Significato di un comportamento del traditore?

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Fabry

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Forse l'amarezza che resta e contro cui mi spacco la testa alla ricerca di attenuanti - che non ci sono - è la verità che ho sposato un uomo vile. E contro questa consapevolezza non ci sono coccole, richieste di perdono, gentilezze, dimostrazini d'affetto e di pentimento. La viltà delll'uomo resta.
Anche nei confronti dell'amante non deve aver fatto una gran bella figura...
Emma
 

Billythekid

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Alce Veloce

Utente di lunga data
Alce, allora provi la stessa sensazione che ho io? Non sei riuscito a impostare un nuovo modo di amare tua moglie? Io mi trovo questa sensazione nuova addosso. Anch'io mi sento pigra, ed è tutto il giorno che mi viene voglia di sbadigliare quando penso a questo tradimento. Quando sono entrata in casa e l'ho visto, gentile e premuroso, hai mangiato? sei stanca? ho sentito il bisogno di non guardarlo in faccia, ho risposto in modo cortese ma distaccato. E' come se avessi una gran stanchezza, non so, una specie di noia. Ma perchè non se ne è andato con quella culona? perchè lo ho accolto? accidenti a me, la colpa è solo mia. Rimedierò? e come rimedierò verso me stessa? mah, per ora sono così annoiata che non ho voglia di pensare. D'ora in poi penserà lui, ho fatto anche troppo
Emma
La mia è una situazione un po' diversa. I presupposti perchè il nostro rapporto continuasse regolare si erano già persi da molti anni, ma io fino al tradimento credetti di poter in qualche modo ritrovare la donna che avevo sposato. Il tradimento in sè non fu neppure lui il motivo del mio definitivo disamoramento. Lo fu il fatto che malgrado l'evidenza della mia sofferenza, lei si sia limitata a pensare che fosse sufficiente per entrambi tirare un colpo di spugna alla lavagna e ricominciare ancora da quella situazione che già era rovinata irreparabilmente.
In queste condizioni mi sono trovato costretto ad ammettere che il passato non avrebbe più potuto tornare.
Le voglio bene, perchè trent'anni di vita insieme non sono paglia, ma di amore da parte mia non se ne parla più.
Ho provato a tenerla a distanza, ma questo ha rovinato tanto la mia vita che la sua che - più importante - quella di nostro figlio. Le ho parlato, quindi, dicendole chiaramente che sarei tornato a comportarmi come nella mia natura: gentile e affettuoso, ma che questo avrebbe significato solo che ero stufo di vivere in un modo che non mi si confà. Non riesco ad essere un rancoroso. Certo non avrebbe assolutamente significato che io mi sia messo l'anima in pace.
Lei non può darmi quello di cui necessito tanto quanto non lo posso io con lei.
Ora non mi posso permettere di andarmene per i fatti miei, sono senza lavoro, ma ora che mio figlio è più tranquillo e maturo, se potessi lo farei. Senza astio, senza rancore, anzi, al contrario con l'intento di essere sempre presente quando lei avesse davvero bisogno di qualcuno, ma riprendendomi in mano la mia vita e tutte le cose alle quali in un modo o nell'altro ho dovuto rinunciare per stare con qualcuno che da troppo tempo non era più la donna che avevo sposato.
Forse hai frainteso la mia "pigrizia". Io intendovo dire che per essa a volte vorrei che tutto si appianasse, perchè prendere e fare fagotto presuppone grandi problemi, sofferenze proprie e di tanta altra gente (parenti), decisioni drastiche e rinunce. A volte quindi vorrei poter dire di nuovo "ti amo" a mia moglie, ma non è possibile. L'interruttore è spento, anzi, peggio, è un circuito del tutto bruciato.
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
La mia è una situazione un po' diversa. I presupposti perchè il nostro rapporto continuasse regolare si erano già persi da molti anni, ma io fino al tradimento credetti di poter in qualche modo ritrovare la donna che avevo sposato. Il tradimento in sè non fu neppure lui il motivo del mio definitivo disamoramento. Lo fu il fatto che malgrado l'evidenza della mia sofferenza, lei si sia limitata a pensare che fosse sufficiente per entrambi tirare un colpo di spugna alla lavagna e ricominciare ancora da quella situazione che già era rovinata irreparabilmente.
In queste condizioni mi sono trovato costretto ad ammettere che il passato non avrebbe più potuto tornare.
Le voglio bene, perchè trent'anni di vita insieme non sono paglia, ma di amore da parte mia non se ne parla più.
Ho provato a tenerla a distanza, ma questo ha rovinato tanto la mia vita che la sua che - più importante - quella di nostro figlio. Le ho parlato, quindi, dicendole chiaramente che sarei tornato a comportarmi come nella mia natura: gentile e affettuoso, ma che questo avrebbe significato solo che ero stufo di vivere in un modo che non mi si confà. Non riesco ad essere un rancoroso. Certo non avrebbe assolutamente significato che io mi sia messo l'anima in pace.
Lei non può darmi quello di cui necessito tanto quanto non lo posso io con lei.
Ora non mi posso permettere di andarmene per i fatti miei, sono senza lavoro, ma ora che mio figlio è più tranquillo e maturo, se potessi lo farei. Senza astio, senza rancore, anzi, al contrario con l'intento di essere sempre presente quando lei avesse davvero bisogno di qualcuno, ma riprendendomi in mano la mia vita e tutte le cose alle quali in un modo o nell'altro ho dovuto rinunciare per stare con qualcuno che da troppo tempo non era più la donna che avevo sposato.
Forse hai frainteso la mia "pigrizia". Io intendovo dire che per essa a volte vorrei che tutto si appianasse, perchè prendere e fare fagotto presuppone grandi problemi, sofferenze proprie e di tanta altra gente (parenti), decisioni drastiche e rinunce. A volte quindi vorrei poter dire di nuovo "ti amo" a mia moglie, ma non è possibile. L'interruttore è spento, anzi, peggio, è un circuito del tutto bruciato.

