Ciao Nameless!
Tra le cose inutili di cui ci si priva con ostentata riluttanza, quando in casa non c'è più posto per loro, e che si gettano via dentro a quei grandi sacchi neri che non ne lasciano indovinare il contenuto, prima o poi ci va a finire anche il senso del pudore.
E certe cose, per quanto inaspettate, quando risultano inevitabili, diventano un dovere.
La stella di Natale, che ha perso una foglia al giorno da quella vigilia in cui è entrata nel tuo pianerottolo, non fa più una bella figura in casa tua e non fa fare una bella figura a te.
Prendi il vaso che non hai mai innaffiato, sentilo come è leggero, pressa un po' quella mummia rinsecchita che ci si erge sopra per appiattirla e butta tutto nel sacco, no, come vedi non occupa molto spazio e il sacco è grande, ci starà anche tutto il resto della roba che non ti piace più.
Questa è la Primavera!
Chissà quali fiori sbocciavano ai lati delle strade nelle altre stagioni?
E' peccato che la gente non se lo ricordi mai, quando passa e li guarda distrattamente, eppure i fiori hanno un nome, ed un colore, ed un profumo.
Ed hanno un nome diverso per ogni persona che passa, per ogni occhio che vede e per ogni piede che si muove.
Tu stessa hai dato un nome ad ogni fiore che hai visto, in ogni momento della tua vita, anche quando la stagione non era la tua ed anche quando non passavi proprio per quella strada che gli passava vicino.
Perchè ora sono dentro le pagine del tuo libro, finemente pressati in un duraturo sbocciare che li ha fermati come un sasso sospeso nell'aria.
Ed il libro sei tu e le tue lacrime l'inchiostro di molte pagine bianche, ed i fiori sono così chiari fra le pagine bianche, ridono così forte!
Se proprio devi esprimere un desiderio non chiedere la vita eterna, che non ha altro che una sola Primavera che sorprende sempre meno ogni anno che passa, chiedi piuttosto di restare sempre giovane, con le pagine sempre bianche ed i fiori ancora da raccogliere!
Ai sonetti dell'innocenza non seguono quelli del peccato, ma piuttosto quelli dell'esperienza, che si scrivono fittamente fin sulle prime pagine e che, se li vuoi leggere, quei fiori, li devi proprio togliere.
Quei fiori che hanno un nome diverso per ogni persona che li ha colti per te.
Come le margherite di campo che colsero i tuoi nonni per te.
Come la rosa che tuo marito ti ha regalato.
C'è ancora posto nel sacco.
Ciao!