Adolescenti e social/ cellulare

Brunetta

Utente di lunga data
Un mio contatto fb è insegnante a, all'interno di un lavoro sui conflitti etnici, ha fatto vedere a una classe Hotel Ruanda.
È rimasto sconcertato dalla reazione di totale indifferenza di fronte al film e ai commenti di molti ragazzi che hanno trovato affascinante la rappresentazione del genocidio.
Lui sospetta che possa aver influito anche l’abitudine alla violenza acquisita attraverso videogame
 

Pincopallista

Utente di lunga data
I miei giocano alla Play, giochi di guerra ove si spara, da parecchi anni.
Un paio d’anni fa tornando dalla Germania in camper ci siamo fermati come da programma a Mauthausen.
Durante la visita abbiamo assistito ad un documentario tradotto in italiano sulla vita all’interno del campo, girato direttamente dai nazisti o quantomeno è quello che c’era scritto nel documentario stesso.
Ne sono usciti scossi e piangenti.

Quindi forse si lasciano condizionare dalla violenza dei giochi se hanno una mente facilmente condizionabile.

Evidentemente non sono allievi del tuo contatto di Fb.
 

Brunetta

Utente di lunga data
I miei giocano alla Play, giochi di guerra ove si spara, da parecchi anni.
Un paio d’anni fa tornando dalla Germania in camper ci siamo fermati come da programma a Mauthausen.
Durante la visita abbiamo assistito ad un documentario tradotto in italiano sulla vita all’interno del campo, girato direttamente dai nazisti o quantomeno è quello che c’era scritto nel documentario stesso.
Ne sono usciti scossi e piangenti.

Quindi forse si lasciano condizionare dalla violenza dei giochi se hanno una mente facilmente condizionabile.

Evidentemente non sono allievi del tuo contatto di Fb.
Anche i miei figli giocano e hanno giocato agli sparatutto, ma non sono indifferenti.
Mi chiedo quali problemi abbiano quei ragazzi.
Ogni epoca ha avuto svaghi che per gli adulti erano diseducativi, a cominciare dai fumetti. Credo che nessuno sia diventato un ladro leggendo Diabolik o guardando Lupin o Occhi di gatto.
 

Pincopallista

Utente di lunga data
Anche i miei figli giocano e hanno giocato agli sparatutto, ma non sono indifferenti.
Mi chiedo quali problemi abbiano quei ragazzi.
Ogni epoca ha avuto svaghi che per gli adulti erano diseducativi, a cominciare dai fumetti. Credo che nessuno sia diventato un ladro leggendo Diabolik o guardando Lupin o Occhi di gatto.
Penso, ma non sono uno Psicologo, che tutta questa informazione che abbiamo oggi, cioè il sapere tutto quello che accade attorno a noi ma anche un po’ più lontano, tutto questo bombardamento di informazioni quotidiane che riceviamo, fa apparire tutto più normale e scontato e questo ci rende meno sensibili.
Pensa a quanto ti faceva effetto e lo faceva a tutti sentire che all’inizio della pandemia si mietevano 500 morti al giorno.
Oggi la notizia che non è più una notizia, non viene nemmeno più considerata, quasi nemmeno ascoltata eppure i numeri sono simili.
Ho come l’impressione che a furia di vedere e sentire cose, non le si notano nemmeno più e secondo me vale anche per quei ragazzi.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Penso, ma non sono uno Psicologo, che tutta questa informazione che abbiamo oggi, cioè il sapere tutto quello che accade attorno a noi ma anche un po’ più lontano, tutto questo bombardamento di informazioni quotidiane che riceviamo, fa apparire tutto più normale e scontato e questo ci rende meno sensibili.
Pensa a quanto ti faceva effetto e lo faceva a tutti sentire che all’inizio della pandemia si mietevano 500 morti al giorno.
Oggi la notizia che non è più una notizia, non viene nemmeno più considerata, quasi nemmeno ascoltata eppure i numeri sono simili.
Ho come l’impressione che a furia di vedere e sentire cose, non le si notano nemmeno più e secondo me vale anche per quei ragazzi.
È necessario per l’equilibrio psichico non preoccuparsi di ciò che è fuori dal nostro controllo e non ci riguarda direttamente.
Credo che il bombardamento mediatico ansiogeno crei questa indifferenza
 

Pincopallista

Utente di lunga data
È necessario per l’equilibrio psichico non preoccuparsi di ciò che è fuori dal nostro controllo e non ci riguarda direttamente.
Credo che il bombardamento mediatico ansiogeno crei questa indifferenza
Usti...allora sei d’accordo con la mia risposta? Giornata da segnare in calendario!
 

