Lui fa parte delle loro vite.
E, più che altro visto che qui c'è lui, loro fanno parte della sua.
Questo non esclude l'essere ognuno individuo.
E' circolare: la famiglia è nucleo di individui.
Il nucleo forma gli individui e gli individui formano il nucleo.
Il passaggio di figlio adesso sarà quello di iniziare a conoscere l'umanità - distaccandosi dalla perfezione - di madre e padre.
E decidere della sua umanità.
Guardare le eredità - nel bene e nel male - come un qualcosa che è suo per sua scelta e per sua riflessione.
E non come insegnamenti in cui permanere o trasgredire. (che è poi la scelta dell'adolescente).
Lui adesso è uomo.
volente o nolente. E anche a prescindere dalle sue reazioni.
Perchè l'adolescente, tendenzialmente, i genitori li colloca in quella sfera che ha molto a che vedere con l'infallibilità.
Un adulto no.
Un adulto riconosce i suoi genitori come genitori ma prima di tutto come persone.
Che hanno doti e difetti.
Che hanno problemi. Che fanno errori.
Che sono bravi e affidabili per alcune cose.
E per altre no, non lo sono.
E' un passaggio. Lui ci è stato buttato dentro in modo violento.
Per sua fortuna ha 26 anni.
Completi o incompleti che siano, evolutivamente parlando ha consolidato le cose fondamentali.
Non è l'affetto e nemmeno la responsabilità ad essere messa in discussione.
Sono in discussione la stima. Il rispetto. Questioni più astratte dell'accudimento primario.
Che invece ha vissuto su una base stabile, a quanto dice.
Ora deve tradurre a se stesso. Decidere lui per sè e con sè quello che ha valore o no di quello che ha imparato.
E' un percorso tutto suo.
E non ha mica finito. Mica che adesso che la madre ha parlato col padre, la cosa è chiusa.
Lui ha giudicato sua madre. Giusto o sbagliato che sia l'ha fatto e su diversi piani. Anche come immagine di donna dentro di lui.
E non poteva fare diversamente, è attraverso il giudizio che si transita ad un nuovo.
(se resta legato al giudizio sarà una questione che pagherà e non poco su se stesso...ma penso sia prematuro sapere se lo farà o meno. Il giudizio è inizialmente un salvagente. L'importante è che non diventi l'unico parametro.)
Ora toccherà al padre. Che non è detto che con le sue azioni si confermerà per quello che l'ha finora conosciuto.
E le immagini della madre e del padre le dovrà ricollocare per ricomporre le sue immagini interiori di uomo e donna. Imparando cose a riguardo.
E in questo percorso potrebbe benissimo essere che anche il rapporto con la ragazza salti oppure che si consolidi.
La malattia di mio padre, per la mia esperienza, è stato uno dei detonatori nella mia vecchia relazione. E non per la malattia. Ma perchè mi ha costretta a rivedere cose del padre e della madre, dell'uomo e della femmina e donna che ero in quel momento.
Cambiamo così....sono questi gli specchi
E' un gioco, in fondo. Una danza macabra a volte. E anche crudele.