Il coraggio di ferire e di soffrire

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Duchessa

Utente di lunga data
Esiste forse un confine da individuare, al di là del quale sarebbe bene non nascondere, e non nascondersi, nel caso in cui si desideri vivere in maniera “autentica” e mantenere in una relazione, stabile o breve che sia, la tanto agognata sincerità?

Al di là di quel confine è possibile che:
si faccia del male all’altro, che dovrà farsene carico
si faccia del male di riflesso a se stessi
si faccia del male a terze persone
si rischi di non essere accettati
si rischi la tenuta della relazione

Sembra che la maggior parte delle volte si taccia per non rischiare.

Ora,
Siamo in grado di definire il momento e il punto di quel confine?

quanti “traditori” trovano il coraggio di mantenersi sulla strada dell'autenticità, che conduce a paesaggi sempre nuovi?
quanti “traditi” sono pronti a “sapere e soffrire”, pur di mantenere una relazione vera e sincera, e a spostare lo sguardo verso qualcosa di nuovo e diverso?

Giacchè tutto COMUNQUE cambia, e giacchè ogni cambiamento comporta una perdita, non è forse “falso” quel paletto, che i "non sinceri" tendono a spostare sempre più in là?
 
Esiste forse un confine da individuare, al di là del quale sarebbe bene non nascondere, e non nascondersi, nel caso in cui si desideri vivere in maniera “autentica” e mantenere in una relazione, stabile o breve che sia, la tanto agognata sincerità?

Al di là di quel confine è possibile che:
si faccia del male all’altro, che dovrà farsene carico
si faccia del male di riflesso a se stessi
si faccia del male a terze persone
si rischi di non essere accettati
si rischi la tenuta della relazione

Sembra che la maggior parte delle volte si taccia per non rischiare.

Ora,
Siamo in grado di definire il momento e il punto di quel confine?

quanti “traditori” trovano il coraggio di mantenersi sulla strada dell'autenticità, che conduce a paesaggi sempre nuovi?
quanti “traditi” sono pronti a “sapere e soffrire”, pur di mantenere una relazione vera e sincera, e a spostare lo sguardo verso qualcosa di nuovo e diverso?

Giacchè tutto COMUNQUE cambia, e giacchè ogni cambiamento comporta una perdita, non è forse “falso” quel paletto, che i "non sinceri" tendono a spostare sempre più in là?
Ah grandio che grandissimo tema!
Fantastico!
Qui ne nasce qualcosa....
Scrivi poco Duchessa....ma quel poco che scrivi è così denso e pregno di riflessioni!:up::up::up:
 

bubu

Utente di lunga data
bel tema!
io per quanto mi riguarda preferisco non sapere perchè sapere significa anche, oltre a soffrire, prendere atto di un qualche cosa. Poi, come nel mio caso, che ho scoperto per caso una relazione duratura ma finita, avrei davvero non fare quella scoperta.
Secondo me se si tradisce e però si ama il compagno/a allora si deve stare zitti...se non si ama più allora è bene parlare e lasciarsi...così tutti, anche il tradito possono rifarsi una vita
 

Attila

Utente di lunga data
Esiste forse un confine da individuare, al di là del quale sarebbe bene non nascondere, e non nascondersi, nel caso in cui si desideri vivere in maniera “autentica” e mantenere in una relazione, stabile o breve che sia, la tanto agognata sincerità?

Al di là di quel confine è possibile che:
si faccia del male all’altro, che dovrà farsene carico
si faccia del male di riflesso a se stessi
si faccia del male a terze persone
si rischi di non essere accettati
si rischi la tenuta della relazione

Sembra che la maggior parte delle volte si taccia per non rischiare.

Ora,
Siamo in grado di definire il momento e il punto di quel confine?

quanti “traditori” trovano il coraggio di mantenersi sulla strada dell'autenticità, che conduce a paesaggi sempre nuovi?
quanti “traditi” sono pronti a “sapere e soffrire”, pur di mantenere una relazione vera e sincera, e a spostare lo sguardo verso qualcosa di nuovo e diverso?