Ioeimiei100rossetti

Utente di lunga data
Io sto maturando una specie di avversione alla connessione 24h24 e cerco di staccare quanto più possibile (per lavoro sono costretta a stare online diverse ore al giorno, oltre al controllo a volte quasi compulsivo dei social che ormai è diventato una specie di routine :rolleyes:). Evito di aprire il telefono quando sono in fila da qualche parte e osservo gli altri, tutti da 0 a 100 anni, che lo fanno: mi fanno pena. Espressione forte, ma questo mi suscitano.
Sono circondata da boomers: gente della mia età (circa) che si selfa con tremila filtri bellezza, che pubblica frasi e citazioni di gente che non sa chi sia, che pubblica otto storie al giorno, che reagisce ad ogni post di chiunque altro con gift demenziali, che impesta ogni gruppo con "grazie per essere stata accettata" manco si fosse stati accolti alla mia Corte (ah ah), che si fregia di avere tanti "amici". Io non ne posso più di vedere la tipa che aspetta mio figlio al cancello la mattina col telefono in mano e che a malapena biascica un buongiorno mentre è assorbita dall'ennesimo (immagino dai suoni che mi arrivano) video demenziale, del commensale che partecipa distrattamente alla conversazione perchè preso da qualcosa che gli accade nel telefono, da quello che mentre gli stai parlando, magari rispondendo ad una sua domanda, si distrae aprendo il telefono e facendomi sentire deficiente (la prossima volta recito una poesia anzichè rispondere e vediamo se se ne accorge).
Sarà che frequentavo le prime chat vent'anni fa, sarà che quando mi sono iscritta a fb non conoscevo nessuno di persona che sapesse cosa fosse, sarà che ho esperienza, sempre ventennale, di forum, ma tutta questa immersione nel web più superficiale mi dà il voltastomaco. Per i ragazzi è un problemone; come si dice, sono nativi digitali, dunque è uno strato fondamentale della vita che conoscono, ma se l'esempio sono una madre e un padre perennemente connessi (perlopiù per cazzeggio) cosa vogliamo pretendere da loro?
Scusate lo sfogo :cool:
 

Buffa

Utente di lunga data
Penso, ma non sono uno Psicologo, che tutta questa informazione che abbiamo oggi, cioè il sapere tutto quello che accade attorno a noi ma anche un po’ più lontano, tutto questo bombardamento di informazioni quotidiane che riceviamo, fa apparire tutto più normale e scontato e questo ci rende meno sensibili.
Pensa a quanto ti faceva effetto e lo faceva a tutti sentire che all’inizio della pandemia si mietevano 500 morti al giorno.
Oggi la notizia che non è più una notizia, non viene nemmeno più considerata, quasi nemmeno ascoltata eppure i numeri sono simili.
Ho come l’impressione che a furia di vedere e sentire cose, non le si notano nemmeno più e secondo me vale anche per quei ragazzi.
Gli esperti parlano di mancanza di tessuto narrativo e di oggettivizzaziobe delle cose e delle persone.
L’uso dei social e il modo di fruite delle info online, porta al tutto e subito e all’assenza del “desiderio”..
E al trionfo dell’esigenza di evitare in ogni modo la noia.
Qui non si tratta di vedere alla tv cose diverse da 10 anno fa..
Le sinapsi e la personalita’ si strutturano in modo diverso.
insorgono depressione, ansia, disturbi alimentari
 

Eagle72

Utente di lunga data
Un mio contatto fb è insegnante a, all'interno di un lavoro sui conflitti etnici, ha fatto vedere a una classe Hotel Ruanda.
È rimasto sconcertato dalla reazione di totale indifferenza di fronte al film e ai commenti di molti ragazzi che hanno trovato affascinante la rappresentazione del genocidio.
Lui sospetta che possa aver influito anche l’abitudine alla violenza acquisita attraverso videogame
Moltissimi studi dicono proprio questo. Il cervello dei bambini e ragazzi, attraverso i videogiochi violenti, percepisce la violenza come accettabile. E si insegna che a fronte di un atto violento in fin dei conti non succede nulla (ovvio vale solo nei videogiochi). Un po' come i serial killer che prima hanno incominciato da piccoli torturando insetti, lucertole e poi gatti o cani. Ovvio non è che se giochi a fortnite diventi killer ma di certo su alcune menti, e fatto su vasta scala determina più persone violente. Di certo la privazione che i genitori fanno talvolta di cellulari, PlayStation, tik tok determina spessissimo vere e proprie crisi tipo tossicodipendenti. Ma questo è il mondo che gli abbiamo consegnato.
 