:bacio:
 
E

exStermy

Guest
La mia è una situazione un po' diversa. I presupposti perchè il nostro rapporto continuasse regolare si erano già persi da molti anni, ma io fino al tradimento credetti di poter in qualche modo ritrovare la donna che avevo sposato. Il tradimento in sè non fu neppure lui il motivo del mio definitivo disamoramento. Lo fu il fatto che malgrado l'evidenza della mia sofferenza, lei si sia limitata a pensare che fosse sufficiente per entrambi tirare un colpo di spugna alla lavagna e ricominciare ancora da quella situazione che già era rovinata irreparabilmente.
In queste condizioni mi sono trovato costretto ad ammettere che il passato non avrebbe più potuto tornare.
Le voglio bene, perchè trent'anni di vita insieme non sono paglia, ma di amore da parte mia non se ne parla più.
Ho provato a tenerla a distanza, ma questo ha rovinato tanto la mia vita che la sua che - più importante - quella di nostro figlio. Le ho parlato, quindi, dicendole chiaramente che sarei tornato a comportarmi come nella mia natura: gentile e affettuoso, ma che questo avrebbe significato solo che ero stufo di vivere in un modo che non mi si confà. Non riesco ad essere un rancoroso. Certo non avrebbe assolutamente significato che io mi sia messo l'anima in pace.
Lei non può darmi quello di cui necessito tanto quanto non lo posso io con lei.
Ora non mi posso permettere di andarmene per i fatti miei, sono senza lavoro, ma ora che mio figlio è più tranquillo e maturo, se potessi lo farei. Senza astio, senza rancore, anzi, al contrario con l'intento di essere sempre presente quando lei avesse davvero bisogno di qualcuno, ma riprendendomi in mano la mia vita e tutte le cose alle quali in un modo o nell'altro ho dovuto rinunciare per stare con qualcuno che da troppo tempo non era più la donna che avevo sposato.
Forse hai frainteso la mia "pigrizia". Io intendovo dire che per essa a volte vorrei che tutto si appianasse, perchè prendere e fare fagotto presuppone grandi problemi, sofferenze proprie e di tanta altra gente (parenti), decisioni drastiche e rinunce. A volte quindi vorrei poter dire di nuovo "ti amo" a mia moglie, ma non è possibile. L'interruttore è spento, anzi, peggio, è un circuito del tutto bruciato.
Se non l'hai fatto fino ad ora (lo staccare gli ormeggi) secondo me non lo farai piu'....