Giacchè tutto COMUNQUE cambia, e giacchè ogni cambiamento comporta una perdita, non è forse “falso” quel paletto, che i "non sinceri" tendono a spostare sempre più in là?
Il coraggio sta nel saper fare delle scelte, e nel saper essere coerenti. Non necessariamente nel sapere tutto e nel verbalizzare. In ogni caso, non sapremo mai tutto della persona che abbiamo accanto, e anche se sapessimo non è detto che capiremmo.

Io, almeno, non sono sicuro di volere dire né di voler sapere. In certe relazioni, la sincerità assoluta è un ingrediente indispensabile, in altre puo' fare un sacco di danni e basta... Almeno, credo.
 
Il coraggio sta nel saper fare delle scelte, e nel saper essere coerenti. Non necessariamente nel sapere tutto e nel verbalizzare. In ogni caso, non sapremo mai tutto della persona che abbiamo accanto, e anche se sapessimo non è detto che capiremmo.

Io, almeno, non sono sicuro di volere dire né di voler sapere. In certe relazioni, la sincerità assoluta è un ingrediente indispensabile, in altre puo' fare un sacco di danni e basta... Almeno, credo.
Hai voglia...:up::up::up:
Da cui vediamo...la mossa furba di spostare i paletti...
 
Di solito mi succede involontariamente, mentre faccio retromarcia. Ma sono quei paletti colorati di plastica che mettono le imprese di costruzione: i paletti veri resistono con piu' tenacia :)
Scusa...ma dicevano che dove passi tu...non cresce più neppure l'erba...no?:D:D:D
 

Sbriciolata

Escluso
Esiste forse un confine da individuare, al di là del quale sarebbe bene non nascondere, e non nascondersi, nel caso in cui si desideri vivere in maniera “autentica” e mantenere in una relazione, stabile o breve che sia, la tanto agognata sincerità?

Al di là di quel confine è possibile che:
si faccia del male all’altro, che dovrà farsene carico
si faccia del male di riflesso a se stessi
si faccia del male a terze persone
si rischi di non essere accettati
si rischi la tenuta della relazione

Sembra che la maggior parte delle volte si taccia per non rischiare.

Ora,
Siamo in grado di definire il momento e il punto di quel confine?

quanti “traditori” trovano il coraggio di mantenersi sulla strada dell'autenticità, che conduce a paesaggi sempre nuovi?
quanti “traditi” sono pronti a “sapere e soffrire”, pur di mantenere una relazione vera e sincera, e a spostare lo sguardo verso qualcosa di nuovo e diverso?

Giacchè tutto COMUNQUE cambia, e giacchè ogni cambiamento comporta una perdita, non è forse “falso” quel paletto, che i "non sinceri" tendono a spostare sempre più in là?
Purtroppo, o per fortuna, io non sono capace di stare zitta... non nel senso che chiacchero molto, proprio nel senso che quando vedo che qualcosa non va... devo affrontare il problema. Ma... mi è successo di starmene zitta, soffrendone come un cane, non per rischiare, ma per non intervenire su volontà altrui, che è diverso. Perchè a volte ci si deve fare da parte e lasciare che le cose seguano il loro corso, se vuoi vedere dove vogliono andare. La mia domanda però è : se so e soffro, come posso mantenere una relazione vera e sincera?
 

solelene

Utente
Esiste forse un confine da individuare, al di là del quale sarebbe bene non nascondere, e non nascondersi, nel caso in cui si desideri vivere in maniera “autentica” e mantenere in una relazione, stabile o breve che sia, la tanto agognata sincerità?

Al di là di quel confine è possibile che:
si faccia del male all’altro, che dovrà farsene carico
si faccia del male di riflesso a se stessi
si faccia del male a terze persone
si rischi di non essere accettati
si rischi la tenuta della relazione

Sembra che la maggior parte delle volte si taccia per non rischiare.

