Figlie che crescono

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MK

Utente di lunga data
Mi rivolgo soprattutto ai genitori, ma sono ben accetti consigli da chiunque. Premetto per chi non mi conosce che sono una madre single, il mio ex marito è morto qualche anno fa. Mia figlia sta crescendo, è precoce rispetto alle ragazzine della sua età, sembra (fisicamente) molto più grande. E' sempre stata una bambina con grande energia e voglia di fare, da qualche tempo ha scatti d'ira incontrollabili a casa e a scuola le insegnanti mi dicono che è distratta e con scarsa voglia di impegnarsi, anche nelle materie che fino a pochi mesi fa erano le sue preferite. Non ci sono stati cambiamenti in famiglia, io sono molto più serena e presente di un tempo, posso pensare a uno sconvolgimento ormonale e magari a una cotta non corrisposta che la fa soffrire molto (ma della quale non vuole parlare). Sto cercando di mantenere una linea dura per quanto riguarda l'impegno a scuola, ma non vorrei sembrarle troppo "paterna" e poco accogliente. Che dite?
 

Buscopann

Utente non raggiungibile
Io non dico nulla perché rischierei di dire solo tante cazzate. quindi mi astengo ma hai tutta la mia comprensione perché penso che essere mamma sia il lavoro più difficile del mondo

Buscopann
 

MK

Utente di lunga data
Busco magari anche le cazzate possono far riflettere :)
 
P

Patrizia

Guest
Il papà è venuto a mancare da poco?
Forse la sua rabbia è dovuta ad un lutto non elaborato...
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Ti capisco benissimo. Ho un figlio di 13 anni e ti assicuro che sono contenta di aver scelto porte molto resistenti in casa perchè per le volte che le ha sbattute si sarebbero distrutte altrimenti.
Distratto a scuola, ha sempre avuto un ottimo andamento scolastico, ultimamente sta sulla luna con la testa. Assente, taciturno ed egoista. I professori dicono che è tutto perfettamente nella norma a quest'età e che loro ci sono abituati.
Fisicamente è un uomo fatto e secondo me è molto scombussolato da questo cambiamento. Si guarda e si riguarda come se non si riconoscesse in questo nuovo corpo.
Le ragazze sono un pensiero fisso ma in realtà credo si renda conto che ad un corpo da uomo purtroppo corrisponde anche un cervello da bimbo, quindi anche questa cosa risulta essere più grande di lui.
Credo ci voglia una gran pazienza. Bastone e carota. Io cerco di essere una silenziosa presenza, e vedo che se non lo stresso è lui a venirmi a cercare ma certe volte giuro che lo lancerei dal balcone..
 

Ultimo

Escluso
Mi rivolgo soprattutto ai genitori, ma sono ben accetti consigli da chiunque. Premetto per chi non mi conosce che sono una madre single, il mio ex marito è morto qualche anno fa. Mia figlia sta crescendo, è precoce rispetto alle ragazzine della sua età, sembra (fisicamente) molto più grande. E' sempre stata una bambina con grande energia e voglia di fare, da qualche tempo ha scatti d'ira incontrollabili a casa e a scuola le insegnanti mi dicono che è distratta e con scarsa voglia di impegnarsi, anche nelle materie che fino a pochi mesi fa erano le sue preferite. Non ci sono stati cambiamenti in famiglia, io sono molto più serena e presente di un tempo, posso pensare a uno sconvolgimento ormonale e magari a una cotta non corrisposta che la fa soffrire molto (ma della quale non vuole parlare). Sto cercando di mantenere una linea dura per quanto riguarda l'impegno a scuola, ma non vorrei sembrarle troppo "paterna" e poco accogliente. Che dite?
Hai scritto che adesso sei più serena e presente di un tempo.
Sto solo ipotizzando, mi raccomando... perchè non vorrei sparare cazzate anche io.
Può essere che adesso tua figlia vedendoti più serena, si stia lasciando al dolore per la perdita del padre ?

Mio figlio ha 12 anni, nel passato per eventi di cui non sto a raccontare ha subito dei traumi psicologici, mia moglie faceva la parte di chi gli stava accanto, io di quello con la voce grossa, col tempo il risultato si è visto, ed ora è un ragazzo che è uscito da quei problemi.
Il tuo caso è diverso, sei soltanto tu la figura presente, e comunque non farei la voce grossa al tuo posto ma sarei più vicina con atteggiamenti che sono nella normalità più consoni ad una mamma.
 