credo che la tua situazione sia la peggiore dal punto psicologico, non avendo l'indipendenza economica, perche' ti annacqua la capacita' di analisi....

a- forse sottovaluti il sentimento residuo di tua moglie che avra' pure sbandato pero' come espiazione , minchia pepe'...a meno che non attui comportamenti da nazisti confidando sul tuo abbozzare non avendo tu altre alternative per sottrartene;

b- deriva dalla prima...cioe' dopo tutto sto lungo tempo in questa situazione (senza lavoro), riusciresti nel caso lo trovassi a darle un calcio in culo?;
 

Diletta

Utente di lunga data
La mia è una situazione un po' diversa. I presupposti perchè il nostro rapporto continuasse regolare si erano già persi da molti anni, ma io fino al tradimento credetti di poter in qualche modo ritrovare la donna che avevo sposato. Il tradimento in sè non fu neppure lui il motivo del mio definitivo disamoramento. Lo fu il fatto che malgrado l'evidenza della mia sofferenza, lei si sia limitata a pensare che fosse sufficiente per entrambi tirare un colpo di spugna alla lavagna e ricominciare ancora da quella situazione che già era rovinata irreparabilmente.
In queste condizioni mi sono trovato costretto ad ammettere che il passato non avrebbe più potuto tornare.
Le voglio bene, perchè trent'anni di vita insieme non sono paglia, ma di amore da parte mia non se ne parla più.
Ho provato a tenerla a distanza, ma questo ha rovinato tanto la mia vita che la sua che - più importante - quella di nostro figlio. Le ho parlato, quindi, dicendole chiaramente che sarei tornato a comportarmi come nella mia natura: gentile e affettuoso, ma che questo avrebbe significato solo che ero stufo di vivere in un modo che non mi si confà. Non riesco ad essere un rancoroso. Certo non avrebbe assolutamente significato che io mi sia messo l'anima in pace.
Lei non può darmi quello di cui necessito tanto quanto non lo posso io con lei.
Ora non mi posso permettere di andarmene per i fatti miei, sono senza lavoro, ma ora che mio figlio è più tranquillo e maturo, se potessi lo farei. Senza astio, senza rancore, anzi, al contrario con l'intento di essere sempre presente quando lei avesse davvero bisogno di qualcuno, ma riprendendomi in mano la mia vita e tutte le cose alle quali in un modo o nell'altro ho dovuto rinunciare per stare con qualcuno che da troppo tempo non era più la donna che avevo sposato.
Forse hai frainteso la mia "pigrizia". Io intendovo dire che per essa a volte vorrei che tutto si appianasse, perchè prendere e fare fagotto presuppone grandi problemi, sofferenze proprie e di tanta altra gente (parenti), decisioni drastiche e rinunce. A volte quindi vorrei poter dire di nuovo "ti amo" a mia moglie, ma non è possibile. L'interruttore è spento, anzi, peggio, è un circuito del tutto bruciato.


Alce, anch'io mi trovo in una fase di distacco emotivo da lui e ne sono preoccupata perché sta perdendo la caratteristica altalenante che aveva fino a poco tempo fa.
Vorrei tanto aprire il mio cuore e mostrare quella che sono sempre stata: una donna che prova un vero sentimento d'amore verso chi ha accanto, ma non ce la faccio proprio, eppure mi sono tanto impegnata...
Ho paura di restare così e non voglio, io non posso vivere senza provare quel sentimento...
Come fai tu a continuare la tua vita? Ti percepisco una persona sensibile e profonda, insegnami qualcosa.
Tutto aveva un senso prima, e non dirmi di coltivare interessi e passioni, quelli ci sono sempre stati, ma erano un bel completamento a quello che eravamo noi come coppia.
Che senso ha vivere da coinquilini sotto lo stesso tetto? Il matrimonio ha altre prerogative.
E mi sento a disagio nel ruolo di potere affidatomi da questa prova della vita che mette nelle mie mani il futuro della famiglia. Io non lo volevo avere questo ruolo.
 