Ora,
Siamo in grado di definire il momento e il punto di quel confine?

quanti “traditori” trovano il coraggio di mantenersi sulla strada dell'autenticità, che conduce a paesaggi sempre nuovi?
quanti “traditi” sono pronti a “sapere e soffrire”, pur di mantenere una relazione vera e sincera, e a spostare lo sguardo verso qualcosa di nuovo e diverso?

Giacchè tutto COMUNQUE cambia, e giacchè ogni cambiamento comporta una perdita, non è forse “falso” quel paletto, che i "non sinceri" tendono a spostare sempre più in là?
Conosco persone che preferiscono non sapere, sono persone tendenzialmente superficiali, che cercano di evitare i problemi, se si trovano davanti anche solo un dosso, preferiscono girarci intorno piuttosto che affrontarlo.
Io invece ho bisogno di sapere, anche a costo di soffrire. Non riesco a concepire una vera relazione che non sia basata sulla trasparenza. Non credo possa esserci vera intimità senza sincerità.
 

The Cheater

Utente di lunga data
Conosco persone che preferiscono non sapere, sono persone tendenzialmente superficiali, che cercano di evitare i problemi, se si trovano davanti anche solo un dosso, preferiscono girarci intorno piuttosto che affrontarlo.
Io invece ho bisogno di sapere, anche a costo di soffrire. Non riesco a concepire una vera relazione che non sia basata sulla trasparenza. Non credo possa esserci vera intimità senza sincerità.
magari è una TUA considerazione e in realtà sono meno superficiali di quanto pensi...anzi, magari sono talmente profonde che hanni imparato che nella vita l'inculata può cadere dal cielo in qualsiasi momento, e che quindi andarsela a cercare è da stupidi...

...e magari tu sei più superficiale di quanto pensi in quanto non ti godi gli aspetti belli della vita/relazione perchè sei sempre più impegnata a "scovare la verità"...

OVVIAMENTE LA STO SPARANDO...NON TI STO GIUDICANDO VISTO CHE NON TI CONOSCO ;)
 

lunaiena

Scemo chi legge
magari è una TUA considerazione e in realtà sono meno superficiali di quanto pensi...anzi, magari sono talmente profonde che hanni imparato che nella vita l'inculata può cadere dal cielo in qualsiasi momento, e che quindi andarsela a cercare è da stupidi...

...e magari tu sei più superficiale di quanto pensi in quanto non ti godi gli aspetti belli della vita/relazione perchè sei sempre più impegnata a "scovare la verità"...

OVVIAMENTE LA STO SPARANDO...NON TI STO GIUDICANDO VISTO CHE NON TI CONOSCO ;)

Dio quanto sei waoooo.....:up:
 

The Cheater

Utente di lunga data

lunaiena

Scemo chi legge
Esiste forse un confine da individuare, al di là del quale sarebbe bene non nascondere, e non nascondersi, nel caso in cui si desideri vivere in maniera “autentica” e mantenere in una relazione, stabile o breve che sia, la tanto agognata sincerità?

Al di là di quel confine è possibile che:
si faccia del male all’altro, che dovrà farsene carico
si faccia del male di riflesso a se stessi
si faccia del male a terze persone
si rischi di non essere accettati
si rischi la tenuta della relazione

Sembra che la maggior parte delle volte si taccia per non rischiare.

Ora,
Siamo in grado di definire il momento e il punto di quel confine?

quanti “traditori” trovano il coraggio di mantenersi sulla strada dell'autenticità, che conduce a paesaggi sempre nuovi?
quanti “traditi” sono pronti a “sapere e soffrire”, pur di mantenere una relazione vera e sincera, e a spostare lo sguardo verso qualcosa di nuovo e diverso?

Giacchè tutto COMUNQUE cambia, e giacchè ogni cambiamento comporta una perdita, non è forse “falso” quel paletto, che i "non sinceri" tendono a spostare sempre più in là?