Pincopallista

Utente di lunga data
Gli esperti parlano di mancanza di tessuto narrativo e di oggettivizzaziobe delle cose e delle persone.
L’uso dei social e il modo di fruite delle info online, porta al tutto e subito e all’assenza del “desiderio”..
E al trionfo dell’esigenza di evitare in ogni modo la noia.
Qui non si tratta di vedere alla tv cose diverse da 10 anno fa..
Le sinapsi e la personalita’ si strutturano in modo diverso.
insorgono depressione, ansia, disturbi alimentari
Tradurre prego.
 

Buffa

Utente di lunga data
Tradurre prego.
:)
Sono tanti elementi, ne prendo uno nello specifico: il desiderio.
Il desiderio implica l’attesa. (Non parliamo di desiderio come pulsione fisica eh).
Quando gli strumenti a disposizione portano a fruire subito di tutto (informazioni, beni, pornografia, appuntamenti). Il desiderio viene disintegrato.
e senza desiderio si confondono i sentimenti con le emozioi. Riguarda in parte anche gli adulti che, pero’ ci sono gia’ arrivati”formati”. I giovanissimi stanno formando la propria identita’.
gli effetti si vedranno piu’ avanti ma credo non saranno splendidi.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Io sto maturando una specie di avversione alla connessione 24h24 e cerco di staccare quanto più possibile (per lavoro sono costretta a stare online diverse ore al giorno, oltre al controllo a volte quasi compulsivo dei social che ormai è diventato una specie di routine :rolleyes:). Evito di aprire il telefono quando sono in fila da qualche parte e osservo gli altri, tutti da 0 a 100 anni, che lo fanno: mi fanno pena. Espressione forte, ma questo mi suscitano.
Sono circondata da boomers: gente della mia età (circa) che si selfa con tremila filtri bellezza, che pubblica frasi e citazioni di gente che non sa chi sia, che pubblica otto storie al giorno, che reagisce ad ogni post di chiunque altro con gift demenziali, che impesta ogni gruppo con "grazie per essere stata accettata" manco si fosse stati accolti alla mia Corte (ah ah), che si fregia di avere tanti "amici". Io non ne posso più di vedere la tipa che aspetta mio figlio al cancello la mattina col telefono in mano e che a malapena biascica un buongiorno mentre è assorbita dall'ennesimo (immagino dai suoni che mi arrivano) video demenziale, del commensale che partecipa distrattamente alla conversazione perchè preso da qualcosa che gli accade nel telefono, da quello che mentre gli stai parlando, magari rispondendo ad una sua domanda, si distrae aprendo il telefono e facendomi sentire deficiente (la prossima volta recito una poesia anzichè rispondere e vediamo se se ne accorge).
Sarà che frequentavo le prime chat vent'anni fa, sarà che quando mi sono iscritta a fb non conoscevo nessuno di persona che sapesse cosa fosse, sarà che ho esperienza, sempre ventennale, di forum, ma tutta questa immersione nel web più superficiale mi dà il voltastomaco. Per i ragazzi è un problemone; come si dice, sono nativi digitali, dunque è uno strato fondamentale della vita che conoscono, ma se l'esempio sono una madre e un padre perennemente connessi (perlopiù per cazzeggio) cosa vogliamo pretendere da loro?
Scusate lo sfogo :cool:
Credo che la disponibilità di stimoli favorisca una sorta di iperattività mentale che però, poiché in realtà non esiste il multitasking e si tratta solo di passaggi rapidi di attenzione, crea una difficoltà di ascolto. Temo però che questo, come anche una certa rappresentazione di sé usino quei mezzi e non ne siano effetto.
Bisogna selezionare maggiormente le nostre frequentazioni.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Gli esperti parlano di mancanza di tessuto narrativo e di oggettivizzaziobe delle cose e delle persone.
L’uso dei social e il modo di fruite delle info online, porta al tutto e subito e all’assenza del “desiderio”..
E al trionfo dell’esigenza di evitare in ogni modo la noia.
Qui non si tratta di vedere alla tv cose diverse da 10 anno fa..
Le sinapsi e la personalita’ si strutturano in modo diverso.
insorgono depressione, ansia, disturbi alimentari
Gli strumenti vengono usati se corrispondo a dei bisogni (al peggio a desideri indotti) perciò è l’organizzazione economica che chiede consumo che mira a suscitare desideri al di fuori di ogni coerenza con il progetto di vita.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Moltissimi studi dicono proprio questo. Il cervello dei bambini e ragazzi, attraverso i videogiochi violenti, percepisce la violenza come accettabile. E si insegna che a fronte di un atto violento in fin dei conti non succede nulla (ovvio vale solo nei videogiochi). Un po' come i serial killer che prima hanno incominciato da piccoli torturando insetti, lucertole e poi gatti o cani. Ovvio non è che se giochi a fortnite diventi killer ma di certo su alcune menti, e fatto su vasta scala determina più persone violente. Di certo la privazione che i genitori fanno talvolta di cellulari, PlayStation, tik tok determina spessissimo vere e proprie crisi tipo tossicodipendenti. Ma questo è il mondo che gli abbiamo consegnato.
Ma anche la privazione di qualsiasi altra cosa genera reazioni. Il problema è che le cose vengano date, non tolte.
 