Diletta

Utente di lunga data
Alce, allora provi la stessa sensazione che ho io? Non sei riuscito a impostare un nuovo modo di amare tua moglie? Io mi trovo questa sensazione nuova addosso. Anch'io mi sento pigra, ed è tutto il giorno che mi viene voglia di sbadigliare quando penso a questo tradimento. Quando sono entrata in casa e l'ho visto, gentile e premuroso, hai mangiato? sei stanca? ho sentito il bisogno di non guardarlo in faccia, ho risposto in modo cortese ma distaccato. E' come se avessi una gran stanchezza, non so, una specie di noia. Ma perchè non se ne è andato con quella culona? perchè lo ho accolto? accidenti a me, la colpa è solo mia. Rimedierò? e come rimedierò verso me stessa? mah, per ora sono così annoiata che non ho voglia di pensare. D'ora in poi penserà lui, ho fatto anche troppo
Emma

Cara Emma, provo le tue identiche sensazioni, anche se nel mio caso non è passato tutto quel tempo.
Cortesia e distacco. Bruttissime sensazioni, almeno per me.
Io non ci sono abituata, né tantomeno lo sono di natura.
Per questo, dico che non durerà, né a me né a te: quello che siamo noi prenderà il sopravvento, e se siamo passionali, energiche, amanti della vita non potremo violentarci a lungo, la personalità trova la sua strada per esprimersi al meglio.
Forse è come un sistema di protezione che il nostro essere ha messo in atto per farci riposare.
Ma non durerà...
 

Alce Veloce

Utente di lunga data
Alce, anch'io mi trovo in una fase di distacco emotivo da lui e ne sono preoccupata perché sta perdendo la caratteristica altalenante che aveva fino a poco tempo fa.
Vorrei tanto aprire il mio cuore e mostrare quella che sono sempre stata: una donna che prova un vero sentimento d'amore verso chi ha accanto, ma non ce la faccio proprio, eppure mi sono tanto impegnata... Non credo sia possibile "impegnarsi" nel provare dei sentimenti. O li si prova o no. Si possono esorcizzare i motivi personali per cui questi sentimenti, se ci sono, appaiono annebbiati, ma se non ci sono, ciccia.
Ho paura di restare così e non voglio, io non posso vivere senza provare quel sentimento... Troppe volte pensiamo che per provare un sentimento si debba per forza averne riscontro. Ci è stato insegnato così "Al cor gentil rempaira sempre Amore......" ma sono convinto che la realtà sia ben diversa. Imparare a provare sentimenti bastando a sè stessi è difficile, ma sono convinto sia l'unica via.
Come fai tu a continuare la tua vita? Ti percepisco una persona sensibile e profonda, insegnami qualcosa. Ma sei matta? Che so' Mandrake?
Io vivo come riesco, tentando il più possibile di tener fede ai miei doveri assunti quando decisi di mettere in piedi una famiglia. Quest'estate ho trovato un lavoro oltreconfine, ed il grasso stipendio per un momento mi ha illuso di poter uscire da questa situazione limitante. Purtroppo sfiga vuole che il mio datore di lavoro fosse prossimo a fallire, per cui, a spasso di nuovo. Con mia moglie sono affettuoso, ma se mi chiede "mi vuoi bene?" le rispondo sempre con un laconico "certo", sicuro della sua consapevolezza del fatto che però non vado di un passo oltre l'affetto. I primi tempi glielo dicevo, ora sarebbe tedioso. Purtroppo i momenti di scontro continuano ad esserci, ma io sono meno accecato dal senso di frustrazione, ho ritrovato un poco di equilibrio, quindi riesco a gestire meglio la cosa.