Non è vero ,per me ,che ogni cambiamento porta ad una perdita ....
Ogni cambiamento porta a cercare di adattarsi alla situazione
Ad essere un attimino più flessibili su cause ed eventi ,certo che se questi sono positivi è tutto molto più semplice ,
ma quando meno te lo aspetti arriva la batosta allora non ti resta che far mente locale di tutto e prendere una strada il più velocemente possibile....
Se non vuoi finire in un vicolo cieco e passare la tua vita lì..

Per quanto riguarda i paletti io non ho ancora capito cosa si intende:confused:
 

lunaiena

Scemo chi legge

Lostris

Utente Ludica
Esiste forse un confine da individuare, al di là del quale sarebbe bene non nascondere, e non nascondersi, nel caso in cui si desideri vivere in maniera “autentica” e mantenere in una relazione, stabile o breve che sia, la tanto agognata sincerità?

Al di là di quel confine è possibile che:
si faccia del male all’altro, che dovrà farsene carico
si faccia del male di riflesso a se stessi
si faccia del male a terze persone
si rischi di non essere accettati
si rischi la tenuta della relazione

Sembra che la maggior parte delle volte si taccia per non rischiare.

Ora,
Siamo in grado di definire il momento e il punto di quel confine?

quanti “traditori” trovano il coraggio di mantenersi sulla strada dell'autenticità, che conduce a paesaggi sempre nuovi?
quanti “traditi” sono pronti a “sapere e soffrire”, pur di mantenere una relazione vera e sincera, e a spostare lo sguardo verso qualcosa di nuovo e diverso?

Giacchè tutto COMUNQUE cambia, e giacchè ogni cambiamento comporta una perdita, non è forse “falso” quel paletto, che i "non sinceri" tendono a spostare sempre più in là?
I confini che si individuano nei rapporti e che passano inevitabilmente per il senso morale dell’individuo, sono per lo più sempre confini mobili e inutili, perché inevitabilmente si è più indulgenti con sé stessi rispetto che gli altri, ma anche perché, per fortuna, non siamo esseri cristallizzati ma in continua evoluzione (o involuzione, a seconda dei casi).

E allora cercare di stabilire dei confini di questo genere a priori, è una mossa perdente in partenza. Non dico che non si identifichi tra le persone una sorta di ‘patto relazionale’, ma raramente si sviscerano ed esplicitano determinate questioni in una sorta di compendio o decalogo da rispettare (per fortuna)…

Non sostengo l’inganno, sia chiaro, ma il dire tutto e la sincerità sempre e comunque li ritengo potenzialmente altrettanto dannosi all’amore, alla passione e all’essenziale componente (piccola o grande a seconda) del ‘mistero’ dell’altro.

Ritengo anche che ‘sapere e soffrire’ nella maggioranza dei casi sia un prezzo talmente alto che, anche se si pensa di riuscire a sostenerlo, ti rovina, e a quel punto non è questione di mantenere una relazione vera e sincera, perché non c’è più niente da mantenere.
 
Ultima modifica:

Sole

Escluso
Non sostengo l’inganno, sia chiaro, ma il dire tutto e la sincerità sempre e comunque li ritengo potenzialmente altrettanto dannosi all’amore, alla passione e all’essenziale componente (piccola o grande a seconda) del ‘mistero’ dell’altro.

Ritengo anche che ‘sapere e soffrire’ nella maggioranza dei casi è un prezzo talmente alto che, anche se si pensa di riuscire a sostenerlo, ti rovina, e a quel punto non è questione di mantenere una relazione vera e sincera, perché non c’è più niente da mantenere.
Il sapere, almeno all'inizio, è sempre fonte di sofferenza.

Ma far sapere, se da un lato significa far soffrire, vuol dire anche dar modo all'altro di conoscere ed elaborare questa sofferenza e ricavarne qualcosa di costruttivo.

Chi sa e soffre ha due strade davanti a sè: tollerare la sofferenza e limitarsi a gestirla, oppure porsi in modo attivo davanti alla sofferenza e trovare soluzioni per smettere di soffrire. In quest'ultimo caso il sapere rappresenta una grande opportunità di crescita.
 
Stato
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