danny
Utente di lunga data
I genitori sono i grandi assenti di questi ultimi decenni.Non è una ripetizione, ma mette in gioco problemi complessi simili.
Vai a rileggere il vecchio thread sui genitori così vedrai cinquantenni che non solo giudicano i genitori, ma sono ancora emotivamente coinvolti da vicende datate.
Il dover essere non fa essere.
La responsabilità della genitorialità è enorme e non consiste nello stare attenti che non si sbuccino le ginocchia o che abbiano il necessario per vivere e studiare.
Si attribuisce il calo delle nascite a mille cose, ma credo che invece sia diretta derivazione dalla insicurezza/fluidità valoriale, non si sa quali certezze e valori dare ai figli perché non si hanno. Questo spiega sia la svolta culturale a destra, che dà punti rigidi, sia la critica per chi ha certezze e figli ne fa. Questi ultimi vengono giudicati o superficiali o ignoranti o retrivi perché la loro naturalezza della giustezza del riprodursi, tanto simile a quella dei nostri nonni, ci suscita invidia a noi barchette sull’oceano in tempesta.
E allora... noi che i figli li abbiamo vorremmo che i figli ci accettassero così come siamo, povere barchette in balìa del vento, e magari ci rassicurassero che andiamo loro bene così come siamo con le nostre fragilità. Ma questo è un ribaltamento del ruolo genitori-figli.
Quest dimostrano queste discussioni.
Vi immaginate un Einaudi, un De Gasperi, un Togliatti, un Moro che chiedono qualcosa del genere ai figli?![]()
Lavorano, stanno via da casa per ore, ci sono padri che conosco che stanno via per settimane per lavoro, madri che tornano a casa alle 20,30 e per anni vedono i figli addormentati, ci sono tante coppie divorziate, famiglie sfasciate, coppie in crisi.
Va così. Da quando la propensione al consumo ha stabilito i nuovi valori, si è scelta questa direzione.
I figli generalmente chiedono affetto, presenza e attenzione da parte dei genitori.
Queste sono le cose necessarie che legano figli e genitori.
Se mancano tutto il resto diventa materia inutile.