Ultima modifica:

MK

Utente di lunga data
Ti capisco benissimo. Ho un figlio di 13 anni e ti assicuro che sono contenta di aver scelto porte molto resistenti in casa perchè per le volte che le ha sbattute si sarebbero distrutte altrimenti.
Distratto a scuola, ha sempre avuto un ottimo andamento scolastico, ultimamente sta sulla luna con la testa. Assente, taciturno ed egoista. I professori dicono che è tutto perfettamente nella norma a quest'età e che loro ci sono abituati.
Fisicamente è un uomo fatto e secondo me è molto scombussolato da questo cambiamento. Si guarda e si riguarda come se non si riconoscesse in questo nuovo corpo.
Le ragazze sono un pensiero fisso ma in realtà credo si renda conto che ad un corpo da uomo purtroppo corrisponde anche un cervello da bimbo, quindi anche questa cosa risulta essere più grande di lui.
Credo ci voglia una gran pazienza. Bastone e carota. Io cerco di essere una silenziosa presenza, e vedo che se non lo stresso è lui a venirmi a cercare ma certe volte giuro che lo lancerei dal balcone..
Grazie Farfalla per la comprensione :)
Le insegnanti di mia figlia tendono a portare tutto verso il lutto passato, ma io la vedo cresciuta, si vergogna del suo corpo. E anche lei non pensa che ai ragazzini. Però di anni ne ha 9...
 

MK

Utente di lunga data
Hai scritto che adesso sei più serena e presente di un tempo.
Sto solo ipotizzando, mi raccomando... perchè non vorrei sparare cazzate anche io.
Può essere che adesso tua figlia vedendoti più serena, si stia lasciando al dolore per la perdita del padre ?

Mio figlio ha 12 anni, nel passato per eventi di cui non sto a raccontare ha subito dei traumi psicologici, mia moglie faceva la parte di chi gli stava accanto, io di quello con la voce grossa, col tempo il risultato si è visto, ed ora è un ragazzo che è uscito da quei problemi.
Il tuo caso è diverso, sei soltanto tu la figura presente, e comunque non farei la voce grossa al tuo posto ma sarei più vicina con atteggiamenti che sono nella normalità più consoni ad una mamma.
Grazie Claudio, forse percepisce che dal lutto io sono uscita, e pronta (finalmente) a riprendere in mano la mia vita. Ci rifletto.
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Grazie Farfalla per la comprensione :)
Le insegnanti di mia figlia tendono a portare tutto verso il lutto passato, ma io la vedo cresciuta, si vergogna del suo corpo. E anche lei non pensa che ai ragazzini. Però di anni ne ha 9...
E' vero che hanno età diverse ma la tua è una femmina ed è indubbio che le femmine maturino (fisicamente e psicologicamente) molto
prima. Sicuramente il passato doloroso è un'aggravante
 

Sole

Escluso
Mi rivolgo soprattutto ai genitori, ma sono ben accetti consigli da chiunque. Premetto per chi non mi conosce che sono una madre single, il mio ex marito è morto qualche anno fa. Mia figlia sta crescendo, è precoce rispetto alle ragazzine della sua età, sembra (fisicamente) molto più grande. E' sempre stata una bambina con grande energia e voglia di fare, da qualche tempo ha scatti d'ira incontrollabili a casa e a scuola le insegnanti mi dicono che è distratta e con scarsa voglia di impegnarsi, anche nelle materie che fino a pochi mesi fa erano le sue preferite. Non ci sono stati cambiamenti in famiglia, io sono molto più serena e presente di un tempo, posso pensare a uno sconvolgimento ormonale e magari a una cotta non corrisposta che la fa soffrire molto (ma della quale non vuole parlare). Sto cercando di mantenere una linea dura per quanto riguarda l'impegno a scuola, ma non vorrei sembrarle troppo "paterna" e poco accogliente. Che dite?
Prenditi del tempo per osservare tua figlia non con gli occhi della mamma, ma con occhi obiettivi. So che è difficile farlo, perchè spesso nei nostri figli vediamo sempre un po' del nostro essere genitori. Osserva 'scientificamente' quali sono i momenti che le causano rabbia o insofferenza, se ci sono delle costanti, delle ragioni ricorrenti o se, invece, si tratta solo momenti 'oppositivi' nei tuoi confronti.

Tieni presente che durante la crescita la sfida nei confronti del genitore ci sta, è sana. Che non necessariamente emerge nell'adolescente, ma in tutte le fasi dello sviluppo, a partire dai primissimi anni. Che vivere una separazione e un lutto può, talvolta, spingere un cucciolo a 'reprimere' la propria voglia di sfida e che, proprio perchè ora ti sente più serena e positiva, tua figlia può sentirsi più sicura nel manifestare la propria oppositività.

