibilità.
La cosa è ancor più curioso perché se poi in altri thread si parla del rapporto con i genitori...eccome se lo giudicano e condannano.

Credo che se questo posto serve solo per trovarsi tra complici, da qualunque parte e ruolo ci si ponga, per autossolversi, sia un luogo inutile, meglio un bar e farsi un mojito.

Penso che qui si dovrebbe capire qualcosa di sé e perché si fanno le cose, fuori dallo schema tribunalizio, poi fate come vi pare.
Cara Brunetta, tutto giusto quello che hai scritto, ma anche tu non ne sei immune.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Scusa la domanda stupida che ti farò, ma perchè molti, compresa la mia ragazza a cui ho chiesto spiegazioni, mi consigliavano di star zitto e tenermi il segreto ben stretto? La mia ragazza mi ha detto la sua, ma vorrei sapere la vostra. Io uno smarrimento ed un dolore del genere non l'avevo mai provato.
Perché il trauma è tuo e finché non si prova personalmente non si capisce. Il rapporto ribaltato è il tuo con tutti i tuoi vissuti ed emozioni e tentativi di razionalizzazione. Se tu taci e archivi, gli altri sono sollevati perché non c’è pericolo che vengano coinvolti nella tua destabilizzazione.
Succede anche tra adulti quando un amico viene tradito.
Per questo si arriva qui, perché chi non l’ha provato ti consola, magari piange con te e ti abbraccia, ma non vorrai mica andare avanti a parlarne più di una settimana?!
 

Brunetta

Utente di lunga data
Perchè io faccio parte delle loro vite. Io mi sento tradito nei comportamenti, vedendola, e come se mi abbia detto guarda che tutto quello che ti ho insegnato non vale un cazzo. Non siamo in un contesto lavorativo dove la pugnalata te la puoi aspettare, qua si parla di famiglia, si parla del tutto. della nicchia dove ti rifugi per star bene.
Questa è la dissonanza cognitiva che fa tremare le fondamenta delle tue sicurezze.
Poi si consoliderà una nuova struttura.
È un lavoro tutto tuo.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Rileggiti il post di Ipazia e ragionaci sopra.
Tu non fai comunque parte delle loro vite.
Ognuno di voi è un individuo.
Tu non hai mai fatto cose di nascosto dai tuoi e che i tuoi non approverebbero?
Ma che ragionamento è?
Lui non è uno che passa, è il figlio.
I genitori rappresentano la legge, lui è quello che si deve allontanare e trasgredire alcune leggi della famiglia. Ma le leggi di famiglia nel corso degli anni sono chiare e solide. Lui ha visto Mosé rompere le tavole. È normale che sia destabilizzato.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Tu fai parte della famiglia @ figlio e il tuo nikname ti dice anche in che ruolo.
Sei il loro figlio ma non gli appartieni , non nelle scelte giuste o sbagliate che nella vita hai o dovrai prendere.
Loro non appartengono a te negli stessi termini. Io ho 3 figli che ho cresciuto nel miglior modo possibile. Ho fatto del MIO meglio però e loro sanno che sono umana e quindi fallibile. Quando ho tradito il loro padre il più piccolo, che aveva più o meno la tua età, si era accorto di qualcosa, aveva capito anche di chi si trattava e mi ha semplicemente presa da parte dicendomi " che stai combinando mamma ? "senza giudizio ma sopratutto senza abdicare al suo ruolo.
Da qualche mese si è separato, ha una figlia piccola è stato malissimo e mi sono sorbita le sue crisi, anche pesanti.
L'ho supportato, aiutato, ascoltato ma mai nemmeno quando me l'ha chiesto mi sono schierata apertamente contro la sua ex. Ho passato notti e giornate a raccogliere i pezzi del suo ego ferito a morte perchè LUI me lo ha chiesto semplicemente perchè lo amo e in questo momento aveva bisogno anche di me.
Ora sta meglio vive da solo con la sua piccola e lo sento , al telefono di tanto in tanto,come prima della crisi di certo non 20 volte al giorno come durante. Siamo molto uniti ma nello stesso tempo abbiamo le nostre vite. Ci siamo , e vale per tutti tre, nel momento del bisogno e per riunirci nella nostra grande famiglia allargata ma senza mai intrometterci gli uni nelle vite degli altri. se non esplicitamente invitati.
Questo racconta del tuo rapporto con i tuoi figli.
Non è e non può essere un paradigma.
Il miglior modo possibile tuo può non essere il modo degli altri, migliore o peggiore non ti riguarda, è un altro. Non può diventare il tuo/vostro.
Ci sono relazioni genitori/figli in cui i figli si confidano anche su aspetti intimi. Questi genitori si compiacciono. A me fa orrore una rapporto genitore/figlio sul piano amicale e che entra nella intimità anche sessuale. Ma ognuno ha il suo rapporto e ognuno ha fatto del suo meglio, mettendo dentro quello che aveva. Ma mi pare del tutto assurdo non solo pensare di porsi come esempio, ma quel che è peggio presupporre che poi ...vada tutto bene perché non se ne parla più.

