Chi è più forte?

Stato
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Kid

Utente un corno
Caspita Kid...resto senza parole!
Perché dici questo?
Troppo impegnativo, troppo dolore, troppo di tutto....?
E per ritrovarsi una coppia troppo diversa?
Perchè si soffre molto per una cosa che comunque... non sarà mai più la stessa. Tutto qui. Non è pessimismo.
 

Kid

Utente un corno
ti sembra poco aver fatto un'altra figlia, poco la famiglia?
sticazzi
Naturalmente mi riferivo solo al rapporto col partner. Cià che vi ruota attorno rappresenta tutta la mia vita, non potrei farne a meno. E forse è quello che in fin dei conti mi fa accontantare: se vedo mia moglie mi ricordo di tutti i momenti belli che abbiamo vissuto e ciò che abbiamo costruito insieme.
 

Ultimo

Escluso
Condivido pienamente, la famiglia è la cosa più importante, ma purtroppo quando si distrugge, si cercano di riattaccare i pezzi, ma non tornerà mai più unito perfettamente, farà acqua da qualche parte. Ti comprendo perfettamente.

E' l'esatto contrario invece! chi apre gli occhi saprà godersi la famiglia ed anche la vita sotto tutte le sue forme.
 

Alce Veloce

Utente di lunga data
Sono molto orgogliosa e mi chiedo spesso: è più forte la donna che va via (o caccia via il marito) o la donna che rimane con lui nonostante abbia scoperto il tradimento?
(Ovviamente si intende che il tradimento è finito ed il marito si dichiara pentito :(!!) :smile:
E' più forte la persona (senza distinzione di genere) che sa essere sincera tanto con gli altri che con sè, e mostra il coraggio di scegliere con onestà, senza riserve, senza rancori.
Le dimostrazioni di forza in altro senso le lascerei ai gorilla.
 

Ultimo

Escluso
E' più forte la persona (senza distinzione di genere) che sa essere sincera tanto con gli altri che con sè, e mostra il coraggio di scegliere con onestà, senza riserve, senza rancori.
Le dimostrazioni di forza in altro senso le lascerei ai gorilla.
:up::up::up: E questo vale soprattutto per chi decide di rimanere dopo un tradimento. Ed anche per chi decide di separarsi.
 

Alce Veloce

Utente di lunga data
:up::up::up: E questo vale soprattutto per chi decide di rimanere dopo un tradimento. Ed anche per chi decide di separarsi.
Di fronte ad un tradimento ci si chiede sempre se si deve o meno "perdonare".
Io non permetterei nemmeno al padreterno di perdonarmi, figuriamoci un mio pari!
Il tradimento è un atto di debolezza, quindi la vera domanda da porsi in questi casi è solo: "sono disposto a vivere con una persona che ha dimostrato di poter sbagliare oltre quanto comunemente io sarei disposto ad accettare?"
 

Sbriciolata

Escluso
Ma lui non sospetta nulla al riguardo della scelta che devi fare?
In parole povere: ...della tegola che gli sta per cascare sulla testa?!!:confused:
Aspetta Diletta, non mi sono spiegata... era un esempio quello che ho fatto, se fosse così semplice sarebbe terribile.
Quello che volevo dire è che adesso ho chiaro il mio obbiettivo, quello che mi è indispensabile per stare bene, e solo questo fatto mi ha tolto dal marasma emotivo che stavo vivendo prima, quello delle domande senza alcuna risposta, quello del ciclo infinito in cui ogni giorno mi ritrovavo al punto di partenza.
Mi sono ricordata di una cosa che in realtà dovevo sapere benissimo: quando non hai la soluzione ad un problema, allora non è quello il tuo problema, lo hai male individuato.
E io inizialmente mi ponevo il problema di come 'annullare' quello che era successo, perchè pensavo che così sarei stata bene. Ma ho capito che non è possibile, quindi ho smesso di pormi quel problema.
Nel frattempo ho preso atto di essere anche cambiata molto, di avere nuove esigenze.
Allora mi sono posta un nuovo problema: come posso tornare a stare bene, a sentirmi felice, cosa in realtà mi potrebbe, per come sono ora, rendere di nuovo serena e contenta di e per me stessa?

E ho individuato una serie di condizioni che sono indispensabili per realizzare il mio obbiettivo, e che sono realizzabili, o CON mio marito o SENZA di lui.
Adesso... vediamo, no? Non dipende solo da me.
Io non intendo rinunciare ai miei obbiettivi.
 