Una volta accertato che si tratta di una sana fase di ribellione, armati di pazienza, sii ferma nei punti che ritieni indispensabili, ma mostrati accogliente e presente anche nella coccola e nell'affetto.

Hai la mia solidarietà di mamma :)
 
O

Ospite 2

Guest
eh sì

Mi rivolgo soprattutto ai genitori, ma sono ben accetti consigli da chiunque. Premetto per chi non mi conosce che sono una madre single, il mio ex marito è morto qualche anno fa. Mia figlia sta crescendo, è precoce rispetto alle ragazzine della sua età, sembra (fisicamente) molto più grande. E' sempre stata una bambina con grande energia e voglia di fare, da qualche tempo ha scatti d'ira incontrollabili a casa e a scuola le insegnanti mi dicono che è distratta e con scarsa voglia di impegnarsi, anche nelle materie che fino a pochi mesi fa erano le sue preferite. Non ci sono stati cambiamenti in famiglia, io sono molto più serena e presente di un tempo, posso pensare a uno sconvolgimento ormonale e magari a una cotta non corrisposta che la fa soffrire molto (ma della quale non vuole parlare). Sto cercando di mantenere una linea dura per quanto riguarda l'impegno a scuola, ma non vorrei sembrarle troppo "paterna" e poco accogliente. Che dite?
Non credere che i comportamenti dipendano solo da te o che da te possano essere modificati.
In quarta le ragazzine cominciano a dare una grande importanza al rapporto con i coetanei e soprattutto con le coetanee come specchio femminile e come palestra preadolescenziale per i rapporti di amicizia più solidi che si costruiranno nella vita tra le medie e i primi anni delle superiori.
In questo periodo vivono tradimenti atroci che tali non sono vissuti dagli adulti, che di tradimenti ne hanno vissuti bem altri. Li vivono sia come tradite sia come traditrici nella ricerca dell'amicizia esclusiva e rispecchiante.
Crescono rapidamente in tempi diversi fisicamente ed emotivamente e di quello che vivono non parlano facilmente sia per difficoltà a razionalizzare (le parole per dirlo) sia perché comprendono che agli occhi adulti si tratta di piccolezze.
Mentre crescono i figli dobbiamo crescere anche noi e accettare (so che è dura :) ) che si costruiscano na loro vita gradualmente più indipendente da noi.
Penso che il ruolo principale di un genitore sia di esserci e di dare l'idea di essere fermo, un punto di riferimento valoriale e affettivo... alla bisogna.
Forse sei troppo esigente rispetto al rendimento scolastico? Puoi accettare qualche caduta (comprensibile le discipline non diventano solo più difficili, ma anche più complesse e strutturalmente diverse e ciò che prima piaceva perché facile può apparire improvvisamente difficile e far sentire insicuri) senza snaturare l'importanza che ha per te lo studio, facendole sentire che comunque il tuo bene non è condizionato dal rendimento scolastico.
L'essere senza padre può avere un peso più che di dolore di mancanza di uno sguardo gratificante maschile. Se hai la possibilità di farle svolgere attività extra scolastiche con (ad esempio) un allenatore uomo o di farle frequentare parenti maschi (affidabili) compenserai l'assenza.
Un abbraccio
 

Quibbelqurz

Heroiken Sturmtruppen
Mi rivolgo soprattutto ai genitori, ma sono ben accetti consigli da chiunque. Premetto per chi non mi conosce che sono una madre single, il mio ex marito è morto qualche anno fa. Mia figlia sta crescendo, è precoce rispetto alle ragazzine della sua età, sembra (fisicamente) molto più grande. E' sempre stata una bambina con grande energia e voglia di fare, da qualche tempo ha scatti d'ira incontrollabili a casa e a scuola le insegnanti mi dicono che è distratta e con scarsa voglia di impegnarsi, anche nelle materie che fino a pochi mesi fa erano le sue preferite. Non ci sono stati cambiamenti in famiglia, io sono molto più serena e presente di un tempo, posso pensare a uno sconvolgimento ormonale e magari a una cotta non corrisposta che la fa soffrire molto (ma della quale non vuole parlare). Sto cercando di mantenere una linea dura per quanto riguarda l'impegno a scuola, ma non vorrei sembrarle troppo "paterna" e poco accogliente. Che dite?
Ho fatto il babysitting di una ragazza 13enne, nel senso di sostituto babbo/mamma. Conosco quindi perfettamente l'andamento e sviluppo da bambina a ragazza. Non posso dire che andava bene a scuola prima, ma nella fase ormonale non c'era nulla da volere e fare, se non accettare il fatto che ci sarebbe stato una pausa.