Tutto aveva un senso prima, e non dirmi di coltivare interessi e passioni, quelli ci sono sempre stati, ma erano un bel completamento a quello che eravamo noi come coppia. Io pure gli interessi li ho sempre coltivati, ma da molti anni non più condivisi da mia moglie. Un tempo eravamo una coppia, ora solo dei conviventi. Una delle cose più frustranti, però, è che mia moglie di interessi non ne ha. Dopo la perdita dei bambini si è chiusa in una bolla con lei dentro e tutto il resto fuori, compresi me e nostro figlio che era finalmente arrivato. Se avesse interessi la seguirei, ma non ha senso seguire i mestieri di casa (che comunque ho sempre fatto pure io, intendiamoci) e il divano. L'ho spronata più volte, ma inutilmente. E' arrivata a lamentarsi del lavoro quando lavorava tre giorni la settimana con orari che le concedevano spesso il pomeriggio intero. Ora ne lavora quattro, e pare che sposti le montagne da sola (è commessa in un outlet di moda)
Che senso ha vivere da coinquilini sotto lo stesso tetto? Il matrimonio ha altre prerogative. Su questo ci sarebbe molto da dire. Si può vivere da coinquilini semplicemente accettando la vera natura originale della famiglia: una struttura di mutua assistenza. Il sentimento di amore può tranquillamente fare a meno della famiglia. Convivere però comporta essere disposti a compromessi tra le esigenze proprie e quelle del convivente. Gli scontri avvengono quando questi compromessi diventano insopportabili per uno o l'altro. A questo punto necessitano scelte, ma la maggior parte delle volte ci si perde in colpevolizzazioni reciproche.
E mi sento a disagio nel ruolo di potere affidatomi da questa prova della vita che mette nelle mie mani il futuro della famiglia. Io non lo volevo avere questo ruolo. Al massimo puoi dire che non eri cosciente del rischio di averlo, ma questo non te ne esime. Una famiglia è un dovere, in tutti i sensi, compreso, a volte, quello di decidere di disfarla.
Chiaramente tutto quanto è mia personale discutibilissima opinione
 

Ultimo

Escluso
La mia è una situazione un po' diversa. I presupposti perchè il nostro rapporto continuasse regolare si erano già persi da molti anni, ma io fino al tradimento credetti di poter in qualche modo ritrovare la donna che avevo sposato. Il tradimento in sè non fu neppure lui il motivo del mio definitivo disamoramento. Lo fu il fatto che malgrado l'evidenza della mia sofferenza, lei si sia limitata a pensare che fosse sufficiente per entrambi tirare un colpo di spugna alla lavagna e ricominciare ancora da quella situazione che già era rovinata irreparabilmente.
In queste condizioni mi sono trovato costretto ad ammettere che il passato non avrebbe più potuto tornare.
Le voglio bene, perchè trent'anni di vita insieme non sono paglia, ma di amore da parte mia non se ne parla più.
Ho provato a tenerla a distanza, ma questo ha rovinato tanto la mia vita che la sua che - più importante - quella di nostro figlio. Le ho parlato, quindi, dicendole chiaramente che sarei tornato a comportarmi come nella mia natura: gentile e affettuoso, ma che questo avrebbe significato solo che ero stufo di vivere in un modo che non mi si confà. Non riesco ad essere un rancoroso. Certo non avrebbe assolutamente significato che io mi sia messo l'anima in pace.
Lei non può darmi quello di cui necessito tanto quanto non lo posso io con lei.
Ora non mi posso permettere di andarmene per i fatti miei, sono senza lavoro, ma ora che mio figlio è più tranquillo e maturo, se potessi lo farei. Senza astio, senza rancore, anzi, al contrario con l'intento di essere sempre presente quando lei avesse davvero bisogno di qualcuno, ma riprendendomi in mano la mia vita e tutte le cose alle quali in un modo o nell'altro ho dovuto rinunciare per stare con qualcuno che da troppo tempo non era più la donna che avevo sposato.
Forse hai frainteso la mia "pigrizia". Io intendovo dire che per essa a volte vorrei che tutto si appianasse, perchè prendere e fare fagotto presuppone grandi problemi, sofferenze proprie e di tanta altra gente (parenti), decisioni drastiche e rinunce. A volte quindi vorrei poter dire di nuovo "ti amo" a mia moglie, ma non è possibile. L'interruttore è spento, anzi, peggio, è un circuito del tutto bruciato.
:up: Grande verità, e se ho capito bene, e lo hai detto a tua moglie, minchia palle!!! ci vuole coraggio davvero per farlo, ma bisogna farlo se si è convinti.
 

