A Trivella

spleen

utente ?
si potrebbero studiare delle alternative o delle esenzioni... ;) si, l'idea è simile a quella romana, estendendola a tutti i servizi a libera scelta secondo le proprie inclinazioni e possibilità, e non solo a quello militare :)
A Roma era quella militare, ricordo di aver letto di un giovane politico, di una piccola famiglia della nobiltà decaduta a cui fu affidato il governatorato di una provincia in subbuglio, tanto per levarselo dalle palle da Roma, per via di suo zio .... ma oggi non abbiamo una Gallia da conquistare, nè un impero e certo nessuno di noi è Giulio Cesare....:D
 

Foglia

utente viva e vegeta
Ma guarda che i dati dono quelli. Sulla retroattività è vero il contrario. Si è fatto una deroga per rinnovare all infininito dell concessioni già esistenti che invece decadrebbero e implicherebbero lo smaltimento delle piattaforme. Sui posti di lavoro a rischio i dati sono incerti perchè difficile calcore quelli dell indotto. Su piattaforma sono circa 3000. Con l indotto chi parla di 13000 chi di 9000. stiamo facendo un referendum per dare una data certa alla scadenza di concessioni,per altro pochissime. Se poi volessimo parlare anche delle royalities che grazie alla franchihia non versano neanche...

... se ne volessimo parlare andremmo direttamente a leggere qui :)

http://www.internazionale.it/opinione/marina-forti/2016/04/12/dubbi-risposte-referendum-trivelle


... a leggerlo mi è preso male, malissimo.

Una domanda per chi la sa: ma ste 88 piattaforme "incriminate".... a che distanza stanno? Cioè.... stanno a 1 o a 11 miglia? Qualcuno ne ha idea?
 

brenin

Utente
Staff Forum
... se ne volessimo parlare andremmo direttamente a leggere qui :)

http://www.internazionale.it/opinione/marina-forti/2016/04/12/dubbi-risposte-referendum-trivelle


... a leggerlo mi è preso male, malissimo.

Una domanda per chi la sa: ma ste 88 piattaforme "incriminate".... a che distanza stanno? Cioè.... stanno a 1 o a 11 miglia? Qualcuno ne ha idea?
Qui : http://www.ecoblog.it/tag/mappa-piattaforme-petrolifere-italia

o qui : http://unmig.sviluppoeconomico.gov.it/unmig/strutturemarine/carta.asp

trovi la mappa con anche le distanze dalla costa e tanti altri dettagli.
 
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Foglia

utente viva e vegeta
Foglia, ovviamente tu sei libera di fare e pensarla come ti pare, e ci mancherebbe, vorrei solo farti notare una cosa che secondo me è pericolosa: Delegittimarsi per una scelta di carattere tecnico (dici tu) di indirizzo invece (dico io) potrebbe aprire la strada ad una considerazione di carattere politico secondo la quale esistono persone "abilitate" ad esprimersi e altre no, per cultura specifica, oggi, domani come in passato per censo o per altre discriminanti. E a sto punto davvero la democrazia va a farsi benedire.
Inoltre, se non ti ritieni in grado di esprimerti su questa cosa, non capisco che senso abbia criticare le iniziative della politica in campo di economia, scelte etiche sulla ricerca, ed altro, per esempio, quando solo pochi di noi sono scienziati o economisti.
Un aspetto fondante della democrazia è il suffragio universale proprio perchè un assioma definisce -tutti- i cittadini in grado di esprimersi.:)
Primo grassetto: mah... quando anche devo tagliandare la macchina vado dal meccanico. Senza sentirmi delegittimata. Mi sentirei presa in giro se il meccanico mi dicesse "faccia Lei". O peggio, come capita.

Vale per tutti gli ambiti dove non ho competenze. Non vedo perché pasticciare proprio in politica.


Secondo grassetto: infatti non critico le scelte. Caso mai i risultati :)

E... visto che tiri in ballo l'etica... se fai caso l'etica è sempre demandata agli ordini professionali. Più tecnici di così.... :)
 
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spleen

utente ?
Primo grassetto: mah... quando anche devo tagliandare la macchina vado dal meccanico. Senza sentirmi delegittimata. Mi sentirei presa in giro se il meccanico mi dicesse "faccia Lei". O peggio, come capita.

Vale per tutti gli ambiti dove non ho competenze. Non vedo perché pasticciare proprio in politica.


Secondo grassetto: infatti non critico le scelte. Caso mai i risultati :)

E... visto che tiri in ballo l'etica... se fai caso l'etica è sempre demandata agli ordini professionali. Più tecnici di così.... :)
Già, come l'eterloga e il trattamento degli embrioni nelle leggi di berlusconiana memoria.:cool:
 

brenin

Utente
Staff Forum
Ho visto che le distanze possono essere pure ben inferiori ai 20 km. E' un dato in più su cui riflettere.