Invece di accanirsi l'uno con l'altro - io per non farla perdere le ultime speranze scolastiche e di vita sociale, lei per convincermi che aveva tutto sotto controllo - ho trovato di grande aiuto a fare delle cose assieme, tipo quelle che si fanno da "grandi": shopping, bere un caffé, andare fuori a mangiare, e, last not least, coinvolgerla nella vita reale dei grandi.

E' stato comunque molto, molto difficile e mi ha fatto riflettere molto su me stesso e le difficoltà dei miei genitori a comprendere questo cambiamento. Mi è anche servito per ricordare per cosa volevo allora: e guarda un po' ...

fermezza, certezza, comprensione, aiuto pratico, dimostrazioni come rendersi attraente, come parlare e di cosa parlare; ma scuola: no, maestre/i: no, doveri: no, responsabilità: no.

La pubertà è vissuto come un dolore costante dal quale non è possibile sfuggire, e l'unico modo per sopportarlo è inammorarsi in esso. Questa agitazione esagerata deve trovare una giustificazione e siamo noi a doverla dare.
 

MK

Utente di lunga data
Non credere che i comportamenti dipendano solo da te o che da te possano essere modificati.
In quarta le ragazzine cominciano a dare una grande importanza al rapporto con i coetanei e soprattutto con le coetanee come specchio femminile e come palestra preadolescenziale per i rapporti di amicizia più solidi che si costruiranno nella vita tra le medie e i primi anni delle superiori.
In questo periodo vivono tradimenti atroci che tali non sono vissuti dagli adulti, che di tradimenti ne hanno vissuti bem altri. Li vivono sia come tradite sia come traditrici nella ricerca dell'amicizia esclusiva e rispecchiante.Crescono rapidamente in tempi diversi fisicamente ed emotivamente e di quello che vivono non parlano facilmente sia per difficoltà a razionalizzare (le parole per dirlo) sia perché comprendono che agli occhi adulti si tratta di piccolezze.
Mentre crescono i figli dobbiamo crescere anche noi e accettare (so che è dura :) ) che si costruiscano na loro vita gradualmente più indipendente da noi.
Penso che il ruolo principale di un genitore sia di esserci e di dare l'idea di essere fermo, un punto di riferimento valoriale e affettivo... alla bisogna.
Forse sei troppo esigente rispetto al rendimento scolastico? Puoi accettare qualche caduta (comprensibile le discipline non diventano solo più difficili, ma anche più complesse e strutturalmente diverse e ciò che prima piaceva perché facile può apparire improvvisamente difficile e far sentire insicuri) senza snaturare l'importanza che ha per te lo studio, facendole sentire che comunque il tuo bene non è condizionato dal rendimento scolastico.
L'essere senza padre può avere un peso più che di dolore di mancanza di uno sguardo gratificante maschile. Se hai la possibilità di farle svolgere attività extra scolastiche con (ad esempio) un allenatore uomo o di farle frequentare parenti maschi (affidabili) compenserai l'assenza.
Un abbraccio
Grazie! Hai centrato la tematica del tradimento, per me, già da piccola estremamente razionale, difficilmente comprensibile, ma per fortuna mia figlia è diversa da me. Sul compensare l'assenza sì ha attività extrascolastiche con insegnanti maschi, sui parenti beh... la nostra è una famiglia di donne, ma sono consapevole dell'importanza della figura maschile.
 

MK

Utente di lunga data
Invece di accanirsi l'uno con l'altro - io per non farla perdere le ultime speranze scolastiche e di vita sociale, lei per convincermi che aveva tutto sotto controllo - ho trovato di grande aiuto a fare delle cose assieme, tipo quelle che si fanno da "grandi": shopping, bere un caffé, andare fuori a mangiare, e, last not least, coinvolgerla nella vita reale dei grandi.
Questo lo facciamo (magari niente caffè) e vedo che ne è molto gratificata, ma ho sempre paura di trattarla troppo da grande. Vero che i bambini di oggi sono gli adolescenti che eravamo noi.
 

MK

Utente di lunga data
Prenditi del tempo per osservare tua figlia non con gli occhi della mamma, ma con occhi obiettivi. So che è difficile farlo, perchè sp Che vivere una separazione e un lutto può, talvolta, spingere un cucciolo a 'reprimere' la propria voglia di sfida e che, proprio perchè ora ti sente più serena e positiva, tua figlia può sentirsi più sicura nel manifestare la propria oppositività.