Alce Veloce

Utente di lunga data
:up: Grande verità, e se ho capito bene, e lo hai detto a tua moglie, minchia palle!!! ci vuole coraggio davvero per farlo, ma bisogna farlo se si è convinti.
Mmmmmm, mi da l'idea che tu abbia frainteso.......
 

Ultimo

Escluso
Mmmmmm, mi da l'idea che tu abbia frainteso.......
Se tu hai parlato a tua moglie del fatto che, non la ami più etc etc.... e lei non ha compreso quello che tu le volevi dire, ed è successo un macello, non ha importanza, come non ha importanza se sei stato tu il traditore, la cosa importante è che, hai detto quello che è la tua verità, se poi l'evoluzione, vuoi per colpa tua vuoi per colpa sua.. ribadisco che ci vogliono palle per dire il proprio pensiero.
 

Alce Veloce

Utente di lunga data
Se tu hai parlato a tua moglie del fatto che, non la ami più etc etc.... e lei non ha compreso quello che tu le volevi dire, ed è successo un macello, non ha importanza, come non ha importanza se sei stato tu il traditore, la cosa importante è che, hai detto quello che è la tua verità, se poi l'evoluzione, vuoi per colpa tua vuoi per colpa sua.. ribadisco che ci vogliono palle per dire il proprio pensiero.

'Scolta, il cornino me lo sono beccato io perchè lei era convinta che io mi fossi staccato da lei. Non teneva in considerazione il fatto che era stata lei 14 anni prima ad allontanarsi da me, ed io, che le diedi tutto l'aiuto di cui fui capace, ad un certo punto non facendocela più le chiesi aiuto, me lo vidi negare. Una volta, due, poi il mio comportamento cambiò. Dall'aiuto provai a spostarmi sulla critica, e lei la interpretò come abbandono.
Si andò a cercare un tizio di 14 anni più giovane di me, guarda caso dell'età che avevo io quando lei mi chiuse la porta della sua anima in faccia. A quel punto ho capito che non c'era più storia. Lei ha mollato subito il tizio, ma è rimasta l'aliena che era già prima.
Non dirle che il mio punto di vista era irrimediabilmente cambiato sarebbe stato idiota, anche perchè il mio comportamente conseguente sarebbe stato apparentemente immotivato, altrimenti.

Mi scuso per l'OT, cui sono spesso soggetto, ma in questo caso mi pare che comunque l'argomento sia di supporto al 3d
 
N

Non Registrato

Guest
Cara Diletta, anch'io sono del parere che l'atteggiamento di distacco non durerà, è troppo lontano dalla mia natura. E sono consapevole che è un meccanismo di difesa, di autoconservazione, una specie di riposo forzato contro il turbinio delle emozioni negative. Sono così stanca, come se avessi portato un macigno sulle spalle per chilometri e chilometri di strada. E per cosa poi? cosa c'è dentro questo macigno? le enormi cazzate che ha fatto mio marito. Quello che mi manda più in bestia, a volte, è il pensiero che lui si è divertito con l'adrenalina a mille per qualche mese e a me è costata la fatica di far esplodere il bubbone - perchè mi è costato anche fatica farlo confessare, lui negava, negava... - e poi la fatica di trovare la forza per rimettere in piedi il matrimonio e tenere unita la famiglia nonostante in questi anni avrei voluto più di una volta uscire di casa e andarmene per i fatti miei e camminare leggera senza pesi e senza zavorre. Gli ho reso la vita semplice e io mi sono accollata un peso enorme
Per Alce: mi dispiace tanto leggere quello che hai scritto di te, c'è tanta amarezza
Emma
 