Ultimo

Escluso
Di fronte ad un tradimento ci si chiede sempre se si deve o meno "perdonare".
Io non permetterei nemmeno al padreterno di perdonarmi, figuriamoci un mio pari!
Il tradimento è un atto di debolezza, quindi la vera domanda da porsi in questi casi è solo: "sono disposto a vivere con una persona che ha dimostrato di poter sbagliare oltre quanto comunemente io sarei disposto ad accettare?"

Infatti!! e sempre e più volte ho scritto anche io questo, perdonare è una prerogativa di Dio, noi possiamo soltanto prendere atto di tutto e scegliere la via che vogliamo, e soprattutto fare di tutto per perseguirla.
 

Alce Veloce

Utente di lunga data
Infatti!! e sempre e più volte ho scritto anche io questo, perdonare è una prerogativa di Dio, noi possiamo soltanto prendere atto di tutto e scegliere la via che vogliamo, e soprattutto fare di tutto per perseguirla.
Premesso che io sono del tutto agnostico, quindi la citazione del padreterno era solo per fare un esempio estremo, considero, come già a suo tempo frequentemente scritto qui, che il perdono sia qualcosa di ben diverso da quello che si crede.
Si pensa di "concedere" il perdono, ma in realtà si carica sulle spalle del perdonato un fardello ulteriore: oltre la colpa, pure un debito morale con chi lo ha perdonato. Il perdono è un'invenzione tipicamente cattolica, strumento di ricatto e basta.

Occhio: far di tutto per perseguire la vita che vogliamo significa pure essere disposti a pagarne le spese, tutte, e ad un prezzo che difficilmente saremo noi a decidere.
 
Premesso che io sono del tutto agnostico, quindi la citazione del padreterno era solo per fare un esempio estremo, considero, come già a suo tempo frequentemente scritto qui, che il perdono sia qualcosa di ben diverso da quello che si crede.
Si pensa di "concedere" il perdono, ma in realtà si carica sulle spalle del perdonato un fardello ulteriore: oltre la colpa, pure un debito morale con chi lo ha perdonato. Il perdono è un'invenzione tipicamente cattolica, strumento di ricatto e basta.

Occhio: far di tutto per perseguire la vita che vogliamo significa pure essere disposti a pagarne le spese, tutte, e ad un prezzo che difficilmente saremo noi a decidere.
ma non è vero, dipende da chi perdona e dall'autenticità .
con tutta l'indifferenza che provo per la cultura cattolica credo che spesso gli si diano troppe responsabilità e importanza
 

Alce Veloce

Utente di lunga data
ma non è vero, dipende da chi perdona e dall'autenticità .
con tutta l'indifferenza che provo per la cultura cattolica credo che spesso gli si diano troppe responsabilità e importanza
Perdono presuppone una sorta di superiorità, un diritto a giudicare. Dal mio punto di vista non praticabile tra esseri umani. Chi fosse realmente superiore ha la possibilità di comprendere, quindi non ha bisogno di perdonare. Chi fosse limitato non può giudicare i limiti altrui, donde........
 

Alce Veloce

Utente di lunga data
Io penso che sia forte chi fa la scelta più vera e non quella di comodo, a prescindere da quello che si decide di fare.
Te mùcala di dire le stesse cose che dico io con parole diverse!














:D
;)
 

Sole

Escluso
Di fronte ad un tradimento ci si chiede sempre se si deve o meno "perdonare".
Io non permetterei nemmeno al padreterno di perdonarmi, figuriamoci un mio pari!
Il tradimento è un atto di debolezza, quindi la vera domanda da porsi in questi casi è solo: "sono disposto a vivere con una persona che ha dimostrato di poter sbagliare oltre quanto comunemente io sarei disposto ad accettare?"
Non sempre.

A volte, poche forse, è un passaggio, un'esperienza quasi necessaria.
 
Perdono presuppone una sorta di superiorità, un diritto a giudicare. Dal mio punto di vista non praticabile tra esseri umani. Chi fosse realmente superiore ha la possibilità di comprendere, quindi non ha bisogno di perdonare. Chi fosse limitato non può giudicare i limiti altrui, donde........
il perdono presuppone solo la voglia di capire l'errore dell'altro anche attraverso i propri limiti
 

Sole

Escluso
Perdono presuppone una sorta di superiorità, un diritto a giudicare. Dal mio punto di vista non praticabile tra esseri umani. Chi fosse realmente superiore ha la possibilità di comprendere, quindi non ha bisogno di perdonare. Chi fosse limitato non può giudicare i limiti altrui, donde........
Sono d'accordo al 100%.

Io stessa non ho mai cercato di perdonare, ma di capire. E capendo, alla fine, non ho mai avuto bisogno di perdonare un bel niente.
 