In effetti in questa discussione mi fanno un po’ orrore tutti i genitori così desiderosi di non essere giudicati da essere convinti che basti un franco confronto per rimettere a posto la devastazione di un tradimento.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Non si nega il dolore o la rabbia che una scoperta del genere possano provocare
In questo specifico caso si è tentato, più o meno tutti, di limitare i danni che tale dolore e rabbia avrebbero procurato
sopratutto al padre. IO ho avuto paura, terrore direi che i miei figli mi giudicassero e si allontanassero da me ma nello stesso tempo sapevo che era una mia scelta e che qualunque fosse stato il loro giudizio e comportamento non avrei permesso a loro di farmi cambiare strada o progetto. NON dopo che erano sufficentemente cresciuti e autonomi.
Mi è andata bene... mettiamola così
Tu chiamale se vuoi...proiezioni...
 

Brunetta

Utente di lunga data
Cara Brunetta, tutto giusto quello che hai scritto, ma anche tu non ne sei immune.
Molto meno di altri, mi pare.
Quando mi vedi accanita non è per il ruolo, ma, generalmente, per la superficialità con cui si pretende di affrontare certe situazioni.
 

HP72

Utente di lunga data
....

In effetti in questa discussione mi fanno un po’ orrore tutti i genitori così desiderosi di non essere giudicati da essere convinti che basti un franco confronto per rimettere a posto la devastazione di un tradimento.
Eh niente ... oggi lascio scrivere te ...
 

Mariben

Utente di lunga data
Questo racconta del tuo rapporto con i tuoi figli.
Non è e non può essere un paradigma.
Il miglior modo possibile tuo può non essere il modo degli altri, migliore o peggiore non ti riguarda, è un altro. Non può diventare il tuo/vostro.
Ci sono relazioni genitori/figli in cui i figli si confidano anche su aspetti intimi. Questi genitori si compiacciono. A me fa orrore una rapporto genitore/figlio sul piano amicale e che entra nella intimità anche sessuale. Ma ognuno ha il suo rapporto e ognuno ha fatto del suo meglio, mettendo dentro quello che aveva. Ma mi pare del tutto assurdo non solo pensare di porsi come esempio, ma quel che è peggio presupporre che poi ...vada tutto bene perché non se ne parla più.