Brunetta

Utente di lunga data
:)
Sono tanti elementi, ne prendo uno nello specifico: il desiderio.
Il desiderio implica l’attesa. (Non parliamo di desiderio come pulsione fisica eh).
Quando gli strumenti a disposizione portano a fruire subito di tutto (informazioni, beni, pornografia, appuntamenti). Il desiderio viene disintegrato.
e senza desiderio si confondono i sentimenti con le emozioi. Riguarda in parte anche gli adulti che, pero’ ci sono gia’ arrivati”formati”. I giovanissimi stanno formando la propria identita’.
gli effetti si vedranno piu’ avanti ma credo non saranno splendidi.
Ti pare che non stia funzionando in questo modo tutta la società?
 

Buffa

Utente di lunga data
Gli strumenti vengono usati se corrispondo a dei bisogni (al peggio a desideri indotti) perciò è l’organizzazione economica che chiede consumo che mira a suscitare desideri al di fuori di ogni coerenza con il progetto di vita.
Alla base si, e’ come dici tu. Ma prima potevano indurmi a volere una bicicletta . Questa la dovevi scegiere bene pero’, magari la provavi in un negozio. Poi pero andavi anche in un altro negozio (il colore non ti piaceva) ..e ne provavi altre. Poi chiedevi all’amico che ne pensava (di persona, e magari accompagnandoti)..se ti fa provare la sua.. etc..e passava un mese .e la sera pensavi alla bicicletta che sarebbe arrivata..che gioia.
.questo tessuto narrativo che ti costruivi genera esperienze , relazioni e scambi.
Oggi vai su amazon, confronti i prezzi, guardi le recensioni, compri e domani ce l’hai.
(Tanto per fare un esempio).
 

Brunetta

Utente di lunga data
Alla base si, e’ come dici tu. Ma prima potevano indurmi a volere una bicicletta . Questa la dovevi scegiere bene pero’, magari la provavi in un negozio. Poi pero andavi anche in un altro negozio (il colore non ti piaceva) ..e ne provavi altre. Poi chiedevi all’amico che ne pensava (di persona, e magari accompagnandoti)..se ti fa provare la sua.. etc..e passava un mese .e la sera pensavi alla bicicletta che sarebbe arrivata..che gioia.
.questo tessuto narrativo che ti costruivi genera esperienze , relazioni e scambi.
Oggi vai su amazon, confronti i prezzi, guardi le recensioni, compri e domani ce l’hai.
(Tanto per fare un esempio).
Verissimo. Ma è un problema di tutti e, se è un problema in particolare dei giovanissimi, è perché gli adulti non hanno avuto la voglia o la capaci di costruire il percorso del desiderio.
Mia suocera aveva una famiglia vicina di casa con un bambino (ora sui 35) che era profondamente disturbato dal meccanismo desiderio-soddisfazione immediata da non provare alcuna soddisfazione dal possesso di una infinita di giochi. E internet non esisteva ancora. La madre era una grande obesa, evidentemente con un disturbo del comportamento alimentare che dimostrava un meccanismo simile. Quindi si era instaurato in una generazione di più di sessant’anni fa.
Io sono sempre un po’ perplessa nel dare responsabilità a una società che non ci si impegna a cambiare.
 
Top