Esiste forse un confine da individuare, al di là del quale sarebbe bene non nascondere, e non nascondersi, nel caso in cui si desideri vivere in maniera “autentica” e mantenere in una relazione, stabile o breve che sia, la tanto agognata sincerità?
Al di là di quel confine è possibile che:
si faccia del male all’altro, che dovrà farsene carico
si faccia del male di riflesso a se stessi
si faccia del male a terze persone
si rischi di non essere accettati
si rischi la tenuta della relazione
Sembra che la maggior parte delle volte si taccia per non rischiare.
Ora,
Siamo in grado di definire il momento e il punto di quel confine?
quanti “traditori” trovano il coraggio di mantenersi sulla strada dell'autenticità, che conduce a paesaggi sempre nuovi?
quanti “traditi” sono pronti a “sapere e soffrire”, pur di mantenere una relazione vera e sincera, e a spostare lo sguardo verso qualcosa di nuovo e diverso?
Giacchè tutto COMUNQUE cambia, e giacchè ogni cambiamento comporta una perdita, non è forse “falso” quel paletto, che i "non sinceri" tendono a spostare sempre più in là?
Sai è in questi giorni penso molto a questo 3d!
E proprio ieri ho parlato di cose mie con un uomo che è molto avanti negli anni e che ha avuto una vita molto densa e articolata. Sarà stata autentica la sua vita?
Lui mi ha detto che nella vita i paletti da spostare sono i passi del pugile nel ring, bisogna sapere fare passi indietro, quando è ora di farli, per poi riuscire ad andare avanti.
Poi mi è venuta in mente una cosa.
Sempre sui paletti e la sofferenza.
Mia figlia un giorno ruppe una tazzina.
Poverina si era intestardita a scaricare la lavastoviglie, o meglio voleva giocare a mamma casetta con oggetti veri.
Le avevo detto stai attenta.
Si spaventò moltissimo per questa tazzina che con estremo fragore andò in mille pezzi.
Non so che cosa si immaginasse nella sua testa, ma si disperò.
Io ridevo divertito...fossero queste le tragedie della vita...
E lei fa...ma chi lo dice ora alla mamma?
E io facciamo così...facciamo una pazzia portiamo le tazzine dalla nonna...che poverina è povera ed è senza....e comperiamo per noi un nuovo servizio e lo regaliamo alla mamma ci stai?
A lei piacque quell'idea....( Ok...porc...porc...porc...io non sapevo che porc...porc...in quel negozio oltre i casalinghi c'erano i giocattoli...ma porc...porc...)
Tacemmo sempre alla madre che una tazzina era andata rotta...anche se poi glielo dissi in privata sede...perchè il mondo dei grandi è un mondo...quello dei bambini un altro...
Ora non sempre siamo in grado di valutare la fragilità di chi ci sta accanto.
Spostare i paletti è anche accettare che una certa dose di sofferenza bene o male entrerà nella nostra vita!
A quanta sapremo far fronte?
Spostare i paletti è anche comprendere e proteggere la vulnerabilità dell'altro.
Si tace quindi anche per amore.
Perchè vedi lì e ti dici, neanche se ne rendono conto del male che ci stanno facendo.
Non lo sentono.
Lasciamoli vivere in pace e stiamo scialli.
Capisco comunque che un rimorso...sia un paletto molto duro da riuscire a togliere.