In effetti in questa discussione mi fanno un po’ orrore tutti i genitori così desiderosi di non essere giudicati da essere convinti che basti un franco confronto per rimettere a posto la devastazione di un tradimento.
Figlio ha chiesto aiuto e ognuno qua dentro come nella vita ci mette il suo
La mia esperienza può non essere in sintonia con la sua ma può. Al pari di altre fargli comprendere cose di se e del dolore che prova
 

Figlio

Utente di lunga data
Ma che ragionamento è?
Lui non è uno che passa, è il figlio.
I genitori rappresentano la legge, lui è quello che si deve allontanare e trasgredire alcune leggi della famiglia. Ma le leggi di famiglia nel corso degli anni sono chiare e solide. Lui ha visto Mosé rompere le tavole. È normale che sia destabilizzato.
Non potevi essere più chiara di così
 

Brunetta

Utente di lunga data
Figlio ha chiesto aiuto e ognuno qua dentro come nella vita ci mette il suo
La mia esperienza può non essere in sintonia con la sua ma può. Al pari di altre fargli comprendere cose di se e del dolore che prova
Adesso l’hai messa diversamente.

Comunque la cosa che è più difficile da sopportare è il dolore dei figli e ancor di più di esserne la causa.
Infatti è la tragedia del nostro tempo quella dei genitori che vogliono essere sempre amati e apprezzati dai figli e per questo non pongono loro limiti.
Figuriamoci se si riesce ad accettare di rischiare di essere disprezzati.

Però forse le due cose sono legate perché tutto deriva dalla difficoltà di accettare la frustrazione ed è per questo che si ricercano relazioni extra gratificanti, si vuole sentire come diritto ogni soddisfazione egoistica.
Temo che la situazione stia peggiorando.
 
Rileggiti il post di Ipazia e ragionaci sopra.
Tu non fai comunque parte delle loro vite.
Ognuno di voi è un individuo.
Tu non hai mai fatto cose di nascosto dai tuoi e che i tuoi non approverebbero?
ma ne fa parte, eccome; è da loro che ha ricevuto la costruzione di principi che adesso vede compromessi.
a me sembra normale che a qualsiasi età possa succedere la cosa destabilizzi.certo ci sono modi adulti di affrontare,
altri ...con maggiori fragilità
 

danny

Utente di lunga data
Ma ti viene così difficile da capire che sono andato in montagna proprio perchè non riuscivo a sopportare la visione della perfetta moglie sapendo quello che sapevo? Mi vuoi dire che tu in una situazione del genere avresti avuto la freddezza di comportarti asetticamente, con distacco? Io non capivo e non capisco più nulla, non ero preparato. Se mi avessero pugnalato in quel momento non avrei sentito dolore.
Non lo so. So che quando sono stato tradito da mia moglie sono stato male per lungo tempo.
Sono approdato sul forum non essendo nella mia piena lucidità.
Ma ascoltare tutte le interpretazioni e le risposte, anche quelle più scomode, date dagli iscritti al forum mi è servito per arrivare a superare quel momento e a fare scelte che non mi hanno danneggiato troppo.
Che è quello che sto cercando di suggerire a te da un po', e non sono solo a farlo.
Non voglio infatti insistere su come si è comportata tua madre: che il tradimento sia un atto anche vile e esecrabile non c'è bisogno di ribadirlo, e non dovrebbe neppure essere troppo argomento di discussione.
Quello che mi preme però è cercare di far sì che tu arrivi a uscire da questa situazione limitando i danni per te e per tutti.
E questo lo si ottiene anche usando gli altri, ovvero noi, come specchio.
 

danny

Utente di lunga data
Sono loro che mi hanno inculcato che faccio parte di qualcosa di grande e questo qualcosa si chiama famiglia. Non ci capiamo, lascia perdere.
Vado in studio, provo a combinar qualcosa.
Ecco, questo non mi trova d'accordo.
Loro sono i tuoi genitori e hanno contribuito alla tua educazione.
Non sono responsabili in toto però di quello che sei ora, a 26 anni.
Tu e solo tu sei libero di pensare di far parte di quel qualcosa di grande che si chiama famiglia o di essere comunque un individuo che ha una sua autonomia di pensiero e di scelte esattamente come tutti gli altri.
 
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