Sbriciolata

Escluso
Si pensa di "concedere" il perdono, ma in realtà si carica sulle spalle del perdonato un fardello ulteriore: oltre la colpa, pure un debito morale con chi lo ha perdonato. Il perdono è un'invenzione tipicamente cattolica, strumento di ricatto e basta.

Occhio: far di tutto per perseguire la vita che vogliamo significa pure essere disposti a pagarne le spese, tutte, e ad un prezzo che difficilmente saremo noi a decidere.
Non sono d'accordo... prima di tutto perchè è una rivoluzione cristiana e non un'invenzione cattolica e lo testimoniano secoli di persecuzioni e guerre, quando il cattolicesimo era ancora più lontano di adesso al cristianesimo.
In secondo luogo, il concetto di perdono include la cancellazione di ogni debito (questo anche nel padre nostro, che è appunto una preghiera cristiana), almeno così dovrebbe essere applicato: quello cui ti riferisci tu è l'espiazione, invenzione cattolica nata per trarre profitto dalle debolezze umane. Ma se ti perdono, la storia è finita qui, non mi devi nulla, non ti rinfaccerò mai nulla. Il problema è metterlo in atto. Mica facile. Però il limite è il nostro, non del concetto.
 
E

exStermy

Guest
Perdono presuppone una sorta di superiorità, un diritto a giudicare. Dal mio punto di vista non praticabile tra esseri umani. Chi fosse realmente superiore ha la possibilità di comprendere, quindi non ha bisogno di perdonare. Chi fosse limitato non può giudicare i limiti altrui, donde........
Scusa ma famme capi'....

se tua moglie dovesse ricadere nella "debolezza" tu ti limiteresti di nuovo soltanto a capire perche' ammetti di essere limitato?

ti sei dato un numero per fare scattare altro visto che il perdono non e' contemplato??
 

Sbriciolata

Escluso
Perdono presuppone una sorta di superiorità, un diritto a giudicare. Dal mio punto di vista non praticabile tra esseri umani. Chi fosse realmente superiore ha la possibilità di comprendere, quindi non ha bisogno di perdonare. Chi fosse limitato non può giudicare i limiti altrui, donde........
Non sono d'accordo neppure su questo. Chi perdona lo fa perchè è riuscito a comprendere totalmente chi sta perdonando... come una madre perdona il figlio che fa la marachella, e se la ricorda, lo fa con un sorriso. Il perdono è qualcosa di davvero potente, quando è sincero.
 
E

exStermy

Guest
Non sono d'accordo... prima di tutto perchè è una rivoluzione cristiana e non un'invenzione cattolica e lo testimoniano secoli di persecuzioni e guerre, quando il cattolicesimo era ancora più lontano di adesso al cristianesimo.
In secondo luogo, il concetto di perdono include la cancellazione di ogni debito (questo anche nel padre nostro, che è appunto una preghiera cristiana), almeno così dovrebbe essere applicato: quello cui ti riferisci tu è l'espiazione, invenzione cattolica nata per trarre profitto dalle debolezze umane. Ma se ti perdono, la storia è finita qui, non mi devi nulla, non ti rinfaccerò mai nulla. Il problema è metterlo in atto. Mica facile. Però il limite è il nostro, non del concetto.
Ed aggiungi che il tutto passa dalla confessione che per la chiesa e' sempre stata uno strumento politico...

e con l'uso politico ha controllato le masse....di pecore....behhhh...

addaveni' baffone...

ahahahahah
 

Alce Veloce

Utente di lunga data
Non sono d'accordo... prima di tutto perchè è una rivoluzione cristiana e non un'invenzione cattolica e lo testimoniano secoli di persecuzioni e guerre, quando il cattolicesimo era ancora più lontano di adesso al cristianesimo.
In secondo luogo, il concetto di perdono include la cancellazione di ogni debito (questo anche nel padre nostro, che è appunto una preghiera cristiana), almeno così dovrebbe essere applicato: quello cui ti riferisci tu è l'espiazione, invenzione cattolica nata per trarre profitto dalle debolezze umane. Ma se ti perdono, la storia è finita qui, non mi devi nulla, non ti rinfaccerò mai nulla. Il problema è metterlo in atto. Mica facile. Però il limite è il nostro, non del concetto.
Purtroppo "perdono" è solo una parola, e soffre dell'uso che se ne fa a seconda degli ambienti e delle epoche. Secoli di cultura cattolica ci hanno insegnato a "concedere" il perdono, e quindi è l'idea di concedere unitamente al principio cristiano di perdono ad essere profondamente sbagliata.
 
Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.
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