Diletta

Utente di lunga data
Chiaramente tutto quanto è mia personale discutibilissima opinione

Grazie Alce, mi offri degli spunti importanti di riflessione.

Ti volevo ancora dire:
d'accordo sulla vera natura della famiglia (struttura di mutua assistenza), molto meno, ma solo per come sono fatta io, sul sentimento di amore che possa essere slegato dalla famiglia stessa.
Il mio è stato un matrimonio di amore che ha avuto come conseguenza logica la nascita dei figli, ma tutto è riconducibile sempre alla coppia, per me famiglia è coppia in primis e figli per estensione. E' sempre stato così e cambiare prospettiva dopo quasi 20 anni la vedo dura.
Tu mi parli di compromessi all'interno della famiglia, ti posso chiedere se ti sei rifatto una vita affettiva al di fuori?
Io sono convinta che se una persona ha il bisogno di amare prima o poi questo bisogno verrà soddisfatto perché si metterà alla ricerca di quel qualcosa, anche inconsapevolmente.
Sempre che rientri fra i suoi bisogni.
 
E

exStermy

Guest
Grazie Alce, mi offri degli spunti importanti di riflessione.

Ti volevo ancora dire:
d'accordo sulla vera natura della famiglia (struttura di mutua assistenza), molto meno, ma solo per come sono fatta io, sul sentimento di amore che possa essere slegato dalla famiglia stessa.
Il mio è stato un matrimonio di amore che ha avuto come conseguenza logica la nascita dei figli, ma tutto è riconducibile sempre alla coppia, per me famiglia è coppia in primis e figli per estensione. E' sempre stato così e cambiare prospettiva dopo quasi 20 anni la vedo dura.
Tu mi parli di compromessi all'interno della famiglia, ti posso chiedere se ti sei rifatto una vita affettiva al di fuori?
Io sono convinta che se una persona ha il bisogno di amare prima o poi questo bisogno verrà soddisfatto perché si metterà alla ricerca di quel qualcosa, anche inconsapevolmente.
Sempre che rientri fra i suoi bisogni.
Ah pure il biglietto per farlo salire sulla giostra fuori dovrebbe dargli la moglie?

Ma diamo proprio i numeri?
 

Diletta

Utente di lunga data
Cara Diletta, anch'io sono del parere che l'atteggiamento di distacco non durerà, è troppo lontano dalla mia natura. E sono consapevole che è un meccanismo di difesa, di autoconservazione, una specie di riposo forzato contro il turbinio delle emozioni negative. Sono così stanca, come se avessi portato un macigno sulle spalle per chilometri e chilometri di strada. E per cosa poi? cosa c'è dentro questo macigno? le enormi cazzate che ha fatto mio marito. Quello che mi manda più in bestia, a volte, è il pensiero che lui si è divertito con l'adrenalina a mille per qualche mese e a me è costata la fatica di far esplodere il bubbone - perchè mi è costato anche fatica farlo confessare, lui negava, negava... - e poi la fatica di trovare la forza per rimettere in piedi il matrimonio e tenere unita la famiglia nonostante in questi anni avrei voluto più di una volta uscire di casa e andarmene per i fatti miei e camminare leggera senza pesi e senza zavorre. Gli ho reso la vita semplice e io mi sono accollata un peso enorme
Per Alce: mi dispiace tanto leggere quello che hai scritto di te, c'è tanta amarezza
Emma