Una volta accertato che si tratta di una sana fase di ribellione, armati di pazienza, sii ferma nei punti che ritieni indispensabili, ma mostrati accogliente e presente anche nella coccola e nell'affetto.

Hai la mia solidarietà di mamma :)
Grazie! Sì lo so, fossimo in due l'opposizione sarebbe meno forte...
 

Sole

Escluso
Grazie! Sì lo so, fossimo in due l'opposizione sarebbe meno forte...
Non dev'essere per niente facile. Ho sempre guardato con grande ammirazione le persone che tirano su i figli da sole. Io non so se ne sarei stata capace. In certi momenti, per quanto mio marito fosse problematico e spesso incapace di gestire alcune dinamiche, devo dire che solo l'idea di avere qualcuno con cui condividere i momenti di difficoltà mi ha aiutato.

Mi sembra una buona idea quella di allargare i punti di riferimento educativi a persone che esulino dalla famiglia e dalla scuola... io ho iniziato a mandare mia figlia (che ha l'età della tua) dagli scout, nonostante non siamo credenti. Trovo che l'idea di trovare nel gruppo la strada per misurarsi con se stessi e col proprio percorso di crescita, in una società tanto individualista poi, possa essere uno stimolo importante. Insomma, i ragazzi hanno bisogno di 'andare oltre' la propria mamma, a un certo punto. E sicuramente la mancanza di un papà rende ancora più difficoltosa questa operazione.
 

MK

Utente di lunga data
Insomma, i ragazzi hanno bisogno di 'andare oltre' la propria mamma, a un certo punto. E sicuramente la mancanza di un papà rende ancora più difficoltosa questa operazione.
Sì, concordo anch'io. Anche mio marito era problematico ma quando c'era la gestione era più semplice. E anche se dovesse esserci un nuovo compagno non potrebbe mai sostituire il padre. Soprattutto nella mia testa.
 

Quibbelqurz

Heroiken Sturmtruppen
Questo lo facciamo (magari niente caffè) e vedo che ne è molto gratificata, ma ho sempre paura di trattarla troppo da grande. Vero che i bambini di oggi sono gli adolescenti che eravamo noi.
Prova a farlo ... permettere le cose "proibite" nel nuovo contesto cambiano le carte in tavola. Trattarla troppo da grande è un rischio che devi correre, sarà lei stessa a mettere il freno quando basta. Ma fin quando regge il gioco, è meglio prima che poi. Escluso ovviamente tutti i punti "no" :)
 

Quibbelqurz

Heroiken Sturmtruppen
Non dev'essere per niente facile. Ho sempre guardato con grande ammirazione le persone che tirano su i figli da sole. Io non so se ne sarei stata capace. In certi momenti, per quanto mio marito fosse problematico e spesso incapace di gestire alcune dinamiche, devo dire che solo l'idea di avere qualcuno con cui condividere i momenti di difficoltà mi ha aiutato.

Mi sembra una buona idea quella di allargare i punti di riferimento educativi a persone che esulino dalla famiglia e dalla scuola... io ho iniziato a mandare mia figlia (che ha l'età della tua) dagli scout, nonostante non siamo credenti. Trovo che l'idea di trovare nel gruppo la strada per misurarsi con se stessi e col proprio percorso di crescita, in una società tanto individualista poi, possa essere uno stimolo importante. Insomma, i ragazzi hanno bisogno di 'andare oltre' la propria mamma, a un certo punto. E sicuramente la mancanza di un papà rende ancora più difficoltosa questa operazione.
Io ho avuto per 15 giorni un aiuto (visita) che mi ha aperto gli occhi su alcuni punti tipicamente femminili. Cose che sanno solo donne. Quindi ho potuto aggiustare il mio tiro e le cose sono poi andate molto meglio.

Esempio: quando la ragazza aveva tipo 10 anni, quando diventava troppo insistente nel gioco o nella vita, le davo una spinta con la mano sul petto, segnale chiaro e forte anche usato nel confronto dei due ragazzi più piccoli. Quando aveva raggiunto 13 anni, lo stesso gesto era un'offesa nei suoi confronti, ma io non lo sapevo. E questa donna mi ha spiegato che faccendo così, non le segnalavo che volevo essere lasciato in pace, ma che non la rispettavo come donna.

Cioè sono piccoli cambiamenti nella psiche causato dalla crescita che sono il più delle volte inconsapevoli. Abbiamo risolto il problema parlandoci. Mi sono scusato con lei di averla respinta in virtù all'abitudine e nel contempo le ho chiesto come le posso segnalare quando non ce la faccio più con lei ;)
 
Stato
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