Esiste forse un confine da individuare, al di là del quale sarebbe bene non nascondere, e non nascondersi, nel caso in cui si desideri vivere in maniera “autentica” e mantenere in una relazione, stabile o breve che sia, la tanto agognata sincerità?
Al di là di quel confine è possibile che:
si faccia del male all’altro, che dovrà farsene carico
si faccia del male di riflesso a se stessi
si faccia del male a terze persone
si rischi di non essere accettati
si rischi la tenuta della relazione
Sembra che la maggior parte delle volte si taccia per non rischiare.
Ora,
Siamo in grado di definire il momento e il punto di quel confine?
quanti “traditori” trovano il coraggio di mantenersi sulla strada dell'autenticità, che conduce a paesaggi sempre nuovi?
quanti “traditi” sono pronti a “sapere e soffrire”, pur di mantenere una relazione vera e sincera, e a spostare lo sguardo verso qualcosa di nuovo e diverso?
Giacchè tutto COMUNQUE cambia, e giacchè ogni cambiamento comporta una perdita, non è forse “falso” quel paletto, che i "non sinceri" tendono a spostare sempre più in là?
Al di là di quel confine è possibile che:
si faccia del male all’altro, che dovrà farsene carico
si faccia del male di riflesso a se stessi
si faccia del male a terze persone
si rischi di non essere accettati
si rischi la tenuta della relazione
Sembra che la maggior parte delle volte si taccia per non rischiare.
Ora,
Siamo in grado di definire il momento e il punto di quel confine?
quanti “traditori” trovano il coraggio di mantenersi sulla strada dell'autenticità, che conduce a paesaggi sempre nuovi?
quanti “traditi” sono pronti a “sapere e soffrire”, pur di mantenere una relazione vera e sincera, e a spostare lo sguardo verso qualcosa di nuovo e diverso?
Giacchè tutto COMUNQUE cambia, e giacchè ogni cambiamento comporta una perdita, non è forse “falso” quel paletto, che i "non sinceri" tendono a spostare sempre più in là?