Cara Emma, quello che dici avrei potuto scriverlo io.
Tu dici che il tuo negava...e perché il mio? Una fatica bestiale, che mi ha stremato. Il mio si arrampicava sugli specchi peggiorando la sua situazione. E' stato per certi versi paradossale!
La ricostruzione di un matrimonio è un'impresa faticosissima e dolorosa, e direi anche presuntuosa perché, diciamocelo, non sono tanti che possono vantare un buon esito.
La mia paura è che dopo tanta fatica ci si debba arrendere all'evidenza di non avercela fatta. Allora sì che sarebbe stato tempo perso, non dico sprecato, ma buttato al vento.
I traditi si accollano sempre un peso enorme rispetto alla controparte, e quando non ce la fanno si devono anche sentirsi muovere la critica che il loro tormento appare eccessivo, in parole povere che la fanno troppo lunga.
A me dà l'impressione che, per il solo fatto che loro siano restati al nostro fianco, noi dobbiamo in qualche modo essere ben disposti, quasi ringraziarli...
E' solo una vaga impressione, però...
 

Alce Veloce

Utente di lunga data
Grazie Alce, mi offri degli spunti importanti di riflessione.

Ti volevo ancora dire:
d'accordo sulla vera natura della famiglia (struttura di mutua assistenza), molto meno, ma solo per come sono fatta io, sul sentimento di amore che possa essere slegato dalla famiglia stessa.
Il mio è stato un matrimonio di amore che ha avuto come conseguenza logica la nascita dei figli, ma tutto è riconducibile sempre alla coppia, per me famiglia è coppia in primis e figli per estensione. E' sempre stato così e cambiare prospettiva dopo quasi 20 anni la vedo dura.
Tu mi parli di compromessi all'interno della famiglia, ti posso chiedere se ti sei rifatto una vita affettiva al di fuori?
Io sono convinta che se una persona ha il bisogno di amare prima o poi questo bisogno verrà soddisfatto perché si metterà alla ricerca di quel qualcosa, anche inconsapevolmente.
Sempre che rientri fra i suoi bisogni.
Ho rischiato di finire in una storia che però non sarei stato capace di portare avanti, quindi l'ho interrotta sul nascere. Tremo al pensiero di incontrare la donna che mi farà sbarellare. A quel punto sarei davvero obbligato a decidere, ed il limbo in cui in qualche modo mi barcameno da qualche anno andrebbe a farsi benedire. Io non sbandiero nulla in faccia a mia moglie, ma non mi faccio problemi ad uscire con delle amiche, e lei lo sa. In giro non faccio il coglione, ma mi è capitata qualche occasione di puro sesso, e contrariamente a quanto fatto fino a pochi anni fa, ora non me le sono lasciate sfuggire. Un tempo consideravo di avere qualcosa da perdere, ora penso solo a non offendere mia moglie con atteggiamenti troppo espliciti, il resto è vita mia.
 
N

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Guest
Diletta, pensa che mio marito, quando gli dicevo che secondo me aveva un'altra donna, andava in escandescenze, diceva che ero paranoica, mi trattava malissimo come se io fossi pazza...in quel periodo usciva senza dirmi niente e se glielo facevo osservare lui spazientito mi rispondeva: perchè? è proibito uscire? che periodo di merda ho passato. Mi domando se non avrei fatto meglio a lasciarlo fuori casa per almeno un mese, almeno si sarebbe reso conto fino in fondo cosa aveva combinato. Invece, accogliendolo subito, forse gli ho impedito di comprendere sia se stesso sia il dolore che aveva causato. In fin dei conti ha avuto tutto facile: l'evasione con l'amante, la moglie che lo accoglie ed è disposta a ragionare sul perchè lui si era comportato così, la famiglia unita, il nido... Ho sbagliato, Diletta, non ho saputo tutelarmi, ma ormai è tardi. Spesso mi chiedo cosa sarebbe successo se non lo avessi scoperto, quanto sarebbe andato avanti con quella storia, e mi domando se lui è rimasto proprio per me oppure per non perdere quello che stava intorno a me (famiglia, comodità, nido ecc.)
Emma
 
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