Grazie :)
Ce ne sono anche a 2 km. dalla costa. Adesso sto cercando dati inerenti al costo di estrazione, e cioè se il gioco vale la candela. Perchè ho il lecito sospetto che possa essere come la storia/tragedia famosa dell'acciaio prodotto da noi che aveva costi esorbitanti....
 

brenin

Utente
Staff Forum
L'ASPETTO ECONOMICO

C'è un carattere di antieconomicità dell'operazione. L'Arabia Saudita (uno dei principali produttori di petrolio al mondo) è alle prese con la peggiore crisi a memoria d'uomo. Nell'arco dell'ultimo anno il prezzo del greggio è sceso fino ai 36 dollari e la situazione non sembra destinata a migliorare; anzi, il futuro appare assai incerto. Il mondo è sommerso dal petrolio. L'Arabia Saudita produce a pieno regime, mentre il petrolio iraniano, grazie all'abbattimento delle sanzioni, si prepara a travolgere il mercato come uno tsunami di oro nero a basso costo.
Non tutti sanno che dall'avvento delle nuove tecniche di fracking (tecnica di estrazione sviluppatasi negli Stati Uniti, che, con l'utilizzo di gettiti d'acqua sotto pressione, estrae il petrolio dalle faglie più remote) si è scatenata una guerra al ribasso nel mercato petrolifero che ha visto i prezzi del petrolio scendere sotto i 35 dollari al barile, rendendo non convenienti le estrazioni dalla Norvegia alla Russia, al Venezuela e al Mare del Nord. Studi della Rystad Energy (grossa società di consulenza nel campo oil e gas) evidenziano un prezzo medio di break even per il petrolio estratto offshore (in mare, come nel caso in questione) intorno ai 65 dollari al barile.
Ci sono, infatti, tre numeri da tenere a mente. Il pareggio fiscale: il prezzo del petrolio che permette al paese di non creare deficit pubblico. Il pareggio contabile (o più comunemente "break even"): il prezzo del petrolio necessario perché un nuovo progetto di estrazione di petrolio sia profittevole. Il costo in denaro: il prezzo del petrolio necessario perché le compagnie petrolifere mantengano operativi i progetti già esistenti.
Con un dato sul break even come quello ipotizzato, quindi, è ragionevole credere che non sarà facile coprire i costi. Ed è ancor più ragionevole, credere che per farlo si possa ricorrere al consolidato metodo all'italiana dell'assistenzialismo statale, facendo un favore, ancora una volta, alle grandi multinazionali. L'Italia, al momento, importa energia per l'80% del suo fabbisogno. Dalle trivelle, allora, arriverebbe solo una minima percentuale di questo fabbisogno.
Quindi, tralasciando dalla semplice analisi costi/benefici le esternalità di natura ambientale e confrontandoci solo sui costi diretti, la realtà attuale vede il costo di produzione a metà del valore di break even. Eppure, dai dibattiti pubblici, questa realtà economica sembra non emergere. Qual è, quindi, il senso delle trivelle sulla base dell'attuale situazione economica e del prezzo futuro del petrolio? Né è ragionevole obiettare che le trivelle creerebbero posti di lavoro, quando, ugualmente, fonti di energia "pulita" ne potrebbero prevedere in pari numero o forse anche superiore. Nell'ottica delle strategie di approvvigionamento qual è la ratio di tutto questo, quando, invece, si potrebbero dirottare gli investimenti in tecnologie alternative di lunga visione e inserite in un'ottica strategica di direzione? Sarebbe compito del Ministero dello Sviluppo Economico consigliare al governo le scelte di natura strategica da adottare per il lungo termine.
Insomma, a chi convengono le trivelle?

 
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Nobody

Utente di lunga data
A Roma era quella militare, ricordo di aver letto di un giovane politico, di una piccola famiglia della nobiltà decaduta a cui fu affidato il governatorato di una provincia in subbuglio, tanto per levarselo dalle palle da Roma, per via di suo zio .... ma oggi non abbiamo una Gallia da conquistare, nè un impero e certo nessuno di noi è Giulio Cesare....:D
ma infatti dicevo... parchi da pulire, biblioteche pubbliche, assistenza agli anziani... ce ne sarebbero di cosa da fare :D
 

feather

Utente tardo
L'Italia, al momento, importa energia per l'80% del suo fabbisogno. Dalle trivelle, allora, arriverebbe solo una minima percentuale di questo fabbisogno.
Ma infatti qui http://www.ilpost.it/2016/03/08/guida-referendum-trivellazioni-petrolio/ leggo che le trivelle entro le 12 miglia nautiche coprono il 17,6% dell'estrazione di gas italiana e il 9,1% del petrolio. Che appunto copre solo una piccola parte del fabbisogno nazionale ed è in larga parte importato.
Quindi in realtà si sta discutendo una frazione marginale del fabbisogno energetico nazionale. E per questa trascurabile parte si fa addirittura un referendum??
 

bettypage

Utente acrobata
Ho stoppato il discorso di Renzi post esito referendum. Mi innervosisce ai massimi livelli. Penso che con Berlusconi avessimo toccato il fondo ...mi sbagliavo.
Pessimo
 

spleen

utente ?
Ho stoppato il discorso di Renzi post esito referendum. Mi innervosisce ai massimi livelli. Penso che con Berlusconi avessimo toccato il fondo ...mi sbagliavo.
Pessimo
Con buona pace di chi pensava che la consultazione non avesse un valore politico.:rolleyes:
 

Nobody

Utente di lunga data
Ho stoppato il discorso di Renzi post esito referendum. Mi innervosisce ai massimi livelli. Penso che con Berlusconi avessimo toccato il fondo ...mi sbagliavo.
Pessimo
Concordo, per quanto si pensi di aver toccato il fondo, si può sempre riprendere la pala e continuare a scavare.
La domenica delle salme non si udirono fucilate, il gas esilarante presidiava le strade... e il giorno dopo c'erano i segni di una pace terrificante.
 
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